# Luigi M. Epicoco - La Settimana Santa

An episode of [Esercizi Spirituali](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1458716314), 15 Apr 2025, 53 min.

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Don Luigi Maria Epicoco presso la Parrocchia San Giovanni Battista di Velletri

## Transcript

[0:00] Giunsero a Gerico e mentre partiva da Gerico insieme ai
[0:07] suoi discepoli e a molta folla, il figlio di timeo Bartimeo, che
[0:13] era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.
[0:20] Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare, e a dire,
[0:24] figlio di Davide, Gesù, Abbi pietà di me.
[0:28] E molti lo rimproverarono perché tacessi.
[0:32] Ma egli gridava ancora più forte, figlio di Davide, abbi
[0:36] pietà di me. E Gesù si fermò e disse,
[0:40] Chiamatelo. Chiamarono il cieco, dicendogli,
[0:44] coraggio, alzati, ti chiama. Ed egli gettò via il suo
[0:48] mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
[0:53] Allora Gesù gli disse, che cosa vuoi che io faccia per te?
[0:59] E il cieco gli rispose, Rabbunì, che io veda di nuovo, e Gesù Gli
[1:06] disse, Va, la tua fede ti ha salvato, e subito vide di nuovo
[1:14] e lo seguiva lungo la strada. Forse vi sarà sorta la domanda,
[1:21] perché parlare di settimana Santa e leggere un brano?
[1:25] In cui si parla della guarigione di un cieco.
[1:29] Ma se prendete in mano il Vangelo di Marco, vi accorgerete
[1:31] che questo racconto, la guarigione di questo cieco è
[1:36] l'ultimo miracolo che Gesù compie prima di entrare a
[1:40] Gerusalemme, è l'ultimo miracolo.
[1:44] Ed è molto significativo perché è un po' come se l'evangelista
[1:47] Marco volesse dire a ciascuno di noi che se non è Gesù ad aprirti
[1:52] gli occhi, tu non capirai niente di quello che succederà tra
[1:56] poche ore. O è lui a fornirti la chiave di
[2:00] lettura degli eventi della sua passione, morte, risurrezione o
[2:05] per te invece sarà buglio totale, un po' come capita
[2:10] dentro la nostra vita di vivere delle circostanze.
[2:13] In cui sì, tu le stai vivendo, ma non ne capisci il senso, il
[2:17] significato. Non sai dove ti stanno
[2:19] conducendo quelle circostanze. Allora ti senti vittima di
[2:23] quelle circostanze, ti senti schiacciato da quelle
[2:26] circostanze semplicemente perché non ne vedi la luce.
[2:31] Gesù apre gli occhi a quest'uomo e poi comincia la settimana
[2:35] Santa, apre gli occhi a quest'uomo e poi inizia
[2:39] l'ingresso trionfale a Gerusalemme.
[2:43] Proprio all'inizio del dell'undicesimo capitolo del
[2:46] Vangelo di Marco e c'è qualcosa di molto utile per noi e per
[2:52] questo ho voluto iniziare con questo racconto la pretesa di
[2:57] questo nostro stare insieme questa sera attorno alla parola
[3:01] e chiedere a Gesù, con tutto noi stessi, attraverso il collirio
[3:05] del Vangelo, di aprirci gli occhi e di farci guardare il
[3:09] significato profondo delle prossime ore.
[3:13] Gesù entra a Gerusalemme, è il primo giorno, il suo ingresso
[3:17] trionfale. Poi passeranno ancora 5 giorni
[3:21] lì a Gerusalemme. Il sesto sarà ucciso, il settimo
[3:25] sarà messo nel sepolcro l'ottavo giorno risusciterà e l'ultima
[3:30] settimana di vita di Gesù. Noi chiamiamo tutto questo ormai
[3:35] la settimana Santa. E all'interno della Settimana
[3:38] Santa Viviamo il cuore, la parte più più bella, il nocciolo di
[3:43] tutta la nostra fede, il Triduo Santo.
[3:46] Ecco, mi piacerebbe con voi, questa sera guidate dal Vangelo,
[3:50] attraversare velocemente queste ultime ore di vita di Gesù,
[3:54] questi ultimi giorni di vita di Gesù, per poter avere come una
[3:59] prospettiva, per capire fino in fondo dove.
[4:03] Ci conducono i riti della settimana Santa.
[4:06] In che modo? La liturgia rende viva qualcosa
[4:09] che è già accaduto e proprio attraverso lo spirito continua
[4:14] ad accadere dentro la nostra vita?
[4:18] Innanzitutto. E la scelta di Gesù di entrare a
[4:20] Gerusalemme, non in maniera trionfale.
[4:24] Lo so. Tutti noi abbiamo in mente i
[4:27] ramoscelli di ulivo, i mantelli gettati davanti a Gesù.
[4:32] Ma il problema è molto serio. Perché?
[4:35] Perché la settimana Santa inizia con un grande fraintendimento,
[4:41] Gesù viene accolto a Gerusalemme come il Messia.
[4:44] Ma la domanda è, quale messia? Se ascoltate per bene le parole
[4:51] che ascolteremo nella liturgia proprio nelle prossime ore, vi
[4:55] accorgerete che Osanna il figlio di Davide.
[4:59] Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
[5:03] Benedetto colui che viene a ristabilire il Regno del nostro
[5:07] Padre Davide. Ma no, Gesù non è venuto a
[5:10] ristabilire il Regno di Davide. il Regno di Dio non è il Regno
[5:15] di Davide. Il desiderio di queste persone è
[5:19] che finalmente è arrivato Gesù. E che cosa farà Gesù a un popolo
[5:22] che è oppresso dalla dittatura dei romani?
[5:25] Che cosa farà? Darà loro la forza di ritrovare
[5:30] la dignità che avevano all'inizio, quando era il re
[5:33] Davide a guidare quel popolo. E quindi questo Messia gliela
[5:39] farà pagare i romani, distruggerà i romani.
[5:43] Ma Gesù non è venuto per questo motivo.
[5:47] Capite perché? All'inizio della settimana Santa
[5:50] lo Osannano, ma quando si accorgono che il Messia che
[5:55] hanno acclamato non è il Messia che si aspettano pochi giorni
[5:59] dopo grideranno crocifiggilo, per loro sarà insopportabile
[6:06] accettare che Gesù non è come se l'erano immaginati che il Messia
[6:11] non è così come loro aspettavano.
[6:14] E guardate, questo tipo di crisi, è una crisi che prima o
[6:17] poi attraversiamo tutti nella vita, è la crisi di incontrare
[6:20] Dio e di dire Dio non è come me l'ero immaginato.
