# Come nasce la motivazione nei bambini

An episode of [Genitori senza filtri con Micaela, la puericultrice in cuffia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1489540175), 22 May 2026, 21 min.

Audio: https://anchor.fm/s/100785194/podcast/play/120342273/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2026-4-21%2Fe5dbf8e6-e069-6d40-901a-42491865fd6e.mp3

La motivazione non nasce dai premi, dall’obbedienza o dalla paura. Nasce dentro la relazione. In questo episodio parliamo di connessione, autonomia, neuroni specchio, Still Face Experiment e bisogni emotivi profondi, per capire come i primi anni costruiscano il modo in cui i bambini — e gli adulti che diventeranno — si muoveranno nel mondo: andando verso ciò che desiderano… o vivendo per evitare di sentirsi sbagliati. Link utili anche per iscriversi alla Mini Rassegna GRATUITA "Dietro i Comportamenti" qui!

## Transcript

[0:00] Benvenuti in un nuovo episodio del Podcast e.
[0:06] Così parto a bomba. Perché questa questo episodio
[0:11] nasce da un ascolto fatto di un episodio di un'altro podcast che
[0:16] seguo, che non c'entra niente con la genitorialità, è un.
[0:21] Podcast sulla crescita personale di di Alice Bush, dire Alice.
[0:26] E Beh, io ad Alice devo tantissimo e così colgo
[0:31] l'occasione di ringraziarla pubblicamente, anche se l'ho
[0:34] l'ho fatto direttamente con lei, è un film a copia del suo libro.
[0:38] Ed è bello, è liberatorio poter dire grazie a una persona per
[0:43] quello che lei inconsapevolmente ha fatto per te e.
[0:50] È un gesto. Che scalda il cuore di chi
[0:54] riceve. Secondo me quando è capitato di
[0:57] ricevere dei ringraziamenti, questi segni di gratitudine
[1:01] riscalda il cuore e dopo tutto è meno complicato di quanto non si
[1:05] pensi da da fare. È proprio bello e.
[1:12] È proprio un segno di di di gratitudine.
[1:17] Bello, vabbè, ritorno, ritorno nel nel tema, ascoltando appunto
[1:22] il suo episodio, episodio dedicato alla motivazione,
[1:27] appunto. Appunto, si parlava di come le
[1:29] persone. Ci sono persone che vivono
[1:34] andando. Verso ciò che desiderano e
[1:36] persone che vivono soprattutto cercando di evitare qualcosa,
[1:38] quindi evitare rifiuti, evitare il giudizio, evitare il
[1:41] confronto, evitare di sentirsi. Sbagliate e.
[1:48] Più parlava, più continuava a triggerarmi sulla.
[1:55] Sulla relazione coi bambini e neonati, perché continuavo a
[1:58] pensare che forse questa differenza tra queste due tipi,
[2:01] queste due tipologie di persone, non nasce nell'età adulta, forse
[2:06] nasce molto prima, nei primi anni dentro le relazioni.
[2:13] Perché spesso pensiamo alla motivazione come a qualcosa
[2:17] legato alla voglia di fare. Alla disciplina, alla forza di
[2:23] volontà, alla produttività. Ma forse la motivazione profonda
[2:31] nasce quando un essere umano si sente al sicuro.
[2:36] Quando sente di appartenere, quando sente di essere visto,
[2:43] quando sente di avere valore, quando sente di poter agire sul
[2:48] mondo. E questa cosa cambia
[2:50] completamente il modo in cui guardiamo i bambini.
[2:54] Perché spesso quando si parla di primi anni si parla soprattutto
[2:58] di comportamento. Quindi come farli collaborare,
[3:01] come fare a evitare capricci, come farsi ascoltare, come
[3:04] motivarli. Però c'è anche questo, non
[3:06] motivarli a fare una cosa. E demotivarli a fare
[3:09] qualcos'altro, ma forse dovremmo.
[3:13] O tanto più. Dovremmo fermarci un attimo e
[3:16] chiederci, che cos'è davvero la motivazione?
