# 03) Invisibile Bizzarro "Le orme" di Luigi Bazzoni (1975)

An episode of [TRAME STRANE](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1538482439), 15 Jun 2026, 9:42.

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Vi svegliate la mattina e trovate sul comodino una cartolina inviata da voi stessi... da una località che non ricordate di aver visitato, arrivate in quel luogo e scoprite che qualcuno vi conosce ma vi chiama con un nome diverso dal vostro. Instagram: https://www.instagram.com/tramestrane_podcast?utm_source=qr&igsh=MWhnNm1qcXc5aTdwcA== mail: tramestranepodcast@gmail.com

## Transcript

[0:08] Vi svegliate una mattina e trovate sul comodino una
[0:11] cartolina inviata da voi stessi, da una località che non
[0:15] ricordate di aver visitato. Arrivate in quel luogo e
[0:19] scoprite che qualcuno. Vi conosce ma vi chiama con un
[0:23] nome. Diverso dal vostro?
[0:24] Trame strane presenta. Invisibile, bizzarro, il cinema
[0:30] nascosto tra le maglie della rete.
[0:33] Di Davide Zagnoli, con Antonio Buoso.
[0:37] Benvenuti o. Bentornati in un nuovo episodio
[0:40] della speciale rubrica di Travestrani intitolata
[0:42] Invisibile bizzarro, disponibile tutti i lunedì dalle 21:00 in
[0:47] questo podcast. Uno speciale che vuole
[0:49] raccontare i tanti titoli cinematografici che spesso e
[0:52] volentieri sono destinati immeritatamente a scomparire
[0:56] nell'oblio. Un po.
[0:58] Come cosa, caro Antonio Buoso. Un po come le lacrime nella
[1:03] pioggia di Blade Runner, la memoria.
[1:05] Esatto. Ce l'ho fatta a dirlo, Eh,
[1:08] perché mi era difficile, mi era difficile.
[1:11] Allora oggi, caro Antonio, parliamo di uno dei gialli
[1:13] italiani più misteriosi e sottovalutati degli anni 71.
[1:17] Giallo ricchissimo di strati, abbiamo identità, memoria,
[1:21] dissociazione e nel contempo abbiamo anche una splendida
[1:26] florinda bolkan. Si.
[1:27] È attrice simbolo anche di quei film thriller.
[1:32] Thriller anni 70 che incarnava benissimo e qui però la troviamo
[1:36] in un contesto diverso, stiamo parlando delle orme fin del 1975
[1:42] di Luigi Bazzoni che è un film, come Dicevi tu, ha tante
[1:45] sfaccettature e può rientrare in quell'ondata di pellicole sia
[1:50] oniriche che cerebrali che in quegli anni stavano uscendo
[1:53] anche grazie ad autori come il grandissimo Roman Polanski,
[1:57] giusto per pensare a uno dei suoi tanti capolavori come
[2:01] Repulsion. Di un po di anni prima le orme,
[2:04] quindi è un film difficile da posizionare anche come genere,
[2:09] però richiama al film di cui abbiamo parlato qualche
[2:13] settimana fa. Anche lo stesso dimensione di
[2:16] Morel richiama quel famoso l'anno scorso a Marin Bad di
[2:21] resné, perché sono film onirici, intricati, che hanno più livelli
[2:26] di lettura e che lasciano molto spesso lo spettatore con.
[2:30] Più domande che risposte. Sì, diciamo un film che forse la
[2:42] distribuzione in quel periodo storico non sapeva bene dove
[2:46] collocare, era troppo lento e macchinoso per essere un giallo
[2:51] commerciale e anche troppo strano per essere un film
[2:54] d'autore. In questo caso non abbiamo un
[2:57] assassino, non ci sono guanti neri, non c'è la polizia che
[3:00] indaga, non c'è una vittima con un passato oscuro, ma abbiamo il
[3:03] percorso esistenziale della nostra protagonista.
[3:08] La trama parla di Alice, una giovane traduttrice di lingua
[3:11] francese che lavora a Roma. Si accorge per una serie di
[3:16] indizi di aver perso memoria di due giorni della sua vita e in
[3:20] questo gigantesco buco prova a fare chiarezza e trova nel suo
[3:24] appartamento degli indizi che parlano di una possibile vacanza
[3:28] da lei fatta in Turchia. Vacanza che però lei non ricorda
[3:31] assolutamente inizi. Erà quindi un viaggio in quella
[3:34] località a recuperare parte della sua memoria.
[3:37] Contemporaneamente la donna è ossessionata da uno stranissimo
[3:41] sogno nel quale degli scienziati, pare per
[3:44] esperimento, abbandonano un astronauta sulla luna.
[3:48] E sono proprio le orme di questo astronauta che viene abbandonato
[3:52] quelle che rimangono impresso nella mente alla donna e che
[3:55] rimangono quindi anche come titolo del film.
[4:02] In questo caso il nostro puzzoni registro del film USA la
[4:05] grammatica del Giallo per fare qualcosa di diverso, ovvero un
[4:09] film sulla disgregazione dell'identità e sulla memoria
[4:14] come territorio instabile. Decisamente affascinante, questo
[4:18] leorme è. Molto affascinante anche grazie
[4:21] all'uso della macchina da presa con.
[4:23] L'utilizzo di specchi anamorfici e spazi architettonici molto
[4:27] particolari, infatti, è girata anche all'Eur di Roma.
[4:31] E spazi che creano un senso di smarrimento e che fanno apparire
[4:35] questo film e questa storia una specie di Alice nel paese delle
