# \[472\] Pierluigi Concutelli, «il comandante» | Camerati armati #1

An episode of [Spazio 70](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1544129088), 25 Oct 2026, 33 min.

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Pierluigi Concutelli è uno dei nomi più noti dell'eversione neofascista italiana degli anni Settanta. Dalla militanza politica alla clandestinità, dai rapporti con Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale fino all'omicidio del magistrato Vittorio Occorsio, questo primo episodio di Camerati armati ricostruisce il percorso che portò Concutelli dalla politica alla lotta armata. Attraverso atti giudiziari, fonti parlamentari, documenti d'archivio e registrazioni processuali, ripercorriamo i passaggi meno conosciuti della sua storia: la rete internazionale, la Spagna, l'Angola, l'autofinanziamento, l'arresto e gli anni di carcere. Camerati armati è la nuova serie di Spazio70 dedicata alle storie, agli ambienti e ai protagonisti dell'estrema destra armata italiana degli anni Settanta e Ottanta. Il nostro sito internet: https://www.spazio70.com Il nostro gruppo Telegram: https://www.t.me/spazio_70 Alcune fonti utilizzate: Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e sulle stragi – Doc. XXIII n. 64, Vol. I, Tomo II: LINK Guido Salvini, Sentenza-ordinanza del 3 febbraio 1998, Parte III – rete internazionale, Madrid, Angola, dichiarazioni di Concutelli: LINK Fondazione Vittorio Occorsio – ricostruzione dell’omicidio, indagini e arresto di Concutelli https://www.fondazioneoccorsio.it/ Radio Radicale, processo sulla ricostituzione di Ordine Nuovo, – deposizione di Concutelli: LINK Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support.

## Transcript

[0:00] Speaker 2: Palermo, elezioni amministrative del 1975. Nella lista numero 4 del
[0:10] Speaker 2: Movimento Sociale Italiano, tra i candidati al Consiglio Comunale, al
[0:14] Speaker 2: numero 21 compare un nome, Pierluigi Concutelli. E non si
[0:23] Speaker 2: tratta di un caso di omonimia, è proprio lui, il
[0:27] Speaker 2: neofascista che, appena un anno dopo, assassinerà a Roma il
[0:31] Speaker 2: magistrato Vittorio Corsio. Ma, almeno secondo il racconto che ne
[0:36] Speaker 2: farà anni dopo, quella candidatura a Concutelli interessa ben poco.
[0:42] Speaker 2: La sua scelta politica sta già andando in tutt'altra direzione.
[0:51] Speaker 2: Proprio in quei mesi, infatti, dietro la sigla FULAS, Fronte
[0:56] Speaker 2: Unitario di Lotta al Sistema, vengono rivendicati diversi attentati esplosivi
[1:03] Speaker 2: tra Sicilia, Calabria e Roma. Sono azioni prevalentemente dimostrative, che
[1:09] Speaker 2: non provocano morti, dirette contro obiettivi scelti per il loro
[1:14] Speaker 2: valore politico e simbolico. Tra gli episodi più significativi c'è
[1:19] Speaker 2: quello del 4 aprile contro la sede palermitana del quotidiano Lora.
[1:25] Speaker 2: Una bomba a mano SRCM viene lanciata contro il primo
[1:29] Speaker 2: piano dell'edificio, danneggiando gli uffici della redazione senza provocare feriti.
[1:35] Speaker 2: Sul posto vengono lasciati i volantini con i quali il
[1:38] Speaker 2: Fulas rivendica l'attentato e mentre il suo nome compare sui
[1:42] Speaker 2: manifesti elettorali del Movimento Sociale Italiano, il giovane estremista e
[1:47] Speaker 2: contemporaneamente impegnato insieme ad altri neofascisti e a elementi della
[1:53] Speaker 2: criminalità comune nella preparazione del sequestro del banchiere Luigi Mariano
[1:58] Speaker 2: per la cui liberazione saranno versati 280 milioni di lire
[2:03] Speaker 2: di riscatto alle elezioni Concutelli raccoglie quasi mille preferenze ma
[2:09] Speaker 2: non viene eletto anni dopo racconterà che di quella candidatura
[2:13] Speaker 2: non gli era mai importato granché e che era stata
[2:16] Speaker 2: soprattutto la base del partito a volerla nel 1975 insomma
[2:21] Speaker 2: La sua idea di politica è già altrove, nella clandestinità,
[2:26] Speaker 2: nell'autofinanziamento e nella lotta armata. Quella soglia Concutelli l'ha già attraversata.
[2:33] Speaker 2: La domanda è, come ci è arrivato?
[2:36] Speaker 3: Pierluigi Concutelli nasce a Roma nel 1944 e arriva in
[2:41] Speaker 3: Sicilia poco più che ventenne, in seguito al trasferimento lavorativo
[2:46] Speaker 3: del padre. A Palermo si iscrive all'università e comincia, abbastanza presto,
[2:51] Speaker 3: a frequentare gli ambienti della destra giovanile locale. Sono gli
[2:56] Speaker 3: anni della crescente radicalizzazione politica e il giovane Concutelli si
[3:01] Speaker 3: ritrova rapidamente a vivere una militanza fatta di scontri di piazza,
[3:06] Speaker 3: di violenza e di un insano interesse per le armi.
