# Luigi Maria Epicoco - I racconti dell'infanzia secondo il Vangelo di Matteo

An episode of [Esercizi Spirituali](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1458716314), 4 Jan 2025, 1 h 00 min.

Audio: https://traffic.megaphone.fm/APO1106099218.mp3

Luigi Maria Epicoco - I racconti dell'infanzia secondo il Vangelo di Matteo

## Transcript

[0:00] Con la giornata di oggi vuole essere un modo di frequentare la
[0:03] parola che parte da alcune prospettive, da alcune
[0:07] provocazioni che sono prospettive e provocazioni che
[0:12] sento innanzitutto vere, mie, dentro la mia vita, ma che spero
[0:16] possano risultare utili anche alla vita di ciascuno di noi.
[0:20] Quindi non accrescerò le vostre conoscenze bibliche, ma davvero
[0:25] come un discepolo. Insieme con voi vorrei un po'
[0:29] mettermi alla scuola di Gesù, a partire proprio dall'esperienza
[0:33] del racconto del Vangelo di Gesù Secondo Matteo, cioè della
[0:37] storia di Gesù narrata attraverso quella che è
[0:41] l'esperienza, il filtro del Evangelista Matteo.
[0:46] Ecco, prima di entrare, diciamo così, in questa prima fase della
[0:50] nostra riflessione che, come è stato anticipato.
[0:53] Cercherà di focalizzarsi innanzitutto nei primi due
[0:56] capitoli del Vangelo di Matteo e poi in realtà faremo 1 1,
[1:02] piccolo sorpasso, cioè useremo anche il terzo capitolo come un
[1:06] aiuto per rileggere i primi due capitoli e per collegarci anche
[1:10] al grande tema che poi affronteremo oggi pomeriggio,
[1:13] che in realtà saranno i racconti della passione, un po' come se
[1:16] idealmente questa questa giornata noi.
[1:19] Avessimo preso gli inizi e la fine della storia e cercare di
[1:24] capire come queste due realtà possono dialogare un po' tra di
[1:28] loro. Ma ecco, prima di prendere
[1:31] qualche suggestione nata proprio da questi primi due capitoli,
[1:34] permettetemi, semplicemente perché ne ho bisogno io di
[1:37] disegnare, di affrescare, una sorta di fondale che possa farci
[1:42] capire perché e come noi possiamo metterci davanti al
[1:46] testo di Matteo. E qual è un po' quella
[1:49] caratteristica, quella diversità di cui Matteo è il protagonista,
[1:53] di cui si fa portavoce e che ci aiuta a rileggere le cose da un
[1:58] punto di vista specifico, che è il suo punto di vista?
[2:03] Ecco, vorrei partire da una considerazione che può sembrare
[2:06] una considerazione banale, ma dirla ad alta voce forse può
[2:10] esserci di aiuto in realtà. Non nascono prima i Vangeli e
[2:15] poi la comunità cristiana, ma esattamente il contrario.
[2:18] Nasce prima la comunità cristiana e poi, a un certo
[2:21] punto si sente il desiderio, l'esigenza di codificare storia
[2:25] di Gesù, di codificare quello che noi oggi chiamiamo il
[2:29] Vangelo attraverso degli scritti che poi sono confluiti
[2:32] all'interno della Bibbia, come i cosiddetti Vangeli Canonici,
[2:36] Matteo, Marco, Luca, Giovanni, eccetera.
[2:39] Questo è importante perché? In realtà il suggerimento che ci
[2:43] viene dato da questa considerazione nasce dal fatto
[2:46] che chi scrive non ha davanti un'ipotesi di comunità, non ha
[2:52] davanti la Comunità come dovrebbe essere, ma ha già
[2:55] davanti delle persone che si sforzano di mettere in pratica
[2:59] questo evento che Gesù è venuto a inaugurare, cioè sono delle
[3:04] persone che anche nello scrivere si lasciano provocare dalla
[3:07] realtà. Ecco, in questo nostro tempo, un
[3:11] tempo tutto incentrato su la riflessione sulla sinodalità,
[3:15] voi sapete che la Chiesa sta vivendo un sinodo che dovrebbe
[3:19] farci riflettere sulla sinodalità.
[3:21] Uno degli aspetti più importanti che noi non dobbiamo mai perdere
[3:25] di vista è che il principio di discernimento, il principio
[3:29] attraverso cui anche la Chiesa dovrebbe muoversi, non è mai
[3:33] l'ipotesi, non è mai le cose come dovrebbero essere.
[3:37] Ma partire sempre dal reale, da ciò che c'è, da ciò che sta
[3:40] accadendo, cioè la realtà, è una grande provocazione.
[3:44] A farci fare delle scelte, a farci assumere dei linguaggi, a
[3:47] dire qualcosa che possa essere utile.
[3:51] Ecco, Matteo ha davanti agli occhi qualcuno, non scrive in
[3:55] solitudine, non raccoglie questo materiale in solitudine.
[3:58] Ha davanti agli occhi una comunità giudaico cristiana,
[4:03] cioè una comunità che viene già dalla tradizione giudaica, che è
[4:07] già imbevuta dalla tradizione di Israele, ma che traumaticamente
[4:12] per un verso o per un'altro si trova a vivere una novità, il
[4:15] cristianesimo. E quindi?
[4:18] La paziente opera di Matteo è quella, attraverso il suo
[4:21] Vangelo, di aiutare queste persone che vengono già da una
[4:25] tradizione religiosa consolidata che è quella giudaica di
[4:28] Ricucirla pian piano su quella che è Cristo.
[4:31] Cristo è una novità che non nasce dal nulla, ma fiorisce,
[4:36] diciamo, dalla tradizione di Israele, anche se questo non è
[4:39] immediatamente evidente. Questo è il motivo per cui, come
[4:43] abbiamo già ascoltato più volte, noi sentiamo nel Vangelo.
[4:48] Matteo che cita l'Antico Testamento, che cita i profeti,
[4:52] che cita la scrittura, mostrando come quelle citazioni in realtà
[4:57] trovano il pieno compimento nella vicenda di Gesù.
[5:01] Ecco, per semplificare, dovremmo dire così, non siamo sbagliati.
[5:05] E adesso ci troviamo dalla parte giusta.
[5:08] Eravamo già dalla parte giusta, solo che adesso Cristo ci ha
[5:12] portati al compimento di questa parte giusta.
[5:15] E valorizzare tutto quanto c'è prima in termini esistenziali.
[5:20] Permettetemi di dire questa cosa, anche nella nostra vita
[5:24] avvengono dei cambiamenti e a volte si spera che siano dei
[5:27] cambiamenti di bene che ci fanno vivere diversamente la nostra
[5:31] vita. E la grande tentazione è quella
[5:33] di contrapporci al passato, di pensare che la nostra vita
[5:37] attuale sia esattamente o dovrebbe essere costantemente il
[5:41] contrario del nostro passato. Invece noi siamo sempre figli di
[5:44] una storia, veniamo da una storia, veniamo da una
[5:47] tradizione. e i veri cambiamenti non sono mai in contrapposizione
[5:52] a qualcosa, ma sono sempre la maturazione di qualcosa.
[5:58] E prima di iniziare il nostro incontro con Don Benedetto
[6:02] Riflettevamo e sulla scrittura di un grande scrittore italiano
[6:06] che è Daniele Mencarelli che è è 1 1 scrittore che certamente
[6:13] rende bene l'idea dell'animo umano, anche dei drammi umani.
[6:18] Ed è interessante che la bellezza, l'empatia, la
[6:21] profondità di quest'uomo nasca da una storia concreta che
[6:24] apparentemente può sembrare una storia di buio, una storia di
[6:29] perdizione, che può sembrare la storia di un uomo che scende
[6:32] negli inferi, ma in realtà da quella apparente discesa agli
[6:37] inferi nasce tutta la luce della sua scrittura, nasce tutta la
[6:41] speranza dei suoi romanzi, nasce tutta la luminosità dei suoi
[6:46] racconti. Io credo che questo sia
[6:48] importante anche per ciascuno di noi.