[3:19] E dopo la sigla ne parliamo anche partendo da una teoria di
[3:26] cui ha parlato Alice nel nell'episodio che magari
[3:31] conoscete oppure no, eh, ve ne parlo io e ve la relaziono al ai
[3:36] neonati e ai bambini. Ciao, sono Micaela la
[3:39] puericultrice in cuffia nel mio lavoro, accompagno i genitori
[3:42] dalla gravidanza. Piani di vita del bambino senza
[3:46] metodi preconfezionati ma partendo da chi siete voi e dal
[3:49] vostro bambino, questo podcast è uno spazio di genitorialità
[3:53] reale, senza filtri appunto, per capire, rallentare e sentirsi
[3:59] meno sole. Accomodati che iniziamo.
[4:02] Quindi. La domanda prima della sigla
[4:06] era, cos'è davvero la motivazione?
[4:09] E bisogna merita farsi questa domanda, perché forse non nasce
[4:15] dai primi che tu dai. Non nasce dalla paura, quindi
[4:19] dalle punizioni, che tu dai non nasce dal bravo.
[4:24] O dal controllo? E forse nasce molto prima di
[4:30] quanto pensiamo. Quindi nell'episodio si parla
[4:35] della teoria psicologica degli anni 80, self-Determination
[4:39] Theory. Ecco, questa teoria parla di tre
[4:42] bisogni psicologici fondamentali dell'essere umano, il bisogno di
[4:46] connessione, il bisogno di sentirsi efficaci e competenti e
[4:50] il bisogno di autonomia. E la cosa interessante è che
[4:53] questi bisogni non servono. Semplicemente a farci stare
[4:57] bene, ma sono profondamente collegati alla motivazione.
[5:03] Connessione, senso di efficacia, autonomia.
[5:07] Perché quando un essere umano sente di appartenere, quando
[5:11] sente di essere visto, quando sente di potercela fare, quando
[5:16] sente di avere uno spazio personale, allora nasce una
[5:21] motivazione interna, una spinta autentica verso il mondo, non
[5:26] basata sulla paura, non basata sul controllo.
[5:30] E mentre ascoltavo tutto l'episodio di Alice, pensavo che
[5:34] questi bisogni sono evidentissimi già nei neonati,
[5:39] perché i bambini non sono esseri passivi che aspettano
[5:43] semplicemente di crescere. Sono esseri umani profondamente
[5:47] orientati alla relazione. Questa cosa secondo me cambia
[5:50] completamente il modo in cui guardiamo i primi anni, perché
[5:54] spesso immaginiamo il neonato come un essere semplice, guidato
[6:00] solo da. Bisogni fisiologici, fame,
[6:04] sonno, bisogni fisici di cambio pipì, cacca.
[6:09] Ma il cervello infantile è già sociale, già relazionale, già
[6:13] orientato verso l'altro. Ci sono studi e osservazioni che
[6:17] mostrano come già nei primi mesi addirittura dalla pancia, e
[6:22] questo ne lo racconto questo esperimento durante i
[6:25] laboratori. Baby brains, quindi già dalla
[6:27] pancia e già nei primi mesi. I neonati sono incredibilmente
[6:33] attratti dal volto umano, cercano la connessione, sono
[6:37] attratti dallo sguardo, dalla voce, dalle espressioni emotive,
[6:41] non cercano solo nutrimento. Cercano, lo ripeto, connessione,
[6:47] relazione. Questa cosa è potentissima
[6:49] perché ci dice che la relazione non è un extra, non è qualcosa
[6:54] che aggiungiamo dopo, è parte della costruzione stessa del
[6:57] cervello. E i neuroni specchio, ci sono
[7:04] ricerche? Ricerche, studi che che che
[7:06] mostrano il ruolo, l'importanza che hanno questi neuroni nello
[7:11] sviluppo dell'empatia e della relazione, cioè i neuroni
[7:17] specchio sono quei sistemi neurali che aiutano il bambino a
[7:20] rispecchiare ciò che vede nell'altro, a leggere le
[7:24] espressioni, a cogliere le emozioni, a.
[7:29] A costruire piano piano quella capacità.
[7:32] Che un giorno chiameremmo empatia.
[7:35] Ok, e questa cosa inizia prestissimo.
[7:40] Eh già, i 2 4 mesi. Lo vedi proprio che iniziano a
[7:46] cercare sempre di più il volto umano, il contatto visivo, le
[7:49] espressioni emotive poi vocalizzano, sorridono, non è
[7:54] solo un riflesso, ma è proprio un atto intenzionale, perché ti
[7:57] vogliono imitare se tu sorridi o se non sorridi.
[8:02] Cercano risposte dal tuo viso. Sono incredibilmente motivati
[8:09] alla relazione e questa frase è bellissima.