[6:23] Dio non è come è stato disegnato dalla mia educazione, da quello,
[6:28] dall'idea che mi sono fatta del catechismo, dagli spezzoni di
[6:32] Vangelo che ho respirato dentro la mia vita.
[6:34] No, no, Dio non coincide per nulla rispetto all'idea che io
[6:39] mi sono fatta di lui, è tutt'altro.
[6:44] Capite allora che o è lui ad aprirci gli occhi o non vedremo.
[6:48] Noi vedremo quello che vogliamo vedere di lui, ma non vedremo
[6:53] veramente lui. Abbiamo bisogno che lui ci
[6:57] faccia la grazia di vedere e di vedere fino in fondo.
[7:02] E la prima scelta che opera Gesù non è quella di entrare a
[7:05] Gerusalemme su un cavallo, su un destriero.
[7:08] Quando un re vinceva una guerra, entrava in maniera trionfale
[7:12] nella sua città e veniva acclamato da tutti come colui
[7:17] che aveva vinto. Gesù non cavalca nessun cavallo
[7:21] di razza, sceglie, anzi. Vi accorgerete in queste ore
[7:25] tutta una liturgia nella scelta di un animale che non è un
[7:29] animale vittorioso, ma è un asino, un puledro figlio d'Asia.
[7:38] Che è il contrario del dominio. E invece l'immagine dell'umiltà,
[7:44] della mitezza, questa è la prima, è il primo grande
[7:48] paradosso che il signore ci mette davanti agli occhi.
[7:52] Io sono venuto a salvare, ma non salvo con la violenza, non salvo
[7:57] con la forza, non salvo schiacciando gli altri.
[8:01] Io salvo con l'umiltà, io salvo con la mitezza, io salvo con la
[8:07] logica del servizio. Quindi vedete, se da una parte
[8:12] noi abbiamo il cavallo che rappresenta il dominio,
[8:15] dall'altra parte abbiamo un asinello che rappresenta che
[8:18] cosa? Il servizio.
[8:20] Tu un asino lo carichi, lo usiamo anche nel linguaggio
[8:23] nostro, no, l'hai caricato come un asino.
[8:27] Che significa? Che il ruolo dell'asino è quello
[8:31] di portare sulle sue spalle i pesi.
[8:35] E lo fa in maniera pacifica, senza ribellarsi.
[8:37] Lo fa lentamente, è un animale mite l'asino, e allo stesso
[8:43] tempo è un animale affidabile. Gesù sceglie di cavalcare
[8:46] quest'asino. Se andate nelle catacombe vi
[8:51] accorgerete che. Tra i primi affreschi nella
[8:54] rappresentazione di Gesù ce ne sono alcuni che sembrano quasi
[8:58] blasfemi. Hanno rappresentato Gesù in
[9:00] croce con le sembianze di un asino.
[9:03] Ma non è una bestemmia, in realtà è un complimento.
[9:09] Chi lo ha dipinto sta dicendo il nostro re, il nostro Messia ha
[9:14] scelto l'umiltà e la mitezza, ha scelto di caricarsi sulle spalle
[9:19] i pesi, non è venuto a imporsi. Ma è venuto a farsi carico.
[9:26] Ora tenete in mente questa immagine della domenica delle
[9:29] Palme, l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, e collegatelo
[9:34] immediatamente a quello che ci viene raccontato il Giovedì
[9:37] Santo nella messa in cena domini.
[9:42] Sarebbe stato forse più giusto che durante questa messa noi
[9:45] avessimo letto quello che succede a tavola.
[9:49] In fondo l'ultima cena. E quindi la liturgia forse
[9:54] doveva raccontarci di quel pane, di quel vino su quella tavola.
[9:58] Invece no. La liturgia non ci racconta
[10:00] nulla di quello che succede sulla tavola.
[10:03] La liturgia ci racconta invece di quello che avviene fuori
[10:06] dalla tavola, cioè la lavanda dei piedi.
[10:10] Giovanni, l'Evangelista Giovanni decide di non raccontarci nulla
[10:14] della tavola, ma al capitolo 13 ci racconta la lavanda dei
[10:19] piedi. Quasi a volerci dire che per
[10:22] capire l'eucarestia, per capire quello che succede sulla tavola,
[10:26] bisogna capirlo solo dalla prospettiva di quel gesto che
[10:29] Gesù compie. Un gesto, credetemi, fratelli,
[10:34] traumatico, perché il gesto di un maestro che si toglie gli
[10:40] abiti da maestro si cinge i fianchi.
[10:44] Come un grembiule e si mette in ginocchio.
[10:47] Come un qualsiasi schiavo a lavare i piedi dei suoi
[10:50] discepoli. Voi sapete che ci saranno le
[10:54] rimostranze Di Pietro rispetto a questo gesto di di Gesù.
[11:00] Eppure Gesù insiste nel voler fare questo gesto e conclude
[11:06] dicendo, così, come ho fatto io, dovete fare anche voi, gli uni e
[11:11] gli altri. È la logica del servizio.
[11:16] Vorrei fermarmi su questo e cercare di attualizzarlo.
[11:19] Cioè mi piacerebbe che le cose che stiamo dicendo le possiamo
[11:23] portare dentro la nostra vita, così da tentare di viverle.
[11:28] Ora, se tu obblighi qualcuno a servire, quella persona è uno
[11:33] schiavo. Se una persona invece decide di
[11:38] servire, quella persona è un'altro Cristo.
[11:43] La vita tu la puoi subire o decidere di servire.
[11:47] Puoi assumere l'atteggiamento di chi si sente schiacciato dalle
[11:52] circostanze o l'atteggiamento invece di chi dice, io sto
[11:56] decidendo di donare la mia vita. Noi possiamo stare in una
[12:00] famiglia e vivere in una famiglia con la pretesa.
[12:04] La pretesa dei miei diritti, dei miei bisogni, di quello che io
[12:07] mi aspetto, di come vorrei essere valorizzato, capito,
[12:10] compreso. Possiamo stare in una comunità e
[12:13] vivere nella logica della pretesa il mio posto, il mio
[12:16] ruolo, il mio ministero, i miei talenti?
[12:20] Posso andare al lavoro e vivere nella stessa logica, che è la
[12:24] logica di affermare noi stessi con tutte le nostre forze.
[12:28] Oppure possiamo vivere in casa nostra, Caricandoci il peso
[12:32] della nostra famiglia? Andare in una comunità e portare
[12:37] sulle nostre spalle un po' del peso di quella comunità.
