# fr. Robero Pasolini - La speranza della vita eterna #8

An episode of [Esercizi Spirituali](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1458716314), 5 Apr 2025, 27 min.

Audio: https://anchor.fm/s/a39fabc/podcast/play/100543906/https%3A%2F%2Fd3ctxlq1ktw2nl.cloudfront.net%2Fstaging%2F2025-2-29%2Fcde93d86-7b06-1bdd-b486-558c56afe8e5.mp3

Corso di Esercizi Spirituali guidato da padre Roberto Pasolini, predicatore della Casa Pontificia, sul tema “La speranza della vita eterna”.

## Transcript

[0:00] Buongiorno e un saluto colmo di affetto e di gratitudine al
[0:04] nostro Santo Padre in questo giorno così speciale.
[0:07] È il dodicesimo anniversario della sua elezione.
[0:10] E se 12, come dicevamo, è un numero tondo di pienezza,
[0:14] possiamo davvero ringraziare Dio perché il dono di Papa Francesco
[0:19] alla Chiesa e al mondo è compiuto e sicuramente in questi
[0:24] 12 anni ha avuto modo di di esprimersi in pienezza che il
[0:28] signore lo. Lo custodisca e lo benedica
[0:31] sempre. Dicevamo che siamo eterni, anche
[0:39] se non siamo immortali. E da questo nasce una
[0:43] conseguenza splendida che oggi proviamo a considerare nella
[0:46] nostra preghiera, la responsabilità di vivere e di
[0:50] vivere di più, non di meno. Gesù ha parlato in alcuni passi
[0:57] della responsabilità di vivere eternamente, cioè in abbondanza.
[1:02] E oggi proviamo a passarne in rassegna qualcuno, a partire
[1:07] forse dal più celebre, quello che viene in mente quando
[1:12] pensiamo a quando Gesù ha rivolto l'invito della vita
[1:15] eterna a qualcuno o ha provato a farlo ragionare su sugli aspetti
[1:19] che essa determina. Conosciamo tutti l'incontro tra
[1:23] quel tale. Forse un giovane che si
[1:27] inginocchia davanti a Gesù chiedendogli, maestro, che cosa
[1:31] devo fare di buono per avere la vita eterna?
[1:35] Così lo racconta Matteo, è un interrogativo splendido, molto
[1:41] bello, perché questo tale chiede proprio l'essenziale a Gesù, La
[1:46] vita eterna. Eppure la formulazione della
[1:49] domanda tradisce alcuni modi di pensare che probabilmente Gesù
[1:53] riconosce subito. Che cosa devo fare?
[1:58] Cogliamo già in questo quel protagonismo quell'attivismo no,
[2:02] con cui noi pensiamo ancora di dover meritare le cose o di
[2:06] doverle in qualche modo conquistare per avere la vita
[2:12] eterna? Ecco, c'è forse anche un po' di
[2:14] possesso in questa formulazione, come se la vita eterna fosse
[2:18] qualcosa di cui possiamo disporre, forse anche un po' a
[2:22] piacimento. E infine il punto di domanda che
[2:27] denota la perplessità di questo giovane che come sappiamo è già
[2:32] sulla strada buona dei comandamenti.
[2:34] È già amico di Dio perché gli viene il dubbio e chiede, che
[2:39] cosa gli manca? Ecco, forse Gesù parte proprio
[2:43] da quest'ultima considerazione, sa che lui, come accade a tante
[2:48] persone, alle persone, specialmente religiose.
[2:52] Mentre percorrono la via della legge di Dio, dei suoi
[2:56] comandamenti, della sua volontà, sono colte dal dubbio, ma cos'è
[3:01] che mi manca? Perché vivo da tempo la sequela
[3:07] del Signore e ho sempre l'impressione che qualcosa
[3:10] manchi all'appello, infatti, Gesù risponde, perché mi
[3:14] interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo, se vuoi
[3:19] entrare nella vita, osserva i comandamenti.
[3:23] È una risposta un po' reticente, no?
[3:25] Quasi un po' di indifferenza o che rimanda all'interlocutore a
[3:29] chiedersi lui qualcosa più che a chiederla a Dio.
[3:33] È come se Gesù gli stesse dicendo, Ma hai l'impressione
[3:36] che stai camminando verso la vita eterna, sì o no?
