# Luigi Maria Epicoco - La Vita religiosa alla scuola di Matteo #8

An episode of [Esercizi Spirituali](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1458716314), 22 Mar 2025, 56 min.

Audio: https://traffic.megaphone.fm/APO8835985417.mp3

Corso di esercizi spirituali condotto da don Luigi Maria Epicoco dal 3 al 7 luglio 2023 ad Assisi.

## Transcript

[0:00] Bene, siamo giunti alla fine di questo nostro cammino insieme in
[0:04] questi giorni di ascolto della parola di Dio, guidati dal
[0:09] Vangelo di Matteo, e ho pensato di concludere questi nostri
[0:15] esercizi, così come ogni cristiano dovrebbe sempre
[0:19] concludere ogni sua riflessione e cioè ricordarsi che il centro
[0:25] di tutta la nostra fede, il centro.
[0:28] È più centro di tutti, di tutto. È la risurrezione, perché se noi
[0:34] dimentichiamo la risurrezione, il nostro cristianesimo si
[0:38] ammala. Può diventare un modo per
[0:41] migliorare la nostra vita, un modo per aggiustare alcune cose,
[0:45] un modo per fare il bene, per avere attenzione al prossimo,
[0:49] vivere la compassione, la misericordia, ma tutto il centro
[0:53] della nostra fede, la risurrezione.
[0:56] Cioè se Gesù non è risorto, dice Paolo, vana è la nostra fede.
[1:01] Ora, non sempre noi siamo discepoli di Gesù risorto.
[1:05] Cioè molto spesso noi siamo discepoli di Gesù crocifisso, ma
[1:11] a volte ci dimentichiamo che noi siamo discepoli del crocifisso
[1:14] risorto. Questa è la frase completa.
[1:19] E cioè ci dimentichiamo del mistero della risurrezione, che
[1:21] dovrebbe essere quella grande luce che illumina tutta la
[1:26] nostra vita. Guardate che noi possiamo
[1:28] svegliarci la mattina e fare qualunque cosa solo perché Gesù
[1:32] è risorto. Altrimenti non varrebbe la pena
[1:33] niente in questa vita. Non varrebbe la pena amare
[1:36] qualcuno, non varrebbe la pena fare delle scelte, non varrebbe
[1:40] la pena fare dei sacrifici, non varrebbe la pena nulla?
[1:43] Noi possiamo vivere questa vita pensando che in questa vita c'è.
[1:49] Del bene, perché Gesù è risorto. Ma sapete, la risurrezione è un
[1:53] problema serissimo, perché siccome non è una cosa che noi
[1:57] riusciamo a tradurre in termini di ragionamento, non a caso in
[2:02] tutti i Vangeli nessun Evangelista ci racconta che cosa
[2:07] succede in quel momento, cioè come avviene la risurrezione.
[2:11] C'è un grande silenzio, Gesù è morto, è chiuso, sigillato
[2:15] dentro il sepolcro e poi, a un certo punto, è con la
[2:17] risurrezione. A noi manca questo passaggio.
[2:20] E allora molto spesso noi possiamo lavorare troppo di
[2:25] fantasia e quindi sì, immaginiamo la risurrezione di
[2:29] Cristo. Ma in fondo questa risurrezione
[2:32] non tocca la nostra vita, non la cambia.
[2:35] Invece guardate che l'atteggiamento diverso nei
[2:38] confronti di tutta l'esistenza nasce dal fatto che noi siamo
[2:41] figli di uno che ha vinto. Allora soltanto se tu sei
[2:46] convinto che lui ha già vinto, hai un atteggiamento sereno nei
[2:51] confronti dell'esistenza. Diversamente hai l'atteggiamento
[2:54] preoccupato, ansioso, hai la sensazione che c'è qualcosa che
[3:00] manca dentro la tua vita. Ma come ci accorgeremo tra un
[3:05] istante? Perché poi vorrei fare
[3:07] esattamente questo, cioè andare a guardare come Matteo ci
[3:11] racconta la questione della resurrezione.
[3:13] Ci accorgeremo che fin dall'inizio la risurrezione è
[3:17] stato un problema, un grande problema per la comunità
[3:19] cristiana, ma prima di arrivare a questo permettetemi di di
[3:29] andare alla fine della vita di Gesù.
[3:41] Matteo, come vi dicevo, a differenza di Giovanni, la
[3:44] differenza di Luca. Luca mette in scena questo
[3:47] dialogo bellissimo tra il ladrone, Gesù, No, Giovanni
[3:51] mette sotto la Croce Maria, il discepolo Amato.
[3:55] C'è questo dialogo, No, Gesù non è lasciato solo in quel momento.
[4:00] Matteo invece dice che Gesù in quel momento è completamente da
[4:03] solo, non c'è nessuno, nessuno e soprattutto, ahimé.
[4:10] La cosa che va detta è che quelli che lo lasciano veramente
[4:14] da solo sono il suo seguito maschile.
[4:18] Tutti i discepoli maschi se ne vanno tutti tutti.
[4:26] Tenete a mente questo perché Matteo dicendo questa cosa sta
[4:29] dicendo una cosa che potrebbe molto scandalizzare la comunità
[4:32] cristiana, ma è la verità. E cioè che da quando Gesù ha
[4:36] avuto bisogno non ha avuto nessun amico maschio che è
[4:39] rimasto sotto la sua croce a vivere quel tipo di esperienza.
[4:46] Ma Matteo ci tiene a dire una cosa molto, molto, molto
[4:49] interessante. Gesù dice di nuovo, gridò a gran
[4:56] voce ed emise lo spirito. Ecco, Gesù muore.
[5:01] Ed ecco il velo del tempio, si squarciò in due da cima a fondo,
[5:06] la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si
[5:10] aprirono e molti corpi di santi che erano morti risuscitarono e
[5:15] uscendo dai sepolcri dopo la sua risurrezione, entrarono nella
[5:19] città Santa e Apparvero a molti. Il centurione e quelli che con
[5:24] lui facevano la guardia. Gesù, alla vista del terremoto e
[5:27] di quello che succedeva, furono presi da grande timore e
[5:31] dicevano, davvero costui era figlio di Dio?
[5:35] Matteo si sforza di darci anche una sorta di interpretazione
[5:39] teologica della morte di Gesù. No, mette ad esempio i fenomeni
[5:43] cosmici. Il terremoto sta a significare
[5:45] che sta succedendo qualcosa che è rivelativo, tanto è vero che
[5:51] dice che. Il centurione, vedendo il
[5:54] terremoto, gli viene dato da dire, allora questo era
[5:59] veramente il figlio di Dio? L'evangelista Marco invece lo fa
[6:03] in una maniera molto più bella. Dice Marco che il il soldato che
[6:08] era sotto la croce, vedendolo morire in quel modo, disse,
[6:12] davvero costui era figlio di Dio ed è una professione di fede
[6:17] bellissima. Però qual è la cosa strana?
[6:21] È un pagano a fare questa professione di fede non c'è
[6:24] nessun discepolo. Dov'È Pietro?
[6:27] Perché non c'è Pietro sotto la croce?