[6:51] Tutte le volte che noi ci accostiamo alla parola di Dio,
[6:53] uno dei doni che fa la parola di Dio è ricucire la nostra storia,
[6:58] rimetterla insieme, far dialogare il passato con il
[7:02] presente, ciò che eravamo con ciò che noi siamo.
[7:05] In questo momento anche noi veniamo da una tradizione.
[7:09] Forse non è la storia giudaica, non è una certa tradizione che
[7:13] la tradizione di Israele. Ma tutti noi siamo figli di una
[7:17] tradizione e Cristo è colui che ci viene a raccogliere da questa
[7:21] nostra storia, da questa nostra appartenenza, per portarci a un
[7:24] compimento, per portarci a una sorta di realizzazione di noi
[7:29] stessi. In questo senso capite che?
[7:32] Matteo quando parla ha questa grande preoccupazione di aiutare
[7:38] la questa comunità cristiana dove lui appartiene, a
[7:41] comprendersi in maniera profonda, e a scoprire Gesù come
[7:46] qualcuno che può traghettarci a una novità, che può traghettarci
[7:52] a un cambiamento. Quando leggiamo, ad esempio il
[7:55] Vangelo di Luca, veniamo colpiti dalla misericordia, veniamo
[8:00] colpiti da questa prossimità che viene raccontata nel Vangelo.
[8:04] Il Gesù del Vangelo di Luca è un Gesù Umanissimo vicino alla
[8:08] gente, eccessivamente vicino alla gente.
[8:12] Tutte le parabole della misericordia.
[8:14] Ma tutte le scelte che Gesù opera nel Vangelo di Luca sono
[8:17] scelte che annullano la distanza.
[8:20] E il figlio dell'uomo si avvicina ai drammi delle
[8:23] persone, alla loro impurità, alla loro lebbra, alla loro
[8:26] morte, alla loro difficoltà. Cerca di descriverci come il
[8:31] figlio di Dio sia capace, da una parte, di pregare.
[8:34] Ecco 1 1 delle immagini più importanti di Luca, il Gesù
[8:38] Orante, un Gesù che prega e dall'altra parte, un Gesù
[8:42] misericordioso, un Gesù che sa amare e che insegna l'amore.
[8:47] Quando si legge Matteo non si trova la stessa immagine di Gesù
[8:52] che troviamo nel Vangelo di Luca.
[8:53] Non lo troviamo come 1, 1, personaggio completamente
[8:57] sproporzionato sulle ferite delle persone.
[9:00] Non lo troviamo come un uomo molto coinvolto nel vissuto
[9:04] della gente che c'ha intorno. Sì, certo è è è un uomo che vive
[9:08] sempre la prossimità, ma in realtà la grande chiave di
[9:12] lettura che Usa Matteo è un'altra Gesù.
[9:16] È il nuovo Mosè. Gesù è il compimento di una
[9:20] figura dell'Antico Testamento, che è appunto Mosè.
[9:24] Ciò sta a significare che così come Mosè dà la legge, così come
[9:29] Mosè conduce il popolo di Israele dall'Egitto verso la
[9:33] terra promessa, Gesù è il vero liberatore e Gesù è il vero
[9:38] legislatore. È colui che davvero ci dice come
[9:41] dovremmo vivere la nostra vita, è colui che ci mostra. 1 1 legge
[9:46] nuova un comandamento nuovo, un modo nuovo di stare al mondo.
[9:50] Quindi, in questo senso, non soltanto Matteo si preoccupa di
[9:54] ricucire il passato con il presente, la tradizione con la
[9:58] novità di Gesù, ma si preoccupa anche di aiutarci a capire dov'è
[10:02] questa novità, cioè essere cristiani.
[10:04] Che cosa significa? Se Mosè ci dà i 10 comandamenti,
[10:09] che cosa ci dà Gesù come differenza?
[10:12] Faccio lo spoiler perché voi sicuramente l'avete già
[10:15] approfondito. Ma questa nuova regola, questa
[10:19] nuova legge sono le beatitudini. Le beatitudini diventano il
[10:24] nuovo modo di stare al mondo, il nuovo modo di vivere la nostra
[10:28] vita. Ed è bello pensare che nelle
[10:31] beatitudini Gesù non sta parlando semplicemente di
[10:34] qualcuno intorno a sé, ma sta descrivendo sé stesso.
[10:38] È lui. Il il povero in spirito è lui,
[10:41] il mite è lui l'operatore di pace, è lui, il perseguitato, è
[10:45] lui il misericordioso, è lui. Tutte le persone che vengono
[10:48] nominate dentro queste beatitudini è un discepolo
[10:52] proprio perché ama Gesù, assomiglia a lui, porta dentro
[10:56] la sua vita qualcosa che è completamente nuovo e che è
[11:00] propriamente di Gesù. Tenete a mente questo perché in
[11:05] realtà la novità che Gesù porta nel suo annuncio, nel suo modo
[11:10] di annunciare il Vangelo, non è una verità o una novità logica,
[11:15] cioè non possiamo tranquillamente passare
[11:19] dall'antico al nuovo Testamento, dai 10 comandamenti e le
[11:22] beatitudini, senza. La mediazione di Gesù senza la
[11:27] mediazione di questa, di di di questa sua esperienza, di questo
[11:30] suo insegnamento, tra un istante ce ne accorgeremo come è proprio
[11:35] Giovanni Battista, la grande cerniera che tiene insieme
[11:37] l'antico e il nuovo Testamento. E la prima persona che dovrà
[11:41] convertirsi è proprio Giovanni Battista, che dovrà cambiare
[11:45] completamente il suo immaginario per entrare in un immaginario
[11:49] nuovo inaugurato da Gesù. Ma.
[11:53] Ha ancora una qualche nota introduttiva prima di entrare
[11:57] dentro questi primi due capitoli?
[11:59] Vorrei aggiungere questo Matteo non parte da zero, cioè non
[12:04] scrive il suo Vangelo da zero. Ha già a sua disposizione
[12:08] qualcuno che ha fatto questo lavoro, innanzitutto il Vangelo
[12:11] di Marco, e quindi ha il Vangelo di Marco come una grande traccia
[12:16] che lo aiuta AA confrontarsi con il racconto della vita di Gesù.
[12:21] Poi certamente a quella che noi chiamiamo la fonte QE certamente
[12:26] può anche disporre della predicazione che in quel momento
[12:31] è in voga all'interno della comunità cristiana, cioè di
[12:33] altri racconti di raccolte e di detti di Gesù che diventano
[12:38] davanti a lui come un tavolo con tanti ingredienti, e lui prende
[12:43] tutto questo e costruisce la storia secondo un'intenzione,
[12:48] cioè. Non vuole costruire la storia
[12:50] per dimostrarci che è una storia vera.
[12:53] Sa già che questa è una storia vera.
[12:55] Vuole fornire una chiave di lettura affinché questa storia
[12:59] vera possa essere guardata dal punto di vista giusto.
[13:03] E quindi vuole dare ai credenti di questa prima comunità
[13:07] cristiana giudaico cristiana, vuole dare degli elementi che
[13:11] diventino un po' lo sguardo giusto.
[13:14] Su che cosa? Sulla sua nascita, sulla sua
[13:17] predicazione, sul suo insegnamento, sulla sua
[13:19] passione, sulla sua morte, sulla sua risurrezione, sulla missione
[13:24] della Chiesa. In questo senso non dobbiamo
[13:27] meravigliarci, anzi, credo che sia una ricchezza immensa.
[13:31] Accorgerci delle grandi differenze che ci sono tra i
[13:34] diversi Evangelisti, ad esempio, è interessante che se noi
[13:38] prendessimo anche soltanto il racconto delle tentazioni,
[13:42] potremmo vedere come Luca costruisce le tre tentazioni
[13:46] mettendo l'apice delle tentazioni a Gerusalemme, perché
[13:49] Gerusalemme rappresenta il luogo dove Gesù compie la sua
[13:54] missione. E questo è molto facile da
[13:57] capire. Perché?