[12:41] Andare a lavorare e prendersi la responsabilità del proprio
[12:45] lavoro. La differenza è radicale perché
[12:50] nel primo caso non ci va mai bene nulla e viviamo la nostra
[12:54] vita lamentandoci. Pensiamo sempre di subire un
[12:57] torto. Non ci sentiamo capiti, non ci
[13:00] sentiamo. Apprezzati dalle persone che
[13:02] sono intorno a noi, siamo costantemente arrabbiati
[13:05] semplicemente perché il mondo non si inginocchia davanti a
[13:09] noi, ma Gesù ci chiede di essere cristiani perché ci chiede di
[13:14] fare noi. Il gesto di inginocchiarci e
[13:17] praticamente che cosa significa? Che se io pretendo che mio
[13:21] marito mi renda felice, che mia moglie mi renda felice, vivrò
[13:25] sempre nella rabbia che mio marito e mia moglie non mi
[13:28] rendono felice. Ho messo al mondo dei figli e
[13:31] invece di rendermi felice mi creano problemi.
[13:35] Vado in una comunità e invece di trovare pace, gioia, eccetera,
[13:39] trovo cose da affrontare. Vivo nella pretesa che quello
[13:43] che sto cercando me lo devono dare gli altri.
[13:47] Che cosa ti chiede Gesù? Occupati tu della felicità degli
[13:51] altri, tu vuoi essere felice. Rendi tu felice la persona che
[13:55] hai di fronte. Prenditi tu la responsabilità
[13:59] delle persone che sono intorno a te e capite che questo ci
[14:02] destabilizza perché non ci piace.
[14:04] Ci è più facile vivere nella pretesa che nel servizio.
[14:11] Ma Gesù si mette in ginocchio dicendo, si fa così, non il
[14:16] contrario. Allora un cristiano che
[14:20] pretende, si afferma, cioè un cristiano che porta avanti
[14:24] l'atteggiamento del cavallo spavaldo non è cristiano
[14:29] l'atteggiamento del cristiano, nessuno si sente offesa, offeso,
[14:33] è l'atteggiamento di un asino che pazientemente si carica
[14:38] delle cose e le porta ora questa cosa che sembra così svilente in
[14:43] realtà, se fate memoria e guardate intorno a voi.
[14:47] Vi accorgerete che esistono. Le persone così, sono quelle che
[14:51] non si lamentano, quelle che fanno il proprio dovere, quelle
[14:54] che tirano avanti la baracca. Sono persone silenziose,
[14:58] discrete, che apparentemente sembrano stare sempre dietro le
[15:01] quinte. Sapete quando ci accorgiamo di
[15:03] queste persone? Quando non ci sono più, perché
[15:06] quando queste persone non ci sono più, viene a mancare tutto.
[15:10] Tutto crolla perché reggevano tutto.
[15:14] I loro sacrifici, il loro silenzio, la loro dedizione, la
[15:17] loro umiltà, il loro esserci era il fondamento su cui si
[15:23] poggiavano le famiglie, i posti di lavoro, le comunità non
[15:27] andavano alla ricerca. Queste persone di medaglie da
[15:30] indossare non volevano essere riconosciuti dagli altri, essere
[15:35] gratificati, trovavano gioia nel fare la propria parte, nel
[15:40] farlo. E nel vivere quella pagina del
[15:42] Vangelo, forse inconsapevolmente, che dice
[15:45] Cosa, signore? Siamo servi, inutili, abbiamo
[15:48] fatto solo quello che dovevamo fare, altro che pretesa.
[15:53] E la gratuità. Ma la domanda è, perché dovremmo
[15:56] fare così fratelli? Perché Gesù ha fatto così?
[16:00] Non è un'invenzione nostra. E lui che ci ha segnato questa
[16:05] strada e sta dicendo a ciascuno di noi, tu sei cristiano,
[16:08] smettila di vivere pretendendo comincia a vivere servendo e
[16:14] decidilo di fare, perché se tu non prendi questa decisione,
[16:19] sarai un frustrato che ti senti sempre derubato dagli altri,
[16:24] derubato del tempo, derubato dei tuoi talenti, derubato della tua
[16:28] fama, della tua gloria. È un atteggiamento importante
[16:34] questo. Non ha senso vivere giovedì
[16:37] Santo, metterci sulla tavola di questo altare a celebrare il
[16:42] corpo e il sangue di Cristo. Se questo corpo e questo sangue
[16:46] non hanno la postura di Gesù, mangiamo l'eucaristia per
[16:52] diventare eucaristia. E che cosa succede su quel
[16:57] tavolo? Che cosa succede su
[16:59] quell'altare? Prendete e mangiatene tutti.
[17:06] Prendete e bevetene tutti. Ora o la nostra vita diventa un
[17:14] pane spezzato e distribuito, un vino versato e distribuito.
[17:19] O non è una vita cristiana, una vita che si è lasciata cambiare
[17:26] dall'eucaristia. E vi prego, non abbiate la
[17:32] mentalità sbagliata, magica di pensare che solo per il fatto
[17:36] che stiamo mangiando l'eucarestia siamo già a posto.
[17:40] il Vangelo ci racconta che quella sera anche Giuda ha
[17:44] mangiato quel boccone, anche lui ha fatto la comunione.
[17:50] Ma subito dopo l'evangelista Giovanni dice che si alzò, uscì
[17:56] ed era notte. E innanzitutto era notte dentro
[18:00] di lui. Non basta la frequenza ai
[18:03] sacramenti, dobbiamo domandarci, quali decisioni stiamo prendendo
[18:09] mentre ci accostiamo ai sacramenti?
[18:14] Ecco queste ultime ore di vita di Gesù, ci evangelizzano perché
[18:19] ci dicono come noi dovremmo vivere la nostra vita.
[18:23] Umiltà, mitezza, servizio. Capacità di portare i pesi,
[18:30] bandire le lamentele, le pretese, abbassare le ali, non
[18:36] avere atteggiamenti trionfalistici.
[18:39] E anche quando, come Chiesa, noi aspettiamo che la Chiesa sia
[18:42] trionfale, non è la chiesa di Cristo.
[18:45] La Chiesa che porta Cristo è un asino, dovrebbe essere questo.
[18:51] Non è trionfale, dovrebbe essere umile.
[18:57] È assolutamente bella perché umile, come tutte le cose
[19:01] semplici. Sono belle perché sono
[19:04] essenziali, non oscurano l'essenziale.
[19:08] Ora, se questo asino che porta Gesù attira di più l'attenzione
[19:13] su di sé, distraendo da Gesù, Beh, non è stato proprio un buon
[19:19] mezzo di trasporto. Anche noi come Chiesa, dovremmo
[19:22] domandarci se attiriamo di più l'attenzione su di noi.
[19:27] O su Cristo? Dovremmo avere la capacità di
[19:31] mostrare Cristo e di toglierci di mezzo.