[6:29] Perché non c'è Giacomo sotto la croce, dove sono gli altri 12?
[6:33] Dove sono tutti gli altri? Ecco, Gesù è in compagnia solo
[6:38] di Pagani, di nemici. Ma sentite cosa dice Matteo, vi
[6:44] erano là anche molte donne che osservavano da lontano.
[6:50] Esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo e tra
[6:54] queste c'era Maria di Magdala, Maria Madre di Giacomo e di
[6:57] Giuseppe e la madre dei figli di Zebedeo.
[7:01] Dice Matteo, tutti se ne sono andati, però c'è un gruppo di
[7:05] donne che, anche se da lontano, è lì e guarda la scena, tenete a
[7:11] mente questa, questa collocazione che fa Matteo
[7:15] rispetto a queste donne. Venuta la sera dice Matteo
[7:22] giunse un uomo ricco di arimatea chiamato Giuseppe.
[7:27] Anche lui era diventato discepolo di Gesù e questi si
[7:31] presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù e Pilato allora
[7:36] ordinò che gli fosse consegnato. Questa è la seconda beffa che
[7:41] Gesù riceve, e cioè nessuno dei suoi amici va a domandare il suo
[7:47] corpo. L'unico che va a chiedere il
[7:50] corpo di Gesù è un discepolo dell'ultima ora dell'ultimo
[7:54] momento, Giuseppe d'Arimatea. Guardate che se dovessimo
[7:59] guardare umanamente l'opera di Gesù, dovremmo dire che
[8:02] fallimentare, cioè tutto quello che ha fatto, le persone su cui
[8:05] ha investito più energie, più tempo, sono quelle che più lo
[8:09] deludono. E invece un ultimo arrivato
[8:14] riesce a fare quello che gli altri non riescono a fare.
[8:18] Capite allora quando San Benedetto nella dice che bisogna
[8:24] ascoltare l'ultimo arrivato in monastero?
[8:27] Bisogna ascoltare il più giovane?
[8:31] Molto spesso il fatto che noi stiamo da molto tempo in
[8:34] un'esperienza non vuol dire che siamo più preparati degli altri.
[8:38] A volte siamo talmente tanto dentro il meccanismo da non
[8:41] vedere più nemmeno gli errori del meccanismo.
[8:44] E invece una persona che all'ultimo momento è arrivata,
[8:47] si accorge subito che c'è qualcosa che non va.
[8:49] Dobbiamo avere l'umiltà di accogliere anche questo.
[8:53] E il Vangelo ci vuole suggerire anche che nessuno può dire che
[8:57] uno è meglio di un'altro. Chi doveva essere meglio di
[9:00] un'altro? Non è stato meglio l'uomo a cui
[9:04] è stata consegnata la chiave del Regno, Cioè Pietro, non c'è lì
[9:08] in quel momento, ma Giuseppe d'Arimatea sì.
[9:13] E Giuseppe d'Arimatea va da Pilato e chiede, il corpo di
[9:17] Pilato è Pilato dà il corpo a Giuseppe d'Arimatea?
[9:21] Sentite la descrizione che fa Matteo?
[9:24] Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e
[9:29] lo depose nel suo sepolcro nuovo che si era fatto scavare nella
[9:33] roccia. Allora la scena è questa, Gesù è
[9:39] con i suoi amici nell'orto degli ulivi.
[9:41] Lo arrestano EE fuggono tutti. Allora Gesù passa dalle mani
[9:46] degli amici alle mani dei nemici, passa dalle mani dei
[9:50] Pagani alle mani del discepolo dell'ultima ora, passa di mano
[9:56] in mano. In tutti il corpo di Gesù viene
[10:00] passato di mano in mano e tutte le persone che sono che sono lì
[10:04] coinvolte in questa storia. È molto significativo questo,
[10:09] Eh. Gesù si consegna nelle mani di
[10:11] tutti, non nelle mani di qualcuno e basta.
[10:15] Anche i Pagani possono prenderlo in mano.
[10:18] Gesù anche una persona che è arrivata all'ultimo momento e
[10:21] che non ha sentito tutti i suoi discorsi, che non è stato con
[10:24] lui durante i grandi miracoli. Anche lui e il gesto che compie
[10:30] Giuseppe d'arimatea un gesto sacerdotale, prese il corpo, lo
[10:34] avvolse in un lenzuolo e lo depone dentro il sepolcro.
[10:39] E poi chiude il sepolcro. Ecco, in questo momento, vedete,
[10:45] si compie l'incarnazione. È l'ultimo atto in cui
[10:50] finalmente l'incarnazione è completamente compiuta.
[10:53] Perché? Perché Gesù, prendendo la nostra
[10:56] carne, ha condiviso tutto di noi, tutto.
[11:00] Anche il fatto che è stato sepolto.
[11:05] Avete presente quando nelle icone orientali viene
[11:08] rappresentata la Natività, cioè Maria, Giuseppe e il bambino è
[11:13] adagiato in un sepolcro, non è adagiato in una mangiatoia, è
[11:18] prefigurazione di quello che sarebbe accaduto a Gesù e a dire
[11:24] a ciascuno di noi che l'incarnazione.
[11:26] E cioè, la maniera attraverso cui Gesù ha deciso di salvarci è
[11:30] quella di essere in comunione con noi in ogni cosa della
[11:34] nostra vita, da quando nasciamo a quando moriamo, a quando siamo
[11:38] messi dentro un sepolcro, Gesù ha condiviso tutto.
[11:43] Quindi nessuno di noi può più dire di essere solo, perché non
[11:46] c'è +1 cosa umana che Gesù non abbia riempito della sua
[11:50] presenza. Nessuno di noi può dire, Eh, ma
[11:54] io mi metto in un sepolcro. Gesù invece non ha fatto
[11:57] l'esperienza del sepolcro. Anche lui è entrato in un
[12:00] sepolcro, anche lui ha ha visto una pietra arrotolata davanti
[12:05] all'ingresso di quella sepoltura.
[12:09] E Giuseppe d'Arimatea, da buon discepolo maschio, fa quello che
[12:12] fanno tutti i discepoli maschi. Prese il corpo, lo avvolse in un
[12:18] lenzuolo pulito, lo depose nel sepolcro nuovo che si era fatto
[12:21] scavare nella roccia, rotolata poi una grande pietra
[12:25] all'entrata del sepolcro se ne andò pure lui, se ne va.
[12:31] E vedete Matteo invece, che cosa ci dice?
[12:34] Lì, sedute di fronte alla tomba, c'erano Maria di Magdala e
[12:38] l'altra Maria. Tutti se ne vanno e queste donne
[12:42] sono là prima. Guardano la scena da lontano.
[12:47] Adesso sono vicine lì a questo sepolcro e sono loro, sono le
[12:52] donne. Guardate, è una cosa che in
[12:55] questo anno ho ripetuto molto spesso in tanti ritiri che ho
[12:58] fatto, no, e cioè Io credo che noi dobbiamo essere molto leali
[13:05] e non lo dico perché stranamente in questo ritiro mi ritrovo
[13:09] davanti a. Un auditorio fatto in nel 99% di
[13:15] di di donne. Ma perché?