[8:13] Motivati alla relazione. Mi piace un sacco, perché?
[8:19] Spesso, cioè, rende proprio un'idea.
[8:21] Ma perché spesso immaginiamo la motivazione come qualcosa legato
[8:24] alla performance, ai voti a scuola?
[8:27] No, alla produttività, ai risultati, ma alla prima grande
[8:31] motivazione del bambino è relazionale, è il desiderio di
[8:36] connessione. Ed è impressionante osservare
[8:40] quanto presto emerga questa spinta e.
[8:44] C'è c'è un esperimento che è famosissimo secondo me.
[8:47] Ne avete già sentito parlare o lo avete visto online?
[8:51] È lo steelface experiment, cioè a un certo punto mamma davanti
[8:56] al neonato lattantino. Mamma, che fino a quel momento
[9:00] stava interagendo normalmente col bambino, smette
[9:03] improvvisamente di rispondere. Mantiene il volto immobile.
[9:06] Steve FACE fermo senza espressione.
[9:09] Il bambino cambia completamente, all'inizio prova a richiamarla,
[9:14] sorride, vocalizza, la cerca, poi aumenta l'attivazione, si
[9:19] agita, va in difficoltà, si. Disorganizza emotivamente si
[9:25] sgretola. Perché?
[9:26] Perché il cervello del bambino si aspetta relazione e questa
[9:31] cosa? Secondo me una delle cose più
[9:33] potenti da comprendere quando parliamo di primi anni.
[9:37] Il bambino nasce biologicamente orientato alla connessione e
[9:42] attenzione, perché questo non significa che un genitore debba
[9:44] essere perfetto, non significa che debba esserci sempre, che
[9:49] non non non si frustri mai, che non sbagli mai e che, appunto,
[9:54] deve essere sempre disponibile. No, ma significa capire che la
[9:57] relazione è nutrimento neurologico, che la presenza
[10:02] emotiva dell'adulto costruisce sicurezza e che questa sicurezza
[10:06] cambia il modo in cui il bambino.
[10:08] Verrà al mondo perché un bambino che si sente sicuro non smette
[10:13] di aver bisogno dell'adulto, ma usa quella sicurezza come base
[10:17] per allontanarsi, esplorare, sperimentare.
[10:20] Ed è qui che secondo me la motivazione cambia completamente
[10:25] significato. Perché allora forse la
[10:28] motivazione non nasce dal premio e sono un po provocatoria con
[10:32] quel forse. Perché poi chi ha seguito i
[10:35] laboratori lo sa che non nasce dal premio?
[10:39] O tantomeno dalla punizione, dal controllo, dalla frase, Ah, se
[10:43] fai il bravo no, la minaccia. Nasce quando un essere umano,
[10:47] quindi anche un bambino, si sente visto, accolto,
[10:51] competente, libero di esistere dentro una relazione sicura.
[10:58] E qui torniamo ai tre bisogni, quindi il prima è la
[11:01] connessione. Un bambino che si sente visto
[11:03] sviluppa sicurezza relazionale e la sicurezza relazionale cambia
[11:08] completamente il modo in cui esploriamo il mondo.
[11:11] Pensate a quanto contano lo sguardo, la voce, la presenza,
[11:16] il modo in cui rispondiamo ai loro segnali.
[11:18] La regolazione emotiva spesso diciamo pe vuole solo attenzione
[11:23] attivare. Vuole attirare l'attenzione,
[11:26] certo che vuole attirare l'attenzione.
[11:29] E un bambino? I bambini sono egocentrici per
[11:32] tutta una grandissima fascia di vita.
[11:36] No, diciamo. È prescolare, diciamo OK, vuole
[11:40] attenzione l'essere umano, tanto più il bambino è costruito per
[11:45] cercare connessione. Questa ricerca non è
[11:48] manipolazione ma è sopravvivenza relazionale.
[11:52] E questa cosa cambia completamente anche il modo in
[11:55] cui guardiamo tanti comportamenti, comprendere
[11:59] questa cosa, perché dietro moltissime richieste di
[12:01] attenzione, dietro tantissimi capriccio, li metto tra
[12:04] virgolette, dietro tantissime fatiche.
[12:08] Spesso c'è un bisogno di connessione, non un desiderio di
[12:12] controllo. Poi bisogno di sentirsi
[12:18] competenti, questa cosa si vede tantissimo nei bambini piccoli.