[3:40] Perché lo chiedi a me? Ecco, Gesù sta offrendo a questo
[3:47] tale l'occasione di verificarsi su quanto.
[3:50] Sta vivendo. E su quanto è convinto di vivere
[3:56] questo tale risponde, tutte queste cose le ho osservate.
[4:00] Che altro mi manca? Sentite di nuovo la sensazione
[4:04] che manchi qualcosa? Gesù va dritto al cuore della
[4:12] questione e formula il suo invito, che non ottiene
[4:15] purtroppo il risultato sperato, almeno non in quel momento.
[4:19] Gesù gli disse, Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che
[4:24] possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo e
[4:29] vieni. Seguimi.
[4:32] Udita questa parola, il giovane se ne andò triste, possedeva
[4:36] infatti molte ricchezze. Gesù presenta la vita eterna
[4:44] come non l'ultima cosa da fare. Ma il coraggio di lasciare
[4:50] tutto, in realtà quello che sia, facendo capire che la vita
[4:55] eterna non è né un merito né una conquista.
[4:59] Bastano due mani aperte per accoglierla.
[5:01] È come se, mentre noi facciamo tante cose per Dio, il segreto
[5:06] sia quello di non credere a nessuna di queste cose, ma
[5:08] continuare a presentarci a lui a mani vuote.
[5:13] Davanti a questa notizia il giovane se ne va triste.
[5:20] È come se sia l'ultima curvatura della sua parabola.
[5:25] A dispiacergli fin qui era andato tutto bene, ma quando si
[5:29] tratta di dover lasciare cessale la tristezza, segno che forse è
[5:35] quello che stavamo cercando di fare lo stringevamo troppo tra
[5:38] le mani. E molto bella la reazione di
[5:42] tutti gli altri discepoli davanti a questa scena.
[5:45] Pietro prende la parola, come accade sempre nelle situazioni
[5:49] in cui ci vuole un leader, e dice, ecco, noi abbiamo lasciato
[5:54] tutto e ti abbiamo seguito. Che cosa dunque ne avremo?
[5:58] Non si sa se i discepoli erano più convinti e contenti di quel
[6:01] giovane o anche loro stanno cercando di chiedere a Gesù, noi
[6:06] andiamo bene invece, vero? E Gesù risponde, come sappiamo
[6:11] in verità io vi dico. Voi che mi avete seguito, quando
[6:14] il figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria alla
[6:18] rigenerazione del mondo, siederete anche voi su 12 troni
[6:22] a giudicare le 12 tribù di Israele.
[6:26] Chiunque avrà lasciato case o fratelli o sorelle o padre o
[6:31] madre o figli o campi per il mio nome riceverà 100 volte tanto e
[6:36] avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi.
[6:41] E molti degli ultimi saranno primi.
[6:47] Gesù prova a rassicurare i 12 dicendo che nella misura in cui
[6:52] si è disposti a lasciare tutto per fare della vita eterna
[6:58] l'unica eredità, allora non c'è da avere alcun timore.
[7:04] È curioso che quello che a noi fa più paura o tristezza.
[7:09] Sia quello che sappiamo bene che tanto ci dovrà accadere, perché
[7:13] lasciare le persone e lasciare le cose è l'unica certezza che
[7:16] abbiamo nella vita. Eppure, quando Dio ci svela che
[7:20] nel fare queste cose che comunque ci attendono, c'è in
[7:24] realtà una ricompensa enorme, una vita eterna, una pienezza,
[7:29] perché il nostro cuore si rattrista sapendo che tanto quel
[7:33] passaggio lo vivremo, ci viene annunciato che.
[7:37] In quel passaggio, però, riceveremo molto di più di
[7:39] quello che perdiamo. Il nostro cuore si rattrista, è
[7:43] curioso. È come se noi vedessimo soltanto
[7:47] una faccia della medaglia e non riusciamo a permettere a Dio di
[7:50] girarla. Sarebbe come se un allenatore
[7:57] dicesse ai suoi giovani atleti, chiunque è disposto a non fare
[8:03] tardi la sera con gli amici, a non bere.
[8:07] A non andare al cinema tardi, allenarsi seriamente.
[8:10] Riuscirà a vincere una medaglia alle Olimpiadi?
[8:14] Sarebbe un discorso pienamente ragionevole e accolto da
[8:17] qualsiasi atleta. Ma quando Dio ci fa, ci fa
[8:19] questo discorso, a noi viene paura e tristezza.
