# 336 Gli anni '80 di Woody Allen, un decennio di capolavori

An episode of [TRAME STRANE](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1538482439), 15 May 2026, 39 min.

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Insieme Filippo Reina parliamo degli anni '80 di Woody Allen un decennio di sperimentazioni, omaggi, grandi commedie e film d'autore da "Stardust Memories" (1980) a "Crimini e misfatti" (1989) passando per "Zelig" (1983), "Broadway Danny Rose" (1984), "La rosa purpurea del Cairo" (1985), "Radio Days" (1987), "Un'altra donna" (1988) e tanto altro. Instagram: https://www.instagram.com/tramestrane_podcast?utm_source=qr&igsh=MWhnNm1qcXc5aTdwcA== mail: tramestranepodcast@gmail.com

## Transcript

[0:00] Vuol perdere tempo con un personaggio di fantasia, è una
[0:03] donna dolce, si merita un essere umano.
[0:06] Detto sì, però, non è reale, a che serve il perfetto se l'uomo
[0:09] non. È reale, trame strane, il cinema
[0:13] dà gli affetti speciali. Benvenuti o bentornati in una
[0:17] nuova super puntata di trave strane.
[0:19] Una puntata che vede il ritorno di un figliol prodigo di questo
[0:22] podcast lo avevamo perso tra le ombre e le nebbie della vita
[0:27] lavorativa e forse chissà, anche quella sentimentale, ma sta di
[0:30] fatto che lui è finalmente tornato a trovarci.
[0:34] Bentornato Filippo Reina. Ciao Davide, Ciao a tutti, a
[0:37] tutte dalle. Ombre e dalle nebbie è una
[0:39] citazione, poi. Esatto, anche se siamo fuori
[0:42] dagli anni 80. Woody Allen, ma è già un film,
[0:45] siamo già dentro il clima. Siamo già dentro al mood Woody
[0:48] Allen. Allora, caro Filippo, con te
[0:50] abbiamo realizzato pochi ma importanti e accattivanti
[0:54] puntate di questo podcast. Ricordo quella sul cinema di Sam
[0:57] Pekin, PAL a 212 abbiamo parlato di Pedro Almodovar nella puntata
[1:01] 218, dell'horror italiano degli anni 60 nella puntata 251 e.
[1:06] Iniziato anche una miniserie intitolata Le perle nascoste del
[1:10] cinema italiano. In questo episodio si torna a
[1:13] parlare di cosa? Lo abbiamo già annunciato nella
[1:16] nostra presentazione, ma comunque lo ribadiamo, Woody
[1:18] Allen e parleremo del suo cinema realizzato durante gli anni 80.
[1:24] Ci concentriamo su quello che è stato veramente un decennio
[1:27] d'oro se. Pensiamo agli anni 80, pensiamo
[1:30] al decennio reaganiano, al decennio dello Yuppismo e di
[1:33] tutta quella cultura POP dominata dal consumismo, da.
[1:37] Incapatinata e dal glamour e in questo periodo il cinema di
[1:41] Allen si muove in direzione esattamente opposta.
[1:45] Mentre in quel cinema esplodono colori saturi e scenografie
[1:48] Sfarzose, Allen sceglie il bianco e nero e lo fa in diversi
[1:52] film, per esempio Stardust Memories, Zelig, Broadway, Denny
[1:56] rose, quasi per rivendicare la profondità fotografica del
[2:00] cinema classico contro quella ultracolorata che andava a quei
[2:04] tempi. Poi ricordiamo anche che in un
[2:06] decennio che celebra il successo.
[2:08] Ad ogni costo Woody Allen costruisce storie dove alla base
[2:12] ci sono sensi di colpa, tradimenti e crisi esistenziali,
[2:16] uno tra tutti, crimini e misfatti.
[2:18] E mentre il pubblico a vedere top Gun e Ghostbusters, Allen
[2:23] gira settembre e un'altra donna, quindi fin da Camera, ispirati
[2:27] al cinema scandinavo di Bergman e al teatro russo di Cechov.
[2:31] E per chiudere, ricordiamo anche esperimenti come per esempio
[2:35] Radio Days e Broadway Denny Rose, film che guardano.
[2:39] America degli anni 40 e 50 e forse guardano ad un mondo più
[2:44] povero ma anche più autentico. Dopo Manhattan che esce nel 79 e
[2:54] quindi si entra poi negli anni 80, Allen dà proprio libero
[2:57] sfogo a tutte le sue possibilità narrative.
[3:00] Anche quindi c'è una grandissima varietà in questi film, cioè
[3:04] nell'arco di questi di questi 10 anni lui cambia sempre, cioè non
[3:08] fa soltanto commedie o parodie, commedie sentimentali, come ha
[3:12] fatto anche a grandissimi livelli negli anni 70, ma
[3:15] sempre. Sempre a variare fa un finto
[3:18] documentario, fa drammi da Camera, fa commedie che sono sì
[3:23] ancora come sentimentali, in cui c'è sempre il rapporto uomo
[3:25] donna al centro tradimenti e malinconie.
[3:29] Ma lo fa ad un livello di raffinatezza, di elaborazione
[3:33] anche formale. Incredibile.
[3:35] Oppure fa dei bellissimi ritratti del passato sempre con
[3:39] quel gusto un po tra il sognante e l'affettuoso con Radio Days in
[3:44] cui ripercorre la sua infanzia attraverso le musiche della
[3:47] Radio, diciamo, espande tantissimo il suo percorso,
[3:50] continua a fare delle parodie giocose, leggere come commedia
[3:54] sexy in una notte di mezza estate, per me veramente.
[3:58] Un decennio in cui Woody Allen diventa veramente quel grande
[4:01] autore che si merita un posto. D'onore nella storia del cinema.