[13:18] Io sono perfettamente convinto che se noi guardiamo la storia
[13:22] della Chiesa ci accorgiamo che nei momenti più difficili chi è
[13:27] stato a vivere quei momenti difficili sono state le donne.
[13:30] Sono loro che non se ne sono mai andate nelle nei momenti più più
[13:35] più faticosi nella della vita. Sono le donne che molto spesso
[13:39] si assumono la responsabilità. Di restare e di umanizzare la
[13:43] sofferenza. Sono loro che non scappano.
[13:49] Noi uomini quando sentiamo l'impotenza ci viene sempre di
[13:52] fuggire via. Invece la pazienza di restare,
[13:56] la pazienza di non andarsene, la pazienza di offrire una presenza
[14:02] che possa umanizzare. Questa è una lezione immensa da
[14:07] cui noi dobbiamo imparare dalle donne.
[14:09] Siamo noi a dover imparare che cosa significa essere discepoli,
[14:14] perché siete voi a insegnare a noi che essere discepoli
[14:17] significa non andarsene quando non conviene più.
[14:22] E Matteo, che sta scrivendo questo Vangelo 2000, 2000 anni
[14:26] fa, non ha paura nel dire che non c'è nessuno dei discepoli,
[14:31] ma delle donne sì. E sono lì, guardano da lontano e
[14:37] adesso sono lì. Vicino alla tomba.
[14:41] Ma qui si apre il grande tema della risurrezione.
[14:45] Perché? Perché la cosa che dovrebbe
[14:48] farci riflettere lo sapete qual è, è che Gesù aveva già parlato
[14:53] della risurrezione in tutta la sua predicazione.
[14:56] Aveva già detto che lui avrebbe vissuto sì l'esperienza della
[15:00] Croce, ma poi che sarebbe risuscitato.
[15:02] Sapete qual è la cosa che dovrebbe colpirci?
[15:06] Che nessuno se lo ricorda? Nessuno si ricorda che Gesù ha
[15:11] detto che sarebbe risuscitato. Lo sapete chi se lo ricorda?
[15:15] I nemici. I nemici se lo ricordano i suoi
[15:19] discepoli, no, sentite cosa dice.
[15:24] Il giorno seguente, quello dopo la parasceve, si riunirono
[15:27] presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo.
[15:31] Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore mentre era vivo?
[15:35] Disse, dopo tre giorni risorgerò.
[15:39] I nemici se lo ricordano, i suoi discepoli no, sono rimasti
[15:44] imprigionati nel Venerdì Santo. È una tentazione.
[15:47] È una tentazione rimanere chiusi nel venerdì Santo e non
[15:51] ricordarci della risurrezione. Ordina dunque che la tomba venga
[15:56] vigilata fino al terzo giorno perché non arrivino i suoi
[16:00] discepoli lo rubino e poi dicano al popolo, irrisorto dai morti.
[16:06] Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima.
[16:10] E Pilato disse loro, avete le guardie, andate e assicurate la
[16:14] sorveglianza come meglio credete.
[16:17] Essi andarono e per rendere sicura la tomba sigillarono la
[16:20] pietra e vi lasciarono le guardie.
[16:24] I nemici non soltanto si ricordano della risurrezione, ma
[16:28] non vogliono che in nessun modo la risurrezione possa esplodere.
[16:35] Non vogliono lo lo adesso vorrei tradurlo in maniera molto
[16:41] esistenziale, il mondo ci lascia fare a noi cristiani tutto.
[16:49] Volete curare i poveri? Curateli.
[16:52] Volete fare un ospedale? Fatelo.
[16:55] Volete costruire una scuola? Costruite una scuola?
[16:57] Volete fare delle messe? Fate le messe, costruire dei
[17:00] templi, fate tutto quello che volete.
[17:03] C'è una cosa che il mondo non tollera, che noi annunciamo, la
[17:06] risurrezione e qui invece è il cuore di tutta la nostra fede.
[17:13] E sapete perché? Qual è la più grande paura che
[17:18] ha l'essere umano? La paura della morte.
[17:22] Se tu hai paura non sei libero. Però non so se sapete che finché
[17:28] tu hai paura sei manovrabile. Io posso usare la tua paura
[17:33] perché attraverso questa paura io ti posso manovrare.
[17:37] Se malauguratamente viene qualcuno che ti libera da questa
[17:40] paura, tu non sei più manovrabile e quindi sei libero.
[17:45] E il mondo non può tollerare questa cosa.
[17:48] Il mondo non può tollerare che le persone siano libere.
[17:53] Perché se le persone sono libere non sono più manovrabili e
[17:57] quindi e quindi non funziona più la macchina del mondo, perché il
[18:01] mondo è tutto costruito su infelici che devono consumare
[18:07] angosciati che devono riempire la loro paura di morire in
[18:10] qualche maniera, tutto il commercio nell'Occidente è tutto
[18:16] costruito sull'angoscia di morte della gente.
[18:20] Un mio caro amico teologo in un suo libro ha dimostrato come
[18:25] oggi noi evitiamo appositamente di usare la parola morte e
[18:30] cominciamo a dire, se n'è andato, è tornato alla casa del
[18:34] padre, ci ha lasciati, non è più tra noi.
[18:37] No, è passato. E certo.
[18:43] Però evitiamo appositamente la parola morte, perché è un tabù
[18:47] la morte. La morte è un tabù.
[18:50] Noi non vogliamo pensare alla morte, guardate durante la
[18:53] pandemia del coronavirus, in questa terribile tragedia che
[18:57] abbiamo vissuto a livello planetario, il più grande
[19:00] esercizio che abbiamo voluto fare è doverci scontrare con la
[19:04] possibilità della morte, che è una cosa che c'è sempre stata,
[19:08] ma noi la nascondiamo appositamente.
[19:11] Noi non vogliamo pensarci a questo, perché se pensiamo alla
[19:15] morte non viviamo più. Che cosa fa Gesù attraverso la
[19:21] risurrezione? Libera integralmente l'uomo.
[19:24] Se tu non hai più paura della morte, perché io l'ho vinta, tu
[19:28] sei libero, tu sei libera. Le persone libere sono non sono
[19:33] più manovrabili. Capite?
[19:36] Quindi ogni mentalità mondana attacca la risurrezione.
[19:43] Vi ricordate la predicazione di Paolo nella nell'areopago?
[19:47] No, finché parlano o il Dio di qua di là fanno ideologia.
[19:51] Quando a un certo punto Paolo parla della resurrezione, su
[19:55] questo ci sentiremo un'altra volta, gli mandano una pacca
[19:58] sulla spalla e lo mandano via. Ma il problema della nostra vita
[20:03] è esattamente questo, finché noi siamo in balia della paura della
[20:09] morte, noi non siamo veramente liberi.
[20:13] La risurrezione opera esattamente su questo.
[20:16] Il che non significa che noi siamo non proviamo più paura eh,
[20:22] ma che quella paura non comanda più.