[3:10] Speaker 3: Nell'ottobre del 1969 viene arrestato a Bellolampo, sulle colline alle
[3:16] Speaker 3: spalle di Palermo, insieme ad altri giovani dell'estrema destra, durante
[3:21] Speaker 3: un'esercitazione con armi da guerra. I carabinieri sequestreranno pistole, mitragliatrici
[3:27] Speaker 3: e bombe a mano. Si tratta di un episodio che
[3:30] Speaker 3: anticipa la direzione che sta prendendo l'impegno politico di Concutelli.
[3:35] Speaker 3: Per lui la politica non è più soltanto propaganda, organizzazione
[3:40] Speaker 3: oppure scontro di piazza, ma qualcosa che tende sempre di
[3:44] Speaker 3: più ad assumere una dimensione di tipo militare. In una
[3:48] Speaker 3: prima fase della sua attività, Concutelli gravita attorno al fronte
[3:53] Speaker 3: nazionale di Junio Valerio Borghese, ma quell'ambiente finisce presto per
[3:57] Speaker 3: stargli stretto. Anche il progetto di Borghese è radicalmente ostile
[4:02] Speaker 3: al sistema dei partiti, e punta una svolta autoritaria fondata sull'ordine,
[4:08] Speaker 3: sull'anticomunismo e su uno Stato forte. Concutelli però tenderà sempre
[4:13] Speaker 3: più a concepire la propria militanza in termini apertamente rivoluzionari
[4:18] Speaker 3: e a idealizzare una lotta politica radicale destinata progressivamente a
[4:23] Speaker 3: trasformarsi in clandestinità e azione armata. È anche nell'ottica di
[4:28] Speaker 3: questa prospettiva che finirà per riconoscersi maggiormente nell'universo ideologico di
[4:34] Speaker 3: Ordine Nuovo.
[4:37] Speaker 2: Prima di andare avanti però bisogna chiarire che cosa fosse
[4:41] Speaker 2: Ordine Nuovo, perché dietro questo nome si trovano in momenti diversi,
[4:46] Speaker 2: esperienze distinte. Le origini risalgono agli anni 50, quando Pino
[4:51] Speaker 2: Rauti guida all'interno del movimento sociale una corrente fortemente influenzata
[4:56] Speaker 2: dal pensiero di Julius Evola, una visione tradizionalista e radicalmente antimoderna,
[5:02] Speaker 2: contraria alla democrazia e all'egualitarismo, fondata sull'idea di gerarchia, elite
[5:08] Speaker 2: e superiorità dei valori spirituali su quelli materiali. Dopo la
[5:12] Speaker 2: vittoria della linea di Arturo Michelini al congresso missino del 1956,
[5:15] Speaker 2: Rauti rompe con il partito e nel gennaio del 1957
[5:22] Speaker 2: il gruppo di Ordine Nuovo si rende autonomo dal Movimento
[5:26] Speaker 2: Sociale Italiano, costituendosi nel centro studi Ordine Nuovo. Si tratta
[5:31] Speaker 2: di una struttura di formazione politica e ideologica, ostile alla
[5:36] Speaker 2: democrazia parlamentare e orientata verso una concezione rivoluzionaria della destra.
[5:42] Speaker 2: Nel 1969, però, Giorgio Almirante torna alla guida del Movimento
[5:47] Speaker 2: Sociale e Rauti, insieme alla maggioranza dei suoi uomini, decide
[5:52] Speaker 2: di rientrare nel partito. Clemente Graziani e la componente più
[5:56] Speaker 2: intransigente rifiutano invece questa scelta e danno vita al movimento
[6:00] Speaker 2: politico Ordine Nuovo. Questa volta non siamo più soltanto davanti
[6:04] Speaker 2: a un centro studi, nasce una vera organizzazione politica con
[6:09] Speaker 2: una struttura nazionale, sezioni, dirigenti, militanti e un proprio giornale.
[6:15] Speaker 3: È importante precisare una cosa. In questa fase il movimento
[6:19] Speaker 3: politico Ordine Nuovo è ancora fondamentalmente legale e opera anche pubblicamente.
[6:26] Speaker 3: Questo non esclude però l'esistenza al suo interno di circuiti
[6:30] Speaker 3: e attività riservate. A condurre l'inchiesta giudiziaria sul movimento è
[6:34] Speaker 3: un magistrato che ritroveremo più avanti nella nostra storia. Vittorio Occorsio.
[6:41] Speaker 3: Già nel 1971 Occorsio interviene nell'inchiesta per ricostituzione del disciolto
[6:47] Speaker 3: partito fascista e il 31 marzo firma un ordine di
[6:51] Speaker 3: cattura nei confronti di Clemente Graziani. L'indagine coinvolgerà poi numerosi
[6:56] Speaker 3: altri esponenti del movimento, sfociando nel processo che si aprirà
[7:01] Speaker 3: a Roma nel giugno del 1973. Sarà proprio Occorsio a
[7:07] Speaker 3: sostenere l'accusa. Il passaggio decisivo arriva però quando il Movimento
[7:13] Speaker 3: Politico Ordine Nuovo viene ufficialmente sciolto il 23 novembre del
[7:18] Speaker 3: 1973 con decreto del ministro dell'interno. Una parte dei dirigenti
[7:24] Speaker 3: fugge all'estero e per molti militanti rimasti in Italia si
[7:28] Speaker 3: apre un problema molto concreto. Che cosa fare? Le alternative
[7:33] Speaker 3: sembrano sostanzialmente tre. Abbandonare la politica, rientrare nel movimento sociale
[7:38] Speaker 3: italiano oppure proseguire la propria militanza in clandestinità. e Concutelli
[7:45] Speaker 3: imbocca progressivamente proprio questa strada.