[13:59] Perché la storia che viene raccontata da Luca è tutta una
[14:02] storia costruita attorno a un viaggio, a una strada che
[14:05] conduce a Gerusalemme. Tutto il Vangelo di Luca è un
[14:09] Vangelo in movimento attorno a un viaggio e questo viaggio ha
[14:12] come meta Gerusalemme. a Gerusalemme accade il compimento
[14:16] di tutto ed è bello come nelle tentazioni.
[14:20] Troviamo l'apice, l'ultima delle tentazioni, proprio nella città
[14:23] di Gerusalemme. Matteo non fa questo.
[14:27] Matteo costruisce le tentazioni mettendo certamente Gerusalemme,
[14:31] ma è nella seconda tentazione. L'ultima tentazione la colloca
[14:35] su un Monte altissimo, dice lui. E qui c'è un'altra immagine
[14:40] significativa, unica e caratteristica del Vangelo di
[14:43] Matteo, Matteo è affezionato alla montagna, ai Monti, come il
[14:48] luogo della rivelazione del Signore.
[14:50] Vi ricordate? Solo per pensare all'Antico
[14:53] Testamento. Dove Dio dà la legge, la dà sul
[14:56] Monte. Questa legge dove Gesù viene
[15:00] tentato nell'ultima tentazione sul Monte, dove Gesù riceve,
[15:05] dona le beatitudini sul Monte, sulla montagna.
[15:08] Insomma, la montagna, come il luogo della rivelazione di Dio,
[15:12] è il contesto geografico più diffuso e più frequente in tutto
[15:17] il Vangelo di Matteo. E anche qui.
[15:21] Mi piace sottolineare questa, questa doppia cosa, così come
[15:26] Gesù vince in maniera definitiva il demonio su questa montagna,
[15:31] dopo che ha vinto il demonio. È proprio da questa montagna che
[15:35] nasce un nuovo modo di guardare le cose, un nuovo modo, una
[15:39] nuova mentalità. E sapete, questo è importante
[15:43] perché? Perché quando si legge Matteo si
[15:46] comprende che l'opera del male. Non è un'opera eclatante, cioè
[15:51] non è un'opera finalizzata a spaventarci l'opera del male.
[15:56] Non è semplicemente l'opera delle possessioni, non è
[16:00] qualcosa di teatrale, ma è qualcosa di più subdolo.
[16:04] Il male vuole farci pensare alla maniera del mondo.
[16:09] Gesù ci fa pensare in un modo completamente diverso.
[16:13] Tu rimani discepolo quando ragioni secondo l'ottica delle
[16:17] beatitudini. Ma quando tu dimentichi l'ottica
[16:20] delle beatitudini, tu sei dalla parte del male, perché ragioni
[16:23] così come ragiona il mondo, vedete, sono tutti elementi
[16:28] caratteristici del Vangelo di Matteo. un'altro ancora,
[16:33] elemento importante, è l'uso, come dicevamo prima, della sacra
[16:37] scrittura delle citazioni. Un'abbondanza di citazioni le
[16:42] troviamo proprio nei primi due capitoli.
[16:44] EE qui è il primo vero grande lavoro di Matteo, cioè di farci
[16:50] accorgere che Gesù non viene dal nulla, non nasce come un fungo,
[16:55] ma nasce da una storia specifica.
[16:58] Ecco perché la prima cosa che incontriamo nel Vangelo di
[17:00] Matteo è esattamente la genealogia di Gesù.
[17:04] Cioè la sua generazione. Così come Gesù si inserisce
[17:08] nella grande storia di Israele, Abramo, Isacco, Giacobbe, fino
[17:12] ad arrivare a Giuseppe. Ecco che il racconto di questa
[17:17] storia non è semplicemente un elenco di persone e di storie,
[17:22] ma un modo attraverso cui noi possiamo dire, Gesù è dentro
[17:27] questa chiave di storia, dietro questa linea storica, dietro
[17:32] questo racconto. Dietro queste storie specifiche
[17:36] di persone si inserisce concretamente in questa storia
[17:42] particolare di Israele e della tradizione giudaica.
[17:47] Allora credo che l'ultima cosa che noi possiamo dire prima di
[17:52] addentrarci all'interno di questi primi due capitoli è
[17:56] aggiungere ancora una caratteristica che.
[18:01] Come vi dicevo prima, i Vangeli ci portano differenze e a volte
[18:05] queste differenze noi erroneamente possiamo
[18:08] contrapporle. Ecco, se uno ti dice bianco e
[18:11] l'altro ti dice nero, la grande domanda che noi ci facciamo in
[18:14] maniera molto positivista, chi è che c'ha ragione dei due?
[18:17] È risorto in questo modo e in quest'altro è stato tentato in
[18:21] questo modo? In quest'altro ha detto queste
[18:24] parole o ha detto altre parole? Questa non è la domanda giusta,
[18:28] non è il nostro modo di approcciarci al Vangelo.
[18:32] Ecco, quando tu leggi Luca, ad esempio, Luca ti dà questo
[18:36] suggerimento, ti dice che per poter capire le scritture, la
[18:40] grande chiave di lettura delle scritture è Gesù Cristo.
[18:44] Vi ricordate l'episodio dei discepoli di Emmaus?
[18:47] Che cosa fa Gesù durante quella apparizione?
[18:50] Che lui è già risorto? Si accosta alla storia, al
[18:55] cammino di questi discepoli che se ne stanno tornando a casa e
[18:58] spiegò loro, il senso delle scritture.
[19:01] È interessante perché Luca ci dice che per capire la parola,
[19:06] per capire la scrittura, la grande chiave di lettura della
[19:09] scrittura è Gesù, Gesù Risorto. Matteo apparentemente dice il
[19:15] contrario, ma in realtà sono due caratteristiche, entrambe vere.
[19:20] Gesù è la grande chiave di lettura della scrittura.
[19:23] Se tu leggi Matteo, invece, la sensazione è che senza la
[19:27] scrittura non potresti mai riconoscere che lui è il figlio
[19:30] di Dio e quindi è la scrittura ciò che ci fa riconoscere Gesù.
[19:35] È il passaggio all'interno della scrittura che apre i nostri
[19:38] occhi a comprendere che non ci troviamo davanti a un rabuni
[19:42] qualsiasi, non ci troviamo davanti a un maestro qualunque,
[19:45] non ci troviamo davanti a un profeta.
[19:48] Come tutti gli altri. Ma ci troviamo davanti al figlio
[19:51] di Dio EE qui, anche qui. Permettetemi di portare in
[19:55] maniera esistenziale queste tue caratteristiche.
[19:59] Se tu vuoi capire qualcosa della tua vita, è Gesù la chiave di
[20:03] lettura che ti fa capire qualcosa della tua vita.
[20:06] Ma attenti, è vero anche il contrario.
[20:09] Se tu vuoi riconoscere Gesù, è la tua storia che ti mette in
[20:13] condizione di riconoscerlo. Non dei ragionamenti astratti,
[20:16] ma quello che ti è capitato, quello che hai vissuto, quello
[20:20] che hai patito, quello che ti ha fatto gioire, è questo che ti
[20:23] prepara a riconoscere Gesù dentro la tua vita.
[20:28] Guardate che quando noi affermiamo questo, stiamo
[20:31] dicendo che non dovremmo maledire mai la nostra storia,
[20:34] perché in realtà, se noi ci liberassimo della nostra storia,
[20:38] non avremmo nessuna possibilità di poter incontrare Gesù.
[20:42] Di poter riconoscere Gesù dentro la nostra vita.
[20:45] È la storia che ci mette nella condizione di riconoscere il
[20:49] figlio di Dio. Così come la scrittura ci
[20:52] prepara a riconoscere il figlio di Dio.
