# Gianfranco Ravasi - Il Vangelo di Matteo (#2)

An episode of [Viaggio nella Bibbia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1458128893), 28 Feb 2026, 1 h 02 min.

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2. Il vangelo dell’infanzia secondo Matteo (cc. 1-2).

## Transcript

[0:01] Lettura della Bibbia, ciclo di conferenze su il Vangelo di
[0:06] Matteo tenute al centro culturale San Fedele di Milano
[0:10] nel mese di novembre dicembre 1988 da Don Gianfranco Ravasi,
[0:15] docente di Sacra Scrittura alla facoltà teologica dell'Italia
[0:19] settentrionale. Seconda conversazione sabato 26
[0:25] novembre. Ecco come avvenne la nascita di
[0:29] Gesù. Il Vangelo dell'infanzia secondo
[0:33] Matteo. Capitoli uno e due.
[0:51] Abbiamo davanti a noi quest'oggi un testo particolarmente denso,
[0:57] se dovessimo riferirci ad una tradizione curiosa del mondo
[1:03] cinese. Dovremmo dire che ben si adatta
[1:07] questa tradizione al nostro testo.
[1:09] I cinesi? Non gli antichi cinesi non
[1:13] usavano mai una identica unità di misura per i percorsi.
[1:19] Usavano due unità diverse. Secondo la qualità del percorso,
[1:26] se il percorso era in pianura, l'unità di misura si
[1:30] restringeva, se il percorso era in salita, anche se era identico
[1:35] dal punto di vista oggettivo, il percorso nell'unità di misura si
[1:40] allargava. Perché, appunto, il percorso in
[1:43] salita richiedeva più fatica. Leggere un testo è
[1:48] effettivamente una avventura diversa, che suppone diversi
[1:55] procedimenti, che suppone diverse unità di misura.
[1:59] Ora il testo che abbiamo di fronte a noi, quello dei
[2:01] capitoli uno e due del Vangelo di Matteo, il classico testo
[2:05] natalizio. È in realtà.
[2:08] È in realtà un testo con la misura da montagna.
[2:14] Nonostante l'impressione popolare che lo considera una
[2:17] pagina estremamente facile dalla lettura quasi spontanea e
[2:22] immediata, noi abbiamo già parlato a questo proposito
[2:26] quando abbiamo già detto questa difficoltà, quando abbiamo letto
[2:31] i primi due capitoli del Vangelo di Luca che affrontano lo stesso
[2:35] tema, che affrontano lo stesso Orizzonte.
[2:39] L'esegesi, difatti, su questi primi due capitoli di Matteo e
[2:42] di Luca, si è scontrata duramente e ha prodotto delle
[2:46] opere fittissime delle opere alcune volte mastodontiche.
[2:50] Basterebbe soltanto guardare i due ultimi prodotti di un certo
[2:54] rilievo al riguardo, l'opera, la nascita del Messia
[2:58] dell'americano Brown. E l'opera, invece, del francese
[3:03] Laurantin? Per accorgersi subito della
[3:08] selva di problemi che si pongono e anche delle discrepanze che
[3:13] tra gli stessi esegeti si produce.
[3:15] E difatti anch'io nell'interno di questi due prodotti, tanto
[3:19] per prendere un esempio di queste due opere, io mi schiero
[3:23] in maniera più sensibile nei confronti di Brown, che vuol
[3:29] dire che si possono anche avere opzioni diverse.
[3:32] Sono problemi molto complessi sotto l'apparenza di pagine che
[3:36] noi siamo abituati di solito a vedere con con quel candore, con
[3:41] quella semplicità, con quello stupore che è caratteristico
[3:44] proprio dei cosiddetti Vangeli dell'infanzia.
[3:48] Ci sono problemi, per esempio, di formazione.
[3:51] Molti studiosi sono convinti, e giustamente a mio avviso, che
[3:54] siamo in presenza di un Proto Vangelo.
[3:57] È uno dei primi grandi testi in assoluto che sono stati fatti
[4:01] sulla figura di Gesù. Come uno dei grandi Proto
[4:04] Vangeli, è certamente quello della passione, morte e
[4:07] resurrezione, secondo quel noto principio, a cui abbiamo già
[4:10] alluso in altre occasioni, che il semita prende l'inizio e la
[4:15] fine di una determinata realtà, o anche soltanto un inizio, una
[4:21] fine per esprimere l'integrale realtà e la cosiddetta tecnica
[4:24] del polarismo. Prendere i due poli per indicare
[4:28] tutto ciò che sta all'interno. La tecnica del Merismo, dal
[4:31] greco mero sparte, una parte rilevante che spiega la
[4:36] totalità, la nascita e in un certo senso una sintesi di tutto
[4:41] ciò che da questa sorgente fluirà è la sintesi di tutto
[4:45] quel grande fiume che è il fiume dell'esistenza.
[4:47] Per cui nell'interno di questa pagina non abbiamo un racconto
[4:52] piacevole o dolce, abbiamo un Vangelo.
[4:55] Un Vangelo nella sua globalità, un Vangelo che approda già al
[5:00] Cristo risorto. Tant'è vero, lo ricordavo
[5:03] proprio a proposito di Luca e qualcheduno di voi.