[7:48] Speaker 4: In quel momento di possibile c'erano solo due cose. La resa,
[7:54] Speaker 4: cioè dire non serviamo a niente, non serviamo a niente,
[8:00] Speaker 4: non diciamo niente, non siamo nessuno, quindi rientriamo nei ranghi,
[8:07] Speaker 4: usciamo dalla comune insalutati e indesiderati, oppure prospettiamoci, vediamo chi siamo,
[8:17] Speaker 4: stabiliamo quale è la nostra identità e vediamo di agire
[8:24] Speaker 4: in senso rivoluzionario.
[8:27] Speaker 2: È in questa fase che il ragionamento di Concutelli diventa
[8:31] Speaker 2: sempre più pragmatico. Per vivere in clandestinità servono covi, automobili,
[8:37] Speaker 2: documenti falsi, armi. E per procurarsi tutto questo servono soldi.
[8:44] Speaker 2: Se i soldi non ci sono, bisogna prenderli. Furti, rapine
[8:48] Speaker 2: e sequestri diventano così strumenti di autofinanziamento. È la logica
[8:53] Speaker 2: con la quale Concutelli arriva alle azioni del Fulas e,
[8:58] Speaker 2: nel 1975, al sequestro del banchiere Luigi Mariano. Dopo il
[9:03] Speaker 2: pagamento del riscatto nel settembre del 1975, partecipa ad Albano
[9:09] Speaker 2: Laziale ad una riunione nella quale esponenti di ordine nuovo
[9:13] Speaker 2: e avanguardia nazionale tentano di dar vita a una struttura unitaria.
[9:18] Speaker 2: Il processo però entra presto in crisi e non porterà
[9:22] Speaker 2: una fusione stabile tra le due organizzazioni. Con Cutelli ormai
[9:27] Speaker 2: ricercato lascia l'Italia e raggiunge l'ambiente dei neofascisti italiani raccolti
[9:34] Speaker 2: in Spagna attorno a Stefano delle Chiaie. secondo il racconto
[9:38] Speaker 2: che ne farà in seguito, per arrivarvi attraversa la Svizzera
[9:41] Speaker 2: e passa per Nizza. In Spagna entra così in contatto
[9:45] Speaker 2: diretto con una rete di militanti italiani fuoriusciti, nelle sue
[9:49] Speaker 2: memorie ne offrirà un ritratto tutt'altro che entusiasta, un ambiente
[9:53] Speaker 2: attraversato da rivalità, diffidenze e contrasti sulla linea da seguire.
[9:59] Speaker 2: Tra la fine del 1975 e i primi mesi del
[10:03] Speaker 2: 1976 si colloca anche la parentesi angolana. In quel momento
[10:09] Speaker 2: l'Angola è precipitata nella guerra civile. Da una parte il
[10:13] Speaker 2: movimento popolare di liberazione dell'Angola, sostenuto dall'Unione Sovietica e dalle
[10:18] Speaker 2: truppe cubane, Dall'altra, fra le forze che gli si oppongono,
[10:22] Speaker 2: l'unita di Jonas Savimbi. È proprio a sostegno dell'unita che
[10:27] Speaker 2: la rete neofascista raccolta a Madrid attorno a Stefano delle
[10:30] Speaker 2: Chiaie invia Concutelli e altri militanti italiani in Angola. Concutelli
[10:36] Speaker 2: racconterà di aver trascorso un periodo al fronte e di
[10:40] Speaker 2: aver partecipato direttamente ai combattimenti. La sua presenza in Angola
[10:45] Speaker 2: trova riscontro anche nelle successive ricostruzioni giudiziarie. Restano invece meno
[10:50] Speaker 2: certi la durata della permanenza e il ruolo militare effettivamente svolto.
[10:56] Speaker 2: Nel racconto di Concutelli è proprio dopo questa esperienza che
[11:00] Speaker 2: matura definitivamente la decisione di rientrare in Italia. Prima però
[11:07] Speaker 2: rompe con l'ambiente di avanguardia nazionale che aveva frequentato in Spagna,
[11:11] Speaker 2: il progetto di fusione con ordine nuovo gli appare ormai
[11:14] Speaker 2: fallito e i rapporti con Stefano delle Chiaie si deteriorano.
[11:20] Speaker 2: Anni dopo racconterà di aver disarmato alcuni militanti avanguardisti in
[11:24] Speaker 2: due appartamenti e di essersi impossessato non soltanto delle loro armi,
[11:30] Speaker 2: ma anche della cassa del gruppo. Sempre secondo il suo racconto,
[11:34] Speaker 2: lascia quindi Madrid diretto verso la Francia, nascondendo le armi
[11:38] Speaker 2: nell'intercapedine dell'aria condizionata di un vagone letto. Fra quelle che
[11:43] Speaker 2: dirà di aver portato con sé ci sono pistole e
[11:46] Speaker 2: almeno una mitraietta Ingram, Un dettaglio importante perché è proprio
[11:50] Speaker 2: un Ingram M10 di provenienza spagnola che sarà poi utilizzata
[11:56] Speaker 2: nell'omicidio di Vittorio Corsio.