[4:12] Sì, nel 1980 e al cinema esce Stardust Memories, Apri il
[4:17] decennio con un film autobiografico in cui Allen
[4:20] interpreta un regista ossessionato dal proprio
[4:24] passato. In questo the change sono due
[4:27] film forse meno riusciti degli altri e questo è è il primo.
[4:31] L'altro appunto, sarà settembre. In questo film tenta di fare un
[4:34] po il suo 08:30 e ovviamente in piccolo, quindi interpreta se
[4:38] stesso. Un regista in crisi?
[4:39] Ovviamente dobbiamo pensare che lui veniva da successi
[4:41] clamorosi, strepitosi. Annie Hall e Manhattan in cui
[4:44] aveva addirittura vinto l'Oscar, quindi?
[4:45] Cioè comunque veniva da da un momento di grandissima
[4:48] esposizione mediatica, però è un film che forse non non riesce ad
[4:53] arrivare bene né nella nel suo versante comico né in quello
[4:56] drammatico. Né il suo cinema ci sono due
[4:59] importanti maestri che omaggia spesso e volentieri, il primo è
[5:04] Ingmar Berman e il secondo è Federico Fellini.
[5:06] Cioè io direi che il debito verso 08:30.
[5:09] In questo Stardust memories è esplicito e dichiarato.
[5:14] Al posto del nostro Guido Anselmi ricordiamo personaggi
[5:17] interpretato da Marcello Mastroianni, un 08:30.
[5:20] Qui abbiamo Sandy Bates, interpretato da Woody Allen, che
[5:23] è un'artista in crisi e questo artista ripercorre la propria
[5:26] vita attraverso la memoria. Direi un film che nella
[5:30] costruzione tecnica è molto interessante perché c'è un
[5:34] esplicito, come abbiamo detto, omaggio a 08:30 nella fotografia
[5:37] nei. Personaggi felliniani che lui
[5:42] riporta all'interno di questa storia.
[5:44] Ricordiamo questo bianco e nero strepitoso, chi è curato da un
[5:48] direttore della fotografia che spesso e volentieri collaborerà
[5:51] nel cinema di Woody Allen, cioè Gordon Willis.
[5:54] Ricordiamo anche un'altra cosa prima di passare al film
[5:57] successivo, le tre protagoniste di questo Stardust memories che
[6:01] sono Charlotte Trampling, Marie Christine Barroe e Jessica
[6:06] Harper. Il film non è un grande
[6:08] successo, non. Apprezzato.
[6:10] Sarà un fallimento? Al botteghino comunque veniva
[6:13] già da da successi molto importanti come Manhattan e
[6:17] quindi riesce a superare bene questo momento.
[6:28] Caro filo e prima di passare ad uno dei film più sperimentali e
[6:32] accattivanti di Woody Allen, datato 1983, parliamo al volo
[6:37] del suo film del 1982, una commedia sexy in una notte di
[6:42] mezza estate con nel cast per la prima volta mia farrow, che da
[6:47] lì in poi vedremo tante volte nel cinema di Woody Allen,
[6:50] soprattutto in quel decennio. Una.
[6:53] Commedia sexy, una notte di mezza estate, già dal titolo ci
[6:55] fa capire che è un film leggero, giocoso, ludico, già dal titolo
[7:00] fa la parodia della della famosa commedia di Shakespeare ed è un
[7:04] film che effettivamente ci immerge in questo, in questo
[7:07] clima dei primi del 900 tutto fatto di amori, intrighi
[7:13] coniugali. Una comicità più leggera,
[7:16] semplice. Anche nella sua autobiografia
[7:18] Woody Allen scrive, questo film voleva essere solo un'occasione
[7:21] per divertirsi con l'amore, i problemi coniugali di alcuni
[7:24] buffi personaggi, sullo sfondo di una celebrazione della natura
[7:28] e della sua presunta magia. Infatti è tutto girato in
[7:31] campagna, in in questi paesaggi bucolici, citando ovviamente
[7:36] anche il cinema che sta sempre caro a ad alem, cioè quello di
[7:39] Bergman. Come detto, siamo nei primi del
[7:41] 900. Filippo e della storia di un
[7:43] anziano professore. Della sua promessa sposa, di un
[7:46] inventore esitato e di sua moglie e di un medico Casanova
[7:50] che si incontrano in una casa di campagna e ad un certo punto la
[7:54] magia della notte risveglierà i sensi e confonderà le coppie.
[7:59] Un divertissement esatto. Una commedia leggera immersa
[8:02] nella nella luce della natura, fotografata in maniera in
[8:07] maniera dolce dal suo fedele Gordon Willis, ed è il primo
[8:12] film in cui Ale collabora con la sua compagna di allora.
[8:16] Sarà poi un suo compagna di vita per tutti gli anni 80, mia
[8:19] farrow. E dopo un anno realizzerà
[8:26] fossero dei suoi film più belli, sperimentali e anarchici, ovvero
[8:31] il bellissimo Zelig. Ma questo Zelig quanto parla
[8:35] ancora al nostro presente? Io, io sono.
[8:38] L'uomo massimo. Io sono un uomo, mi sento
[8:40] perfettamente uno. Zoppo che ha inglobato anche
[8:42] adesso ci sono i social. Esatto, è.
[8:44] Vero è vero, Zelig è perfettamente.
[8:48] La nostra identità digitale che viene sballottata dall'algoritmo
[8:51] in qua e in là. Come se non ci fosse un domani.
[8:55] Sì, perfettamente in linea con i nostri tempi.
[8:59] Non ci avevo pensato, ci penso adesso.
[9:00] Vabbè, questa cosa bello. Ricordiamo che in questo Zelig
[9:03] il protagonista si chiama Leonard Zelig che è un uomo
[9:07] misterioso degli anni 20 e 30. Dotato di una capacità
[9:10] straordinaria, lui si trasforma fisicamente e psicologicamente
[9:14] per assomigliare alle persone che lo circondano.