[5:05] Forse l'ha ancora nella mente la scuola di novgorot, nel
[5:08] quindicesimo sedicesimo secolo, quando rappresentava le icone,
[5:11] rappresentava l'icona del Natale, sempre col Cristo in una
[5:16] culla che aveva la forma di un sepolcro.
[5:19] Era già il Cristo della resurrezione.
[5:22] Abbiamo dei problemi, poi, che scaturiscono dal fatto che Luca
[5:26] ha un racconto parallelo ma profondamente diverso.
[5:29] Diverso anche nei protagonisti, lo vedremo subito questa sera,
[5:33] Luca ha come protagonista Maria accanto a Gesù, Matteo invece
[5:39] mette come protagonista il ormai tante volte dimenticato
[5:43] Giuseppe. Abbiamo ancora un'altro problema
[5:48] di ordine generale, il tessuto del testo.
[5:51] Ogni testo, come dice la parola Latina textus tessuto, è un
[5:58] tessuto che ha al suo interno colori molto diversi e se
[6:03] vogliamo proprio seguire il piacere del testo, dobbiamo
[6:08] anche vederne tutte le sfumature.
[6:12] E le sfumature sono particolarmente difficili
[6:15] nell'interno di queste pagine. Come è stato detto ripetutamente
[6:19] dagli Esegeti, non si tratta di un testo per bambini, ma è un
[6:23] testo per adulti nella fede, quindi dobbiamo un po spazzar
[6:27] via se è possibile sciogliere tutta la nebbia che sta attorno
[6:32] a questi a queste pagine. La nebbia, un po di certa
[6:36] atmosfera natalizia, di luci al neon, di stelline, di elementi
[6:42] accompagnati. Dalle solite scontate, tu scendi
[6:46] dalle stelle o cose del genere. Tutta questa atmosfera che ha
[6:49] anche un suo pregio, se volete purtroppo devastato, se volete,
[6:53] dalla dall'industria ormai, dal commercio, dal consumo.
[6:58] Tutto questo elemento che può avere anche un suo valore, ma è
[7:01] una superfetazione, qualcosa che è messo sopra, è una specie di
[7:05] carta non neppure molto nobile, che avvolge il contenuto che è.
[7:11] Diverso. Dopo.
[7:13] Lo dicevamo anche l'ultima volta, la vera ermeneutica e la
[7:18] vera interpretazione è trovare andare al di là del versetto, se
[7:22] volete conoscere i colori veri del versetto.
[7:25] E questa operazione suppone. L'evitare in questa navigazione,
[7:31] diciamo idealmente nell'interno di questi 48 versetti, non sono
[7:35] poi molti versetti del Vangelo dell'infanzia.
[7:37] Secondo Matteo, questa navigazione deve evitare due
[7:42] scogli fondamentali. Il primo scoglio è quello che io
[7:45] chiamerei, con una terminologia forse un po tecnica, lo scoglio
[7:50] storicistico apologetico. È lo scoglio di tutti coloro che
[7:56] sono preoccupati di dire, qui abbiamo la biografia delle prime
[8:00] ore, dei primi giorni della vita di Gesù, dei primi anni.
[8:04] E sono preoccupati allora di giustificare storicamente queste
[8:08] pagine. Ed ecco allora questa
[8:10] preoccupazione di andare a individuare ogni elemento,
[8:14] cercando, se è possibile, di dimostrarlo storicamente.
[8:18] Pensiamo, ricorderò anche più avanti lo spreco di intelligenza
[8:22] che è stata fatto nei confronti della stella dei Magi, un vero e
[8:26] proprio scialo. Di intelligenza, di acribia, di
[8:31] studio e di ricerca per cercare di individuare questa stella,
[8:34] cercando persino di coinvolgere anche astronomi, scienziati di
[8:39] ogni tipo, storici. Questo modo di lettura è un modo
[8:44] di lettura destinato certamente all'insuccesso.
[8:47] Si vede chiaramente che, per esempio, la storicità dei
[8:49] Vangeli dell'infanzia è molto diversa da quella del resto del
[8:52] Vangeli. Matteo si vede chiaramente che
[8:54] siamo in un Festival dei simboli, che è l'immagine.
[8:57] L'immaginazione trionfa nell'interno di queste pagine.
[9:00] Soprattutto è la teologia che ha il primo posto, per cui possiamo
[9:06] anche comprendere. Comprendere, anche se forse non
[9:08] è la definizione esatta di queste pagine, l'interpretazione
[9:11] data da alcuni studiosi per i quali queste due pagine sono dei
[9:15] midrashim. Cioè sono la parola midrasci in
[9:19] ebraico vuol dire spiegazione, spiegazione omiletico narrativa,
[9:24] una specie di predica narrata. Sono dei racconti che hanno
[9:30] anche un nucleo storico, che hanno al centro soprattutto
[9:34] delle citazioni bibliche, attorno alle quali si ricama
[9:36] molto. E questo ricama non è la
[9:39] fantasia, è il ricamo simbolico della riflessione teologica.
[9:44] Questo è il primo scoglio allora da evitare, evitiamo una lettura
[9:48] troppo pedestre, cercando di rispondere sempre a quella
[9:52] domanda, è successo o non è successo questa cosa?
[9:55] Il testo non ci permette di rispondere a questa domanda, il
[9:58] testo è troppo sospeso. È.
[10:00] Troppo bagnato da un'altra atmosfera e la secondo?