[11:59] Speaker 4: Io avevo armi abbastanza sofisticate di diversa provenienza, tra cui
[12:05] Speaker 4: le famose mitragliette Ingram che non è vero che mi
[12:08] Speaker 4: furono date dai servizi segreti spagnoli, ma furono da me rubate.
[12:15] Speaker 4: a mano armata, e questo è risultato in vari procedimenti
[12:18] Speaker 4: per ammissione degli stessi avanguardisti, sia pentiti che irriducibili, furono
[12:25] Speaker 4: da me catturate, diciamo, quando disarmai dei nuclei di avanguardia
[12:33] Speaker 4: nazionale situati in due appartamenti, distanti fra loro, a ritorno
[12:38] Speaker 4: da operazioni pazzesche di cui mi rifiuto di parlare, pieno
[12:43] Speaker 4: di astio e pieno di sentimento di rivincita nei confronti
[12:47] Speaker 4: di delle chiaie cercai di sorprendere delle chiaie a Madrid
[12:51] Speaker 4: e non lo trovai perché delle chiaie si trovava in
[12:53] Speaker 4: quel momento a Saragozza e trovai però i suoi accoliti
[12:58] Speaker 4: e come uso e come lei avrà sentito dire molte
[13:01] Speaker 4: altre volte in quest'aula o in altre aule quando un
[13:06] Speaker 4: gruppo clandestino ritiene di non fidarsi più di un altro
[13:10] Speaker 4: gruppo che ne ha la facoltà, lo disarma. E noi
[13:15] Speaker 4: disarmammo e prelevamo anche la cassa di questi... E io
[13:20] Speaker 4: prelevai in quell'occasione delle mitragliette Ingram, delle pistole mitragliatrici Ingram
[13:24] Speaker 4: modello 10
[13:26] Speaker 3: Dopo la tappa a Nizza, Concutelli raggiunge la Corsica, dove
[13:30] Speaker 3: incontra Clemente Graziani e Giuseppe Pugliese, due figure storiche dell'ambiente ordinovista.
[13:36] Speaker 3: Secondo il racconto che ne farà Concutelli, il confronto con
[13:40] Speaker 3: Graziani è piuttosto duro. Il vecchio dirigente teme che ormai
[13:45] Speaker 3: Concutelli sia diventato un uomo di delle chiaie, mentre lo
[13:49] Speaker 3: stesso Concutelli sostiene invece che il movimento politico Ordine Nuovo
[13:54] Speaker 3: non possa essere semplicemente ricostruito così come era. Secondo lui
[13:59] Speaker 3: bisogna cambiare prospettiva, quindi non più un movimento politico di
[14:03] Speaker 3: tipo tradizionale ma una struttura clandestina capace di agire militarmente.
[14:09] Speaker 3: Nelle sue memorie Concutelli lo dirà in maniera piuttosto esplicita.
[14:13] Speaker 3: A quel punto per lui si trattava di vera e
[14:16] Speaker 3: propria lotta armata e per arrivare alla vittoria riteneva possibile
[14:21] Speaker 3: soltanto una tattica, attaccare.
[14:24] Speaker 2: E con questa convinzione che nella primavera del 1976 Concutelli
[14:29] Speaker 2: torna in Italia. Non torna soltanto da latitante, torna con armi,
[14:34] Speaker 2: con tatti, Un'esperienza internazionale alle spalle e soprattutto con l'intenzione
[14:39] Speaker 2: di assumere un ruolo di primo piano nella nuova struttura clandestina.
[14:44] Speaker 2: Guarda con interesse anche al modello operativo delle organizzazioni della
[14:48] Speaker 2: sinistra armata e in particolare delle brigate rosse. Clandestinità, compartimentazione
[14:55] Speaker 2: e azione armata. Il tempo degli attentati puramente dimostrativi è finito.
[15:02] Speaker 2: Il salto successivo sarà ancora più grave. La scelta di
[15:06] Speaker 2: un obiettivo umano. E quell'obiettivo ha un nome. Vittorio Corsio.
[15:11] Speaker 3: Vittorio Corsio, sostituto procuratore della Repubblica a Roma. La scelta
[15:17] Speaker 3: non è casuale. Corsio si è già occupato in passato
[15:21] Speaker 3: di estremismo nero e soprattutto ha indagato su ordine nuovo,
[15:25] Speaker 3: contribuendo all'azione giudiziaria che porterà poi allo scioglimento del movimento.