[19:34] Questa Chiesa è cesellata da tante cose belle e
[19:41] significative. A che serve tutta questa
[19:43] bellezza se non a rendere evidente non questa chiesa?
[19:49] Ma ciò che sta indicando questa chiesa attraverso queste cose è
[19:55] il ruolo della liturgia. È il ruolo del nostro stare
[19:58] insieme, è il ruolo della bellezza.
[20:01] La vera bellezza indica, non distrae.
[20:07] Allora vedete, abbiamo appena messo piede nella settimana
[20:12] Santa, un asino e Gesù in ginocchio ci dicono come si
[20:18] vivono queste ore e allo stesso tempo, vedete?
[20:24] Noi possiamo capire tutto ciò solo se Gesù ci illumina nel
[20:29] vedere questo, perché la catechesi del mondo è un'altra.
[20:34] La catechesi del mondo ti dice, non ti far mettere i piedi in
[20:37] testa, non ti fa schiacciare dagli altri.
[20:41] Fatti rispettare afferma te stesso.
[20:44] E ci sono sempre valide motivazioni per cui noi dovremmo
[20:48] vivere così. Ma questo ce lo dice il mondo,
[20:52] il Vangelo. Ci dice invece a te sembra che
[20:55] sei in perdita, ma si vince in questo modo.
[20:59] Va molto più lontano chi cammina così che chi invece, con
[21:05] irruenza vuole affermarsi dentro la sua vita.
[21:10] Ma basta muoversi di qualche ora e la messa in scena domini
[21:15] lascia lo spazio a quel tempo che noi sappiamo essere il tempo
[21:19] del Getsemani. Noi li chiamiamo.
[21:22] Il tempo dell'altare, della reposizione o erroneamente dei
[21:27] sepolcri. Che cosa rappresenta questo
[21:30] tempo di preghiera? E il tempo di Gesù che, uscito
[21:35] dall'ultima cena va a pregare nell'orto degli ulivi.
[21:39] Anche qui vedete la nostra preghiera, la nostra Liturgia,
[21:43] il Triduo Santo. Ci danno una grande lezione e ci
[21:47] dicono una cosa molto semplice. Che stare accanto a qualcuno che
[21:53] soffre è difficilissimo, specialmente quando l'incontro
[21:59] con la sofferenza ti fa percepire impotente.
[22:04] Cioè non puoi fare niente. Sapete qual è la nostra reazione
[22:08] quando tu stai accanto a qualcuno e non puoi fare niente?
[22:12] Sapete qual è la reazione umana? Scappare.
[22:16] A noi non piace l'impotenza. A noi non piace sentire di non
[22:20] poter far niente, non è facile stare accanto a qualcuno che
[22:27] soffre, ma vedete questo tempo di preghiera, che è il tempo che
[22:33] segue la liturgia in cena domini e tentare di fare compagnia a
[22:38] Gesù accettando l'impotenza di non poterlo salvare.
[22:44] Questa cosa che sembra quasi una messa in scena di una storia che
[22:47] è successa nel passato. Guardate che la ritrovate tale e
[22:51] quale dentro la vostra vita. Vi capiterà di stare accanto a
[22:55] persone che amate e a non poter far niente se non rimanendo
[22:59] accanto a queste persone. Vi capiterà nella vita di vivere
[23:04] delle situazioni frustranti dove l'unica cosa che potete offrire
[23:08] e non fuggire e rimanere lì in quelle situazioni.
[23:13] Quante volte devi ascoltare persone senza avere la risposta
[23:16] alle domande che hanno? Ma come sarebbe drammatico se
[23:20] quelle persone che hanno domande a cui tu non hai risposta non
[23:24] potessero gridare a nessuno le loro domande?
[23:28] È brutto quando nessuno ti ascolta.
[23:31] A volte le persone hanno solo bisogno di essere ascoltate,
[23:34] perché non è detto che noi abbiamo le risposte alle loro
[23:38] domande, alle loro parole. Vedete un tempo importante
[23:43] questo? Se il primo tempo è il tempo di
[23:46] rinunciare al dominio, alla sopraffazione, per avere invece
[23:50] l'atteggiamento dell'umiltà, della mitezza e del servizio,
[23:53] adesso la liturgia ci dice, non fuggire davanti al dolore, non
[23:59] scappare via. E non è facile.
[24:03] Perché Gesù si porta lì, nell'orto degli Ulivi, Pietro,
[24:07] Giacomo e Giovanni. Ma voi sapete che cosa Faranno
[24:10] Pietro, Giacomo e Giovanni nell'Orto degli ulivi?
[24:13] Dormiranno. Dormire è evitare le cose,
[24:18] dormire è un modo di alienarsi. La solitudine di di Gesù in quel
[24:25] momento è veramente drammatica. Se vi andate a leggere il
[24:30] racconto di Marco, visto che siamo nell'anno Liturgico Bi.
[24:33] Vi accorgerete che nel racconto della passione di Marco questo
[24:38] momento è descritto in questo modo, Gesù entra nell'orto degli
[24:42] ulivi e non riesce nemmeno a stare in piedi per come soffre,
[24:49] dice Marco e cadde a terra. Capite la sofferenza che sta
[24:55] vivendo in quel momento Gesù? E che cosa gli viene in mente a
[24:58] Gesù? Che cosa fa una persona che
[25:00] soffre? Cosa fa un cristiano che soffre?
[25:04] Prega. E Gesù comincia a pregare,
[25:09] padre, tutto è possibile a te, se possibile, allontana da me
[25:17] questo calice, ma non come voglio io, ma come vuoi tu.
[25:21] È una preghiera drammatica, intensa.
[25:29] In questi giorni mi piace sempre sottolineare questa preghiera di
[25:33] Gesù nel Getsemani, perché in realtà gli esegeti ci dicono che
[25:39] il modo che Gesù ha di pregare in quel momento è il modo
[25:42] tradizionale con cui i rabbini insegnavano a morire alle
[25:48] persone, ai moribondi, andavano in casa di un moribondo e lo
[25:54] facevano pregare in questo modo Dio.
[25:57] Tu puoi tutto, io non voglio morire, ma sono pronto.
[26:02] Questa era la preghiera dei moribondi.
[26:05] E Gesù Prega così nel Getsemani, Dio padre, tutto è possibile a
[26:11] te, se possibile. Allontana da me questo calice,
[26:15] che tradotto significa, non voglio morire, ma non come
[26:19] voglio io, ma come vuoi tu. Sono pronto.
[26:24] Sapete qual è la risposta del padre a questa preghiera di
[26:27] Gesù? Il silenzio è terribile.
[26:33] Pregare e non sentire nessun sollievo dalla preghiera.