[10:04] Il secondo eccesso, però, è quello di immaginare che queste
[10:07] pagine siano semplicemente o delle pagine di pura fantasia.
[10:11] Un bel mito, una leggenda accattivante, una leggenda che
[10:16] usa, tra l'altro, elementi dell'antica mitologia sulle
[10:21] nascite degli. Eroi oppure ancora.
[10:24] Sia semplicemente un rivestimento narrativo di tesi
[10:28] teologiche. Sia un modo.
[10:33] Semitico per rappresentare delle tesi che sono puramente
[10:35] teologiche. Ma non si dice nulla su Gesù di
[10:38] Nazareth dal punto di vista storico si dice tutto sul
[10:41] Cristo, Cristo glorioso. E anche questa lettura va un po
[10:45] contro però la tentazione costante, l'orientamento
[10:48] costante della Bibbia e del nuovo testamento di partire
[10:52] dalla storia e di interpretarla. I Vangeli non sono libri di
[10:55] storia, ma trattano elementi storici.
[10:59] Fatta questa premessa, cominciamo il nostro viaggio,
[11:02] che dovremmo fare con una certa celerità.
[11:04] Sono sei le pagine in realtà di questi 48 versetti.
[11:09] Sono sei pagine ben distinte, strutturalmente ben costruite.
[11:14] E noi allora cercheremo di sfogliarle tutte e sei
[11:17] possibilmente spero di arrivare anche alla sesta, la prima
[11:21] subito cercheremo di evitare la lettura del testo, supponendo
[11:25] che. Richiamato il testo tanto
[11:28] celebre sia presente ai vostri occhi, io fisserò il punto su
[11:32] alcuni versetti e poi ci sarà la possibilità di riprenderlo,
[11:35] magari anche per quelli che sanno il greco nell'originale il
[11:38] greco, e D'altra parte un greco così facile, così trasparente,
[11:43] così immediato, anche se tutto ibridato, tutto segnato.
[11:46] Da elementi che sono di tipo SEMITICO, il che vuol dire che
[11:51] il testo respira una tradizione precedente molto arcaica, prima.
[11:58] Prima pagina, la genealogia. Solo i primi 17 versetti della
[12:03] genealogia. Io vorrei dire soltanto tre cose
[12:08] molto semplici che vi permettano di rendere meno arida questa
[12:12] lista quando la si legge nella liturgia, sentire questa fila di
[12:15] nomi, nomi tra l'altro anche non riconoscibili persino a un
[12:21] lettore della Bibbia, perché alcuni nomi non appartengono al
[12:24] discorso biblico, all'Antico Testamento.
[12:28] Si ha quasi l'impressione di di aver di fronte una pagina quasi
[12:30] inutile, una pagina da tagliare, in realtà, per il semita.
[12:35] Per l'uomo del nuovo testamento, oltre che dell'antico, la
[12:39] genealogia era un elemento fondamentale, era un elemento
[12:42] decisivo e dico subito, non era un elemento storico.
[12:47] Era, se volete, molto più vicino ad una riflessione di tipo
[12:53] filosofico. Ovverosia, più che spiegare.
[12:58] Il punto più che rispondere, diciamo, a questa domanda,
[13:03] costui di chi è figlio? Si voleva rispondere a questa
[13:07] domanda, quest'uomo? Quale dignità ha, che mistero ha
[13:12] in sé? E allora capite che tante volte
[13:15] le genealogie non dobbiamo avere imbarazzo.
[13:17] Erano veramente delle costruzioni, delle costruzioni
[13:20] meccaniche estrinseche che prescindevano dall'itinerario
[13:25] storico, che prescindevano da un vaglio storico, diversamente da
[13:29] come avviene, non so, poniamo, per le genealogie imperiali.
[13:33] Per certe genealogie della nostra storia, le nostre stesse
[13:37] genealogie che qualche volta riusciamo a ricostruire, la
[13:40] preoccupazione era quella di ritrovare un significato segreto
[13:45] nell'interno di questa persona, per cui potevano veramente
[13:48] essere costruite dopo tutto questo gusto del costruire,
[13:52] anche se per bassi fini una falsa genealogia fa prosperare
[13:56] alcune cosiddette sedicenti società di araldica che
[14:00] riescono. A dimostrare la nobiltà anche
[14:03] del cognome più plateale possibile, anche del mio credo,
[14:07] se si dovesse soltanto pagare quella cifra che è
[14:10] proporzionata. Al tipo di nobiltà che vuoi
[14:14] avere. Se ti accontenti solo di essere
[14:16] di avere un antenato Conte o ne vuoi uno duca, devi pagare di
[14:19] più se lo vuoi duca. Quindi esiste sempre questa
[14:24] tentazione del dare alla genealogia un significato che è
[14:28] simbolico. Questa è la prima
[14:29] considerazione, la seconda considerazione.
[14:31] Qui vediamo che al di là degli anelli, l'elemento fondamentale
[14:37] per Matteo è uno solo, è cercare di dire che Cristo è figlio di
[14:42] Davide. Ma questa discendenza davidica
[14:46] che noi difficilmente riusciamo a dimostrare storicamente.
[14:50] Matteo la collega Giuseppe, Luca la collega Maria.
[14:55] Al di là di questo elemento storico, c'è una profonda
[14:58] verità, Gesù deve discendere necessariamente da Davide.