[15:31] Speaker 3: Per una parte dell'ambiente neofascista Occorsio diventa così il simbolo
[15:35] Speaker 3: della repressione. Secondo le testimonianze emerse negli anni successivi, neppure
[15:41] Speaker 3: all'interno dell'area ordino vista c'è unanimità sulla scelta di uccidere
[15:46] Speaker 3: il magistrato. Per alcuni significerebbe infatti superare una soglia pericolosa
[15:52] Speaker 3: e attirare così una repressione ancora più dura. Concutelli decide
[15:56] Speaker 3: comunque di andare avanti contando sull'appoggio di un ristretto gruppo
[16:01] Speaker 3: di militanti. Poco dopo le otto e mezza del mattino,
[16:05] Speaker 3: Occorsio esce dal garage della propria abitazione, sita in via Mogadiscio,
[16:10] Speaker 3: per andare al lavoro. È solo a bordo della sua
[16:14] Speaker 3: Fiat 125. Pochi metri più avanti, Concutelli lo aspetta con
[16:19] Speaker 3: una mitraglietta Ingram calibro 9 dotata di silenziatore. Spara attraverso
[16:25] Speaker 3: il parabrezza, Ocorsio viene colpito, tenta di uscire dall'auto, ma
[16:30] Speaker 3: il killer si avvicina e spara nuovamente. Poi lascia nella
[16:34] Speaker 3: vettura dei volantini di rivendicazione del movimento politico Ordine Nuovo
[16:39] Speaker 3: e si allontana con il complice Gianfranco Ferro. Il linguaggio
[16:43] Speaker 3: del comunicato è significativo. Si parla di un tribunale speciale,
[16:48] Speaker 3: di una condanna e dell'esecuzione di una sentenza di morte.
[16:52] Speaker 3: Non è soltanto la rivendicazione di un omicidio ma è
[16:56] Speaker 3: la pretesa di contrapporre alla giustizia dello Stato una pretesa
[17:00] Speaker 3: giustizia rivoluzionaria. Con Occorsio Concutelli realizza finalmente il modello di
[17:06] Speaker 3: lotta armata che aveva in mente.
[17:10] Speaker 5: La giustizia borghese si ferma all'ergastolo, la giustizia rivoluzionaria va oltre.
[17:16] Speaker 5: Il Tribunale Speciale del Movimento Politico Ordine Nuovo ha giudicato
[17:20] Speaker 5: Vittorio Occorsio e lo ha ritenuto colpevole di avere, per
[17:24] Speaker 5: opportunismo carrieristico, servito la dittatura democratica perseguitando i militanti di
[17:29] Speaker 5: Ordine Nuovo e le idee di cui essi sono portatori.
[17:34] Speaker 5: Vittorio Occorsio ha infatti istruito due processi contro il movimento
[17:38] Speaker 5: politico Ordine Nuovo. Al termine del primo, grazie alla complicità
[17:43] Speaker 5: dei giudici marxisti Battaglini e Coiro e del barone Di Cittaviani,
[17:49] Speaker 5: il movimento politico è stato sciolto e decine di anni
[17:52] Speaker 5: di galera sono stati inflitti ai suoi dirigenti. Nel corso
[17:57] Speaker 5: della seconda istruttoria, numerosi militanti del movimento politico Ordine Nuovo
[18:03] Speaker 5: sono stati inquisiti e incarcerati e condotti in catene dinanzi
[18:07] Speaker 5: ai tribunali del sistema borghese. Molti di essi sono ancora
[18:13] Speaker 5: illegalmente trattenuti nelle democratiche galere, molti altri sono da anni
[18:17] Speaker 5: costretti ad una dura latitanza. L'atteggiamento inquisitorio tenuto dal servo
[18:23] Speaker 5: del sistema occorsio non è meritevole di alcuna attenuante. L'accanimento
[18:29] Speaker 5: da lui usato nel colpire gli ordinovisti lo ha degradato
[18:32] Speaker 5: a livello di un boia, ma anche i boia muoiono.
[18:37] Speaker 5: La sentenza emessa dal Tribunale del Movimento Politico Ordine Nuovo
[18:42] Speaker 5: è di morte e sarà eseguita da uno speciale nucleo operativo.
[18:46] Speaker 5: Avanti per l'Ordine Nuovo.
[18:50] Speaker 2: L'omicidio Corsio non rappresenta però il punto finale dell'azione di Concutelli.
[18:55] Speaker 2: 16 giorni dopo, il 26 luglio, alle 8.20 del mattino,
[18:59] Speaker 2: quattro uomini armati, entrano a volto scoperto nella sede del
[19:03] Speaker 2: Ministero del Lavoro in via Flavia a Roma. A guidare
[19:06] Speaker 2: il commando è lo stesso Concutelli, che ha partecipato alla
[19:10] Speaker 2: preparazione dell'operazione e ai sopralluoghi. È la vigilia del giorno
[19:15] Speaker 2: di paga e negli uffici è stata appena depositata una
[19:18] Speaker 2: consistente somma di denaro destinata agli stipendi. L'azione viene condotta
[19:23] Speaker 2: con una precisione quasi militare, compiti distribuiti in anticipo movimenti coordinati,
[19:29] Speaker 2: tempi ridotti al minimo e una via di fuga già predisposta.
[19:34] Speaker 2: Gli impiegati vengono immobilizzati, il denaro prelevato e, al momento
[19:40] Speaker 2: di sganciarsi, il gruppo utilizza fumogeni e lacrimogeni per creare confusione,
[19:46] Speaker 2: ostacolare l'intervento di poliziotti e vigilanti e coprire la ritirata
[19:51] Speaker 2: verso l'auto che li attende all'esterno tutto si conclude in
[19:54] Speaker 2: pochissimi minuti il bottino sfiora il mezzo miliardo di lire
[19:58] Speaker 2: e l'altra faccia della strategia di concutelli da una parte
[20:02] Speaker 2: l'omicidio politico dall'altra l'autofinanziamento Poco dopo la rapina, Concutelli riunisce
[20:08] Speaker 2: diversi militanti da Nino alla Camilluccia, un noto ristorante romano.