[26:38] Allora Gesù fa la cosa più intelligente che può fare una
[26:40] persona. Quando si accorge che la sua
[26:43] vita spirituale non lo sta aiutando, si rivolge alle
[26:46] persone che c'ha di fianco. Si lascia aiutare dai fratelli,
[26:50] allora va dai suoi amici e gli dice, rimanete svegli, non mi
[26:54] lasciate da solo, state qui, vegliate con me.
[26:58] Sapete qual è la risposta degli amici?
[27:02] Nessuna, non si parla, parla solo Gesù, leggziano, quindi Dio
[27:08] non ti parla, gli amici non ti parlano.
[27:10] Capite quanto è drammatica la solitudine che vive Gesù?
[27:15] Ora ditemi la verità. Pensate che nella vita noi non
[27:18] ci troviamo in posizioni simili, in cui tutta la fede che fino al
[27:23] giorno prima c'era di consolazione, ci sono dei
[27:26] momenti che ci sembra inutile e tutte le persone che dovrebbero
[27:31] esserci di aiuto dormono. Perché gli Evangelisti ci
[27:39] raccontano di questo dramma? Perché nessuno di noi si senta
[27:42] solo quando vive questi momenti. Deve ricordarsi che Gesù ha
[27:46] vissuto così. E per quanto tempo Gesù prega in
[27:51] questo modo. Marco dice, non una volta, non
[27:55] due, ma tre volte, va dal padre, poi va dagli amici, va dal
[27:59] padre, va dagli amici, va dal padre, va dagli amici.
[28:02] E come vi ho detto prima, apparentemente sembra che
[28:06] nessuno gli risponda, ma poi succede un miracolo.
[28:11] Un miracolo. Non un miracolo come noi ce
[28:14] l'abbiamo in mente, ma un miracolo proprio nel modo che
[28:18] Gesù ha di affrontare le cose. Allora entra nel Getsemani e
[28:23] cade a terra. La fine della scena del
[28:26] Getsemani, lo sapete qual è? Gesù va dai suoi amici e gli
[28:30] dice, Basta, alzatevi, andiamo. Chi sta venendo per arrestarmi è
[28:38] alle porte, prima è atterrato. Ora, invece, all'atteggiamento
[28:44] di uno che affronta, ecco come gli ha risposto, Dio non gli ha
[28:48] risposto con le parole, con le spiegazioni no.
[28:54] Miracolosamente gli ha dato il coraggio di affrontare una cosa
[28:57] che fino a un attimo prima lo schiacciava.
[29:02] Quindi non è vero che Dio non risponde.
[29:05] Dio risponde. E molto spesso ci risponde
[29:08] dandoci il coraggio di affrontare le cose che non
[29:11] vorremmo affrontare. Questa è la lezione di Gesù nel
[29:15] Getsemani. Allora vedete ancora un
[29:19] insegnamento per ciascuno di noi, prima l'insegnamento
[29:23] dell'umiltà, poi l'insegnamento di non scappare davanti al
[29:26] dolore. Poi ancora l'insegnamento di non
[29:30] scappare noi davanti al nostro stesso dolore, sapendo che Dio
[29:34] in quel momento non risponde come noi vorremmo, allontana da
[29:40] me questo calice, ma misteriosamente ci dà la forza
[29:44] di affrontare le cose. Credo che nella vita ogni tanto
[29:50] qualcuno di noi guardando indietro dice, Io non lo so come
[29:53] ho fatto ad affrontare quella roba lì, l'ho affrontata.
[29:57] Non so come sto facendo ad accudire, ad andare avanti
[30:02] davanti a delle circostanze che sono veramente pesanti.
[30:05] Uno che le guarda da fuori dice no, non regge.
[30:08] E invece miracolosamente quelle persone reggono nel momento
[30:12] giusto. È venuta qualche giorno fa una
[30:16] signora a parlarmi, mi ha molto commosso.
[30:19] Una persona ormai di una certa età ha assistito il marito fino
[30:23] all'ultimo istante della sua vita.
[30:26] Cambiandolo Lavandolo dandogli da mangiare una donna anziana
[30:31] Eh? E mi ha detto, padre, lei mi
[30:33] deve credere. Io non avevo nessun dolore,
[30:37] riuscivo a fare tutto quello che dovevo fare, eppure c'ho un
[30:40] sacco di acciacchi. Però me lo alzavo, me lo giravo,
[30:44] me lo lavavo. Così.
[30:45] Quando è finito il funerale e sono tornata a casa, sono
[30:49] crollata, non riuscivo più a camminare, mi faceva male la
[30:54] schiena. Tutti i dolori che non ho avuto
[30:58] nel periodo in cui ho assistito mio marito ce li ho avuti lì da
[31:00] quel giorno in poi. È interessante questa cosa, no?
[31:06] Come noi reagiamo davanti a una difficoltà, a volte
[31:10] misteriosamente tiriamo fuori una forza che non pensavamo di
[31:14] avere, come Gesù, pure lui pensava di non avere la forza di
[31:19] affrontare quella roba lì. E poi mettiamoci in piedi,
[31:24] andiamo. Affrontiamo.
[31:28] Ecco allora che noi entriamo nell'esperienza del Venerdì
[31:34] Santo e qui incontriamo un'altra cosa molto dura, il racconto
[31:42] della passione e della morte di Cristo.
[31:44] Celebriamo in quel giorno la memoria della sua morte e
[31:49] leggiamo il passo. Che ci fa fare memoria di quello
[31:53] che è successo nelle ultime ore di vita di Gesù.
[31:58] Ora che cosa vorrei suggerirvi nel capire con lo sguardo giusto
[32:03] il venerdì Santo? È troppo poco che noi rimaniamo
[32:07] degli spettatori che guardano no la scena e forse anche si
[32:10] commuovono. La cosa interessante di quel
[32:14] racconto è che tutte le persone che sono intorno a Gesù dicono a
[32:19] Gesù una cosa molto semplice. Se sei Dio, scendi dalla croce,
[32:24] che è un discorso di una logica disarmante.
[32:31] Dimostraci che sei Dio scendendo dalla Croce e Gesù non scende
[32:36] dalla croce fino all'ultimo. Tenteranno di farlo scendere
[32:41] dalla croce anche mentre sta per esalare gli ultimi respiri.
[32:46] EE Gesù grida, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato Elia?
[32:50] E lì le masa bactani. Sapete cosa dicono le persone
[32:53] sotto? Sta chiamando Elia, vediamo se
[32:56] viene, vediamo se lo fa scendere, vediamo se verrà
[33:01] qualcuno a salvarlo. Ora voi sapete che la nostra
[33:06] tentazione, la vera tentazione del male, non sono i mostri
[33:09] sotto il letto. Il male non è la mostruosità che
[33:14] noi abbiamo in mente quando ci vediamo dei film dell'orrore.