[15:02] Ecco il segreto della persona, perché egli giunge al termine
[15:06] del grande filo. Che è il filo della promessa
[15:10] davidica. Egli giunge al termine di questo
[15:14] itinerario, che è il grande itinerario della salvezza,
[15:16] immerso nell'interno di questo casato, di questo filone vivo di
[15:23] generazioni che è quello di Davide.
[15:25] E pensate che è talmente vera questa cosa che forse Matteo ci
[15:30] ha dato un segnale segreto, una specie di crittogramma.
[15:33] Nell'interno della costruzione della genealogia stessa, se voi
[15:37] andate a vedere il parallelo di Luca, voi vedete subito che
[15:40] Luca, capitolo terzo, costruisce una genealogia la quale deve
[15:44] approdare ad Adamo per dimostrare che Cristo è figlio
[15:50] dell'uomo per eccellenza e fratello di tutti gli uomini.
[15:54] La preoccupazione principale invece di Matteo è più vedete di
[15:58] tipo biblico, quasi dimostrare che egli è figlio di David, e lo
[16:01] fa anche con questo gioco. Le genealogie sono, la
[16:05] genealogia è costruita con tre anelli, lo vedrete nella
[16:09] lettura, tre anelli, la somma di tutte le generazioni, da Abramo
[16:13] a Davide è così di 14, si dice nel versetto 17, da Davide fino
[16:19] alla deportazione di Babilonia, ancora, di 14 dalla deportazione
[16:22] di Babilonia a Cristo, e infine di 14, il 14.
[16:26] Sappiamo bene che è un numero sacro, due volte 7, ma.
[16:29] È qualcosa di più. 14 è la somma del valore.
[16:35] Del valore numerico delle tre lettere che compongono la parola
[16:38] Davide, la radice di Davide dalet, Wow.
[16:41] Dalet in ebraico, DV doppio d. D vale quattro.
[16:48] Nella comparazione numerica delle lettere e delle cifre
[16:53] vale. Wow vale sei dalet 4 6+4 +4 14.
[17:00] Si ripete con quei crittogrammi caratteristici del mondo
[17:03] semitico. Soprattutto nelle genealogie si
[17:05] ripete allora questa dichiarazione è fondamentale.
[17:09] Terza considerazione, dobbiamo trovare il filo.
[17:14] Il filo storico, se volete, nell'interno di questa linea, un
[17:18] filo segreto oltre quello teologico, davidico.
[17:21] E il filo storico, come vedete, è un po la storia di Israele
[17:24] nelle tre grandi tappe, la tappa da Abramo a Davide, quindi
[17:28] l'elezione di Israele. Vedete che si parte da Abramo,
[17:32] non da Adamo, Abramo, Davide, Davide, Babilonia, Babilonia.
[17:37] Fino al Cristo. E nell'interno di questo filo
[17:40] abbiamo tanti nomi. Nomi sono molti, sono biblici,
[17:43] altri invece sono nomi biblici, scandalosi, perché per esempio
[17:48] citare proprio anche betshabea? Perché si tarerà hv perché
[17:54] citare Tamar? Donne che sono state presentate
[17:57] con una certa un certo filo, oddio, diciamo con un certo
[18:01] profilo quasi negativo nell'interno dell'Antico
[18:04] Testamento. E soprattutto, secondo me, che
[18:07] fa più impressione citare quella lunga fila di personaggi tutto
[18:11] sommato anonimi, quelli che appartengono al periodo del post
[18:15] esilio dopo la deportazione di Babilonia, i vari salati e la
[18:18] beauty eliakim sado, cazzo Rakim.
[18:22] Jude, etc. Personaggi tutto sommato che non
[18:24] hanno lasciato nulla nell'Antico Testamento, neppure una traccia
[18:28] se non qualche nome qua e là. L'idea fondamentale è quella di
[18:32] mostrare la storicità del Cristo.
[18:35] Egli è nato anche da carne, anche se non nella generazione è
[18:43] nato da carne. Nella sua tradizione egli si
[18:46] connette. Alla lunga traiettoria di questi
[18:50] uomini semplici, nascosti e persino peccatori, entrando
[18:54] nell'interno della nostra vicenda, è entrato nell'interno
[18:58] di uomini ignoti, di personaggi assolutamente secondari, come di
[19:02] personaggi dubbi. Per dimostrare che egli è
[19:06] veramente il fratello degli uomini, è veramente l'incarnato.
[19:10] Ed eccoci alla seconda pagina, molto importante.
[19:14] La seconda, abbastanza difficile dal punto di vista esegetico, la
[19:19] famosa annunciazione a Giuseppe. Capitolo primo, versetti 18 25,
[19:25] l'annunciazione a Giuseppe entra in scena questo personaggio che
[19:28] ho detto, ha un'importanza particolare nell'interno del
[19:31] Vangelo di Matteo. Più di Maria, in un certo senso,
[19:36] cioè è più attore di quanto lo sia Maria, anche se Maria è la
[19:40] madre per eccellenza e vedremo la sua presenza.
[19:42] Giuseppe è un nome che significa letteralmente Dio aggiunga
[19:48] qualcheduno, pensa anche Dio raduni.
[19:50] È un nome che è portato da quel grande personaggio che abbiamo
[19:54] già imparato a conoscere, il Libro della Genesi al
[19:56] bellissimo, delizioso racconto che è il racconto di Giuseppe.