[20:13] Speaker 2: Tra gli invitati c'è anche Paolo Signorelli, con il quale
[20:17] Speaker 2: Concutelli è ormai entrato in duro contrasto sulla linea e
[20:21] Speaker 2: sulla gestione dell'organizzazione. Quella che all'apparenza sembra una normale cena
[20:26] Speaker 2: tra camerati, si trasforma invece in una vera resa dei
[20:29] Speaker 2: conti interna. Secondo la ricostruzione che Concutelli darà in seguito,
[20:35] Speaker 2: La cena serve a ufficializzare l'esautoramento di Signorelli dalla gestione
[20:40] Speaker 2: operativa e a consolidare la sua leadership. A quel punto
[20:45] Speaker 2: il comandante militare di ordine nuovo dispone ormai di uomini, armi,
[20:50] Speaker 2: denaro e autorità all'interno del movimento. Ma è proprio nel
[20:55] Speaker 2: momento in cui sembra aver raggiunto il punto più alto
[20:58] Speaker 2: della propria parabola che comincia la caduta. Gli investigatori stanno
[21:03] Speaker 2: ricostruendo i movimenti del gruppo è un dettaglio apparentemente marginale.
[21:08] Speaker 2: Una moto Guzzi 750 rossa, notata nei pressi dell'abitazione di
[21:12] Speaker 2: Vittorio Corsio nei giorni precedenti all'omicidio, finirà per portarli, sempre
[21:18] Speaker 2: più vicino, alla rete di Concutelli.
[21:22] Speaker 3: La pista della moto porta gli investigatori a Gianfranco Ferro,
[21:26] Speaker 3: un testimone aveva notato nei giorni precedenti all'omicidio una moto
[21:31] Speaker 3: Guzzi 750 rossa nei pressi dell'abitazione di Occorsio. Gli accertamenti
[21:37] Speaker 3: fanno emergere che Ferro aveva posseduto fino al 30 luglio
[21:41] Speaker 3: 1976 proprio una Guzzi 750 rossa e che aveva avuto
[21:48] Speaker 3: stretti rapporti logistici con Concutelli al quale aveva procurato un
[21:53] Speaker 3: appartamento dopo il suo rientro dalla Spagna. La rete clandestina
[21:57] Speaker 3: comincia così ad emergere sempre più chiaramente nelle indagini. Concutelli
[22:02] Speaker 3: intanto continua la latitanza e cambia più volte nascondiglio. La
[22:07] Speaker 3: svolta arriva nelle prime settimane del 1977. L' 11 febbraio viene
[22:13] Speaker 3: fermato Paolo Bianchi, un neofascista vicino all'ambiente di Concutelli, e
[22:19] Speaker 3: proprio Bianchi decide di collaborare e di fornire agli investigatori
[22:25] Speaker 3: l'indirizzo del covo di via dei foraggi secondo una successiva
[22:30] Speaker 3: ricostruzione bianchi rivela che proprio in quelle ore un comando
[22:35] Speaker 3: ordino vista avrebbe dovuto attentare alla vita del magistrato pierluigi
[22:40] Speaker 3: vigna nella notte tra il 12 e 13 febbraio gli
[22:44] Speaker 3: uomini dell'antiterrorismo circondano l'appartamento nel centro di roma con cutelli
[22:49] Speaker 3: capisce di essere in trappola e decide di non opporre
[22:52] Speaker 3: resistenza secondo un principio, dice, di economia rivoluzionaria. Nel covo
[22:59] Speaker 3: gli agenti trovano esplosivo, armi da guerra, munizioni e denaro.
[23:04] Speaker 3: E accanto al letto c'è anche una Ingram con silenziatore
[23:08] Speaker 3: e matricola brasa, la stessa arma utilizzata per assassinare Vittorio Corsio.
[23:14] Speaker 3: Il pubblico ministero Pierluigi Vigna parlerà di un vero e
[23:17] Speaker 3: proprio mare di prove sull'attività avversiva di Ordine Nuovo. Poco dopo,
[23:23] Speaker 3: davanti ai giornalisti e alle telecamere della RAI, Concutelli si
[23:27] Speaker 3: presenta come un soldato politico e quindi un prigioniero politico.
[23:33] Speaker 3: Si tratta di una definizione significativa. Anche nel momento della cattura,
[23:39] Speaker 3: Concutelli continua a interpretare la propria vicenda, non come quella
[23:43] Speaker 3: di un criminale comune, ma come quella di un militante
[23:47] Speaker 3: sconfitto all'interno di una guerra politica. A meno di un
[23:52] Speaker 3: anno dall'assassinio Corsio, la sua esperienza clandestina fuori dal carcere
[23:57] Speaker 3: è finita, ma non è finita la violenza.
[24:00] Speaker 2: Comincia a questo punto una lunga traversata nelle carceri italiane.