[12:23] Pensiamo a un bambino che prova continuamente a prendere il
[12:26] cucchiaio, a girarsi, a muoversi, a imitare, a
[12:29] partecipare. Cervello infantile è
[12:32] naturalmente orientato verso la competenza, verso il CE la posso
[12:36] fare. Ma se ogni tentativo viene
[12:39] corretto, sostituito, controllato, anticipato, perché
[12:44] è tardi, magari, ecco, quella spinta può spegnersi.
[12:49] E questo vale anche più avanti, quando un bambino cresce
[12:52] sentendosi continuamente giudicato inadeguato, spesso
[12:57] poi. Smette di provarci non perché
[12:59] non abbia voglia, ma perché non si sente capace.
[13:02] E questa secondo me è una riflessione che dovremmo fare
[13:06] tantissimo anche come adulti, perché moltissimi adulti oggi
[13:10] non vivono davvero andando verso ciò che desiderano, vivono
[13:14] cercando di non sbagliare, di non deludere.
[13:18] Cercando continuamente approvazione.
[13:22] E spesso questa modalità nasce proprio quando per anni ci siamo
[13:26] sentiti amati, soprattutto quanto funzionavamo bene, quando
[13:32] non disturbavamo, quando non facevamo arrabbiare, quando
[13:37] performavamo. Ma sentirsi competente è
[13:41] qualcosa di diverso dalla performance, è sentire.
[13:45] Che posso provare e nel provare posso anche sbagliare.
[13:50] Perché possa imparare. Ed è un bisogno umano
[13:54] profondissimo, poi. C'è il terzo bisogno, bisogno di
[13:58] autonomia, che non significa lasciare un bambino da solo, non
[14:02] significa assenza di limiti, significa permettergli di
[14:06] sentire chi può avere iniziativa, che la sua voce
[14:10] conta, chi può esistere dentro la relazione.
[14:15] Anche quando dice no. E questa cosa per noi adulti è
[14:19] difficilissima, perché spesso confondiamo l'obbedienza con la
[14:24] regolazione, pensiamo che un bambino regolato sia un bambino
[14:28] che non protesta, che non si oppone, che non piange troppo,
[14:32] che non disturba. Eh, ma quella?
[14:36] Non sempre è regolazione, a volte è puro adattamento, altre
[14:42] volte è paura, a volte. A volte è tentativo di mantenere
[14:47] la connessione con l'adulto a tutti i costi, quindi se faccio
[14:50] così? A mamma va bene e anche di
[14:53] questo, perché ovviamente. Veramente sto toccando dei punti
[14:59] che potrebbero essere. Ci possiamo far partire una
[15:04] rete, una ragnatela di pensieri. Qua mi viene subito il
[15:08] collegamento al modulo del Baby Brains, sempre dell'attaccamento
[15:11] quando parla parlo degli stili di attaccamento e si capisce lo
[15:16] stile di attaccamento in cui. TA sei adattato a tutti e costi
[15:24] all'adulto. E vabbè, poi si potrebbe anche
[15:30] parlare il sonno. Sleep training bambino che non
[15:33] piange più. No, non è miracoloso è si è
[15:36] adattato, ma attenzione ai danni.
[15:38] Dietro questo adattamento però nessuno parliamo di sonno perché
[15:41] sennò anche qua altre 1000. Milli 1000 fili della di di di
[15:48] ragnatela, si potrebbero tessere e.
[15:52] Quindi il bambino davvero regolato non è un bambino,
[15:56] appunto, spento. Non è un bambino che non prova
[15:59] emozioni forti, ma un bambino che piano piano, dentro una
[16:03] relazione sicura, impara ad attraversare anche queste
[16:06] emozioni forti. Perché un bambino regolato può
[16:10] frustarsi, probabilmente. Anzi, un bambino si regola
[16:13] attraverso anche episodi di frustrazione.
[16:16] Di incazzatura, di pianti e bambino regolato può dire no.
[16:22] E soprattutto sa di poterlo fare.
[16:25] Sente di poterlo fare senza perdere l'amore dell'adulto
[16:28] amarli senza se e senza ma. Famosissimo libro che vi
[16:32] consiglio di leggere. E questa è una differenza
[16:36] enorme. C'è una grande differenza tra un
[16:39] bambino che si muove verso il mondo con curiosità.