[33:18] Il male vero è quello che vuole farti scendere dalla croce.
[33:25] Ma se io dovessi spiegarvi con una frase semplicemente qual è
[33:29] la differenza tra quello che ti propone il male e quello che ti
[33:32] propone la logica della Croce, dovrei tradurvelo in questo
[33:36] modo? Il male ti dice salvati da solo.
[33:42] E la croce invece ti dice, lasciati salvare.
[33:47] Il male ti dice, se non ti salvi tu sei perduto.
[33:54] La croce ti dice abbandonati. Se ti abbandoni vieni fuori da
[34:00] lì. Qui è una scelta, Eh, perché
[34:06] quando tu stai male la prima cosa che ti viene da fare è di.
[34:10] Aiutarti da solo di volerti tirar fuori da solo dai
[34:15] problemi. Questo fa aumentare i problemi
[34:19] perché l'agitazione con cui noi affrontiamo la prova peggiora la
[34:23] prova. In quel momento subentra la
[34:27] disperazione perché con tutte le tue forze e la tua intelligenza
[34:31] non riesce a tirarti fuori da quelle situazioni.
[34:34] Che cosa ti dice la tua fede cristiana?
[34:37] Abbandonati in Dio. Il signore non ti lascia, dice,
[34:42] ma qui stiamo perdendo, ma io sto morendo.
[34:45] Abbandonati al signore. Chi si riesce ad abbandonare
[34:51] sapete cosa riceve come frutto? La pace è in pace e si trova in
[34:58] mezzo alla tempesta, Eh, e contro di lui ha un esercito
[35:03] intero di un male che lo sta rigirando come un calzino.
[35:07] Eppure lui è in pace. Perché?
[35:10] Perché sia abbandonato il signore.
[35:14] Questo diventa il principio della resurrezione, l'abbandono
[35:18] in Dio. Ora voglio pensare che ciascuno
[35:22] di voi ha i suoi problemi e le sue cose.
[35:24] La domanda è, come vivete i problemi?
[35:28] Vi sentite nelle mani di Dio o sentite che tutto dipende solo
[35:31] da voi? Vi abbandonate nelle mani del
[35:35] Signore, oppure. Vi disperate perché non riuscite
[35:39] a salvarvi. Però attenzione.
[35:43] Che significa abbandonarsi nelle mani del Signore che io non devo
[35:46] fare niente. No, tu devi fare tutto il tuo
[35:49] possibile, ma non devi farlo con disperazione, lo devi fare con
[35:55] la fiducia. Io ho la sensazione che sto
[36:02] andando EE questo sarà l'ultimo tratto di strada della mia vita.
[36:06] E poi morirò. Allora tu puoi andare perché
[36:10] sapete che alla fine finisce sta vita.
[36:11] Eh? Finirà comunque ora io posso
[36:16] avviarmi alla fine di questo viaggio in pace o da disperato
[36:23] posso andare incontro al mio destino disperandomi agitandomi
[36:28] oppure serenamente. Questo è il segreto di chi
[36:34] abbraccia la croce. Non è la ricerca della
[36:38] sofferenza, la croce non è o come bello soffrire, soffrire è
[36:43] terribile. Ma chi vive la croce come l'ha
[36:46] vissuta Cristo? Quel dolore è svuotato di
[36:49] disperazione. Non c'è più la disperazione in
[36:51] quel dolore e credo che questo sia quello che a noi manca,
[36:58] mettere in pratica quello che Gesù dice quando a un certo
[37:01] punto ai suoi discepoli rivolge questa parola, chi vorrà salvare
[37:05] la sua vita? Chi la perderà perché per causa
[37:09] mia la troverà che tradotto? Significa.
[37:13] Chi si vuole salvare da solo si perde, chi si abbandona in me si
[37:18] trova. Ora vedete?
[37:22] Ognuno di noi deve domandarsi, vivendo la morte di Gesù in
[37:26] croce, se ha scelto la logica del mondo o la logica di Cristo.
[37:35] A noi piacerebbe una fede. In cui dice, io sono talmente
[37:38] tanto credente che Dio a me me le toglie le croci.
[37:41] No, non funziona così. Io sono tanto credente.
[37:45] E da cosa si vede la tua fede? Da come stai sulla croce?
[37:51] Da lì si vede la fede. Dio non.
[37:54] È uno che ti evita. I problemi e basta, sì, ci
[37:58] aiuta, ma ci sono delle cose che sono inevitabili nella vita.
[38:02] È grazie a Dio che sono inevitabili, perché sono le cose
[38:05] che ci fanno crescere. La domanda però è, quelle
[38:09] difficoltà inevitabili come le vivi?
[38:11] Tu con? Abbandono.
[38:14] O con disperazione, perché questo fa la differenza.
[38:20] Noi viviamo il venerdì Santo per imparare da Gesù come si sta
[38:26] sulla croce e come si sta sulla croce, padre.
[38:30] Nelle tue mani consegno il mio spirito, sì, si soffre, ci si
[38:34] sente abbandonati, ma. Gesù ha il coraggio anche.
[38:38] Di dire, padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
[38:43] Si sta sulla croce. Senza scendere dalla croce, più
[38:47] tentiamo di scendere dalle nostre croci, questo è un
[38:51] segreto che voglio dirvi, Eh? Più noi tentiamo di scendere
[38:55] dalle croci, più allunghiamo le croci.
[38:59] La croce aveva. Ragione Don Tonino bello alle
[39:02] ore contate è da 12:00 alle tre del pomeriggio.se tu ti agiti
[39:09] non sono più le tre, ma diventano le quattro e poi Le 5
[39:12] e poi le sei. Allora ogni difficoltà ha sempre
[39:17] le ore contate, sempre. Ma il.
[39:22] Problema serio è. Come noi vogliamo vivere quel
[39:26] momento che ha un suo argine. 12:00 le 03:00 pm.
[39:30] Cosa fa il. Male.
[39:33] Quando una persona soffre non si ricorda questo.
[39:36] Quando una persona soffre, la sofferenza è totalizzante.
[39:40] Vede tutto nero EE dice a se stessa, non ne verrò mai fuori
[39:46] da questa cosa. Questa è la disperazione.
[39:50] In quel momento, quando tu hai questa sensazione, fai come
[39:55] Gesù, abbandonati. Consegnati Mettiti nelle mani
[40:01] del padre. Ecco, siamo arrivati al sabato
[40:08] Santo che ci sembra sempre un po' il tempo tecnico.
[40:12] Avete presente quando in teatro ci sono delle scene, poi a un
[40:15] certo punto sipario, perché dobbiamo cambiare tutte le cose
[40:18] e poi di nuovo un'altra scena. Quindi viviamo quasi sempre il
[40:22] sabato Santo. Come?