[20:24] Questo significa quindi il mondo ci ci lascia fare tutto.
[20:32] L'importante però che noi non liberiamo la gente.
[20:38] Non so se vi siete accorti in due modi, si possono manovrare
[20:41] le persone col senso di colpa e con la paura della morte.
[20:46] Queste sono le due cose con cui tu puoi manovrare la gente.
[20:52] Se vi leggete il Vangelo a un certo punto, come fanno a
[20:55] convincere che è giusto uccidere Gesù?
[20:59] Usano la paura, lo vengono a sapere i romani e poi i romani
[21:03] ci puniscono così è meglio che muoia la paura.
[21:10] La paura della morte e il e il senso di colpa sono i, le, le le
[21:14] due prigioni dell'uomo. Gesù ci ha liberati da queste
[21:19] due cose, ci ha liberati dalla colpa.
[21:24] Attenti, ci ha liberati dalla colpa, ma non è che ha tolto la
[21:28] nostra fragilità. Quindi significa che noi
[21:31] possiamo continuare a peccare, ma non siamo più oppressi dalla
[21:34] colpa. Ad esempio, possiamo
[21:37] permetterci, grazie alla morte di un croce di Gesù, di guardare
[21:42] i nostri peccati e interrogarli e dire, che cosa dicono a me i
[21:45] miei peccati? Che cosa mi raccontano?
[21:50] Invece, quando tu sei oppresso dalla colpa, non ti domandi che
[21:53] cosa ti dicono i peccati, non vedi l'ora di liberartene, però
[21:58] non impari nessuna lezione dai tuoi peccati.
[22:01] Invece la grandezza di di Gesù. E che ti ha liberato dalla colpa
[22:06] e quindi ti ha messo in condizioni di poter essere
[22:09] istruito persino dai tuoi peccati.
[22:12] Tu puoi metterti davanti alla tua fragilità e dire, che cosa
[22:16] mi dici? Qual è la lezione che devo
[22:18] imparare da questo? Perché non so se sapete che
[22:22] finché non impariamo una lezione la ripetiamo, ripetiamo
[22:27] l'errore. Quindi il senso di colpa è la
[22:31] paura della morte. Sono le due cose che sono state
[22:36] vinte con la risurrezione. Ora noi siamo una chiesa che
[22:42] annuncia la risurrezione. Lo dico meglio, il nostro modo
[22:47] di essere chiesa e il nostro modo di annunciare il Vangelo
[22:52] suscita sensi di colpa e manovra le persone attraverso l'angoscia
[22:58] o libera le persone dall'angoscia e le solleva dal
[23:01] senso di colpa. Capite che io posso convincere
[23:06] migliaia di persone ad andare a messa la domenica?
[23:09] Spaventandole sulla possibilità che possono andare a finire
[23:13] all'inferno perché è un peccato mortale.
[23:17] Ma se uno va a messa la domenica perché ha paura di finire
[23:20] all'inferno, secondo voi è libero?
[23:23] No, ci va a messa, ma ci va come servo, non come figlio, ma Dio
[23:30] ha bisogno di figli. Questa è il messaggio del
[23:33] Vangelo, Eh, che Gesù ci ha insegnato che dobbiamo essere
[23:36] figli, non servi, cioè il bene lo dobbiamo compiere perché
[23:40] abbiamo conosciuto l'amore, non perché abbiamo paura.
[23:45] Signore, avevo paura di perdere questo talento perché so che tu
[23:50] mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso.
[23:53] Allora l'ho nascosto per restituirtelo ragionamento che
[23:57] fai, è impeccabile Eh? Però che cos'è che?
[24:01] Anima il ragionamento di questo servo, la paura del padrone, la
[24:06] paura. Guardate, è una domanda molto
[24:09] seria, perché se la nostra vita è in balia di paura e di sensi
[24:12] di colpa, noi questo annunciamo agli altri paura e sensi di
[24:16] colpa. Ma se noi siamo liberi dalla
[24:19] paura e dal senso di colpa, noi liberiamo gli altri.
[24:22] Questa è l'esperienza del cristianesimo, ciò che mi ha
[24:29] liberato, io lo dono agli altri. Quando Paolo dice, fratelli,
[24:35] Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi non andatevi a
[24:40] mettere di nuovo sotto una schiavitù.
[24:45] Quindi sarebbe tristissimo se il signore dice, Io ti ho liberato
[24:49] perché adesso sei mio suddito. E quindi abbiamo solo cambiato
[24:52] padrone, capite? Ma Dio non è un padrone, è un
[24:57] padre. E tu 6, 1 figlio.
[24:59] E qual è la caratteristica dei figli?
[25:01] I figli sono liberi, questa è la caratteristica dei figli.
[25:06] E che cosa significa? Che un figlio è libero, che un
[25:09] figlio è imprevedibile? La libertà è questa, Eh?
[25:13] E che tu non sai che cosa ne verrà fuori.
[25:16] La libertà è questa grande capacità di di poter stupire con
[25:22] la nostra vita. Ora, questa è la vera domanda,
[25:27] cioè è troppo poco dire no. Ma noi ai bambini insegniamo che
[25:30] Gesù è risorto. Questa è solo un'informazione.
[25:33] Capite quali sono le conseguenze della risurrezione?
[25:37] Questo dobbiamo insegnare alla gente.
[25:41] Allora quando noi generiamo persone libere, stiamo generando
[25:45] persone che riconciliano gli altri nelle loro paure e
[25:49] riconciliano nei loro sensi di colpa.
[25:52] Fanno sperimentare loro la potenza della risurrezione.
[25:56] Perché la potenza della risurrezione solleva dalla
[25:58] colpa, è libera dalla paura. Sapete, la cosa più difficile da
[26:06] dire a una persona è questa, non avere paura di avere paura.
[26:14] Perché ciò che ci penalizza molte volte è ciò che ci
[26:18] paralizza e che noi abbiamo paura di avere paura.
[26:22] Ma non fa niente. Siamo esseri umani, per questo
[26:24] abbiamo paura, ma non dobbiamo avere paura di questo.
[26:28] Cioè possiamo permetterci di essere umani e allo stesso tempo
[26:33] decidere. Voglio farvi un esempio, vi do
[26:38] un'immagine perché magari in questa maniera è più facile
[26:41] comprendere a un certo punto la vostra vita è come una barca,
[26:46] una piccola barchetta che si trova al centro dell'oceano.
[26:52] Cioè, e che si fa? Adesso sei in balia dei 20, i 20
[26:57] ti girano un po' a destra, a sinistra e ti fanno andare in
[27:01] una direzione o nell'altra. Tu non sei libero, non sei
[27:04] libera, perché? Perché?
[27:06] Che cosa decide per te i 20? Ma quando noi ci troviamo
[27:12] davanti a uno che OOA una persona che sa navigare.
[27:16] Quando ci troviamo una persona che sa usare i 20 per andare
[27:20] dove dice lui, il marinaio non ha nessun potere di decidere
[27:28] dove deve soffiare il vento, ma ha la capacità di usare il vento
[27:34] per portare la barca dove dice lui, questa è la libertà, noi
[27:40] non possiamo decidere di non provare paura.