[24:05] Speaker 2: Regina Celi, Volterra, Portoazzurro, Asinara, Re Bibbia, Novara, Concutelli racconterà
[24:10] Speaker 2: di aver tentato più volte di evadere, elaborando in diversi
[24:14] Speaker 2: istituti piani che non arriveranno mai a compimento. A Porto
[24:19] Speaker 2: Azzurro incontra Mario Tuti, il neofascista toscano che nel gennaio
[24:23] Speaker 2: del 1975 aveva ucciso due poliziotti a Empoli. Tra i
[24:28] Speaker 2: due nasce subito una forte intesa. Nel 1981 Tuti e
[24:32] Speaker 2: Concutelli si ritrovano nel carcere di Novara. Qui arriva Ermanno Buzzi,
[24:37] Speaker 2: condannato in primo grado all'ergastolo per la strage di Piazza
[24:41] Speaker 2: della Loggia. Ma Buzzi è considerato un delatore. un uomo
[24:45] Speaker 2: sospettato di aver avuto rapporti con i carabinieri e con
[24:49] Speaker 2: apparati dello Stato. Attorno alla sua figura, inoltre, circolano delle
[24:54] Speaker 2: voci particolarmente infamanti nell'ambiente neofascista dell'epoca. Alcuni detenuti lo accusano
[25:01] Speaker 2: di adescare ragazzini e di essere un pederasta, un corruttore
[25:05] Speaker 2: di minori. Tutti considera anche questo incompatibile con l'immagine del
[25:10] Speaker 2: militante nazional rivoluzionario. Ai suoi occhi, Buzzi non sarebbe soltanto
[25:15] Speaker 2: una spia, ma qualcuno capace, con il proprio comportamento, di
[25:20] Speaker 2: screditare e infangare l'intero ambiente politico cui pretende di appartenere.
[25:26] Speaker 2: E nell'universo politico e carcerario di Tuti e Concutelli, la
[25:30] Speaker 2: parola infame non è soltanto un insulto. Indica qualcuno che
[25:36] Speaker 2: ha tradito il proprio ambiente e collaborato con il nemico.
[25:40] Speaker 2: È una colpa che, nella loro logica... Può essere punita
[25:43] Speaker 2: con la morte
[25:44] Speaker 3: Nella primavera del 1981 Buzzi esce nel cortile del carcere
[25:50] Speaker 3: per l'ora d'aria. Concutelli gli si avvicina e gli sferra
[25:55] Speaker 3: un forte pugno sullo stomaco. Tutti interviene subito dopo. I
[26:00] Speaker 3: due lo trascinano in un punto poco visibile dalle guardie
[26:05] Speaker 3: e poi lo strangolano con dei lacci di scarpe dopo
[26:08] Speaker 3: averlo ulteriormente picchiato. Ma il particolare più importante arriva dopo.
[26:14] Speaker 3: Tutti e Concutelli non cercano di nascondere le responsabilità. Al contrario,
[26:20] Speaker 3: rivendicano l'uccisione come l'esecuzione di una sentenza del loro Tribunale
[26:25] Speaker 3: Nazionale Rivoluzionario, accusando Buzzi di tradimento. Continuano quindi a pensarsi
[26:32] Speaker 3: come militanti e a classificare amici e nemici secondo categorie
[26:37] Speaker 3: politiche attribuendosi il diritto di giudicare e punire. Si tratta
[26:42] Speaker 3: insomma dello stesso meccanismo ideologico che abbiamo visto nella rivendicazione
[26:47] Speaker 3: dell'omicidio Occorsio, l'idea di una giustizia alternativa a quella dello
[26:53] Speaker 3: Stato amministrata direttamente da militanti. Solo che questa volta il
[26:58] Speaker 3: bersaglio non è un magistrato, è un uomo proveniente dal
[27:02] Speaker 3: loro stesso mondo, accusato di aver tradito. E per Concutelli
[27:07] Speaker 3: non sarà l'ultima volta.
[27:09] Speaker 2: Ma sulla morte di Buzzi rimane un'ombra che è difficile ignorare.
[27:13] Speaker 2: Tutti e Concutelli hanno sempre rivendicato l'omicidio sostenendo di considerarlo
[27:18] Speaker 2: un delatore, un provocatore e sulla base delle voci che
[27:22] Speaker 2: circolavano in carcere anche un personaggio moralmente incompatibile con l'immagine
[27:28] Speaker 2: del militante nazional rivoluzionario. Tuttavia è subito emersa un'altra ipotesi.
[27:34] Speaker 2: Buzzi stava per affrontare il processo d'appello per la strage
[27:37] Speaker 2: di piazza della loggia e secondo alcune testimonianze avrebbe manifestato
[27:42] Speaker 2: l'intenzione di fare nuove dichiarazioni ai magistrati. Da qui il
[27:46] Speaker 2: sospetto che qualcuno potesse avere interesse a impedirgli di parlare.
[27:51] Speaker 2: È una pista che è entrata anche nelle successive indagini
[27:54] Speaker 2: giudiziarie ma che non è mai stata dimostrata in maniera definitiva.
[28:00] Speaker 3: Qualche interrogativo rimane anche sulla componente morale della giustificazione fornita
[28:05] Speaker 3: dagli assassini, perché quel criterio, a ben vedere, sembra essere
[28:10] Speaker 3: stato applicato in maniera piuttosto selettiva. Concuteli durante la detenzione
[28:16] Speaker 3: divide la cella con Angelo Izzo, già condannato per il
[28:19] Speaker 3: massacro del Circeo. Anche Mario Tutti intrattiene rapporti con lui
[28:25] Speaker 3: e più in generale Izzo, continua ad avere strettissimi rapporti
[28:30] Speaker 3: con esponenti dell'ambiente neofascista carcerario. Sarà soprattutto la collaborazione di
[28:36] Speaker 3: Izzo con la magistratura a trasformarlo, agli occhi di quell'ambiente,
[28:40] Speaker 3: in un vero e proprio infame. E non è l'unico caso.