[19:59] L'egiziano è un nome che è portato anche da un cosiddetto
[20:03] fratello di Gesù. Si cita nei Vangeli anche il
[20:06] nome di questo fratello, quei famosi parenti di quel clan.
[20:11] A cui Gesù Clan Nazaretano a cui Gesù apparteneva, c'è un
[20:15] Giuseppe nobile, ma vicino a Gesù, Silenziosamente e
[20:19] discretamente vicino a Gesù, Giuseppe Di Arimatea, colui che
[20:23] darà il suo sepolcro per il Cristo.
[20:26] C'è poi un Giuseppe nel nuovo Testamento, Giuseppe Barsabba.
[20:30] Quello che non viene eletto, anche se in ballottaggio per il
[20:34] posto di Giuda non viene eletto. Verrà sorteggiato Mattia bar
[20:39] sabba il giusto, una figura di prestigio, probabilmente della
[20:42] Chiesa delle origini e al di fuori del nuovo testamento.
[20:46] Abbiamo un personaggio molto importante che ci permette anche
[20:49] di conoscere qualcosa proprio degli anni della nascita di
[20:54] Gesù, di quegli anni. È il testimone più diretto e più
[20:58] immediato il famoso storico giudeo Romano Giuseppe Flavio.
[21:02] Suo nome ebraico era Giuseppe Flavio è il cognome che si
[21:05] attribuisce in onore del suo protettore, l'imperatore
[21:09] Vespasiano e poi Tito della James Flavia.
[21:14] Questo. Perno di questo brano in una
[21:20] situazione particolarmente tesa. Dobbiamo cercare di spiegare
[21:25] questa situazione. Egli.
[21:28] Riceve s'accorge, riceve questa notizia drammatica in un
[21:33] contesto. Poi, come nel.
[21:34] Contesto orientale, ma è drammatica anche per noi, penso
[21:37] questa notizia. Prima che andassero a vivere
[21:40] insieme, Maria si trovò incinta. Per opera dello Spirito Santo,
[21:45] spiega l'evangelista. Ma per Giuseppe c'è questa
[21:48] scoperta. Ora, che cosa significa
[21:51] esattamente dal punto di vista storico?
[21:53] Se vogliamo trovare una ragione storica, perché penso che qui
[21:56] una ragione storica si possa affermare, prima di tutto
[21:59] dobbiamo ricordare che il fidanzamento nel mondo ebraico
[22:03] avveniva intorno ai 12, 13 anni della ragazza e il fidanzamento
[22:07] ufficiale era già. Una ratifica del matrimonio?
[22:11] C'erano già dei protocolli. Protocolli dal punto di vista
[22:14] giuridico per cui ufficialmente la fidanzata apparteneva già.
[22:20] Allo sposo, al futuro sposo, anche se non andava a vivere con
[22:24] lui. Continua a vivere col clan
[22:25] paterno. Ora, se il matrimonio si
[22:29] celebrava un anno dopo e abbiamo quella bellissima descrizione
[22:33] del matrimonio nell'interno della bella parabola di Matteo,
[22:36] Matteo 25, ricordate le vergini stolte, le vergini prudenti,
[22:40] quella scena notturna, quei canti, le.
[22:43] Voci, il banchetto, le luci, la processione era veramente uno
[22:47] spettacolo delizioso, testimoniato, anche
[22:49] parzialmente, dal cantico dei Cantici.
[22:51] Le nozze ebraiche, come un po le nozze in tutte le culture, sono
[22:55] un'espressione di grande. Entusiasmo di grande fantasia,
[22:59] di grande gioia. Ora, nel periodo intermedio,
[23:04] quel famoso anno di fidanzamento che era però già una prima,
[23:08] quasi un primo matrimonio, potremmo dire in
[23:11] quell'occasione, se la donna. Si rivelava incinta, in
[23:17] quell'occasione, non del marito futuro, ma di un'altro.
[23:21] In quel caso scattava la durissima e durissima nei
[23:25] confronti della donna, Eh legislazione orientale e
[23:29] biblica, secondo il libro del Deuteronomio al capitolo 22.
[23:34] Versetti 20 e 21, come potrete vedere donna.
[23:38] Questa donna doveva essere lapidata.
[23:41] Perché aveva fatto adulterio come se fosse già stata sposata?
[23:46] Proprio per quella ragione che quel fidanzamento non è una cosa
[23:49] marginale. Non era solo una cosa che si
[23:51] poteva sciogliere con estrema facilità.
[23:53] Successivamente si era arrivati ad un'altro accomodamento e
[23:57] l'accomodamento era il ripudio, cioè una specie di divorzio, non
[24:01] lo scioglimento del fidanzamento come sarebbe avvenuto da noi.
[24:05] No, in quel caso si doveva pronunciare proprio una sentenza
[24:08] ufficiale che assomigliava molto al divorzio, per cui
[24:12] l'evangelista Matteo USA la terminologia del divorzio.
[24:16] Matteo pensava di Licenziarla e l'espressione greca indica
[24:21] proprio la terminologia tecnica del divorzio, del ripudio.
[24:25] Solo che Giuseppe uomo giusto e quindi si dice uomo nel senso
[24:31] giusto, compassionevole e misericordioso.