[27:43] Di non avere delle ferite, di essere circondati da un ambiente
[27:47] sano. A volte ci troviamo in mezzo a
[27:49] delle tempeste. Ma Gesù ti ha fatto libero, cioè
[27:52] ti ha insegnato a navigare. Questa è la libertà.
[27:59] Invece noi pensiamo, sarò libero il giorno in cui il vento dirà
[28:03] quello che voglio io. Non succederà mai, non succederà
[28:07] mai. Il vento fa il vento.
[28:13] Quando Sant'ignazio dice le cose che proviamo non sono né buone
[28:18] né cattive, provo rabbia. Bene dice Ignazio non è né buona
[28:24] né cattiva. La rabbia è una cosa che provi.
[28:28] E l'uso che fai di quella rabbia che la rende buona o cattiva è
[28:32] un vento. Puoi usarlo per andare dove dici
[28:36] tu. Capite in che cosa consiste la
[28:41] vita spirituale? La vita spirituale consiste
[28:44] nell'accorgerci che siamo liberi e nell'imparare a usare la
[28:48] libertà. E questa è una cosa che ci
[28:52] impegna tutta la vita. C'è un'alternativa, non essere
[28:58] liberi e rimanere imprigionati nei sensi di colpa e nelle
[29:02] paure, di cui la più grande paura è la paura della morte.
[29:09] Quando è così, la nostra vita è è finita, non è più cristiana.
[29:14] La nostra vita e la nostra proposta cristiana non è più
[29:19] secondo il Vangelo, perché tutto quello che noi facciamo deve
[29:24] nascere dalla risurrezione di Cristo, non semplicemente da
[29:29] dalla dalla sua passione, ma dalla risurrezione.
[29:34] Sentiamo il racconto della risurrezione, perché questo può
[29:36] esserci assolutamente di aiuto. Dopo il sabato all'alba del
[29:43] primo giorno della settimana, siamo al capitolo 28.
[29:48] Maria di Magdala e l'altra Maria Andarono a visitare la tomba.
[29:52] Ora, fino adesso ho fatto l'elogio delle donne.
[29:55] Qui devo dire una cosa molto realistica, però queste donne
[29:59] non vanno al sepolcro perché credono nella resurrezione,
[30:02] vanno al sepolcro per onorare un cadavere.
[30:06] Nessuno in quel momento sa che Pasqua non lo sa nessuno, non lo
[30:12] sa nessuno. E queste donne vanno lì per
[30:15] usare tenerezza nei confronti di un cadavere.
[30:19] Ai tempi di Gesù, il fatto di mettere degli unguenti profumati
[30:24] attorno al corpo faceva sì che quando il corpo andava in
[30:26] putrefazione si ritardava quanto più possibile.
[30:30] Il cattivo odore no. E quindi?
[30:33] Aggiungo molto profumo per cercare di attutire le
[30:37] conseguenze della morte, ma è il massimo che possono fare queste
[30:40] persone. Ungere un cadavere.
[30:44] Quindi queste donne il mattino di Pasqua dicevano no, ma sono
[30:46] state le prime perché sono andate per prima al sepolcro, ma
[30:50] vanno per prima al sepolcro perché hanno convinzione di fare
[30:54] qualcosa sul corpo morto di Gesù.
[30:57] Non credono nella resurrezione. Dopo ci sarà la fede nella
[31:00] risurrezione, ma in quel momento è solo tenerezza.
[31:04] Bellissima, Eh, però solo tenerezza.
[31:07] Non è fede. Nella risurrezione e l'altra
[31:11] Maria andarono a visitare la tomba.
[31:14] Ed ecco dice Matteo vi fu un grande terremoto.
[31:19] Un Angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo si avvicinò,
[31:22] rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa, e il suo
[31:26] aspetto era come Folgore, il suo vestito bianco come neve.
[31:31] Le immagini che usa le trovate nell'Antico Testamento e
[31:33] nell'Apocalisse, cioè è è proprio Il Messaggero, è
[31:37] l'angelo della risurrezione e il terremoto rappresenta una cosa
[31:41] molto importante, così come la croce è un terremoto nella vita
[31:46] di una persona, cioè un trauma. Anche la risurrezione è un
[31:50] trauma, cioè è una cosa che segna in maniera indelebile la
[31:53] tua vita. Tu puoi dire di avere incontrato
[31:56] la resurrezione quando la Pasqua, cioè la risurrezione, si
[32:00] è incisa in maniera indelebile dentro la tua vita.
[32:04] Cioè qualunque cosa succederà, tu non ti togli più quel segno,
[32:07] non te lo puoi togliere più. È un terremoto.
[32:12] Il suo aspetto era come Folgore, il suo vestito bianco come neve.
[32:17] Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e
[32:22] rimasero come morte. Che brutta figura, Eh?
[32:25] I soldati svengono, le donne no. Però le donne sono discepoli,
[32:30] discepoli di Gesù, e invece II soldati no.
[32:34] Ed è una cosa interessante. È come se Matteo volesse dirci
[32:40] che. Seguire Gesù significa poter
[32:43] capire ed essere pronti ad accogliere anche il messaggio
[32:48] della sua resurrezione. Ma chi non si è lasciato
[32:51] istruire da Gesù vive la resurrezione come una cosa che
[32:54] dice, no, no, no, non è possibile questa cosa, non è
[32:57] possibile la morte sì, la resurrezione no.
[33:03] L'angelo disse alle donne, voi non abbiate paura.
[33:09] Ecco, vedete che cos'è la resurrezione?
[33:12] Le sta liberando dalla paura. Ve lo ripeto, eh, non significa
[33:19] che non ci sarà più il vento della paura, ma che quel vento
[33:23] non comanda più. Fino alla fine non avremo paura,
[33:28] siamo umani, ma non comanda più la paura.
[33:32] Voi non abbiate paura, so che cercate Gesù il crocifisso.
[33:39] Non è qui, è risorto questa frase.
[33:43] Dovremmo togliere tutta la punteggiatura e leggerla di
[33:46] seguito e dire, so che cercate Gesù.
[33:50] Il crocifisso risorto, infatti è risorto, come aveva detto,
[33:58] Venite, guardate il luogo dove era stato deposto.
[34:01] Presto andate a dire ai suoi discepoli, è risorto dai morti.
[34:05] Ed ecco, vi precede in Galilea, là lo vedrete.
[34:08] Ecco, io ve l'ho detto, la prima esperienza Pasquale che fanno
[34:13] queste donne non è incontrare Gesù, ma incontrare il sepolcro
[34:17] vuoto. È interessante.
[34:22] Il vuoto del sepolcro rappresenta l'inizio della
[34:26] Pasqua per loro. Noi siamo spaventati dal vuoto.
[34:31] Noi siamo spaventati dalla mancanza.
[34:37] Gesù ha il potere di trasformare il vuoto e la mancanza che
[34:40] sentiamo nella vita, nell'inizio della risurrezione, nella nel
[34:44] nel segno più profondo della Pasqua.
[34:49] Se andate a Gerusalemme è interessante.