[8:26] Qualche anno fa, quando ero studente qui a Roma, ho avuto la
[8:31] fortuna, la grazia di veder vivere e poi anche morire.
[8:36] Chiara corbella petrillo, che molti di voi certamente
[8:40] conoscono, una giovane donna che ha compiuto la sua vita in
[8:44] profumo di Santità ed è morta ad appena 28 anni dopo essere stata
[8:49] sposata ed essere stata madre. Per tre volte.
[8:53] Ha avuto due figli che non erano compatibili con la vita e sono
[8:55] andati subito in cielo. Il terzo, di nome Francesco, è
[8:59] nato in perfetta salute, però durante quest'ultima gravidanza
[9:03] chiara ha scoperto di avere un tumore.
[9:06] Che ha cercato di curare come fanno le mamme, senza nuocere
[9:10] alla vita del figlio che è nato sano il 30 maggio 2011.
[9:16] Le cure mediche non hanno portato la guarigione sperata e
[9:19] chiara muore a 12:00 del 13 giugno 2012 dopo aver salutato
[9:25] tutti, parenti, amici a uno a uno.
[9:30] Due settimane prima di morire si è tuffata nel suo cuore di madre
[9:34] e di sposa, ma soprattutto di figlia di Dio e insieme al
[9:38] marito Enrico ha scritto a Francesco il figlio.
[9:42] Una lettera che si conclude con queste parole, tu ti chiami
[9:47] Francesco perché San Francesco ci ha cambiato la vita e
[9:50] speriamo che possa essere un esempio anche per te.
[9:54] È bello avere degli esempi di vita che ti ricordano.
[9:59] Che si può pretendere? Il massimo della felicità.
[10:03] Già qui su questa terra, con Dio come guida, sappiamo che sei
[10:08] speciale e che hai una missione grande.
[10:11] Il signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada
[10:14] da seguire se gli aprirà il cuore.
[10:17] Fidati, ne vale la pena. Mamma chiara e papà Enrico, mi
[10:25] sembra che chiara con un linguaggio più moderno, più
[10:28] fresco. Abbia ripetuto al figlio le
[10:31] stesse parole che Gesù ha cercato di dire a quel tale e ai
[10:35] discepoli. Chiara rivela a suo figlio il
[10:39] segreto che lei ha scoperto, la felicità massima, cioè la vita
[10:44] eterna, è qualcosa che dobbiamo pretendere di vivere già in
[10:49] questo mondo. É l'unico, è l'unica verifica
[10:54] che l'abbiamo capita davvero. Non certo da soli, e lei lo dice
[10:59] bene, ma a partire dall'esperienza di avere Dio
[11:02] come guida e compagno dei nostri passi.
[11:06] Quindi, non si tratta di privarsi di qualcosa o, peggio
[11:10] ancora, di privare la vita di qualche sua dimensione
[11:13] fondamentale. Come anche noi.
[11:16] Noi cristiani forse a volte siamo stati tentati di fare
[11:22] demonizzando eccessivamente aspetti come il corpo.
[11:25] L'affettività la sessualità, la libertà, l'intelligenza, tutti i
[11:31] doni che abbiamo il dovere di coltivare e di vivere secondo la
[11:38] verità di Dio. La proposta del Vangelo della
[11:44] vita eterna è un invito semplicemente a vivere
[11:48] intensamente ogni situazione in cui ci troviamo immersi, proprio
[11:53] perché sapendoci eterni. Dovremmo aver meno paura di
[11:57] sbagliare, di rischiare la vita, perché senza un po' di rischio
[12:03] non ha senso niente. Nel quarto Vangelo, che ci
[12:12] continua ad accompagnare nelle meditazioni di questi giorni,
[12:16] Gesù spiega che questo superamento dal possesso e dai
[12:20] legami avviene nella misura in cui noi riusciamo ad ascoltare
[12:25] la sua voce e ad uscire nei pascoli della vita.
[12:29] In sicurezza, in libertà. Ascoltiamo dal Vangelo di
[12:34] Giovanni, capitolo 10, Versetti 7 e 10, Gesù disse di nuovo, in
[12:40] verità, in verità io vi dico, io sono la porta delle pecore.
[12:44] Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e
[12:48] briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati.