[28:44] Speaker 3: Tutti mantiene rapporti politici anche con Giorgio Invernizzi, con il
[28:49] Speaker 3: quale collabora alla stesura di un documento teorico sullo spontanismo armato.
[28:55] Speaker 3: lo stesso Invernizzi condannato all'ergastolo per l'omicidio della sedicenne Olga
[29:00] Speaker 3: Iulia Calzoni. È difficile quindi sostenere che una condotta giudicata
[29:06] Speaker 3: criminale o comunque moralmente riprovevole fosse di per sé sufficiente
[29:12] Speaker 3: a rendere qualcuno indegno di appartenere a quell'ambiente.
[29:16] Speaker 2: La vittima successiva di Concutelli è Carmine Palladino, militante di
[29:21] Speaker 2: avanguardia nazionale e uomo vicino a Stefano delle Chiaie. Concutelli
[29:26] Speaker 2: lo considera responsabile di una delazione ancora più grave. È
[29:31] Speaker 2: convinto che Palladino abbia fornito alle forze dell'ordine indicazioni decisive
[29:37] Speaker 2: per individuare il nascondiglio di Giorgio Vale, giovane militante dei
[29:42] Speaker 2: nuclei armati rivoluzionari, ricercato dalla polizia. Il 5 maggio 1982
[29:51] Speaker 2: gli agenti fanno irruzione nell'appartamento di Via Deciomure, a Roma,
[29:56] Speaker 2: dove Vale si nasconde. Il giovane muore con un colpo
[29:59] Speaker 2: alla testa, in circostanze che già all'epoca danno origine a
[30:04] Speaker 2: versioni differenti e polemiche. Che Palladino abbia effettivamente avuto un
[30:09] Speaker 2: ruolo nell'individuazione del covo di Vale non è un fatto accertato.
[30:14] Speaker 2: È un'accusa che circola nell'ambiente neofascista e che Concutelli fa propria.
[30:20] Speaker 2: Questa volta Tutti non partecipa. Concutelli agisce da solo e
[30:24] Speaker 2: uccide Palladino strangolandolo. Anche in questo caso non cerca di
[30:29] Speaker 2: sottrarsi alla responsabilità. Dopo l'omicidio Palladino, Concutelli viene sottoposto per
[30:36] Speaker 2: alcuni anni alle durissime condizioni dell'articolo 90. Isolamento, controlli rigidissimi
[30:43] Speaker 2: e rapporti con l'esterno drasticamente ridotti. La stagione del comandante
[30:49] Speaker 2: armato ormai è definitivamente chiusa.
[30:53] Speaker 3: Eppure la storia di Pierluigi Concutelli non finisce soltanto con
[30:57] Speaker 3: una lunga detenzione. Quando viene arrestato, nell'estrema destra italiana sta
[31:02] Speaker 3: infatti crescendo una generazione più giovane che di lì a
[31:06] Speaker 3: poco darà vita all'esperienza tragica dei nuclei armati rivoluzionari. Il
[31:12] Speaker 3: loro modello organizzativo sarà diverso, fondato sullo spontaneismo armato e
[31:17] Speaker 3: su gruppi piccoli e poco gerarchizzati. Concutelli non è il
[31:21] Speaker 3: loro capo e non esiste una linea organizzativa capace di
[31:25] Speaker 3: unire o comunque collegare le due esperienze. Ma per alcuni
[31:30] Speaker 3: di questi giovani diventa comunque un importante punto di riferimento simbolico,
[31:36] Speaker 3: uno dei militanti che prima di loro aveva comunque attraversato
[31:40] Speaker 3: il confine tra estremismo politico e lotta armata. E forse
[31:45] Speaker 3: è proprio questa la chiave per rileggere la fotografia con
[31:48] Speaker 3: la quale abbiamo iniziato. Nel 1975 il suo nome compare
[31:53] Speaker 3: ancora su una scheda elettorale, ma la politica che Concutelli
[31:57] Speaker 3: ha ormai scelto non passa più dalle urne, passa dalle armi.
[32:02] Speaker 3: Quella scelta segnerà la sua vita, lo porterà all'omicidio politico
[32:06] Speaker 3: e poi ad uccidere ancora in carcere facendo tel comandante,
[32:11] Speaker 3: una delle figure più note delle versioni neofasciste italiane degli
[32:14] Speaker 3: anni 70. Una scelta armata che riemergerà in forme diverse
[32:20] Speaker 3: nella generazione successiva.
[32:23] Speaker 2: Concutelli è soltanto il primo protagonista di questo nostro viaggio
[32:27] Speaker 2: nell'estrema destra armata degli anni 70 e 80. Storie diverse,
[32:33] Speaker 2: generazioni diverse, ma spesso gli stessi ambienti, gli stessi nomi
[32:37] Speaker 2: e gli stessi fili che tornano a intrecciarsi.
[32:41] Speaker 3: Ed è proprio da questi fili che partiremo per i
[32:44] Speaker 3: prossimi episodi di Camerati Armati. Se volete continuare con noi
[32:49] Speaker 3: questo viaggio e se volete supportarci non dovete fare altro
[32:53] Speaker 3: che iscrivervi a Spazio 70. Grazie, noi ci vediamo alla
[32:58] Speaker 3: prossima puntata.

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