[34:52] Noi tutti andiamo professionalmente a onorare il
[34:55] Santo Sepolcro. Ma che cos'è il sepolcro?
[34:57] È una stanza vuota, non c'è. Però per noi è il segno della
[35:03] resurrezione, cioè l'assenza, per noi è il segno di una
[35:09] presenza. Il mondo questa cosa non la
[35:13] capisce che noi, mentre sperimentiamo un'assenza, per
[35:20] grazia di Dio, riusciamo a capire che cosa vuole dirci
[35:24] quell'assenza, dove ci sta conducendo quel vuoto.
[35:29] Ed è interessante perché, anche se loro non hanno ancora
[35:35] incontrato Gesù risorto, Gesù li invita a evangelizzare.
[35:40] Dice, andate e dite, è risorto dai morti e vi precede in
[35:47] Galilea. A noi ci hanno insegnato 1 1.
[35:51] Regola molto semplice, noi possiamo annunciare agli altri
[35:55] solo quello che abbiamo incontrato.
[35:58] Ed è vero, no? Ma siete sicuri che abbiamo
[36:01] incontrato il risorto? A volte noi abbiamo incontrato i
[36:07] segni del risorto. No, ma questo non ci dice che
[36:11] non siamo in grado di evangelizzare. il Vangelo ci sta
[36:15] dicendo una cosa molto più importante che solo se
[36:17] accettiamo di annunciare il Vangelo, alla fine incontriamo
[36:21] il risorto. Se tu non evangelizzi, non
[36:25] incontri il risorto. Ed è il problema della Chiesa
[36:29] attuale. La Chiesa oggi ha un tremendo
[36:33] bisogno di incontrare di nuovo Gesù Risorto.
[36:36] Ma la Chiesa può incontrare di nuovo Gesù Risorto se ritorna ad
[36:40] evangelizzare, non semplicemente ad essere amministratrice del
[36:46] sacro. Ma se sente che la sua prima
[36:49] missione ha ragione il Papa, è annuncio.
[36:55] Tu, ogni nostra vocazione ha come scopo l'evangelizzazione.
[36:59] Ogni battezzato ha come compito primario l'annuncio del Vangelo.
[37:05] Non mi faccio i fatti miei, l'annuncio del Vangelo.
[37:11] E sapete, non è che agli altri noi trasmettiamo solo le nostre
[37:15] certezze. A volte condividiamo i nostri
[37:17] dubbi, le nostre fatiche. La nostra umanità non dobbiamo
[37:22] dire noi siamo bravi, voi non siete bravi, siamo tutti sulla
[37:25] stessa barca. Quando Martini diceva, dentro di
[37:29] noi c'è sempre un non credente e non dobbiamo vergognarci.
[37:33] Se dentro di noi c'è un non credente, evangelizzare non
[37:40] significa adesso abbiamo le carte a posto, possiamo
[37:43] annunciare siamo sempre un po' mancanti.
[37:47] Siamo sempre un po' scassati e abbiamo bisogno che qualcuno ci
[37:50] confermi. Ecco il miracolo, guardate
[37:55] abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia
[37:58] grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli.
[38:04] Queste donne ubbidiscono e vanno ad annunciare le donne vanno a
[38:08] fare evangelizzazione. Perché?
[38:12] Perché i discepoli maschi non ci stanno.
[38:14] Loro cominciano ad evangelizzare.
[38:16] Le prime tra tutti sono loro. Le donne corsero a dare
[38:22] l'annuncio ai suoi discepoli ed ecco, Gesù venne loro incontro e
[38:27] disse, salute a voi. Quando accettano di
[38:31] evangelizzare, incontrano il risorto.
[38:33] Ecco, vi capita mai di dover parlare con una persona?
[38:39] E mentre state parlando a una persona, ricevete voi la
[38:43] risposta? State consolando qualcuno.
[38:47] E mentre state consolando questo qualcuno vi arriva consolazione
[38:50] a voi, dice, ma io sono andato lì a fare una cosa io a queste
[38:54] persone e poi ricevo io un contraccambio.
[38:58] È il miracolo del Vangelo, se tu ti Apri e ti doni, il signore lo
[39:03] incontri. Se tu invece cominci a dire,
[39:07] lasciatemi perdere, adesso mi devo concentrare su me stesso,
[39:10] devo analizzare che cosa sta succedendo dentro la mia vita e
[39:15] così capire che qual è la volontà di Dio, tu rimani chiuso
[39:19] lì per anni. Se tu vuoi avere discernimento
[39:24] sulla tua vita, Apriti donati e il Signore ti darà luce.
[39:32] Chi ci ha insegnato questo, Maria?
[39:35] Maria nell'annuncio dell'Angelo, Eh, se dovessimo usare le parole
[39:40] di Carmen Consoli, dovremmo dire, è confusa e felice, ma è
[39:46] confusa. Non sa, non non comprende fino
[39:49] in fondo qual è, che che cosa le sta domandando il signore, ma fa
[39:53] una cosa geniale, si dona, va a mettersi a servizio a casa della
[39:58] cugina Elisabetta. Ecco che cosa succede a casa di
[40:02] Elisabetta, che Maria capisce tutto e canta il magnificat.
[40:08] Siete in crisi nella vita, bene donatevi e il signore vi darà
[40:12] luce. Pensate di avere poca fede?
[40:16] Annunciate il Vangelo e il Signore vi confermerà nella
[40:18] vostra fede. Avete un dolore, cercate
[40:22] consolazione, consolate voi per prime e il signore vi darà
[40:26] consolazione. Avete un tremendo bisogno di
[40:29] essere ascoltate. Ascoltate voi per prime, e il
[40:32] signore vi darà la grazia dell'ascolto.
[40:36] Questo ci insegna il Vangelo, se tu accetti e ti doni, incontri
[40:40] il risorto. Corsero, abbandonando in fretta.
[40:47] Corsero con timore e gioia a dare l'annuncio ai suoi
[40:51] discepoli. Ed ecco che Gesù venne ai loro
[40:53] incontro e disse, salute a voi. Ed esse si avvicinarono, gli
[41:00] abbracciarono i piedi e lo adorarono.
[41:05] Avete capito cosa genialmente ha fatto Matteo?
[41:09] Gesù è crocifisso e le donne sono lontane a guardare la
[41:13] scena, Gesù è deposto nel sepolcro e le donne sono vicine
[41:18] vicino al sepolcro. Gesù è risorto e le donne lo
[41:21] abbracciano. È un percorso di intimità
[41:25] questo, Eh. Partono da lontano e arrivano ad
[41:29] abbracciare Gesù. Questo è proprio un cammino di
[41:33] vita spirituale. A volte noi siamo discepoli alla
[41:40] alla lontana, poi magari man mano ci avviciniamo fino
[41:45] finalmente ad arrivare a un'intimità con lui.
[41:48] Ma questo è un dono. Tutti noi abbiamo bisogno di
[41:51] fare questo itinerario, questo percorso.
[41:56] EE guardate, lo dicevo anche a qualcuna di voi.