[12:52] Io sono la porta, se uno entra attraverso di me sarà salvato.
[12:57] Entrerà e uscirà e troverà pascolo.
[13:00] Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere.
[13:05] Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.
[13:12] Gesù si paragona a una porta, eh?
[13:14] Quest'anno del Giubileo è d'obbligo fare i conti con lui,
[13:18] come una porta da attraversare lucidamente, una porta diversa
[13:24] da quelle che. Apriamo tante volte con grandi
[13:27] speranze, ma che poi ci lasciano un po' derubati, un po' soli, un
[13:32] po' tristi perché mentre tutti e tutte le cose prima o poi ci
[13:36] chiedono il conto, Dio si presenta a noi come l'unica
[13:40] relazione libera e liberante, dove l'unico prezzo da pagare è
[13:46] decidersi in favore di una vita piena, abbondante.
[13:49] Questo per noi è difficile da credere, che Dio non voglia
[13:53] altro da noi che viviamo. E viviamo in abbondanza questa
[14:03] cosa. Sapere di essere mortali, finiti
[14:08] e dover vivere in abbondanza, cioè dover fare prove di vita
[14:10] eterna continuamente, è naturalmente un equilibrio molto
[14:15] delicato. È un grande paradosso.
[14:18] Paolo lo descrive così, so vivere nella povertà come so
[14:23] vivere nell'abbondanza. Sono allenato a tutto e per
[14:26] tutto, alla sazietà e alla fame. All'abbondanza e all'indigenza
[14:32] tutto posso in colui che mi dà la forza.
[14:39] Ecco, con grande realismo dobbiamo dire che per stare
[14:42] dentro questo equilibrio, dove essere poveri è come essere
[14:45] ricchi, dove star bene assomiglia AA star male.
[14:50] Noi abbiamo bisogno di un nutrimento, perché è un
[14:53] equilibrio che le nostre forze fortunatamente non riescono a
[14:56] gestire. Allora.
[14:59] Vi propongo di fare alcune considerazioni ora su il famoso
[15:03] segno dei pani, che per noi è anche sempre un grande
[15:07] approfondimento del dono dell'eucarestia, sappiamo come
[15:14] nasce quell'episodio nel Vangelo di Giovanni, con Gesù che mette
[15:18] alla prova i discepoli chiedendogli, dove potremo
[15:22] comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?
[15:28] È una domanda trabocchetto perché evidentemente è
[15:31] impossibile comprare così tanto pane per così tante persone.
[15:36] Infatti Filippo, il più logico e razionale del gruppo, lo dice
[15:39] subito, a Gesù, non basterebbe un anno di stipendio, Gesù è
[15:43] impossibile. All'improvviso però viene fuori
[15:46] un ragazzo che con fiducia e creatività dice che ha 5 pani
[15:53] d'orzo e due pesci. Andrea, fratello di Simon
[15:58] Pietro, segnala questa cosa ma non sembra esserne troppo
[16:01] convinto. Ma che cos'è questo per tanta
[16:04] gente? Il segno che Gesù vuole compiere
[16:10] quel giorno si fonda su questa premessa, cioè il segno non sarà
[16:16] che Dio è capace di creare dal nulla tante cose, non ha bisogno
[16:21] di fare questo tipo di segni. Il segno voleva dire ai
[16:25] presenti. Che il nostro modo di leggere,
[16:29] il poco che abbiamo e il poco che siamo, può imparare a
[16:35] leggersi in modo diverso, cioè il nostro sguardo vede sempre
[16:39] pochezza. Noi diciamo sempre, sì, ma cosa
[16:42] possiamo fare davanti alla realtà?
[16:44] Ed è il motivo per cui non viviamo eternamente.
[16:48] Questa è la scusa principale per non vivere la vita eterna.
[16:52] Notare che. Le cose sono troppo grandi per
[16:55] le nostre deboli forze. Il segno che Gesù compie è come
[17:02] se fosse una protesta a questo atteggiamento rassegnato di
[17:07] fronte alla realtà, dove non tiriamo più fuori le cose dalle
[17:10] tasche. Perché sono piccole, perché non
[17:13] sono sufficienti, perché i cambiamenti da fare sono enormi.
[17:17] E allora tutti aspettiamo che il primo passo lo faccia qualcun
[17:20] altro e le cose rimangono. Immobili.