[9:17] Leonard Zelig diventa una celebrità mediatica.
[9:21] Un caso? Un caso strano, un fenomeno da
[9:23] baraccone che verrà preso in cura da una psicanalista, tale
[9:28] eudora Fletcher, che cercherà di guarirlo.
[9:31] È un film incredibile, visto, visto ancora oggi, perché è sia
[9:35] sperimentale sia popolare. È un finto documentario, quindi
[9:38] lui finge di girare un documentario, quindi con tutte
[9:40] le le modalità narrative ed estetiche del documentario, però
[9:45] riesce anche a fare anche una grandissima riflessione, è un
[9:48] finto documentario su un personaggio che.
[9:52] Definire l'ebreo errante, cioè quello che non ha identità,
[9:55] quello che cerca sempre di adeguarsi nel nel, nel contesto,
[9:59] nelle società in cui si trova, riflette sull'uomo di massa, il
[10:03] conformismo, l'ansia di uniformarsi nella società.
[10:07] Il tutto poi condito da battute sulla psicanalisi, un'altro tema
[10:11] che sta molto a cuore ad Allen. Tutto questo presentato
[10:14] attraverso appunto una metafora cinematografica geniale.
[10:18] In questo. In questo caso ritorna come
[10:20] direttore della fotografia il Grande Gordon Willis, che
[10:24] insieme a Woody Allen ricostruiscono veri e propri
[10:28] filmati d'epoca. Reali degli anni 20 e 30, con
[10:31] una precisione artigianale stupefacente.
[10:35] All'epoca non c'era la computer grafica?
[10:37] No, adesso faremmo abbondante uso di computer grafica.
[10:41] Vediamo il nostro Zelig che appare accanto a Hitler, a
[10:43] Mussolini, a BEI Brut, a Eugene O'Neil.
[10:46] I filmati di questo Zelig vengono invecchiati
[10:50] artificialmente, vengono graffiati, vengono sgranati e le
[10:54] interviste ai testimoni mescolano personaggi fittizi.
[10:58] E intellettuali reali, come per esempio Susan Sontag e Soul
[11:02] Below, che commentano il caso Zelig come se fosse una storia
[11:06] vera. Tra l'altro un'operazione che
[11:08] tecnicamente ci ha ricordato il Forrest Gump che sarà realizzato
[11:12] da zemecchis circa un decennio dopo.
[11:18] Ma vedo che tu in questo momento stai leggendo qualcosa da.
[11:22] Sì, ho tra le mani proprio questo libro giallo che forse
[11:25] qualcuno di voi avrà comprato. Cito qualche anno fa che è la
[11:28] autobiografia di VDA, proposito di niente e a proposito di Zelig
[11:32] dice, Zelig parlava di come tutti noi vogliamo essere
[11:35] accettati conformarci, non offendere gli altri, di come
[11:38] spesso offriamo una diversa immagine di noi a diverse
[11:40] persone, sapendo quale può risultare la la più gradita se
[11:43] per esempio parla. Con qualcuno chiama Moby D che
[11:46] il protagonista di Zelig si sforza di trovare argomenti per
[11:49] lodarlo, con qualcuno che odia il libro, il mio personaggio si
[11:52] adegua e lo fa a pezzi. Alla fine questa ossessione per
[11:55] il conformismo porta al fascismo, quindi proprio
[11:58] veramente. Lapidare però dice anche che il
[12:00] nome zeri, che è entrato nel vocabolario comune dopo questo
[12:03] film, anche se spesso viene usato per disegnare una
[12:05] caratteristica secondaria del personaggio.
[12:07] Uno a Zelig è uno che appare ovunque, accanto a personaggi
[12:11] ricchi e famosi, una non entità ubiqua.
[12:13] In realtà una Zelig con maggiore pertinenza dovrebbe essere colui
[12:16] che continua ad abbandonare le sue idee per adottarne di nuove
[12:20] e di più popolari. Adesso da un capolavoro passiamo
[12:29] ad un'altro capolavoro. Passa solamente un anno, siamo
[12:32] nel 1984. Broadway rose, grandissimo film
[12:36] dal punto di vista dopo cinematografico, per me
[12:38] superiore anche a Zelig, perché è veramente un film che ancora
[12:41] oggi quella magia che che Woody riesce sempre a trovare, tra
[12:45] commedia e la malinconia. Drammatica, ecco.
[12:49] Sì, un perfetto esempio di come con semplicità si possa
[12:53] costruire un grande film. Ricordiamo che in questo film
[12:56] Danny rose, interpretato da Woody Allen, è un agente
[13:00] teatrale ebreo noto, per la sua sfortuna come patrocinatore di
[13:04] artisti falliti. Lui gestisce un ventriloquo
[13:08] balbuziente, uno xilofonista cieco e una ballerina di tip TAP
[13:13] senza una gamba. All'inizio del film un gruppo di
[13:17] comici cominciano a parlare di questo fantomatico Denny rose
[13:21] come se fosse una leggenda metropolitana, e dal di lì si
[13:25] riparano un po tutte le vicende che coinvolgono il protagonista
[13:29] di questa storia. Riprendo un po anche qui il
[13:31] meccanismo quasi del documentario, nel senso che si
[13:34] parla di un personaggio in terza persona, cioè attraverso.
[13:37] Mole di questo gruppo di amici al bar.
[13:40] Tutto il film è un flashback in cui Allen interpreta questo
[13:43] questo personaggio irresistibile di agente che crede fino
[13:48] all'ultimo ai personaggi strambi che vuole promuovere, anche se
[13:51] sono impresentabili e votati al fallimento in qualsiasi show.