[20:54] La storia concreta di ciascuno di noi ci mette nella condizione
[20:58] di poter vedere lui. Citiamo spesso quando parliamo
[21:03] ad esempio del mistero della sofferenza, citiamo Giobbe come
[21:08] l'uomo che. Prima di fare l'esperienza della
[21:11] sofferenza, ha un'idea di Dio. La sua è un'idea di Dio molto
[21:16] intellettuale, molto morale. È un uomo giusto, è un uomo che
[21:19] vive bene, è un uomo che è ortodosso, conosce delle cose di
[21:23] Dio che a un certo punto, soprattutto all'inizio della
[21:26] sofferenza, riesce a rimanere in piedi, usando un po' anche della
[21:30] sua teologia. Pensate un po' alla saggia e
[21:34] sapiente risposta che dà alla moglie quando lo invita a
[21:37] bestemmiare per tutta la sua sofferenza, Giobbe dice, se da
[21:41] Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?
[21:45] Benissimo. Ma noi sappiamo che a un certo
[21:49] punto il dolore in Giobbe diventa esasperazione e
[21:53] l'esasperazione gli distrugge tutta la teologia.
[21:56] Non riesce più ad avere un ragionamento che lo aiuti a
[21:59] rimanere in piedi davanti a quello che sta vivendo.
[22:03] La sua esperienza di Dio è assolutamente più grande
[22:07] rispetto AA alle idee che si è costruito rispetto AA Dio
[22:12] stesso. Ma voi sapete che alla fine del
[22:15] Libro, se c'è una cosa che afferma Giobbe, esattamente
[22:19] questo prima, cioè prima di tutta questa sofferenza, ti
[22:22] conoscevo per sentito dire. Ora dice Giobbe, i miei occhi ti
[22:27] vedono. E quindi ci sta dicendo che il
[22:31] mistero della sofferenza, che rimane un mistero, cioè non
[22:34] trova una spiegazione logica, razionale, così come noi
[22:37] vorremmo. Ha però portato un risultato, ha
[22:41] prodotto un risultato, ha aperto gli occhi a Giobbe, quello che
[22:45] Giobbe prima conosceva come un'informazione, dopo la
[22:48] sofferenza diventa visione per lui, occhi aperti.
[22:53] Allora mi piace pensare che Matteo è un po' come se stesse
[22:57] dicendo a questa prima comunità, leggete la scrittura perché è la
[23:02] scrittura che vi apre gli occhi e vi fa riconoscere ciò che voi
[23:07] avete conosciuto, ciò che voi avete incontrato.
[23:11] Il mistero del figlio di Dio, il Messia che è venuto a salvarci
[23:17] rimane vero anche un po' nella nostra esperienza cristiana, e
[23:21] cioè il fatto che. Una comunità cristiana senza la
[23:25] parola di Dio può riconoscere l'azione del figlio di Dio?
[23:28] In questo momento della storia? La risposta è no.
[23:33] Senza la parola noi non potremmo cogliere quelli che si chiamano
[23:37] i segni dei tempi. Senza la parola noi non potremmo
[23:42] accogliere l'azione del Signore in questo presente della storia.
[23:47] Senza la parola di Dio noi ci facciamo un'idea della storia,
[23:52] ipotizziamo qualcosa della storia, ma molto spesso le
[23:55] nostre ipotesi sono sbagliate, perché nascono solo dalle nostre
[23:59] visioni, dalle nostre ideologie, dalla nostra esperienza, da
[24:03] quello che possiamo toccare con le nostre mani.
[24:06] La parola ci mette in una conoscenza più profonda della
[24:09] realtà e della storia. Quindi una chiesa che non torna.
[24:15] Con coraggio a dare il primato alla parola di Dio è destinata
[24:20] ad essere 1 1, Chiesa cieca, che non vede, che non vede se
[24:25] stessa, che non vede l'azione di Gesù e quindi non può nemmeno
[24:29] assecondarla questa azione di Gesù.
[24:32] Tanti fallimenti, e dobbiamo dirlo senza vergognarci anche a
[24:36] livello ecclesiale, nascono dal fatto che alcune proposte
[24:39] ecclesiali e pastorali nascono. Semplicemente dal da da nostri
[24:44] progetti, da nostre idee, da nostre considerazioni e da
[24:48] nostre analisi. Ma non nascono fecondati dalla
[24:51] parola. Se nascessero dalla parola,
[24:54] sarebbero più aderenti alla realtà.
[24:58] La cosa peggiore che possiamo fare è avere noi un'idea e poi
[25:02] usare la parola di Dio per farci dare ragione delle nostre idee.
[25:06] Anche questo è sbagliato. E c'è un discepolato della
[25:10] parola. Siamo noi ad andare dietro la
[25:11] parola, non la parola, strumentalizzata da ciascuno di
[25:15] noi. Vi ricordo che anche il demonio
[25:17] può citare la Sacra Scrittura a proprio uso e consumo.
[25:22] Può usare la parola di Dio per dire cose sbagliate.
[25:26] Quindi è bello che questa giornata che voi vivete.
[25:32] Qui in diocesi e questa esperienza, anche di questo
[25:35] percorso biblico sia il grande tentativo di rimettere al centro
[25:39] la sacra scrittura e di rimettere al centro questa
[25:42] preoccupazione che Matteo ha all'interno del suo Vangelo,
[25:47] all'interno del suo racconto, aiutare i cristiani, questi
[25:52] primi cristiani, a rileggere la Scrittura nel modo giusto e ad
[25:57] avere di Gesù. Non una visione contrapposta al
[26:00] passato, ma il grande compimento del passato.
[26:05] Ora tutta questa premessa in realtà che per me era necessaria
[26:09] per per per dirvi qualcosa che può, può sembrare, può essere un
[26:14] po' più comprensibile dopo che noi abbiamo dato alcune
[26:18] coordinate generali. Mi aiutano ad entrare in maniera
[26:23] più specifica all'interno dei racconti di questi primi due
[26:26] capitoli del Vangelo di Matteo. Io penso che se queste giornate
[26:34] se questa nostra riflessione. Porterà frutto?
[26:37] Il primo frutto sarà un grande desiderio di andarsi a leggere
[26:40] questi primi due capitoli, cioè di non accontentarsi
[26:43] semplicemente della delle provocazioni o della spiegazione
[26:46] di qualcuno, ma sentire il desiderio di andarsi a rileggere
[26:49] realmente il Vangelo di Matteo e di renderci conto come nella
[26:55] lettura di Matteo si capisce molto di più di tutto.
[26:59] Di tutto il resto, di tutte le parole che noi possiamo dire
[27:02] attorno questi racconti, che questi racconti in realtà sono
[27:06] dotati di una grande capacità di prenderci per mano e di
[27:08] accompagnarci lungo il percorso. Il mio tentativo, il tentativo
[27:13] che voi avete fatto anche negli scorsi mesi, è proprio quello
[27:17] di. Darvi degli strumenti per poter
[27:20] aggrappare sempre più profondamente la mano al signore
[27:24] che ci guida attraverso questa parola a leggere e a rileggere
[27:28] tutto in maniera più significativa, ma vi dicevo e ve
[27:32] lo anticipavo che ho voluto usare una chiave di lettura per
[27:37] interpretare questi primi due capitoli di di Matteo, con una
[27:42] sorta di incursione nel terzo capitolo allora.
[27:47] Il Vangelo di Matteo è strutturato in questo modo, i
[27:50] racconti dell'infanzia sono contenuti nel primo e nel
[27:53] secondo capitolo, poi c'è la cerniera dell'esperienza di
[27:57] Giovanni Battista e da quel momento in poi comincia la
[28:01] cosiddetta vita pubblica, e poi tutti i discorsi di Gesù,
[28:04] eccetera, fino ad arrivare alla passione, morte e risurrezione.
[28:09] Perché per noi è importante Giovanni Battista.
[28:12] E perché Giovanni Battista ci aiuta a rileggere anche i primi
[28:15] due capitoli. Ecco, permettetemi di leggervi
[28:18] alcuni versetti tratti dal terzo capitolo e poi di tentare di
[28:22] spiegare perché a mio avviso può essere di aiuto.