[16:42] Alice parlava degli adulti che vanno verso, che scappano da e
[16:47] la la motivazione reale funziona quando tu hai la motivazione, il
[16:51] motivo per andare per agire e questa cosa lo vedi già nei
[16:55] bambini. Quindi c'è una differenza tra un
[16:57] bambino che si muove verso il mondo con curiosità e un bambino
[17:01] che si muove solo per evitare conflitti.
[17:04] Punizioni e disconnessione emotiva quindi scappa da tra un
[17:08] bambino che esplora perché si sente sicuro, un bambino che si
[17:11] comporta bene solo per paura di perdere l'amore.
[17:14] L'approvazione e la connessione delle due figure principali.
[17:19] Di accudimento che sono i genitori.
[17:22] E appunto, tanti adulti forse oggi vivono ancora così, non
[17:26] andando verso ciò che desiderano, ma cercando
[17:29] continuamente di evitare di sentirsi sbagliati.
[17:32] Perché sbagliare? È spiacevole un.
[17:37] Abbiamo una parte del cervello proprio deputata a farci sentire
[17:41] dei. Mannaggia, hai sbagliato.
[17:45] Non ci voleva. Che stupida quella sensazione lì
[17:49] si attiva in automatico. Quindi la punizione ce
[17:51] l'abbiamo. Intrinseca anche la punizione.
[17:56] Allora anche per tutti questi motivi, per questo episodio,
[18:00] cosa mi ha triggerato quello che è venuto fuori in questo
[18:03] episodio del podcast che ho deciso di far partire una mini
[18:08] rassegna gratuita dedicata proprio a quello che sta dietro
[18:14] ai comportamenti dei nostri bambini, quindi andare un po a
[18:16] esplorare a. Capire al cervello dei bambini?
[18:21] No, non per manipolarli meglio, OK, ma per guidarli in maniera
[18:27] diversa. E capire quindi i comportamenti,
[18:31] cosa sottende dietro è fondamentale per quello che
[18:35] appunto ci sarà. Apro ufficialmente.
[18:39] Le iscrizioni per questa mini rassegna saranno delle dirette
[18:44] su Google Meet, avrete la registrazione disponibile, vi
[18:48] dovete solo iscrivere dal modulo che trovate nei nei nei link,
[18:51] nelle note dell'episodio. La rassegna è dietro i
[18:55] comportamenti. Parleremo di capricci.
[18:58] Quindi il primo incontro al 29 maggio alle 13:30.
[19:01] Capricci, ho bisogni, emozioni, comportamento e fatica
[19:05] genitoriale con Sara Baggetta. Poi il 3 giugno alle 09:00 pm.
[19:09] Come si sviluppa l'autoregolazione?
[19:11] Questo è molto collegato all'argomento di questo
[19:14] episodio, anche cioè lo non direttamente, ma ne abbiamo
[19:18] accennato. Quindi fisiologia, difficoltà e
[19:21] ruolo genitoriale. Con Cristina mereu l'undici
[19:24] giugno sempre alle 21. Parlare non significa solo dire
[19:28] parole, anche qua potrebbe sembrare un po fuori fuori tema,
[19:31] ma non lo è. Perché?
[19:35] La comunicazione nasce all'interno della relazione,
[19:39] quindi capire comportamenti per star dentro a una relazione e
[19:42] far sì che la relazione sia di un certo tipo, per favorire lo
[19:47] sviluppo del linguaggio dei nostri bimbi.
[19:49] E poi si chiude il 16 di giugno con Anna Marco belli per parlare
[19:53] di autonomia. Senza punizioni se è possibile o
[19:57] meno, quindi limiti, premi. Eccetera.
[20:02] Sarà appunto 1 1 mini rassegna gratuita.
[20:05] Ti iscrivi al link invio se puoi partecipare in diretta.
[20:10] Penso sia insomma meglio perché così se hai una domanda la puoi
[20:14] fare altrimenti comunque il giorno dopo ricevi le
[20:17] registrazioni e resteranno a tua disposizione fino a fine giugno
[20:22] insieme a tutta una serie di materiali che le professioniste
[20:25] metteranno a tua disposizione. Quindi io.
[20:30] Ti aspetto all'interno di questa rassegna.
[20:33] O comunque al prossimo episodio di venerdì prossimo.
[20:37] Quindi grazie e buon fine settimana Ciao.

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