[17:25] Finché qualcuno non ricomincia a credere nella vita eterna, Gesù
[17:33] prende i pani, rende grazie, gli diede a quelli che erano seduti,
[17:38] e lo stesso fece dei pesci. Bellissima la conclusione,
[17:42] quanto ne volevano. Quello che c'è non solo basta,
[17:48] ma basta per saziare, non le quantità.
[17:52] Ma i desideri? Nel mondo c'è tutto il
[17:57] necessario perché ciascuno sia felice nel proprio desiderio
[18:02] profondo. Questa è l'eternità già presente
[18:07] nel mondo. Nessuno lo capisce questo segno.
[18:14] E forse non dobbiamo avere nemmeno la pretesa noi di
[18:16] capirlo, né oggi né immediatamente, ma continuare a
[18:19] rifletterci. Gesù scappa perché le persone
[18:22] hanno frainteso quello che è successo, hanno pensato che ci
[18:26] pensa Dio e che era tutto il contrario di quello che Gesù
[18:30] tentava di dire. Gesù scappa sul Monte e i
[18:33] discepoli attraversano il Lago, avranno paura, Gesù li
[18:37] raggiungerà e poi la scena. L'indomani si sposta sull'altra
[18:41] sponda del lago, dove i discepoli e le folle sono di
[18:46] nuovo davanti a Gesù, il quale dice, in verità io vi dico.
[18:51] Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete
[18:55] mangiato di quei pani e vi siete saziati.
[18:59] Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che
[19:03] rimane per la vita eterna e che il figlio dell'uomo vi darà.
[19:16] C'e un cibo che nutre la nostra vita per la vita eterna, ma
[19:22] nessuno se n'e accorto. Gesù a un certo punto lo dice
[19:26] chiaramente, io sono il pane vivo disceso dal cielo.
[19:30] Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che
[19:34] io darò è la mia carne per la vita del mondo.
[19:40] Non arriveremo alla fine di questo discorso, ma sappiamo già
[19:43] ricordiamo tutti come va a finire.
[19:45] Tutti se ne andranno. Quel giorno nessuno capirà.
[19:48] Un linguaggio così duro, come può Dio offrirci la sua carne?
[19:54] Qual è la pretesa che ci sta dietro?
[19:58] Perché dobbiamo mangiare la sua carne per avere la vita eterna?
[20:02] In verità, in verità, io vi dico, se non mangiate la carne
[20:05] del figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete
[20:09] in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve
[20:12] il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo
[20:19] giorno. Chi mangia questo pane vivrà in
[20:22] eterno. Se non mangiamo la carne di
[20:27] Cristo e non beviamo il suo sangue, non abbiamo in noi la
[20:31] vita. C'è una pretesa altissima in
[20:34] queste parole, quale vita? Quella eterna.
[20:41] Noi abbiamo detto e ripetuto per tanto tempo che non andare a
[20:45] messa è un peccato grave, è un peccato mortale.
[20:49] Ora questo teologicamente è corretto.
[20:53] Nella misura in cui uno si rende conto di questo che a messa noi
[20:58] andiamo per avere la vita eterna di Cristo.
[21:02] Se uno non arriva a rendersi conto di questo dirgli che è un
[21:06] peccato grave non essere andato a messa, può anche spaventarlo.
[21:11] È corretto quello che dice la nostra teologia, ma dobbiamo
[21:14] arrivare a capirlo e a spiegarlo bene che il motivo per cui è
[21:20] fondamentale nutrirci del corpo di Cristo.
[21:22] Non è per assolvere a un precetto OA un dovere morale, ma
[21:26] per continuare a onorare la vita come qualcosa di eterno, cioè
[21:31] vivere come Cristo. Altrimenti è soltanto il
[21:36] dispiego di una pratica. E questo è quello che Gesù tenta
[21:41] di dire. Ed è questo che è avvertito come
[21:43] linguaggio duro dalla gente. La gente capisce che Dio gli sta
[21:48] dicendo, ma guardate che il pane lo potete moltiplicare anche
[21:51] voi. La vita di Dio ce l'avete anche
[21:55] voi, la dovete masticare, assimilare e poi vivere.