[41:59] È paradossale, ma sono proprio i momenti più difficili della vita
[42:05] che alla fine ci mettono in un'intimità più profonda con il
[42:08] signore. Perché prima lo conoscevamo per
[42:12] sentito dire, ma adesso lo vediamo.
[42:17] Prima avevamo un'idea di lui, ora ne facciamo esperienza,
[42:22] prima avevamo delle convinzioni. Ora abbiamo dei fatti, è
[42:28] un'altra roba, è un'altro livello.
[42:30] Tanto è vero che nella vita spirituale succede come
[42:34] nell'amore, più cresce l'intimità tra due amanti, più
[42:38] gli amanti non hanno bisogno di parlare.
[42:40] Sapete perché? Perché si capiscono.
[42:43] Più tu cresci nella vita spirituale, più le tue preghiere
[42:49] diminuiscono. Di parole parli pochissimo.
[42:55] Poche giaculatorie arrivi semplicemente a dire solo Gesù o
[43:00] solo grazie. Non c'è più bisogno di parlare,
[43:04] ci capiamo, è intesa. È intimità questa.
[43:11] Anzi, hai la sensazione che le parole rovinino perché provi AA
[43:16] trovare delle parole abbastanza capienti da dire quello che stai
[43:20] vivendo non puoi dirlo. Il silenzio è d'oro.
[43:26] È l'intimità con Dio, e queste si avvicinano a Gesù e lo
[43:33] adorarono. Allora Gesù disse loro, non
[43:36] temete, ancora una volta le libera dalla paura, andate ad
[43:41] annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea, là mi
[43:45] vedranno. Cosa fa.
[43:47] Gesù conferma l'evangelizzazione ancora una volta dice a loro,
[43:53] dovete andare ad annunciare. Io credo che al di là dei
[44:02] carismi che ciascuno di noi vive negli istituti dove vive,
[44:05] nell'esperienza ecclesiale, dove vive, non dobbiamo mai
[44:08] dimenticarci che ogni carisma è dato all'interno della Chiesa,
[44:13] sempre a servizio dell'evangelizzazione, anche se
[44:19] sei Charles de Foucault, che. È chiaro che non deve
[44:24] annunciare, così come tutti noi abbiamo in mente, ma che deve
[44:28] annunciare solo con l'esempio del dello stare in mezzo a
[44:33] queste persone. Andatevi a leggere gli scritti
[44:37] di Charlie Foucault e capirete immediatamente che questa
[44:40] persona ha dentro di sé un desiderio di evangelizzazione
[44:44] pazzesco e capisce che l'alfabeto dell'evangelizzazione
[44:47] per lui è dire quando vedono me. Devono dire come è buono
[44:52] quest'uomo e devono interrogarsi, perché è così
[44:56] buono e così arrivare a capire che c'è Dio.
[45:02] Evangelizzazione, dice, Ma io sono in un monastero di
[45:06] Clausura, io vivo una vita, non importa dove sei, che cosa stai
[45:11] facendo. Ogni vocazione cristiana è
[45:14] sempre in ordine all'evangelizzazione, fosse
[45:17] anche quello della preghiera, quello di.
[45:20] Non è per forza l'opera esterna. E io vi ricordo che la patrona
[45:25] delle missioni e Teresina Delicier che in missione non c'è
[45:30] mai andata, ma che ha un cuore missionario, una carmelitana
[45:35] morta a 24 anni, vissuta tra casa e monastero.
[45:39] Punto. Il desiderio missionario di
[45:43] questa donna non è non è sei in un Carmelo.
[45:48] Ma questa cosa mi mica spegne. L'evangelizzazione la infiamma
[45:53] di più. Lei dice nella Chiesa che mia
[45:56] madre sarò l'amore, sarò il cuore.
[45:58] Il cuore fa vivere tutto il corpo e quindi comprende che la
[46:02] sua preghiera ha uno scopo. Un missionario che si trova
[46:07] dall'altra parte del mondo può annunciare il Vangelo perché c'è
[46:11] qualcuno che pompa il sangue. E che se io smetto di pompare il
[46:15] sangue, quella persona non può più annunciare il Vangelo.
[46:20] Ecco la teologia di San Paolo, siamo un corpo solo e ognuno
[46:25] concorre a questo corpo. Ma lo scopo di questo corpo è
[46:29] sempre uno e uno soltanto, annunciare Gesù.
[46:32] Gesù è il signore, Gesù è il Salvatore.
[46:37] Gesù è risorto. Questo è l'annuncio.
[46:43] Beh, sarebbe bello finire, no? In questa maniera e dire OK, la
[46:48] risurrezione, la vittoria di Gesù.
[46:50] E invece Matteo ci mette proprio questo, questa notazione che
[46:56] secondo me è importante. Mentre erano in cammino, ecco,
[47:01] alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei
[47:07] sacerdoti tutto quanto era accaduto.
[47:11] Vi rileggo la frase perché vorrei che vi rimanesse impressa
[47:15] mentre erano in città. Ecco, alcune guardie giunsero in
[47:18] città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era
[47:26] accaduto. Attente, c'è un evangelizzazione
[47:31] che è fatta dai discepoli di Cristo.
[47:35] E poi c'è un annuncio fatto dal mondo.
[47:39] È fatto appositamente per bloccare il Vangelo, è un contro
[47:45] Vangelo. Questi allora si riunirono con
[47:49] gli anziani. Dopo essersi consultati, diedero
[47:52] una buona somma di denaro ai soldati.
[47:54] Vedete, i soldi risolvono sempre tutti i problemi dicendo dite
[47:58] così. I suoi discepoli sono venuti di
[48:00] notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo e semmai la cosa
[48:04] venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo
[48:07] e vi libereremo da ogni preoccupazione.
[48:10] Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni
[48:14] ricevute. Così questo racconto si è
[48:16] divulgato fra i giudei fino ad oggi.
[48:19] Se Matteo sta dicendo questo significa che mentre sta
[48:22] scrivendo il Vangelo c'è una calunnia che gira, ma non è vero
[48:27] che è risorto. Lo hanno rubato loro e poi hanno
[48:31] detto che è risorto. Certo, le bugie hanno sempre le
[48:35] gambe Corte, perché sarebbe impossibile poter rubare quel
[48:38] cadavere dopo che lo hanno chiuso, sigillato e hanno messo
[48:41] la guardia armata davanti lì. Come hanno potuto fare tutto
[48:45] questo? No, ma non importa.
[48:46] Le calunnie non hanno bisogno di ragionevolezza, devono insinuare
[48:50] il dubbio. No?
[48:54] Vedete? Matteo ci racconta questo per
[48:57] dirci che noi siamo sempre in questa doppia cosa, la
[49:01] risurrezione. E però il mondo.
[49:05] E ora vi dirò una cosa che forse vi farà rimanere male.
[49:09] Sarebbe facile dire, noi siamo discepoli.
[49:12] E poi c'è il mondo che fa questa roba qui.
[49:16] Questi personaggi ce li abbiamo tutti dentro, abbiamo una parte
[49:21] di noi che crede nella resurrezione.