[13:56] La storia prende forma quando il nostro Danny rose ha a che fare
[14:00] con Luca Nova, che è forse l'unico artista di successo
[14:05] della sua sgangherata compagnia. Italiano di second'ordine che
[14:10] vive di nostalgia e Danny lo gestisce con dedizione totale,
[14:14] arrivando persino a fare da accompagnatore alla sua amante
[14:18] che è Tina vitale, interpretata da mia pharrow.
[14:21] Una mia farò molto inedita in questa versione.
[14:24] E addirittura i tre, ad un certo punto, verranno inseguiti anche
[14:28] dalla mafia italo-americana. Ricordiamo che spesso e
[14:31] volentieri Woody Allen ambienta le proprie storie a New York.
[14:35] In questo caso la New York e Broadway Denny Rose non è
[14:39] glamour come quella di Manhattan, piuttosto è una New
[14:42] York forse più vera, umana, lontanissima dall'estetica
[14:46] patinata di quel decennio. È un film che è stato definito
[14:50] religioso perché rifletterebbe sulla ancora sulla figura di un
[14:55] job, e cioè di uno a cui gliene capiti tutti i colori, le passa
[14:58] tutte la sfiga e gli si abbatte contro.
[15:01] Comunque mantiene. Quell'innocenza quella vitalità
[15:05] che condivide poi con i personaggi, con tutti i freak in
[15:09] cui crede ostinatamente. È un ritratto riuscito, in
[15:13] bilico tra tenerezza, malinconia e comicità del sottomondo dello
[15:17] spettacolo, diciamo di quelli che non non ce l'hanno fatta, di
[15:20] quelli ai margini dello scintillante show business
[15:24] americano. E qui è un film molto riuscito
[15:26] per questo, in cui tutti gli elementi si amalgamano bene.
[15:29] Anche l'elemento, quello più, diciamo, avventuroso e che
[15:33] potrebbe essere drammatico, cioè l'intreccio con la mafia, in
[15:37] realtà poi viene perfettamente stemperato in questa visione.
[15:41] Tenera, malinconica. Del mondo dello spettacolo.
[15:45] Ricordiamo filo che troveremo la mafia anche in un'altro
[15:48] capolavoro degli anni 90, pallottole su Broadway.
[15:53] Comunque il noir, il noir del gangster movie stanno sempre
[15:56] affascinato a Woody, cioè lui ha sempre detto che uno dei suoi
[15:59] tipo di generi preferiti della Hollywood classica, appunto,
[16:02] erano è noir. Noir, riveduto e corretto dal
[16:07] suo stile. Passa un anno, siamo nel 1985 e
[16:16] firma un'altro grande capolavoro.
[16:19] Stiamo parlando della rosa Purpurea del Cairo, secondo me
[16:23] uno dei suoi film più belli in assoluto.
[16:27] Sì, esatto. Un film che continua tra l'altro
[16:29] a riflettere su sui meccanismi dello spettacolo, della
[16:32] finzione, del cinema. Proprio in questo caso, perché
[16:36] ci rapiscono così tanto i film sul grande schermo?
[16:39] E lo fa attraverso una storia in cui lui non è nel cast, ma
[16:42] ritaglia un ruolo principale. Da da avere protagonista alla
[16:47] sua compagna dell'epoca, cioè mia farro.
[16:49] In questo caso siamo nel New Jersey, durante la Grande
[16:52] depressione e Cecilia, interpretata da mia pharrell, è
[16:56] una cameriera infelice che trova rifugio nel cinema del suo
[16:59] quartiere, quindi va a vedere, come poi accadeva in quei
[17:02] periodi storici, lo stesso film più volte.
[17:05] Ad un certo punto il protagonista del film, Tom
[17:07] Buchster, esploratore elegante e romantico.
[17:10] La nota dalla platea si ferma. Le parla e scende letteralmente
[17:15] dallo schermo, quindi rompe la quarta parete in tutto e per
[17:20] tutto. A questo punto Tom Baxter
[17:22] esplora il mondo reale con meraviglia infantile e Cecilia
[17:26] si innamora pian piano di lui. Ma la situazione si complica a
[17:30] questo punto, perché Jill Sheppard, che è l'attore in
[17:34] carne ed ossa che interpreta Tom Buster, arriva in città per
[17:38] convincere il personaggio a rientrare nel film.
[17:41] E Carofiglio, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un
[17:44] paradosso pirandelliano? In questo caso abbiamo
[17:47] contemporaneamente nella realtà l'attore e il suo interprete,
[17:51] quindi c'è un doppia a tutti gli effetti.
[17:54] È uno di quei film in cui Woody riflette sul cinema.
[17:58] Per Woody il cinema è tutto, nel senso che il cinema vince sulla
[18:00] realtà, mette a segno una storia, 1 1, meccanismo in cui
[18:05] c'è una Madame bovary, quindi una che si innamora delle
[18:08] storie, si innamora dei film, vuole a tutti i costi essere
[18:11] den. Finzione.
[18:13] E quando questo si avvera, però, tutto si inizia a sgretolarsi
[18:17] nel senso che la realtà poi inizia a prendere il
[18:20] sopravvento. Alla fine la realtà poi è quella
[18:22] che vince nella vita vera, nella vita reale, e non lascia scampo
[18:26] a questa povera donna, a questo personaggio.
[18:28] Ma alla fine non morirà come Madame Boarie, ma comunque
[18:31] resterà quel senso di illusione, illusione perduta.
[18:35] Ecco, sì, potremmo quasi sottotitolarlo un sogno lungo un
[18:39] giorno, cioè ad un certo punto questo sogno sarà destinato ad
[18:42] infrangersi. Ricordiamo anche che gli altri
[18:45] personaggi del film rimangono bloccati sullo schermo in attesa
[18:49] che l'attore rientri all'interno delle dinamiche Finzionali
[18:54] Definiamole. Così il pubblico in sala
[18:56] protesta perché lo spettacolo si è interrotto.