[28:26] Ci troviamo nel terzo capitolo. In quei giorni venne Giovanni
[28:33] Battista. E predicava nel deserto della
[28:36] Giudea dicendo, Convertitevi, perché il Regno dei cieli è
[28:40] vicino. Egli è infatti colui del quale
[28:44] aveva parlato il profeta Isaia quando disse, voce di uno che
[28:48] grida nel deserto, preparate la via del Signore, raddrizzate i
[28:53] suoi sentieri. E lui, Giovanni.
[28:56] Portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle
[29:01] attorno ai fianchi. Il suo cibo erano cavallette e
[29:05] miele selvatico. Ecco, quando leggiamo questi
[29:10] versetti ci accorgiamo che Giovanni Battista è davvero un
[29:13] profeta. Innanzitutto perché ripete le
[29:16] parole dei profeti. Cerchiamo di essere più
[29:19] concreti. Sta citando la scrittura e sta
[29:23] citando la scrittura. Nella nella nell'intento di
[29:27] aiutare chi lo sta ascoltando a prepararsi ad accogliere il
[29:31] signore. Il problema fondamentale però di
[29:34] Giovanni Battista e di ciascuno di noi, che Giovanni Battista
[29:38] sta dicendo una cosa giusta, ma ha dentro di sé un immaginario
[29:43] che è completamente diverso rispetto a ciò che Gesù è
[29:47] veramente. Diciamolo bene.
[29:51] Dio esiste? Benissimo e siamo tutti
[29:54] d'accordo. Ma inevitabilmente, quando noi
[29:58] pensiamo a Dio, ci creiamo nella nostra testa delle immagini di
[30:03] Dio. Ora, siamo sicuri che queste
[30:05] immagini di Dio corrispondono davvero a Dio o invece possono
[30:11] tradirlo i profeti? Quando hanno raccontato il
[30:16] Messia, e quindi è vero che verrà il Messia, è vero che ci
[30:20] libererà, è vero che agirà nella storia, è vero che sarà il
[30:24] grande liberatore di Israele. Ma tutto l'immaginario dei
[30:28] profeti corrisponde a realtà. Il Messia sarà esattamente così,
[30:32] come se lo sono immaginati i profeti, così come se lo
[30:35] immagina Giovanni. Guardate che questa è una
[30:40] domanda molto importante, perché certe volte noi siamo più
[30:43] attaccati all'immagine di Dio che a Dio stesso.
[30:48] Anzi, ricordatevi che il grande ruolo della vita spirituale è
[30:53] liberarci dalle immagini di Dio che ci siamo costruiti dentro la
[30:56] nostra testa. Perché molto spesso le immagini
[31:00] che ci siamo costruiti dentro la nostra testa non favoriscono
[31:03] l'incontro con Dio, ma a volte lo negano, diventano un muro.
[31:09] Diventano non l'aiuto, ma esattamente la distanza, la
[31:14] pietra di scandalo. E crescere nella vita spirituale
[31:19] significa mettersi nella condizione di cambiare il nostro
[31:23] immaginario, distruggere il nostro immaginario.
[31:28] Vi ricordate quello che c'era scritto nell'Antico Testamento
[31:31] di Dio? Non ti farai immagine alcuna.
[31:35] E non è semplicemente. Non devi costruire una statua di
[31:40] Dio, ma devi sempre purificare l'immaginario.
[31:45] Dio non coincide mai con l'immagine che ti sei creato di
[31:48] lui. Quando Dio coincide con
[31:51] un'immagine, come si chiama quel Dio idolo.
[31:56] Ora Don Benedetto mi perdonerà se sono così audace nel dire
[32:00] questo. Anche Giovanni Battista deve
[32:03] purificare la tentazione di. Avere nella propria testa
[32:08] un'immagine del Messia Idolatrica deve rinunciare a un
[32:13] immaginario, deve mettere in discussione delle immagini
[32:17] giuste che vengono dal passato, che vengono dai profeti, ma che
[32:20] non aiutano ad accogliere la novità di Gesù.
[32:25] Il Messia esiste davvero, ma non è come te lo sei immaginato.
[32:29] È questa la frase che ci deve guidare.
[32:32] Sentite? Sentite l'immagine che c'ha
[32:36] Giovanni Battista quando pensa al Messia, Vedendo molti farisei
[32:42] e sadducei venire al suo battesimo?
[32:44] Disse loro, Certamente Giovanni Battista non è un uomo che
[32:50] diplomatico Eh. E non ha parole dolci quando
[32:54] parla, non è politicamente corretto.
[32:59] Razza di vipere. Chi vi ha fatto credere di poter
[33:04] sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un frutto degno
[33:10] della conversione e non crediate di poter dire, dentro di voi
[33:14] abbiamo Abramo per padre, perché io vi dico che da queste pietre
[33:20] Dio può suscitare figli di Abramo.
[33:23] E prosegue, sentite che immaginario c'ha del del Messia?
[33:27] Già, la scure è posta alla radice degli alberi.
[33:32] Perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e
[33:37] gettato nel fuoco. Io mi battezzo nell'acqua per la
[33:42] conversione, ma colui che viene dopo di me è più forte di me e
[33:46] io non sono degno di portargli i sandali.
[33:49] Ecco, ti battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
[33:54] E tiene in mano la Pala e pulirà la sua aglia e accoglierà il suo
[34:00] frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con fuoco
[34:04] inestinguibile. Beh, suscita consolazione,
[34:11] diciamo così, sapere che il Messia quando arriva lo dico
[34:14] alla romana, mazzata a tutti, Eh?
[34:18] Arriverà lì ci sarà la resa dei conti.
[34:21] Ed è vero. Gesù viene a portare una resa
[34:24] dei conti. Gesù viene a portare un giudizio
[34:27] sulla storia, viene a portare un cambiamento, viene a far finire
[34:31] qualcosa e iniziare un'altra. Ma diciamoci la verità, non è
[34:36] come lui lo sta descrivendo. Non è così.
[34:41] In sostanza è così, ma non è come se lo sta immaginando lui,
[34:46] tanto è vero. Attenzione che.
[34:50] Un istante dopo avviene l'incontro con Gesù e Giovanni
[34:53] viene messo davanti a un bivio, abbandonare il suo immaginario
[34:59] oppure rifiutare Gesù. Allora Gesù dalla Galilea venne
[35:05] al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.
[35:11] Appena detto che quando verrà verrà forte, ci avrà la Pala in
[35:15] mano, giudicherà, taglierà, farà vendetta, eccetera.
[35:20] E invece si presenta in fila con tutti gli altri.
[35:25] Ha un atteggiamento completamente dimesso rispetto a
[35:28] quello che lui immaginava il Messia.
[35:30] E quando arriva da Giovanni, sentite, voleva farsi battezzare
[35:35] da lui. Giovanni però voleva
[35:38] impedirglielo. E caspita, ho predicato fino
[35:42] adesso che dovevi fare così. E adesso tu vieni e ti e vuoi
[35:45] essere battezzato da me. Vedete come le beatitudini
[35:49] cominciano a emergere? Vorremmo un Dio forte e lui si
[35:53] manifesta come mite. Vorremmo un Dio vendicativo e
[35:58] invece si lascia inchiodare sulla croce.
[36:01] Vorremmo un Dio che fa giustizia, è invece il
[36:05] misericordioso. Giovanni però voleva
[36:09] impedirglielo dicendo, Sono io che ho bisogno di essere
[36:12] battezzato e tu vieni da me. E c'ha ragione Giovanni.
[36:20] Ma Gesù gli rispose, Lascia fare, per ora, perché conviene
[36:25] che adempiamo ogni giustizia. Allora vedete che cos'è la
[36:30] Santità? Perché la sta per descrivere il
[36:33] Vangelo di Matteo, raccontandoci la reazione di Giovanni.