[40:24] Quella. Quella pausa in cui smontiamo i
[40:27] sepolcri e prepariamo la resurrezione.
[40:31] No, guardate, no. Il sabato Santo è un tempo
[40:34] liturgico. Fa parte di di.
[40:37] Queste ore decisive per la nostra fede, perché il tempo
[40:42] dell'attesa è un tempo di silenzio.
[40:50] Che cos'è che ci aiuta? Tutte, tutta la rivoluzione
[40:55] della Pasqua nasce se tu hai la pazienza di aspettare.
[41:00] Invece sapete che cosa? Succede quando uno legge La
[41:03] passione che man mano che si avvicina l'ora di Gesù,
[41:08] cominciano ad allontanarsi tutti, tutti, completamente,
[41:11] tutti dopo il Getsemani. Gli Evangelisti ci dicono che i
[41:16] suoi discepoli fuggirono tutti. Le ultime ore di vita, gli
[41:20] ultimi istanti di vita. Gesù li passa con persone che
[41:23] non sono familiari. Giovanni ci dice che c'è la.
[41:28] Madre là sotto e che c'è Giovanni Marco?
[41:32] Ci dice che non c'è? Nessuno.
[41:35] I suoi discepoli. Maschi se la sono data a gambe.
[41:40] Gli unici personaggi? Presenti nella passione di Gesù
[41:43] sono il le discepole donne che da lontano osservano la scena,
[41:49] poi man mano si avvicinano queste donne, ma.
[41:53] È interessante tutto. Questo perché perché quando Gesù
[41:57] viene, muore e viene calato dalla croce, ci sono gli ultimi
[42:02] due personaggi che hanno a che fare con lui, che sono Giuseppe
[42:05] d'Arimatea e Nicodemo. Sono discepoli dell'ultima.
[42:10] Ora persone che non facevano parte del suo gruppo, ma a
[42:15] differenza dei suoi amici, hanno il coraggio di chiedere il corpo
[42:19] di Gesù. E fanno una cosa anche.
[42:23] Abbastanza particolare. Toccano un cadavere, quindi
[42:26] diventano impuri. Nel far questo.
[42:29] Guardate. È un gesto di.
[42:31] Tenerezza straordinario, quello che compiono Giuseppe d'Arimatea
[42:35] e Nicodemo. Ma anche loro.
[42:39] Dopo che hanno calato il corpo morto di Gesù dalla Croce, lo
[42:43] mettono nel sepolcro. Sapete cosa fanno?
[42:46] Se ne vanno via tutti, se ne vanno via le donne?
[42:51] No, sono lì, osservano Giovanni. Ci dice.
[42:57] Che si aggirava lì, attorno al sepolcro, la Maddalena.
[43:03] Gli altri Evangelisti ci. Dicono che.
[43:05] Man mano questo discepolato femminile è lì presente.
[43:09] Sapete cosa rappresenta? Non rappresenta solo il mondo
[43:12] femminile, rappresenta la fedeltà, l'affidabilità.
[43:22] Cioè mentre gli altri se ne vanno, loro restano.
[43:26] Per questo assistono per prime alla risurrezione.
[43:31] Volete un esempio? A volte succedono nella nostra
[43:34] vita delle cose che a un certo punto ti convincolo, dice è
[43:38] finita così, calma. Tu non lo sai come va a finire
[43:43] questa cosa, stai lì. A te sembra che è?
[43:47] Finito? Ma non è detto che è finito.
[43:53] So che è un paragone. Come devo dire, forse improprio
[43:58] da tirarlo in ballo nella nel nella nel Triduo Santo.
[44:02] Però a me piace sempre fare questo esempio.
[44:05] Avete presente quando uno va al cinema, finisce il film e
[44:08] cominciano i titoli di coda? Io sono uno di quelli che.
[44:10] Come inizia il titolo di coda, mi alzo in modo tale che nessuno
[44:13] mi blocchi. Errore madornale.
[44:17] Molti film hanno delle scene che.
[44:21] Accadono dopo i titoli di coda, cioè il film sta finendo, dice
[44:26] vabbè, è finito. E poi un'ultima scena che cambia
[44:30] completamente il finale, la. Resurrezione è una roba.
[44:34] Simile? Tutti sono convinti di trovarsi
[44:37] davanti ai titoli di coda e poi succede una cosa che cambia
[44:42] completamente il finale, chi? È che assiste alla Pasqua.
[44:47] Quelli che non si sono alzati dalle poltroncine.
[44:51] Quelli che sono rimasti lì attenti a giudicare la vostra
[44:56] vita da quello che avete vissuto.
[44:59] Tante volte diceva io sono. Sfortunato, infelice.
[45:02] La mia famiglia è andata in questo modo.
[45:04] Avrei desiderato, e non è successo questo, questo,
[45:06] quest'altro. A noi ci sembra di aver capito
[45:09] tutto, di trovarci ai titoli di coda.
[45:14] Ma io che ho sempre seguito da prete gli universitari, a volte
[45:18] sento dei ventenni che dicono Eh, ormai ormai, ma c'hai
[45:22] vent'anni. Ormai cosa c'hai tutta la.
[45:26] Vita davanti Eh. Però il problema dell'ormai che
[45:30] lo sento in tutte le stagioni, lo sento ai ventenni, ai
[45:33] trentenni, ai cinquantenni, ai sessantenni, agli ottantenni.
[45:37] Uno dice, vabbè, se ce ne ha 90 ormai forse funzionano.
[45:42] Ormai nulla, se questa mattina il Signore ti ha fatto svegliare
[45:46] tu non lo sai perché. Vi prego di mantenere.
[45:50] Sempre il cuore aperto a quel grande imprevisto che è la
[45:55] Pasqua. E la Pasqua non è semplicemente
[45:57] Gesù che è risorto, i riverberi di quella luce sono tutti quegli
[46:02] imprevisti che illuminano la nostra vita e ce la fanno
[46:06] rileggere da un'altro punto di vista.
[46:10] Allora ci sono dei momenti. In cui tu dici, Ah, ecco perché.
[46:16] E rileggi tutto in un. Altro modo e quello che fino a
[46:19] ieri a te sembrava una disgrazia, riletto attraverso
[46:23] quella luce. Tu dici, adesso lo capisco.
[46:29] In questi giorni ascoltavo, sono stato a incontrare delle persone
[46:34] che lavorano nelle cappellanie degli ospedali.
[46:38] E. Una donna?
[46:40] Una laica che lavora in una di queste cappellanie ha portato
[46:43] una testimonianza che mi ha molto colpito.