[18:59] Nel frattempo il nostro Tom Baxter, che è uscito da questo
[19:02] film e sta vivendo nella realtà, non conosce il denaro, non
[19:06] capisce la povertà, non sa cosa sia la delusione perché un
[19:10] personaggio cinematografico degli anni 30 costruito per
[19:14] intrattenere. E quindi è completamente avulso
[19:17] da tutto, al contrario invece del suo interprete reale che
[19:20] invece è sicuramente più spietato e più cinico.
[19:24] E tutto questo mette in contrapposizione, come forse
[19:26] abbiamo detto poco fa, la realtà dalla finzione.
[19:30] Woody Allen preferisce la finzione perché è più pura e più
[19:33] vera. Ma purtroppo nella vita chi è
[19:36] destinato a prevalere è sempre la realtà.
[19:39] Ce lo dimostra anche il finale di questo film.
[19:42] A. Proposito del finale, Davide,
[19:44] volevo leggerti proprio un aneddoto che Woody Allen stesso
[19:46] ci racconta nel suo libro. I produttori gli hanno chiesto
[19:50] alla fine di un di un test, diciamo così, di questo, di
[19:54] questo film. La Rosa propura del Cario dice
[19:56] la United Artist, che è la casa di produzione, fece un test a
[20:00] Boston e uno dei dirigenti mi telefonò per dire che era andato
[20:03] bene. Lo ringraziai per il pensiero.
[20:05] Poi con molta cautela aggiunse, sai, se.
[20:08] Potessi finire un po meglio potrebbe fare un sacco di soldi.
[20:11] Voleva suggerirmi che alla fine mia e Jeff Daniels dovevano
[20:14] trovare il modo di stare assieme.
[20:16] Gli spiegai con molto garbo che se lo poteva scordare e lui con
[20:19] molto tatto non esistette oltre. Quindi qui vediamo anche come
[20:23] Woody ormai si è imposto anche sui produttori come ultima voce
[20:28] in capitolo, anche nel nel nel, nel montaggio, nel Final cut di
[20:32] di tutti i suoi film, l'indipendenza se l'è
[20:35] conquistata e a ragion veduta. Altri due interpreti di questo
[20:37] film, oltre. Parola abbiamo Jeff Daniels che
[20:40] interpreta. Doppia passaggio.
[20:42] Bravissimo, Ma chi è film il marito di mia farov?
[20:46] Danny a Yellow. Il bravissimo Danny Ajello.
[20:57] Caro filo, siamo nel 1986 e parliamo di un film che
[21:01] ricevette diversi premi Oscar, Anna e le sue sorelle.
[21:05] Con questo film Allen ritorna al cinema corale, alla commedia
[21:09] drammatica, ad una New York colta e benestante.
[21:13] Questo film, abbiamo detto, vinse diversi Oscar, tra in
[21:16] particolare alla miglior sceneggiatura originale, al
[21:19] miglior attore non protagonista che andò a Michael Caine e alla
[21:22] migliore attrice non protagonista che andò a Diane
[21:24] Whist. Questa.
[21:25] È 1 1 vera e propria commedia. Sentimentale nel nel senso
[21:30] classico del termine. Parliamo un attimo al volo della
[21:33] trama. Il film ha nelle sue sorelle
[21:36] copre due anni di vita di tre sorelle Newyorkesi e dei loro
[21:40] uomini, scanditi da tre cene del ringraziamento che fungono da
[21:44] capitoli. Ogni sezione è introdotta da un
[21:47] titolo su schermo, una citazione, un verso, un epigrafe
[21:50] che il nostro Woody Allen USA come commento ironico o lirico a
[21:55] ciò che sta per accadere. Quindi una struttura quasi
[21:58] letteraria da Roman. Studentesco, che conferisce al
[22:01] film un respiro molto insolito e anche molto interessante.
[22:05] Torniamo in maniera forte a Manhattan, all'isola di
[22:08] Manhattan e quindi a tutta quella che è il mondo degli
[22:11] appartamenti, dei personaggi che Woody, appunto, aveva iniziato a
[22:16] raccontare in maniera così brillante in anni.
[22:19] Annie Hall OO Manhattan. Però qui lo fa in maniera più
[22:23] compatta, lo fa in maniera più orchestrata, nel senso che.
[22:28] Intreccia e mette in piedi una vera e propria commedia quasi
[22:31] cecoviana, con tutti gli incastri e le le simmetrie quasi
[22:36] di un'opera teatrale. Però anche qui siamo di fronte,
[22:39] appunto all'immagine più classica a cui Woody Allen ci ha
[22:42] abituato, dei borghesi di Manhattan della borghesia
[22:45] intellettuale, quindi gli appartamenti con tutto il loro
[22:48] arredamento molto glamour ma glamour, sofisticato, cool,
[22:52] intellettuale. Cemia farro ci sono altri altri
[22:56] personaggi femminili incredibili che vengono orchestrati attorno
[22:59] a Michael Caine, che curiosamente non è non era la
[23:01] prima scelta di Allen. In realtà Allen aveva pensato
[23:05] per questo personaggio a Jack Nicholson.
[23:07] Pensate però Jack Nicholson, come ci racconta nella sua
[23:10] autobiografia Allen, non era disponibile in quel momento per
[23:13] girare il film e quindi alen ha dovuto ripensare il personaggio
[23:17] adattandolo in maniera più inglese, appunto perché Michael
[23:19] Care non è americano ma inglese. Ma curiosamente andò benissimo e
[23:23] Kane Kane vinse. Oscar come attore non
[23:26] protagonista. Ricordiamo le tre sorelle
[23:29] protagoniste del film che sono Anna, interpretata da mia faro,
[23:33] lì interpretata da Barbara hereshee, e poi abbiamo Holly,
[23:36] interpretata da Diane Wiest. Gli uomini invece protagonisti
[23:40] della vicenda. Lo hai citato poco fa iliot,
[23:42] interpretato da Michael Caine, poi abbiamo Woody Allen che
[23:46] interpreta Mickey e poi abbiamo anche una Special guest
[23:49] direttamente da. Grande cinema di inkbarman c'è
[23:53] Max von Seedov. Il Cavaliere del Settimo
[23:55] sigillo. In questo caso è una voce un po
[23:58] fuori dal coro, nel senso. Infatti nella nella sua nel suo
[24:01] libro Alien scrive, a volte non riuscivo a credere che stavo
[24:04] dirigendo il Cavaliere del settimo sigillo, no?