[4:39] meraviglie distorto. Onirico e soprattutto quasi
[4:44] psicotico. Aiuta il tutto anche la
[4:46] splendida fotografia di Vittorio storaro che gioca molto sui
[4:50] colori del blu, soprattutto per quanto riguarda la parte del
[4:53] ricordo non ricordo e la parte del sogno, la protagonista.
[5:01] Sì, in effetti c'è una costruzione visiva notevole
[5:05] all'interno di questa storia. Hai citato il grande Vittorio
[5:08] Storaro che in questa pellicola sperimenta tantissimo e
[5:12] costruisce degli interi e degli esterni che sono meravigliosi.
[5:15] Sì. È un film che dovrebbe essere
[5:18] rivalutato. Dovrebbe essere anche
[5:20] ritrasmesso, perché no, perché risponde a quella certa
[5:23] estetica, ma anche a quella tematica della ricerca di se
[5:27] stessi. Che poi a.
[5:29] Utori come Linch hanno portato alla massima espressione, però
[5:33] questo film ha enigma per lo spettatore non è da meno,
[5:37] probabilmente la pellicola pagò un po lo scotto e forse lo paga
[5:42] ancora oggi. Di non essere un giallo che
[5:45] vuole dare per forza una soluzione lineare.
[5:48] Era decisamente avanti questo leorme citavi poco fa anche il
[5:51] cinema di lince. Effettivamente i meccanismi
[5:54] mentali che ad un certo punto coinvolgono la protagonista di
[5:58] questo film ricordano certe opere di linch, ma anche certe
[6:01] opere contemporanee, perché poi questa struttura narrativa è
[6:05] stata usata tantissimo in questi ultimi decenni.
[6:08] All'epoca effettivamente era qualcosa di incomprensibile per
[6:12] uno spettatore medio che andava al cinema.
[6:14] Ecco. E direi estremamente audace per
[6:17] un regista che al suo attivo poi tra l'altro non aveva neanche
[6:21] tantissime pellicole, pur se qualcuno ha di interesse.
[6:24] Citiamo anche un giovanissimo Nicola Piovani che è l'autore
[6:28] delle musiche e scrive una musica dolce, in questo film
[6:32] abbiamo melodie semplici, quasi infantili in certi momenti che
[6:35] diventano attratti anche filastrocche rallentate, una.
[6:40] Proprio una musica che va un po in controtendenza rispetto a
[6:43] quello che poi sarà il senso del film.
[6:46] Sì, piovanni, ricordiamolo, è stato citato proprio nella
[6:49] nostra prima puntata perché ha debuttato con le musiche
[6:52] dell'invenzione di morella. Quindi un autore musicale che è
[6:56] andato a braccetto con un film particolari, innovativi, molto
[7:01] sperimentali agli inizi della sua carriera e che poi è
[7:04] diventato magari più famoso per musiche molto belle ma magari
[7:08] più convenzionali. Possiamo dire che non ha avuto
[7:10] paura di rischiare, soprattutto agli esordi della sua carriera?
[7:17] In questo film, oltre alla presenza della bellissima
[7:19] florinda Bolkan, abbiamo anche il cameo di Klaus skinsky che
[7:23] contribuisce a rendere ancora più disturbante l'atmosfera.
[7:28] E poi abbiamo la giovanissima Nicoletta Elmi, che era una
[7:31] presenza immancabile in quel periodo storico nel cinema
[7:35] italiano, soprattutto giallo e Mystery.
[7:38] La bambina numero 1 dei film gialli.
[7:41] Thrilling all'italiana, la ricordiamo ovviamente per
[7:44] profondo rosso, ma la ricordiamo anche, e ne abbiamo già parlato,
[7:47] per reazione a catena di Mario Baba.
[7:51] Allora, Antonio, perché vedere questo leorme?
[7:54] Perche? E un film piccolo nella
[7:56] produzione, ma con una grande potenza onirica e che sa
[8:01] spiazzare lo spettatore, soprattutto se lo spettatore lo
[8:04] guarda senza averne mai sentito parlare.
[8:06] È un film che sa avvolgere, come sa avvolgere un sogno, che
[8:11] affascina e inquieta allo stesso momento.
[8:14] Luigi Bazzoni con questa pellicola compie e ci fa
[8:17] compiere un viaggio alla ricerca di noi stessi tra le pieghe di
[8:21] una. Che tende a sfuggirci tra
[8:24] fantascienza, dramma e follia. E a questo punto Antonio,
[8:30] Apriamo l'immancabile bugiardino.
[8:33] Fammi aprire la confezione monouso.
[8:36] Allora, trattandosi di un viaggio tra realtà e sogno, è un
[8:41] film da guardare rigorosamente di notte, lasciandosi
[8:44] trasportare dalla fotografia prevalentemente tendente
[8:47] all'azzurro di Vittorio Storar. E sulle magiche, mistiche,
[8:51] conturbanti e misteriose musiche di Francesco Menici diciamo ai
[8:55] nostri ascoltatori, dove possono trovare questo film?
[8:58] Non ci sono scuse, in realtà, perché il film si trova in DVD
[9:01] per l'acquisto in streaming. Streaming a pagamento sulla
[9:04] piattaforma chili e su dailymotion.
[9:07] Mo ci diamo appuntamento per un prossimo episodio di invisibile
[9:12] bizzarro con un'altra perla nascosta.
[9:15] Non vedo l'ora, a prestissimo. Un saluto a tutti quanti.
[9:20] Invisibile bizzarro, il cinema nascosto tra le maglie della
[9:24] rete, musica di Francesco medici, sigla di Davide Menghi.

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