[36:38] Allora egli lo lasciò fare. Vedete?
[36:45] Giovanni si disarma e accetta una nuova modalità, lui che si
[36:51] era convinto che Dio doveva agire in un certo modo, quando
[36:55] si manifesta a lui in maniera disarmata, lo lascia fare, lo
[37:00] asseconda. Ora capite che.
[37:05] Per il popolo di Israele, per la tradizione giudaica.
[37:07] Se per secoli tu hai aspettato che a un certo puntosarebbe
[37:12] venuto uno forte a fare Piazza Pulita di tutti quelli che ti
[37:17] hanno fatto del male e che oggi magari ti opprimono
[37:20] politicamente e che avrebbe liberato, che avrebbe diviso,
[37:24] che avrebbe buttato via gli scarti, che avrebbe ridonato
[37:28] giustizia, pace, Concordia, tutto questo.
[37:33] E invece cosa accade? Che questa profezia si realizza
[37:37] in un modo inaspettato, non con la forza, ma con la debolezza,
[37:44] non con la vendetta, ma con la misericordia.
[37:50] Sta dicendo Matteo a questa comunità?
[37:53] Tutto quello che aspettavamo è venuto, ma non era come noi
[37:57] l'avevamo immaginato. Siamo disposti ad abbandonare il
[38:01] nostro immaginario per accogliere invece l'opera di
[38:04] Dio? Ora vedete, fratelli, questo non
[38:08] è un problema soltanto della Comunità a cui Matteo si sta
[38:11] rivolgendo scrivendo. Questo racconto è un problema di
[38:15] tutti noi sempre siamo disposti ad abbandonare l'idea che ci
[38:19] siamo fatta di Dio per accogliere Dio.
[38:22] Veramente siamo disposti ad accogliere un modo nuovo che
[38:27] contro la logica del mondo? E che Gesù è venuto a inaugurare
[38:33] la mentalità del Vangelo è una mentalità che non troviamo nelle
[38:37] cose normali della vita, è controcorrente rispetto alle
[38:41] cose normali della vita. Perché questa storia che
[38:45] troviamo al capitolo tre è la grande chiave di lettura dei
[38:51] primi due capitoli. Perché?
[38:54] Se dovessimo semplificare al massimo i primi due capitoli
[38:57] della del Vangelo di Matteo, dovremmo dire che troviamo tre
[39:04] personaggi, tre modalità, anzi, di accogliere o meno Gesù, di
[39:11] accogliere o meno il Messia. La prima modalità la possiamo
[39:16] chiamare la modalità Giuseppe, la seconda modalità la possiamo
[39:22] chiamare la modalità dei Magi. Quindi la modalità dei Magi, che
[39:27] la modalità di persone che sono fuori dalla tradizione di
[39:30] Israele. Giuseppe è dentro la tradizione
[39:32] di Israele, Giuseppe Giudeu della stirpe di Davide, fa parte
[39:36] della genealogia, viene da una storia.
[39:39] E poi c'è una terza modalità che è quella di erode della sua
[39:42] Corte. Sono tre modi diversi di
[39:46] accogliere o meno il figlio di Dio.
[39:50] Matteo sottolinea soprattutto, a differenza di Luca che indugia
[39:55] sulla figura di Maria, Matteo Indugia sulla figura di Giuseppe
[39:59] Perché Giuseppe rappresenta il giudaismo così come dovrebbe
[40:03] comportarsi nei confronti del Messia e quella parte dei
[40:09] giudei, quella parte del popolo dell'Alleanza del popolo di
[40:12] Israele che, come Giovanni, si arrende.
[40:18] Alla novità del Messia e asseconda il Messia in questa
[40:22] novità non fa resistenza. Tutte le diatribe sarebbe lungo
[40:30] da da spiegare, ma a Matteo gli piace un sacco giocare con i
[40:33] numeri, 55555 discorsi e 5 diatribe eccetera.
[40:40] E poi il numero 7. Mi verrebbe da dire che era
[40:43] davvero un contabile, gli piaceva un po' giocare con
[40:48] queste, con questa simbologia dei dei numeri.
[40:50] Ma la cosa che che nelle diatribe che Gesù ad esempio
[40:56] deve affrontare nel Vangelo di Matteo è sempre il fatto che
[40:59] scribi e farisei contrappongono a Gesù che cosa?
[41:03] La legge e l'interpretazione della legge e l'immagine che si
[41:07] sono creati della legge e dell'interpretazione della
[41:09] legge. E Gesù Costantemente deve dire,
[41:12] guardate che io non sto dicendo che la legge va tolta, ma che
[41:17] quello che vi siete costruiti sulla legge è sbagliato.
[41:20] Voi la interpretate in maniera sbagliata.
[41:23] Io sono venuto a dare pieno compimento, a realizzare una
[41:28] lettura della della della legge che voi invece non accogliete.
[41:35] Partiamo dall'inizio, prendiamo la prima modalità, che è la
[41:38] modalità Giuseppe. Allora Giuseppe non è uno
[41:42] scapestrato, diciamo così. Quando noi pensiamo alle storie
[41:44] di conversione le le pensiamo sempre come il figlio minore
[41:48] della parabola del figliol prodigo.
[41:50] No? Come uno che fa tante cose
[41:52] sbagliate e poi a un certo punto decide di di vivere meglio e
[41:56] quindi torna indietro e cambia la sua vita.
[41:57] Non è così, perché Giuseppe è un giusto, cioè uno che non
[42:02] soltanto si trova a vivere nella tradizione di Israele, ma vive
[42:07] bene la tradizione di Israele. E quindi è un giusto che vive
[42:10] secondo la legge, non ha una vita dissoluta, ha una vita
[42:14] giusta. E in questa vita giusta
[42:17] quest'uomo immagina, desidera, accoglie quello che è giusto che
[42:22] un uomo di quell'epoca, in quella tradizione, poteva
[42:25] immaginare e desiderare, una famiglia, dei figli, delle cose
[42:29] concrete che che sono la gioia per ognuno di noi.
[42:34] Bene, come irrompe Dio nella sua vita?
[42:38] Come qualcuno che mette in crisi esattamente le sue aspettative.
[42:44] E vedete che la la le le prime vere grandi crisi che noi
[42:48] passiamo nella vita nascono quando Dio mette in discussione
[42:53] nei fatti quello che ci aspettiamo della vita.
[42:58] Noi ci arrabbiamo con Dio quando sembra che Dio non ci assecondi
[43:02] in quello che noi ci aspettiamo. Io mi sono aspettato che accada
[43:07] questo e poi non è successo questo.
[43:10] Ho desiderato che questa cosa andasse in un modo e invece sta
[43:13] andando esattamente in un'altro modo.
[43:15] Lì avviene una sorta di lotta tra di noi, tra quello che noi
[43:19] ci aspettavamo e quello che ci succede.
[43:21] E l'aggravante, lo sapete qual è?
[43:24] È che quando tu ti sei sempre comportato bene, sei sempre
[43:27] stato alle regole, sei sempre stato un giusto.
[43:30] La domanda è, signore, perché mi fai questo?
[43:36] Se io so stato alle regole, perché poi nella realtà mi
[43:40] succede qualcosa che mi mette in crisi, qualcosa che contraddice
[43:44] il mio vissuto, qualcosa che contraddice i miei sogni.
[43:48] Ed è proprio qui che incontriamo Giuseppe, come un uomo che entra
[43:53] in crisi davanti al fatto che è la donna che ama, è incinta ed è
[43:57] incinta per opera dello Spirito Santo, non per opera sua.
[44:01] E quindi la sua vita, possiamo dire, è rovinata.
[44:05] Dio irrompe nella vita di quest'uomo e la prima
[44:08] impressione che ha è che questo Dio ti ha rovinato la vita, ti
[44:14] ha messo in discussione i piani. Ora, umanamente parlando, non
[44:21] non non possiamo farci piacere una cosa che non ci piace.