[24:08] Insomma, per lui era veramente un mito, un personaggio così
[24:11] importante del cinema di Bergman, che interpreta infatti
[24:14] in questo film un'artista molto bermaniano, quindi un'artista
[24:17] severo, austero, che ricorda anche quasi un po il.
[24:21] Regista di un film recente come sentiment a value, adesso è
[24:25] venuto in mente un po quel mood lì, diciamo di di personaggio,
[24:27] ecco, di personaggio, di artista.
[24:29] Anna e le sue sorelle ebbe un grandissimo successo, Ale
[24:32] scrive, ebbe un'accoglienza trionfale e c'era chi voleva
[24:35] cambiare le regole del Pulitzer per darmi un premio, ma le
[24:39] sceneggiature non potevano concorrere.
[24:41] È un film che da commedia, sentimentale, amorosa no, che
[24:45] può ricordare film come Manhattan o.
[24:48] Annie però tende a diventare un pochino più malinconico, più
[24:52] cupo, più drammatico, inizia ad avere quelle sottili tensioni
[24:55] che poi verranno orchestrate mirabilmente in un film come
[24:59] crimini a misfatti. Passiamo al 1987.
[25:02] Filippo. Escono in contemporanea due film
[25:05] di Woody Allen. Il primo è un film che
[25:07] assomiglia molto al nostro Hannah e le sue sorelle, ovvero
[25:11] settembre. Forse uno dei film più
[25:13] bermaniani della sua carriera, ma noi ci vogliamo soffermare su
[25:16] uno dei tuoi film preferiti di questo decennio, ovvero radio
[25:19] days. Ricorda come in un sogno,
[25:28] l'infanzia di Woody a New York, a Brooklyn, tra gli anni 30 e
[25:32] gli anni 40. E lo fa attraverso la musica, lo
[25:36] fa attraverso la radio, lo fa attraverso quindi sempre il
[25:39] mondo dello spettacolo, della finzione, del sogno, della della
[25:43] memoria. E tutto questo intrecciarsi di
[25:45] personaggi. E qui c'è molta l'influenza
[25:48] FELLINIANA, perché è un film corale, proprio come ci ha
[25:50] abituato Fellini. Non so un film come amarcord o
[25:53] altri in cui ci sono tutti questi personaggi che si
[25:55] intrecciano. In modo corale e ognuno ha una
[25:58] sua vena stralunata, un po eccentrica, hai.
[26:02] Detto bene fido, se Stardust memories è un grande omaggio
[26:06] all'otto e mezzo di Fellini, questo Radio days è un grande
[26:09] omaggio all'amarcord di Fellini Report.
[26:12] Di Woody. Tutti questi personaggi si
[26:14] intrecciano in una bellissima e spumeggianti rievocazione della
[26:19] Brooklyn degli anni 30 e 40 che è veramente trascinante sia per
[26:23] la bellezza delle musiche. La colonna sonora e strepitosa
[26:26] perché è fatta. Fatta della musica che Woody
[26:28] Allen ha sempre amato in assoluto, ovvero il jazz, il
[26:32] jazz classico, diciamo il swing, il jazz degli anni 30 e 40,
[26:35] quindi delle grandi Big Bang. Ricordiamo che Woody Allen
[26:38] stesso è un suonatore di clarinetto e ha 1 1 band jazz e
[26:42] quindi attraverso questa musica c'è questa trascinante trama di
[26:46] intrecci che si si interessa secondo come in una, in un
[26:50] brano, in un brano Jazz e c'è 1 1 coloratissima e affettu.
[26:56] Osissima rievocazione di quegli anni.
[26:58] Ovviamente questo è proprio esplicitato nella voce fuori
[27:01] campo, perché in questo film non c'è Woody Allen come attore, ma
[27:05] lui è la voce fuori campo che racconta la storia, quindi è la
[27:09] voce off che amalgama tutti questi personaggi, queste
[27:12] situazioni, in una sognante rievocazione, appunto
[27:16] all'amarcord dei suoi anni d'infanzia a Brooklyn.
[27:20] In questo caso la radio era un media dominante ed è
[27:24] l'equivalente di quello che poteva essere il media
[27:26] televisivo. Dagli anni 50 in poi, ma anche
[27:29] quello che potrebbe essere Internet e i social media, oggi
[27:32] c'è sempre un qualcosa che tiene unita la popolazione, in questo
[27:36] caso era la radio. Lui ci fa veramente sognare,
[27:39] come appunto felice ha fatto sognare attraverso la Romagna
[27:42] dei suoi ricordi trasfigurati. Woody ci fa sognare attraverso i
[27:46] suoi ricordi trasfigurati di un'America che non c'è più, di
[27:49] un'America che non c'era già più negli anni 80, ma che lui
[27:52] continua a vagheggiare in maniera così tenera, comica,
[27:57] malinconica. E anche molto poetica di esame,
[28:00] perché qui, in questo caso, è veramente un grande poeta, Woody
[28:03] Allen. Chiudiamo questo decennio con
[28:13] due pezzi, 90 caro il mio Filippo Reina e partiamo con
[28:18] un'altra donna del 1988. Protagonista di questa vicenda è
[28:24] maryon post, una donna di cinquant'anni, filosofa,
[28:27] accademica di successo, stimata, razionale.
[28:31] E apparentemente in controllo della propria vita.