[24:34] Non vuole che questo gesto sia un gesto ufficiale e clamoroso.
[24:41] Con tutta la coreografia che comportava davanti a testimoni,
[24:45] con tutto il clan che esecrava la situazione di questa donna,
[24:49] decide di licenziarla segretamente.
[24:52] Qualcheduno traduce anche contatto, cerca cioè di evitare
[24:57] pubblicità. Naturalmente a noi scatta subito
[25:00] la domanda, e quale sarebbe stato il destino di Maria in
[25:02] questa situazione? Il tragico destino che hanno
[25:05] sempre avuto le donne in culture?
[25:07] Forse. E forse non solo in culture
[25:09] primitive o in determinati contesti culturali.
[25:12] Sarebbe stata un'emarginata per tutta la vita nell'interno del
[25:15] clan del padre. Però egli non vuole.
[25:18] Questa è l'interpretazione secondo me più attendibile e più
[25:23] dominante del testo. A questo punto scatta però un
[25:26] qualcosa di trascendente nella vita di Giuseppe entra come
[25:32] un'irruzione, è quella rappresentazione dell'angelo.
[25:36] Pensate che nel racconto di Matteo 1 2 l'angelo appare 5
[25:40] volte. E voi sapete che l'angelo ha una
[25:43] funzione soprattutto di comunicazione divina, è una
[25:46] specie di esperienza dell'infinito, del sacro.
[25:49] Del divino è un messaggio speciale, una rivelazione
[25:52] personale, non temere quel che è generato in lei è dallo Spirito
[25:58] Santo. Alcuni.
[26:00] Alcuni studiosi forse qualcheduno di voi l'avrà
[26:02] sentito questa spiegazione, immaginano una scenografia
[26:05] completamente diversa da quella che ho rappresentato io e ve la
[26:08] richiamo proprio con un cenno. Giuseppe da Maria sapeva già.
[26:16] Sapeva già che quel che è innato è nato, era in lei, era dello
[26:20] Spirito Santo, era cioè un mistero che stava per avvenire.
[26:24] E allora egli voleva ritirarsi perché uomo giusto di fronte al
[26:29] mistero. Come uomo non si sentiva degno
[26:33] di stare accanto alla presenza straordinaria che si stava per
[26:37] realizzare in Maria. E allora l'angelo ha la funzione
[26:40] di dargli l'incarico e l'incarico di Giuseppe sarebbe
[26:44] quello di prendere lo stesso in sposa Maria, anche se ha in lei
[26:49] il figlio di Dio. E di espletare una funzione.
[26:54] Questa seconda interpretazione secondo me è un po più fragile
[26:58] per ragioni proprio di tipo testuale in all'interno del
[27:01] testo esegetico, ma queste due interpretazioni si incontrano
[27:06] entrambe nell'elemento fondamentale.
[27:08] Giuseppe sa. Che prima o poi che si sta per
[27:13] celebrare una realtà trascendente e la sua funzione
[27:16] sarà quella di essere padre legale.
[27:20] Dando al bambino il nome ufficiale davidico, il nome Gesù
[27:24] e la discendenza Davidica Secondo Matteo.
[27:29] La funzione del padre legale è notissima nell'Antico Oriente,
[27:32] pensate al famoso caso del cosiddetto levirato, quando un
[27:38] uomo moriva senza avere figli. La moglie doveva essere presa in
[27:45] sposa dal fratello suo e quel figlio che sarebbe nato secondo.
[27:50] Seconda moglie, si intende. Sarebbe nato sia pure dall'atto
[27:55] sessuale col fratello, sarebbe stato legalmente figlio del
[27:59] morto per poter continuare l'asse ereditario.
[28:04] Quindi il concetto di paternità legale c'era.
[28:07] E. Giuseppe entra in scena con
[28:08] questa missione. Questo racconto ha la funzione
[28:12] di presentare Giuseppe come colui che inserisce Gesù nella
[28:16] dinamica della storia. Maria invece resta colei che dà,
[28:21] attraverso la maternità sua, presenta al mondo il figlio di
[28:25] Dio. Giuseppe ci presenta il figlio
[28:28] di Davide, il figlio della. Storia.
[28:31] E Giuseppe entra nell'interno della tradizione, soprattutto
[28:34] popolare. A me piacerebbe adesso evocare
[28:36] per un momento tutto. Lo splendore degli apocrifi
[28:39] attorno a questa figura Giuseppe è un po dimenticato, dovremmo un
[28:43] po rinverdire la sua presenza, anche proprio per rinverdire la
[28:47] presenza del padre. Adesso io penso che sia una
[28:50] società nel quale. Nella quale, forse anche per
[28:53] giuste istanze avanzate dalla donna, il padre si stia
[28:58] ritirando e qualche volta comodamente ritirando.
[29:02] Soprattutto in alcune scelte che vengono poi scaricate quasi
[29:05] fondamentalmente sulla donna. E allora, in questa luce,
[29:08] ripresentare ancora la figura di Giuseppe come colui che ha una
[29:11] responsabilità precisa, limitata.
[29:13] Ma questa responsabilità la espleta e gli apocrici si sono
[29:17] sfogati. Voi sapete la famosa storia,
[29:20] d'altra parte, del suo matrimonio con Maria, Pura
[29:22] fantasia popolare che però ha inficiato, ma forse anche
[29:27] assecondato, l'arte cristiana, la famosa ordalia del bastone da
[29:33] cui. Fiorito, secondo una certa
[29:34] tradizione, il bastone da cui esce una colomba, questo
[29:37] Giuseppe che viene definito dagli apocrifi vecchio.