[44:26] Guardate che. Uno dei problemi nostri anche
[44:28] nel cristianesimo e in un certo modo di viverci, il
[44:30] cristianesimo e l'ascesi cristiana, sta nel fatto che noi
[44:34] abbiamo nei confronti della vita un atteggiamento passivo,
[44:37] rassegnato. Noi accettiamo la realtà, ma
[44:44] l'accettiamo in maniera passiva e quindi questa accettazione
[44:48] produce frustrazione, non cambiamento, perché è vero, non
[44:53] mi sono ribellato. Non mi sono ribellata, ma in
[44:56] fondo io sono uno scontento, una scontenta che ha represso dentro
[45:01] di sé tanta rabbia perché le cose non sono andate così come
[45:04] io me lo immaginavo. Deve intervenire Dio a dargli la
[45:10] chiave di lettura giusta su quel trauma deve intervenire Dio a
[45:15] dargli la chiave di lettura su quello che sta accadendo.
[45:18] Mi verrebbe da suggerirvi. Nessuno di noi, da solo, con la
[45:22] propria intelligenza, può trovare la chiave di lettura
[45:25] giusta sulla propria vita. Solo la vita spirituale può
[45:30] darci la chiave di lettura giusta sulla nostra vita.
[45:35] Matteo ha uno stratagemma per parlarci dell'interiorità di
[45:39] Giuseppe per parlarci della vita spirituale di Giuseppe.
[45:43] Uno stratagemma non originale che è già presente nella Bibbia,
[45:47] i sogni. Quest'uomo è capace di sognare,
[45:51] diciamolo in maniera più concreta per ciascuno di noi.
[45:54] Quest'uomo è capace di profondità, è capace di mettersi
[45:57] in ascolto di una parte profonda dentro di sé.
[46:00] È capace di vita spirituale, è capace di ascoltare ciò che c'è
[46:05] nel suo cuore, è capace di mettersi in ascolto di Dio, non
[46:11] è in dialogo con se stesso. Tante volte noi pensiamo di
[46:15] essere delle persone profonde. Perché noi confondiamo la
[46:18] preghiera con un confronto con noi stessi, ci sediamo a
[46:22] tavolino e cominciamo a pensare come ne esco fuori, che cosa
[46:26] devo fare, qual è la cosa giusta che posso fare?
[46:30] Giuseppe inizialmente fa questo ragionamento e cerca di trovare
[46:34] un modo per salvare la vita di Maria, per Licenziarla in
[46:38] segreto, per salvarla dalla lapidazione.
[46:40] Metteteci tutto quello che volete, sta ragionando tra se e
[46:44] se ma poi. Avviene qualcosa, un dono, una
[46:49] grazia, un sogno, una chiave di lettura che aiutano Giuseppe a
[46:54] rileggere la storia da un'altro punto di vista.
[46:56] Ora cerchiamo di rispondere a questa domanda, è più affidabile
[47:02] un sogno o un fatto concreto davanti agli occhi?
[47:06] Beh, un fatto. Se in questo momento il signore
[47:09] mi apparisse davanti, questa cosa sarebbe meno ambigua di un
[47:13] sogno. Ma in realtà, se il signore mi
[47:17] apparisse davanti in questo momento, mi toglierebbe una cosa
[47:20] preziosa. Sapete cosa?
[47:22] La libertà. Il fatto che la vita spirituale
[47:27] ci lascia sempre in una situazione di ambiguità.
[47:31] Sapete cos'è l'ambiguità è vero o non è vero?
[47:36] È così come sto intuendo o mi sto raccontando una storia?
[47:42] È un sogno prodotto dal mio inconscio o è un dono di Dio?
[47:48] Per poter rispondere a questa domanda dovete vedere cosa
[47:50] produce quel sogno, cioè cosa produce quell'intuizione, cosa
[47:54] produce quella chiave di lettura, ad esempio, vi libera e
[47:59] sicuramente viene da Dio, non è vostra, vi opprime, è opera
[48:03] vostra, vi giudica, è opera vostra, restringe il paesaggio
[48:08] della vostra vita, è opera vostra.
[48:11] Vi solleva da un peso, è frutto di Dio, vi fa guardare le cose
[48:15] da un'altro punto di vista, è un frutto di Dio, vi dà pace, è un
[48:19] frutto di Dio. La vita spirituale è la grande
[48:23] chiave di lettura che aiuta Giuseppe a rileggere le cose
[48:28] nella maniera giusta. Dovremmo dirlo così, Giuseppe
[48:34] può essere giusto fin quanto volete.
[48:37] Può seguire tutta la legge di Israele fin quanto volete.
[48:42] Ma se il signore non gli fa la grazia di suggerirgli la chiave
[48:45] di lettura giusta, Giuseppe è in un vicolo cieco.
[48:50] Tutti abbiamo bisogno di questa grazia, tutti abbiamo bisogno di
[48:53] questo suggerimento. Tutti abbiamo bisogno di un dono
[48:57] che si manifesta nella nostra vita spirituale.
[49:01] Il problema è che Dio può darci anche questo dono, ma non è
[49:04] detto che poi noi viviamo di conseguenza.
[49:08] Può dirci che quel bambino che si trova nel grembo della donna
[49:12] che ami è il figlio dell'altissimo?
[49:15] E tu puoi crederci a questo, ma puoi anche non crederci.
[49:21] Volete l'esempio? Erode è la sua Corte.
[49:27] Quando i Magi vanno a dirgli, sappiamo che è venuto qualcuno,
[49:30] che è nato qualcuno, un bambino. Nato Gesù a Betlemme di Giudea,
[49:37] al tempo del Re Lode, Ecco, alcuni Magi vennero da Oriente a
[49:41] Gerusalemme. In questo viaggio, a un certo
[49:45] punto loro cosa fanno? Domandano a Erode Consiglio dove
[49:51] si trova il figlio di Dio, ma gli forniscono anche
[49:56] un'informazione pericolosissima. Sono loro, purtroppo, a dire a
[50:00] Erode che è nato il bambino. E per colpa loro diciamo non
[50:06] sono colpevoli, però e a causa loro che ci sarà.
[50:09] Poi la strage degli innocenti. Sentite, vennero da Oriente a
[50:14] Gerusalemme e dicevano, Dov'è colui che è nato, il re dei
[50:19] Giudei. Abbiamo visto spuntare la sua
[50:22] stella e siamo venuti ad adorarlo.
[50:26] Caspita, tu vai dal re dei Giudei e gli dici, dov'è nato il
[50:29] re dei giudei, cioè quello vero? All'udire questo il re Erode
[50:37] restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.
[50:42] Vedete la reazione diversa? Giuseppe come si sveglia dal
[50:47] sogno, fece come l'angelo, gli aveva detto, e prese con sé
[50:52] Maria e prese con sé Maria, il bambino, costantemente.
[50:56] Questa è la reazione di Giuseppe.
[50:58] E invece vedete la la reazione di Erode.
[51:03] Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del
[51:06] popolo si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il
[51:11] Cristo. Gli risposero, a Betlemme di
[51:14] Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta.
[51:18] E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle
[51:22] città principali di Giuda. Da te infatti uscirà un capo che
[51:27] sarà. Il pastore che sarà il pastore
[51:30] del mio popolo, Israele. Qui Matteo ci suggerisce una
[51:35] cosa importante, anche sto semplificando eccessivamente.
[51:40] Forse però, soltanto per rendervi l'idea, anche un non
[51:44] credente, un lontano, uno che è fuori dalla tradizione di
[51:48] Israele, può mettersi a cercare Gesù, può mettersi AA cercare
[51:54] questo messia. Ma vedete cosa dice Matteo che
[51:59] può trovarlo non seguendo solo la stella.
[52:03] Anche loro hanno bisogno delle scritture per poter trovare il
[52:07] luogo esatto dove si trova questo bambino.
[52:10] Anche queste persone lontane passano attraverso la mediazione
[52:15] della parola per poter avere l'indicazione esatta di dove è
[52:21] nato questo bambino. La scrittura, vedete, diventa
[52:25] ancora una volta la chiave di lettura per riconoscere il
[52:28] Messia, per riconoscere che quel bambino non è un bambino
[52:33] qualunque, ma è il figlio di Dio.