[28:34] Vediamo che all'inizio del film lei affitta un appartamento per
[28:37] lavorare, la sua nuova opera in solitudine e attraverso il muro
[28:42] sottile dell'appartamento accanto c'è uno studio di
[28:45] Psicanalisi e comincia a sentire involontariamente le sedute dei
[28:49] pazienti. Una voce in particolare la
[28:51] colpisce, una giovane donna incinta, interpretata da mia
[28:54] faro, che parla con una vulnerabilità e una onestà
[28:58] emotiva che maryon. La nostra protagonista,
[29:01] interpretata da Gina rowants, non ha mai conosciuto e queste
[29:05] voci diventano lo specchio attraverso cui maryon comincia a
[29:08] guardare la propria vita. e a non riconoscersi più in ciò che
[29:12] vede un finché potremmo definire bermaniano anche questo, tra
[29:17] l'altro. Tra l'altro ricordiamo Gina
[29:19] Rowlands, chi era la moglie del grande John Cassavettes, una
[29:22] grande icona del cinema off americano.
[29:25] Questo sicuramente tra il film diciamo drammatici seri DVD il
[29:30] migliore in assoluto, quindi più di interioris, più di September
[29:34] e altri in questo genere possiamo dire è è il suo
[29:37] capolavoro perché è un formidabile studio di figura
[29:41] femminile che viene viene messa in scena non.
[29:45] Con una fredda analisi cerebrale, ma con una anche una
[29:48] partecipazione emotiva, una lucidità esemplare.
[29:52] In questo caso si può vedere come Woody abbia veramente preso
[29:55] il la lezione di Bergman e l'abbia interiorizzata a tal
[29:59] punto da non rifare il Verde in modo meccanico, il verso ad un
[30:03] film alla Bergman, ma lo ha perfettamente rielaborato dentro
[30:07] il suo stile, dentro il suo cinema, con qualche tocco
[30:10] leggermente. Comico qua e là, dandoci una
[30:13] prova di cinema drammatico di altissimo, di altissimo livello,
[30:17] una grandissima analisi, una grandissima disamina delle
[30:22] contraddizioni, delle pulsioni, dei desideri, del destino di una
[30:27] vita. Sì, questo film, un'altra donna
[30:29] è proprio costruito come un processo psicanalitico.
[30:32] La protagonista Marion ripercorre durante questo film
[30:36] il proprio passato attraverso ricordi, sogni, incontri casuali
[30:40] che assumono il peso di rivelazioni e piano piano questo
[30:44] processo porta ad una nuova conoscenza di sé.
[30:48] E quindi vediamo una persona che in tutti questi anni si è
[30:52] protetta troppo bene al punto da non sapere più cosa si trova
[30:57] dietro. Spese.
[30:59] E la voce della giovane paziente che sentiamo all'inizio di
[31:02] questo film La destabilizza perché è tutto ciò che meglio
[31:06] non si è mai permessa di essere, cioè aperta, fragile, onesta sul
[31:10] proprio dolore. Questo è un film che ha una
[31:13] scrittura splendida. Sì, nella nella sua
[31:16] autobiografia ci dice proprio che voleva dimostrare di non
[31:19] essere Ingmar. No, con il suo solito stile
[31:22] ironico scrive. Scrive Girai un'altra donna e
[31:25] voglia addirittura, come ho già detto, Sven nivsky come
[31:29] direttore della fotografia, che era stato direttore della
[31:31] fotografia e principale collaboratore di Bergman.
[31:34] Qualche pagina dopo dice, Volevo creare una storia con tre
[31:38] obiettivi, scrivere una storia dove un personaggio ascoltava di
[31:41] soppiatto qualcun altro, creare un ruolo per mia che era incinta
[31:44] in quel momento e infine affermarmi come grande maestro
[31:48] dei film drammatici d'ispirazione europea.
[31:50] Sicuramente ce l'ha fatta, nel senso?
[31:53] Che, inglobando nel suo cinema la lezione di Bergman, è
[31:57] riuscito a darci un grandissimo film.
[31:59] E poi, se posso aggiungere un aneddoto, collegandoci un po
[32:02] anche al cinema contemporaneo di oggi e degli ultimi anni.
[32:05] Se avete visto after the Hunt, l'ultimo film di Luca
[32:08] Guadagnino, è una vera e propria citazione o comunque una ripresa
[32:12] di questo modello di un'altra donna.
[32:14] Perché si parla esattamente di una professoressa di università
[32:18] e di filosofia di New York, del New Jersey.
[32:20] Che si mette con le spalle contro il muro.
[32:22] C'è un'analisi, uno studio di questo personaggio femminile che
[32:26] anche lei, appunto, avrà a che fare con la psicanalisi.
[32:29] Beh, strano, perché Luca e guadagnino non ha mai copiato
[32:32] nessun grande maestro del cinema.
[32:34] Era molto siron sono molto sardonico.
[32:37] Va bene caro filo. Chiudiamo dicendo che per Gina
[32:41] rolands questo fu il primo film interpretato dopo la morte del
[32:44] marito John Cassaveddes, ed è importante notare come questo
[32:48] sia l'unico film in cui la cura psicanalitica viene portata a
[32:52] termine positivamente. All night.
[33:00] Dream. Of you.
[33:03] E chiudiamo questo decennio con un'altro grande.
[33:06] Capolavoro, crimini, misfatti. 1989.
[33:09] Grandissimo film che io nella mia classifica è nel podio
[33:14] perché insieme a Manhattan e a Annie Hall è mio, è il mio
[33:18] preferito. Di cosa parla Davide?
[33:20] Beh, in questo caso il film intreccia due storie parallele
[33:23] che dialogano tra di loro ma non si toccano quasi mai.