[21:59] Questo è è la grande responsabilità davanti
[22:03] all'eucaristia non è andarci o non andarci, ma è assimilare
[22:08] quello che in quel gesto noi compiamo, trasformare il rito in
[22:14] vita. Per questo Giovanni non indugerà
[22:17] tanto. Sulla istituzione
[22:20] dell'Eucaristia e racconterà la lavanda dei piedi per ricordare
[22:24] a una comunità che quel gesto ormai lo faceva, che la cosa
[22:27] importante non è tanto entrare o uscire dall'Assemblea cristiana
[22:34] dal raduno domenicale, ma è continuare a chinarci sui piedi
[22:38] degli altri, riconoscendo in quei piedi i piedi di un
[22:41] fratello o di una sorella per cui Cristo ha dato la vita,
[22:45] altrimenti è tutto inutile. Era la stessa cosa che già San
[22:49] Paolo rimproverava le comunità quando uno mangiava e l'altro
[22:53] non mangiava, quando uno si divertiva e l'altro sedeva a
[22:57] tavola solo e triste. Non va bene, diceva Paolo.
[23:02] O c'è una reale comunione tra voi o il simbolo dell'eucarestia
[23:06] è profanato? Ecco cosa significa.
[23:13] Chi mangia di me vivrà per me non è la promessa.
[23:18] Di una specie di corsia preferenziale fatta di qualche
[23:21] privilegio per vivere in questo mondo con un po' più di
[23:26] facilità. È il contrario, è
[23:29] l'autorizzazione a percorrere la via dell'amore, cioè della
[23:32] Croce, sapendo che ogni cosa la vivremo per Cristo con Cristo e
[23:38] in Cristo, e quindi quello che è accaduto a lui, per grazia,
[23:43] accadere anche a noi. Quando noi facciamo la
[23:56] comunione, quando partecipiamo all'eucaristia, abbiamo forse
[24:00] solo una difficoltà davanti a tutto questo, perché credo che
[24:03] la nostra testa capisce e condivide tutto il ragionamento
[24:08] e che mentre ci uniamo a lui corporalmente non accade nulla
[24:15] di sensibile. Il segno dell'eucaristia è un
[24:20] segno molto povero. Perché quello che accade quando
[24:23] noi ci raduniamo per celebrare la cena del Signore, la sua
[24:27] visibilità è una soltanto, lui in noi e noi in lui.
[24:34] Basta come due innamorati che si abbracciano, che si guardano
[24:40] negli occhi, che si dicono parole di fiducia e di amore.
[24:44] Questo è quello che accade quando celebriamo l'eucarestia.
[24:48] Ma se tutto questo. Ha valore ed è vero per noi.
[24:53] Cos'altro ci serve per poi ricominciare a vivere se non la
[24:59] fiducia che è tutto vero. Dio ci ama, Dio ci considera
[25:04] membra del suo corpo, figli suoi amati.
[25:06] Forse è la nostra aspettativa nei confronti dell'eucarestia a
[25:13] renderci difficile diventare noi il segno della vita eterna.
[25:21] Nel mondo, allora l'eucaristia che noi celebriamo come
[25:31] misterioso gesto di comunione tra noi e Dio, ecco, forse può
[25:35] essere ricompreso da noi oggi, come quel segno in grado di
[25:41] estinguere per sempre la fame presente in noi.
[25:44] Ciò che la folla e anche i discepoli quel giorno non
[25:47] capirono e noi tutti i giorni facciamo fatica a capire, è che.
[25:52] Se la vita eterna si è davvero manifestata nell'umanità di
[25:55] Cristo, allora ogni realtà, anche la nostra, ha un valore
[26:00] pieno e inestimabile agli occhi di Dio.
[26:05] Infatti quello che siamo e quello che abbiamo, anche se è
[26:11] poco, diventa tutto se siamo disposti a offrirlo.
[26:16] Questo era il segno, poco uguale tutto quando è nelle mani di
[26:21] Dio. Per noi questa è un'equazione
[26:25] bizzarra. Eppure davanti a Dio le le cose
[26:28] stanno proprio così. La povertà nostra diventa
[26:33] totalità quando è offerta con fiducia e libertà.
[26:37] Per questo noi che siamo mortali diventiamo eterni.
[26:45] E allora, abbracciando questa logica, nutrendo il nostro cuore
[26:49] e il nostro corpo di questo pane, cioè di questa logica di
[26:53] vita, tutto, ma proprio tutto quello che viviamo e patiamo in
[26:57] ogni giorno della nostra vita può diventare eterno.

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