[49:24] È una parte molto umana che dice sì, sì, vabbè, però intanto me
[49:28] le aggiusto io le cose no, intanto no.
[49:32] Risurrezione, mo proprio risurrezione.
[49:35] Voi sapete che qualche anno fa hanno fatto 111, cosa
[49:38] interessantissima. Uno studio sociologico sui
[49:40] credenti che vanno a messa la domenica e hanno fatto questa
[49:46] cosa. Uscendo dalla messa li hanno
[49:48] interrogati se credessero nella resurrezione, la maggior parte
[49:52] di loro ha detto di no. Stavano uscendo dalla messa
[49:55] domenicale. Qualcuno ha cominciato a dire,
[49:59] forse la reincarnazione. Abbiamo una confusione infinita
[50:03] su sta storia qui no, ma è un problema molto serio perché
[50:08] dentro di noi c'è una parte di noi che vuole boicottare il
[50:11] Vangelo, la parte umana EE vogliamo sminuire la potenza
[50:17] della fede? Quindi non è semplicemente un
[50:21] problema fuori di noi e ce l'abbiamo un problema fuori di
[50:24] noi, ma è anche un problema dentro di noi.
[50:27] Ma io ci credo davvero che Gesù è risorto, perché se ci credo
[50:31] davvero le conseguenze quali sono?
[50:35] Capite che non possiamo più vivere come prima.
[50:38] Se tu dici, io so che Dio è mio padre e mi ama, ma poi tu vivi
[50:42] come se fossi sola al mondo, devi provvedere tutto da solo,
[50:45] cioè? E ti preoccupi, ti agiti, ti
[50:47] fai. Tu affermi una cosa, ma vivi
[50:51] come se Dio non ci fosse. E com'è possibile?
[50:55] Eh? Siamo umani, siamo umani.
[50:59] E quindi questa contraddizione ce la portiamo con noi sempre.
[51:05] E questo Vangelo si conclude in questa maniera.
[51:09] Non soltanto Matteo cerca di smascherare questa calunnia
[51:12] spiegando da dove nasce. Ma poi avviene finalmente
[51:17] l'incontro del risorto con i discepoli maschi, alla fine
[51:22] arrivano pure loro, cioè alla fine, con pazienza, ci arriviamo
[51:25] pure noi alle cose. Gli 11 discepoli intanto
[51:29] andarono in Galilea. Che cosa rappresenta la Galilea?
[51:34] La quotidianità. Tu vuoi incontrare Gesù, non
[51:39] devi salire sul Monte, devi tornare in Galilea.
[51:44] È nella quotidianità che devi riconoscere il risorto e tornare
[51:49] nel luogo della normalità. È lì che incontrano Gesù
[51:53] risorto. Andarono in Galilea, sul Monte
[51:59] che Gesù aveva loro indicato, e quando lo videro si prostrarono.
[52:03] Essi però, dubitarono aspettate, l'hanno visto?
[52:09] Si prostrano e dubitano. E Gesù si avvicinò e disse loro,
[52:17] a me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
[52:20] Andate dunque fate discepoli tutti i popoli battezzandoli nel
[52:24] nome del padre, del figlio e dello Spirito Santo e insegnando
[52:27] loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.
[52:31] Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del
[52:35] mondo. C'è una cosa che dovrebbe
[52:37] colpirci. Lo sapete qual è?
[52:39] È che. Dopo che ci siamo letti tutto il
[52:41] Vangelo di Matteo alle ultime battute dice, allora il risorto
[52:46] arriva, va dai suoi discepoli. E loro dubitano, per tutta la
[52:54] vita noi combatteremo con questa cosa, Eh?
[52:57] Ci sono dei momenti in cui diciamo, Ah, è chiaro?
[52:59] E altri momenti diciamo no. Ho sbagliato tutto.
[53:03] In alcuni momenti io so che il signore mi ama, invece in altri
[53:07] momenti mi sembra che non esista niente.
[53:10] Tutta la nostra vita è questo, è un salire e scendere in questo
[53:14] tipo di dimensione. Ma la cosa che colpisce, lo
[53:17] sapete qual è? È che Gesù avrebbe tutto il
[53:19] diritto di arrabbiarsi e dite ai discepoli, e mo basta.
[53:24] Dopo 28 capitoli ancora non avete capito che io sono il
[53:28] signore e sono risorto. Ma Gesù invece non si lascia
[53:31] scalfire per niente dall'incredulità dei suoi
[53:33] discepoli, anzi va e gli parla e dice, guardate.
[53:39] Che a me il signore ha dato il potere in cielo e sulla terra.
[53:42] E voi andate ad annunciare e gli dona il segreto dei segreti.
[53:48] Che è questo, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine
[53:55] del mondo. Questo è il nostro segreto.
[54:00] Vedete mie care sorelle? Il problema è questo, se tu sei
[54:04] convinto che Dio è con te, la tua vita è cambiata.
[54:09] Non è importante capire tutto, ma sapere che in tutto quello
[54:13] che tu vivi c'è lui. Se tu sei con lui va bene tutto,
[54:19] anche morire, anche essere chiusi in un sepolcro.
[54:22] Posso permettermi anche di morire perché c'è lui.
[54:25] Questa è la grandezza dell'esperienza cristiana, avere
[54:30] incontrato colui che mi ha fatto questa promessa, io sarò con voi
[54:36] sempre, fino alla fine del mondo.
[54:40] Bene, se da una parte Matteo estremizza la solitudine di
[54:44] Gesù, Matteo ci dice che Gesù assume su di sé tutta la
[54:49] solitudine del mondo, perché nessuno di noi possa più dire,
[54:53] sono solo. Ecco il Vangelo, non siamo più
[54:59] soli mai. E anche quando nessuna persona
[55:05] intorno a noi potrà più farci compagnia.
[55:07] Noi non siamo soli, lui è con noi.
[55:10] Questa è la nostra esperienza cristiana.
[55:15] E capite? Allora vi lascio con questa
[55:17] bellissima frase di Benedetto, sedicesimo, che è in cielo e che
[55:23] leggeremo per i prossimi anni come un grande padre della
[55:27] Chiesa. No, sapete, Benedetto aveva
[55:30] sempre una capacità, mentre spiegava il Vangelo, di
[55:34] mescolare. I padri, la Bibbia, immagini, la
[55:38] letteratura, la poesia, la musica.
[55:42] E aveva delle frasi come Sant'Agostino, perché Agostino
[55:44] era uguale. Non a caso Benedetto è stato un
[55:47] grande studioso di Agostino. No, voi sapete che Agostino ha
[55:52] delle frasi brevissime, ma che dicono tutto, tutto.
[55:58] Ecco Benedetto che è la parola conclusiva dei nostri esercizi.
[56:04] Chi crede? Non è mai solo questa è la
[56:09] nostra certezza, questa è la nostra vita cristiana e questo è
[56:14] il Vangelo che dobbiamo annunziare buona preghiera.

Shows are listed from Apple Podcasts' charts and directory, and Podcast Index where it is used. Every show and episode belongs to its publisher and plays from the publisher's own feed; this site hosts none of them.