[29:40] Ed è dominato così. Poi la tipologie, chissà perché
[29:44] doveva essere così vedovo già con quattro figli e due figlie,
[29:48] che morirà però a 111 anni per poter permettere anche di vedere
[29:52] forse qualche successo del figlio Gesù.
[29:55] Ecco, questo Giuseppe viene presentato in quella scena che è
[30:00] stata ripresa poi anche da da Raffaello a Brera e.
[30:06] Stato rappresentato sempre come la figura titubante, quasi
[30:12] timorosa, non osa neppure dire al sommo sacerdote che sta
[30:16] facendo l'ordalia e che ha dimenticato il suo bastone.
[30:19] Non osa neppure dire, c'è ancora il mio, si ritira, ci vorrà un
[30:22] Angelo del Signore. Ma ancora, se vogliamo far
[30:26] passare questi testi apocrifi, troviamo questo Giuseppe che
[30:30] prova il dramma dell'avere un bambino così difficile come
[30:33] Gesù. Ci sono dei racconti deliziosi
[30:35] nei confronti dei maestri. Gesù sa tutto e i maestri non
[30:38] riescono a sopportare questo bambino così faccente.
[30:42] Persino è un bambino che si ribella.
[30:44] Se il maestro si vendica su di lui per la eccessiva Sapienza, è
[30:48] pronto a far morire il maestro. Giuseppe deve intervenire per
[30:51] far risorgere questo maestro sfortunato.
[30:54] E ancora, c'è e concludo con questo per non andare oltre la
[30:58] bellissima, deliziosa, divertente storia di.
[31:02] Giuseppe, il falegname. Un testo che è giunto a noi
[31:07] inversioni successive, ma è un originale greco, è stato fatto
[31:10] conoscere a noi da uno svedese nel 1722. in Occidente Gesù
[31:16] parla in prima persona, è molto bello, suggestivo per questo, e
[31:19] racconta la storia di Giuseppe, lui in prima persona, tutti i
[31:22] vari momenti e la scena bellissima, finale, commovente.
[31:25] Quella che è entrata anch'essa nella storia dell'arte cristiana
[31:28] è il momento della morte. Di Giuseppe, quando Gesù e la
[31:33] madre sono i pieni di dolore, abbracciati a questo vecchissimo
[31:38] 111 anni che sta morendo e le ultime parole prima che Giuseppe
[31:44] si è avvolto nel sonno della morte, dopo anche che ha si è
[31:47] lamentato duramente lungamente nei confronti di Gesù, per il
[31:51] suo dolore, per i dolori che prova.
[31:53] E Gesù non fa nulla per sollevarlo, per alleviarli
[31:56] queste sofferenze. Alla fine pronuncia queste
[31:58] parole. Gesù Nazareno, Gesù Consolatore,
[32:03] Gesù Liberatore della mia anima, Gesù mio protettore, Gesù nome
[32:09] soavessimo sulla mia bocca e su quella di tutti coloro che lo
[32:14] amano e poi si spegne la. Storicità della situazione di
[32:20] Maria questa strana, ingarbugliata situazione di
[32:24] Maria, che noi diciamo Teologicamente, spieghiamo
[32:27] teologicamente su un'altro piano, ma storicamente la
[32:30] situazione ingarbugliata. Di Maria di Giuseppe deve essere
[32:34] certamente un dato effettivo, perché non avrebbe ragione di
[32:37] essere inventata una situazione così tormentata e così
[32:41] rischiosa. Talmente rischiosa che a questo
[32:45] proposito origine il famoso maestro di Alessandria d'Egitto
[32:50] nel 248, scrivendo contro il filosofo Pagano Celso, cita una.
[32:57] Falsa diceria dice origine che i giudei.
[33:03] E i Pagani avevano seminato attorno a questa strana
[33:08] maternità di Maria, una diceria che tra l'altro è registrata
[33:11] indirettamente nella sura del Corano dedicata a Maria Sura,
[33:15] d'altra parte, molto invece esaltante per Maria, Maria era
[33:19] una povera filatrice, la quale s'era fidanzata con Giuseppe
[33:24] Falegname. Per.
[33:27] Ò però stata s'era innamorata contemporaneamente di un soldato
[33:31] di nome pantera. Il quale l'aveva violentata o
[33:37] no? Non si sa, comunque sta di fatto
[33:39] che si trova incinta. Giuseppe allontana.
[33:43] Allontana scaccia questa adultera e Maria Partorisce nel
[33:47] deserto. Gesù Cresce con difficoltà ma si
[33:52] irrobustisce, però la sua vita diventa difficile, fugge in
[33:55] Egitto e. In Egitto impara dai maghi
[33:59] egiziani la capacità di fare miracoli.
[34:03] Donde ritorna e diventa famoso come taumaturgo?
[34:06] Voi vedete che ci sono gli elementi del Vangelo ironizzati,
[34:10] resi in maniera Sarcastica, il che vuol dire che nella
[34:14] tradizione cristiana non si sarebbero mai inventati questi
[34:17] elementi di Maria incinta se non fossero stati in qualche modo
[34:21] nell'antichissima tradizione, perché avrebbero offerto la
[34:24] spalla a questi attacchi? Ed eccoci alla terza.