[33:27] Da una parte abbiamo la storia di Giuda Rosenthal, interpretato
[33:32] da Martin Landau, un oftalmologo rispettato, marito e padre
[33:37] esemplare. Da due anni però ha una
[33:39] relazione. Loris, interpretata da Angelica
[33:42] Houston, un'amante che ad un certo punto decide di rivelare
[33:46] tutto alla moglie e di distruggere la sua vita.
[33:48] E nell'altra storia invece abbiamo Woody Allen, che
[33:51] interpreta Cliff Stern, che è un documentarista di film impegnati
[33:55] e poco visti, sposato infelicemente, incaricato dalla
[33:59] moglie di girare un documentario sul Cognato Lester, in questo
[34:03] caso interpretato da Alan Alda, un produttore televisivo di
[34:06] successo, volgare e narcisista, kiff disprezza.
[34:11] Le storie parlano di quanto siamo disposti a fare per
[34:15] ottenere ciò che vogliamo e di quali conseguenze paghiamo
[34:18] davvero, ma in questo film ad un certo punto le conseguenze si
[34:22] pagano. A un certo punto di questo film
[34:25] le conseguenze si pagano, ma nell'interiorità nella morale,
[34:29] nella propria coscienza. Le due storie parallele, come
[34:31] dicevi, non si toccano mai se non nel fatto che ci sono dei
[34:34] personaggi che si frequentano comuni tra le due famiglie e poi
[34:38] alla. Poi alla fine, nell'ultima
[34:40] sequenza, Woody Allen e il l'altro protagonista della parte
[34:44] drammatica, diciamo, si incontrano ad una festa, esempio
[34:46] di perfetto equilibrio tra le geometrie morali drammatiche del
[34:53] lato appunto più filosofico del cinema di Woody e il lato invece
[34:57] più scansionato comico e umoristico, la meditazione sulla
[35:02] sul senso della vita. Su Dio, sulla condizione umana,
[35:06] è portata avanti attraverso la storia di questi personaggi, ad
[35:09] esempio anche dell'altro personaggio della comunità
[35:12] ebraica che perde, è un rabbino, credo, che perde la vista piano
[35:17] piano e il il tema della vista, del del vedere è centrale in
[35:22] tutto il film. È metaforico, ovviamente, perché
[35:24] appunto si parla di un oculista, di un oftalmologo, si parla di
[35:27] un personaggio che perde la vista, ma in realtà il
[35:30] personaggio che perde la vista è quello che poi sarà più
[35:32] positivo, sarà quello che. Manterrà gli affetti familiari
[35:36] che e ballerà con sua figlia al giorno del suo matrimonio.
[35:42] E conserverà qui la dignità, quella purezza che invece
[35:46] l'altro personaggio, il rispettabile luminare medico,
[35:50] ovviamente perde nella sua coscienza perché appunto per
[35:54] liberarsi da un adulterio, da un rapporto extra coniugale,
[35:57] arriverà a far uccidere la propria amante.
[36:00] Beh, una tematica simile che ritroviamo in un'altro grande
[36:03] film di Woody Allen, match. Anche in questo caso, come in
[36:07] crimini e misfatti, non possiamo non pensare a delitto e castigo
[36:12] e a Dostoevskij, sì. C'è molto anche della grande
[36:16] passione di Woody per la letteratura russa, per
[36:18] Dostoevskij, quei libri che hanno illuminato l'abisso umano,
[36:22] la coscienza, la la, i problemi morali sono temi anche quello di
[36:26] Dio, del del senso del male, del senso della vita.
[36:29] Sono tutti temi che l'ideale ha modulato in vari modi nel
[36:33] proprio cinema e che qui in questo film trovano 1 1 sintesi.
[36:36] Di grande leggerezza filosofica nel finale di questo film che io
[36:40] considero un punto tra i più alti del cinema americano, direi
[36:45] non non soltanto del nostro, del nostro.
[36:47] VD filo, potremmo dire che questo è un film che lascia
[36:50] poche speranze. Ma non non del tutto direi.
[36:53] Alla fine Allen ci dà alcune parole di conforto, diciamo di
[36:58] di resistenza più che di conforto.
[37:00] E a questo punto, visto che siamo arrivati all'ultimo film e
[37:03] visto che non vogliamo fare una puntata troppo lunga, chiudiamo
[37:06] con le parole di. Bellissimo monologo finale di
[37:09] Woody Allen in crimini e misfatti, sì, son.
[37:11] Proprio le ultime parole che chiudono l'ultimo film del
[37:15] decennio di Woody Allen dice, per tutta la vita siamo messi di
[37:18] fronte a decisioni angosciose, a scelte morali, alcuni di essi
[37:22] importantissime, la maggior parte meno importanti.
[37:25] E noi siamo determinati dalle scelte che abbiamo fatto.
[37:28] Siamo in effetti la somma totale delle nostre scelte.
[37:31] Gli avvenimenti si snodano così, imprevedibilmente così
[37:34] ingiustamente. La felicità umana non sembra
[37:36] fosse inclusa nel. La creazione siamo solo noi, con
[37:40] la nostra capacità di amare, che diamo significato all'universo
[37:43] indifferente eppure la maggior parte degli esseri umani
[37:46] sembrano avere la forza di insistere, perfino di trovare
[37:49] gioia nelle cose semplici, nel lavoro, nella loro famiglia e
[37:53] nella speranza che le generazioni future possano
[37:56] capire. Di più, chiudiamo la puntata
[37:58] qui, salutiamo il nostro meraviglioso pubblico e ci diamo
[38:01] appuntamento per una prossima puntata, caro fido.
[38:04] Ciao a tutti a tutte. Queste fiction, questo è il
[38:07] cinema vero, insomma, vede? Lei vede troppi film e io sto
[38:10] parlando della realtà. Voglio dire, se vuole un lieto
[38:13] fine, vado a vedere un film di Hollywood.
[38:17] Trame strane, il cinema dà gli affetti speciali?

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