[46:47] Mi ha detto, Ho passato. La mia vita domandandomi perché
[46:50] mi è successo quello che mi era successo nella mia famiglia ho
[46:53] sofferto, ho perso una persona, questo quest'altro dice.
[46:58] In questo momento della mia vita capisco il senso di tutto quel
[47:03] dolore. Quel dolore oggi mi rende capace
[47:07] di capire il dolore degli altri. Ma quando lei era una bambina.
[47:12] Mica dava questa lettura Pasquale della sua vita.
[47:17] E forse era anche. Autorizzata a ribellarsi, a star
[47:20] male, a distruggere tutto quello che volete.
[47:23] Ma che cos'è la Pasqua per questa donna che a un certo
[47:26] punto lei guarda indietro? E non è che dice, non è vero che
[47:29] è successo tutto quel dolore, ma ne capisce la luce.
[47:34] Dice, se io oggi posso parlare a una persona che soffre è
[47:38] semplicemente perché ci sono passata io da quella sofferenza
[47:41] e quindi quella sofferenza mi ha abilitato a parlare.
[47:46] Ha ragione. Ecco la Pasqua, quindi non
[47:51] buttate niente della vostra vita.
[47:53] Perché voi non sapete che cosa ci sta facendo il signore con la
[47:56] vostra vita sabato Santo è la grande educazione a saper
[48:04] attendere, a saper far spazio a un imprevisto che cambia tutta
[48:11] la storia. Ecco allora che siamo arrivati.
[48:15] Finalmente a la notte di Pasqua, la grande veglia che ci
[48:19] introduce nel giorno senza tramonto della Pasqua.
[48:24] Che cos'è, in fondo? Celebrare la luce nella notte,
[48:31] che cos'è vivere la veglia Pasquale che ci introduce nella
[48:36] nella celebrazione della risurrezione che alla logica
[48:39] della morte. Noi la sostituiamo con la.
[48:44] Logica della vita. E cioè, sarò molto.
[48:48] Breve non perché non voglio spoilerarvi come andrà a finire
[48:52] la settimana Santa. Già sapete come va a finire,
[48:55] però è una cosa che noi dimentichiamo molto spesso.
[48:59] Fratelli, noi sappiamo come va a finire la storia.
[49:03] La storia va a finire. Che Gesù ha vinto.
[49:07] Ora, se tu. Sai che lui ha vinto perché vivi
[49:11] come se tu fossi un perdente. Lui ha vinto.
[49:15] Allora ti puoi permettere di perdere perché lui ha vinto, ti
[49:21] puoi permettere di vivere le tue battaglie anche tirando fuori la
[49:26] tua debolezza, la tua fragilità, perché lui ha vinto.
[49:30] Ora voi. Siete convinti che noi siamo dei
[49:33] cristiani che credono nella resurrezione?
[49:36] Guardate che se noi non crediamo nella risurrezione, rimaniamo
[49:39] bloccati nel Venerdì Santo e non ne veniamo fuori da lì.
[49:45] E la più grande cattiva? Testimonianza che noi possiamo
[49:48] dare al mondo è che noi mostriamo al mondo solo il
[49:51] Venerdì Santo, non la Pasqua. Chi vede noi vede la Pasqua o
[49:58] vede solo dei crocifissi depressi.
[50:01] Chi vede noi vede la. Gioia della risurrezione.
[50:05] E attenti amici, la gioia uno non può darsela da solo.
[50:09] Quando tu stai male dice io mi. Sforzo di essere gioioso ma come
[50:13] fai a sforzarti di essere stai fingendo?
[50:17] San Paolo ci dice che la. Gioia è un frutto dello spirito.
[50:21] Gioia, pace, benevolenza, mitezza, dominio di sé sono
[50:26] tutti i frutti dello spirito. Se tu non hai pace, non puoi
[50:30] fingere di aver pace. Dice, ma io sto.
[50:34] Male. Però mi dico a me stesso, devi
[50:36] essere nella gioia. Il cristianesimo non è yoga.
[50:39] Amici che uno fa training autogeno e si autoconvince delle
[50:44] cose, la gioia o ce l'hai o non ce l'hai.
[50:48] La pace o ce l'hai o. Non ce l'hai?
[50:52] Ma perché vi sto dicendo questo? Perché se è un dono, dove lo
[50:55] prendiamo questo dono? Tutte le domeniche.
[50:59] Per noi è Pasqua. Tutte le volte che noi.
[51:04] Partecipiamo all'eucarestia, il signore ci dà in dono quello che
[51:09] non possiamo darci da soli, gioia, pace, benevolenza,
[51:14] mitezza, dominio di sé, i doni dello spirito, i doni della vita
[51:18] spirituale, ogni. Volta che noi.
[51:21] Leggiamo il Vangelo, il Vangelo ci apre gli occhi come questo
[51:25] cieco che ha inaugurato questa nostra serata.
[51:29] Tutte le volte che preghi, il Signore ti ricorda la logica con
[51:33] cui devi vivere. Tutte le volte che tu hai
[51:36] veramente una vita di fede e una vita spirituale, tu hai una vita
[51:40] Pasquale, cioè hai le tue sconfitte e allo stesso tempo la
[51:45] tua vittoria. Hai il tuo Venerdì Santo, ma hai
[51:48] anche la domenica di Pasqua. Quindi questa è la cosa.
[51:53] Più bella che ci viene donata. Che quello che succede in questi
[51:57] giorni, ogni volta che noi viviamo la liturgia e ogni volta
[52:02] che noi viviamo la nostra vita spirituale si attualizza è.
[52:09] A nostra portata. Di mano, ecco, il mio augurio è
[52:13] che ciascuno di noi possa vivere queste ore non semplicemente
[52:20] come uno spettatore. Anche perché e non.
[52:24] Ricordo se ve l'ho detto anche l'anno scorso, ma è una cosa che
[52:27] ogni anno la ripeto perché è repetita iuvant a chiunque
[52:31] incontro. Il motivo per cui quest'anno è
[52:36] Pasqua è diverso da quello dell'anno scorso.
[52:40] Ci sono delle cose della. Vita in questo momento che hanno
[52:43] bisogno di ricevere la luce di Pasqua.
[52:48] L'anno prossimo, se il signore vorrà, ci sarà un'altro motivo
[52:51] per cui è giusto che arrivi Pasqua.
[52:55] Ora non vi. Perdete questa Pasqua?
[52:59] Perché parla al vostro? Presente non in generale vuole
[53:04] portare in questo momento della vostra vita la luce della
[53:07] Pasqua. Ecco.
[53:10] Il mio augurio, che anche. Voi possiate fare l'esperienza
[53:13] di passare dalle tenebre della cecità.
[53:17] Alla luce del Signore risorto, grazie.

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