[52:36] Beh, se non prendiamo sul serio quello che dice Matteo, cioè che
[52:39] senza la scrittura siamo tagliati fuori, saremmo davvero
[52:43] stolti ad andarcene da questa giornata, senza riprendere sul
[52:46] serio il ruolo della parola di Dio dentro la nostra vita,
[52:49] perché possiamo avere i più grandi desideri al mondo, come i
[52:52] Magi. Ma la scrittura può aiutarci a
[52:56] focalizzare questi desideri, questa nostra ricerca, e farla
[53:01] arrivare da qualche parte di concreto è interessante questo
[53:06] perché la reazione di erode davanti alla notizia che quel
[53:10] bambino sta per nascere, che sta per nascere, cioè il Messia, è
[53:15] quella di rifiutare di chiudersi, di voler eliminare.
[53:19] E noi sappiamo per certo. Che metterà in atto una
[53:23] strategia per uccidere tutti i bambini nati nel contatto di
[53:27] Betlemme, per poter uccidere anche Gesù e Gesù.
[53:31] Proprio per questo dovrà scappare in Egitto con l'aiuto
[53:35] di Maria e di Giuseppe. E ancora una volta sarà il
[53:39] signore, attraverso un sogno di Giuseppe, a dare indicazioni per
[53:43] questa fuga e poi a farlo. A farli tornare indietro,
[53:48] insomma. Tu puoi reagire come Giuseppe o
[53:52] reagire come erode. Non è scontato.
[53:56] Chi siamo noi? Come reagiamo noi davanti a
[53:59] all'esperienza della del figlio di Dio?
[54:03] Tenete a mente questo perché mi piacerebbe dirvi che tutti si
[54:07] comportano come Giovanni Battista, e cioè che abbandonano
[54:11] il proprio immaginario per diventare discepoli di un
[54:13] messia. Che ci racconta qualcosa di
[54:16] nuovo. Ma vedremo oggi pomeriggio nella
[54:19] passione che c'è un personaggio che non ha nessuna voglia di
[54:22] abbandonare il proprio immaginario e non l'abbandona
[54:27] questo immaginario fino alle estreme conseguenze.
[54:31] Giuda allora è sempre interessante, come in questo
[54:37] racconto? Nel racconto di Matteo noi
[54:39] troviamo sempre una doppia ipotesi.
[54:42] Tu puoi essere come Giuseppe o puoi essere come erode e la sua
[54:46] Corte chi sei? Tu puoi essere un giusto che a
[54:51] un certo punto si arrende. A questa novità si lascia
[54:55] suggerire un modo nuovo di guardare la propria vita e di
[54:58] vivere questo inedito in maniera diversa.
[55:02] Oppure, come erode, puoi resistere con tutto te stesso
[55:06] fino al punto da uccidere. Pur di non cambiare, uccidere,
[55:12] pur di non sposare questa nuova visuale delle cose.
[55:16] Perché ti senti spodestato? Perché questo modo nuovo di
[55:21] guardare Dio ti toglie il trono. Tu non sei più il centro.
[55:26] Ma viene detta anche un'altra cosa, se in mezzo a noi ci sono
[55:30] persone che non hanno il dono della fede, anche queste persone
[55:33] possono incontrare Cristo. Anche una persona che non ha la
[55:37] fede può, può. Avere frutto nella lettura della
[55:40] scrittura. Voi non immaginate in questo
[55:45] ministero strano che il signore mi ha offerto di di girare, di
[55:49] incontrare tante persone. Quante volte mi trovo a
[55:53] dialogare con non credenti? Quante volte le cose che dico
[55:57] intercettano persone che non hanno il dono della fede, che si
[56:01] sentono fuori dalla Chiesa, che si sentono fuori dall'esperienza
[56:04] cristiana. Ma il Vangelo ha un'attrattiva
[56:07] su ogni uomo e ogni donna, al di là anche del dono della fede.
[56:12] La fede ti porta ad arrivare a un incontro profondo, reale, che
[56:17] ti cambia, che ti trasforma la vita.
[56:20] Ma il Vangelo parla a tutti, la parola di Dio parla a tutti.
[56:26] E quindi se tu vuoi evangelizzare.
[56:30] Non devi preoccuparti di dare la fede a qualcuno, perché noi non
[56:33] abbiamo il potere di dare la fede AA nessuno, ma offrire
[56:38] incontri, provocazioni e confronti che nascono dalla
[56:42] parola di Dio. Queste possono diventare una
[56:45] grande chiave di lettura anche per un lontano che è in ricerca,
[56:49] un lontano che è alla ricerca di un senso.
[56:52] Non sa che questo senso è Gesù. Non è ancora arrivato fino al
[56:56] punto di capire che è Gesù, però lo cerca.
[56:59] E lo cerca con tutto se stesso. Il tempo passa, chiudo, mi
[57:07] interessava questa mattina. Ecco fornirvi un quadro generale
[57:11] del Vangelo di Matteo. E poi usare come chiave di
[57:16] lettura Giovanni Battista come il primo che crede, annuncia, ma
[57:23] deve convertirsi, deve abbandonare il suo immaginario
[57:26] per fare spazio a qualcosa di nuovo.
[57:29] Anche Giuseppe deve abbandonare il suo immaginario per fare
[57:32] spazio a qualcosa di nuovo. Anche i Magi stanno per scoprire
[57:36] qualcosa di nuovo. Gli unici che si chiudono a
[57:39] questa novità sono erode e tutta Gerusalemme.
[57:43] Chiudo dicendo una cosa, perché Matteo insiste sulla chiusura di
[57:48] queste persone? Perché i primi giudei cristiani
[57:53] non erano ben visti dagli altri? Da quei giudei che non avevano
[57:58] fatto questo passaggio, erano vissuti come degli eretici che
[58:02] erano guardati male, erano guardati come persone che
[58:08] stavano rovinando la tradizione e quindi loro avevano davanti
[58:12] agli occhi che c'è chi si apre a questa novità e chi si chiude a
[58:16] questa novità, ma solitamente chi si chiude a questa novità
[58:20] non tollera chi si è aperto a questa novità e quindi
[58:24] perseguita. Questa prima comunità è
[58:27] sottoposta a persecuzione non innanzitutto dai romani, ma da
[58:32] quelli di casa propria, quelli che sono intorno a noi.
[58:38] Questo succede anche oggi nella Chiesa, Eh, quando una persona è
[58:43] portatrice di una novità che il signore gli ha dato.
[58:48] La prima posizione non viene dal mondo, ma da noi stessi,
[58:52] dall'interno dei nostri ambienti.
[58:54] Che sono sempre refrattari alla alla grazia, sempre refrattari
[58:57] alla novità. Quando vedono la novità chiudono
[59:01] siamo tutti spaventati. Preferiamo il s'è sempre fatto
[59:05] così, preferiamo la nostra tradizione.
[59:09] Quindi non è semplicemente una chiave di lettura personale
[59:12] nella vita di ciascuno di noi. Mi piacerebbe che noi potessimo
[59:15] leggere tutto questo anche come con una prospettiva ecclesiale,
[59:20] una chiesa che si apre alla novità di Dio.
[59:22] O una chiesa che resiste alla novità di Dio?
[59:26] C'è una chiesa che assomiglia a Giuseppe e una chiesa che
[59:29] assomiglia a erode. Sempre chiesa è, ma capite, i
[59:34] risultati sono completamente diversi.
[59:36] È una domanda che ci pone il Vangelo di Matteo in questi
[59:40] primi due capitoli, chi siamo noi come persone e chi siamo noi
[59:45] come chiesa? Grazie.

Shows are listed from Apple Podcasts' charts and directory, and Podcast Index where it is used. Every show and episode belongs to its publisher and plays from the publisher's own feed; this site hosts none of them.