[34:28] Altrettanto stupenda scena che è davanti a tutti i vostri occhi,
[34:32] penso, perché è diventata ormai un'altro dei topoi, come si
[34:36] dice, dei luoghi classici dell'arte, i Magi.
[34:39] Capitolo due, versetti 1 12. E su qui, anche attorno a
[34:43] immagini, si è sfogata tutta la fantasia, tutta la fantasia
[34:47] popolare. Qualche anno fa una missione
[34:49] archeologica della Svizzera ha scoperto in questi monasteri,
[34:55] distribuiti come vere e proprie costellazioni nell'interno del
[34:58] deserto egiziano ha trovato la nella cella di un Monaco.
[35:03] Il disegno che il Monaco aveva fatto?
[35:08] Una Silhouette soltanto dei Magi e sotto aveva messo i nomi, i
[35:12] nomi, come venivano chiamati nell'interno della tradizione
[35:15] orientale, che sono diversi dai nostri nomi, Gaspare,
[35:19] Melchiorre, Baldassarre. Tutto è stato costruito, dalla
[35:25] pietà attorno ai Magi, ai pochi dati che i Vangeli offrono, sono
[35:31] stati fatti diventare re, non si dice questo.
[35:35] Sono diventati tre. Non si dice che sono tre,
[35:37] offrono tre doni, non si dice che sono stati fatti diventare
[35:42] un luno bianco, l'altro giallo, l'altro nero.
[35:45] Si sono trovati i nomi. e i nomi hanno dato origine anche a un
[35:49] romanzo molto bello ma è molto caro di tornier del francese
[35:53] Tournier i nomi di Gaspare, Melchiorre, Baldassarre.
[35:56] Un bel romanzo, d'altra parte, pubblicato da Garzanti.
[36:01] Le le loro reliquie sono state distribuite da Milano a Colonia.
[36:06] Nell'arte cristiana prima dei modesti pastori appaiono prima i
[36:11] Magi di tutti, perché permettevano un po tutto lo
[36:14] splendore, tutta la scenografia nelle catacombe già dal secondo
[36:16] secolo i Magi sono rappresentati i pastori, poveracci.
[36:20] Solo nel quarto secolo, due secoli dopo, facevano meno
[36:23] spettacolo i simboli dei doni, sè costruito tutto, l'horror, la
[36:28] regalità, la mirra, la futura resurrezione di Cristo,
[36:31] l'Incenso la divinità. Tutto attorno a quei pochi
[36:35] scabri quasi dati nel racconto evangelico.
[36:39] Noi cerchiamo allora di vedere nell'interno di questo racconto
[36:43] la solidità teologica contro la fluidità narrativa, la fluidità
[36:47] storica dal punto di vista storico.
[36:50] Noi non riusciamo a vedere poco, a capire poco, a giustificare
[36:54] poco coi criteri rigorosi della storia.
[36:56] Perché non dobbiamo usare due pesi e due misure?
[36:59] Se parliamo di storiografia, dobbiamo usare dei criteri
[37:02] storiografici rigorosi anche per i Vangeli.
[37:04] Questo. È ovvio.
[37:06] Non è ovvio per tutti, perché qualcheduno con l'occhio sempre
[37:09] più tenero nei confronti dei Vangeli vorrebbe dire che si
[37:12] possono considerare in una maniera diversa.
[37:14] Dai dati offerti da Erodoto adesso dobbiamo applicare gli
[37:18] stessi criteri. Dal punto di vista teologico,
[37:20] invece, il testo è limpidissimo, non c'è ombra di dubbio.
[37:24] E Matteo stesso ha messo i segnali, i segnali principali ve
[37:27] li evoco. Primo, la grande citazione di
[37:29] Michea Michea, 5 a uno test. Da video tubetremme non sei la
[37:36] più piccola che tra l'altro un testo che egli adatta e
[37:39] tubetlemme terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo
[37:42] capoluogo di Giuda, da te uscirà infatti un capo che passerà il
[37:46] mio popolo. Israele è un testo adattato per
[37:49] far balenare ancora di più la davidicità.
[37:53] La patria di Davide, la davidicità di Gesù e sullo
[37:59] sfondo. Quel.
[38:00] Gioco già fondamentale, luce, tenebre.
[38:04] Vedete che non è soltanto erode è anche turbato con lui tutta
[38:09] Gerusalemme e quel famoso scontro, ma.
[38:14] Che Matteo comincia ad introdurre tra l'Israele intero
[38:18] da una parte e dall'altra parte, il l'Israele che è nella chiesa,
[38:24] questa tensione che egli vede quasi palpabile nell'interno
[38:27] della sua comunità, nell'interno dei primi anni del
[38:30] cristianesimo. E ancora, proprio questo
[38:34] contrasto, luce e tenebre permette di vedere il valore
[38:37] della stella. Ho detto si è sprecato
[38:40] tantissimo. Studi raffinatissimi, io ho un
[38:43] volume del planetarium di del planetario di Chicago dedicato
[38:49] proprio alla stella dei Magi con studi complicatissimi fatti da
[38:52] specialisti che affrontano le tre possibili questioni con
[38:56] sotto distinzioni. Tre possibili ipotesi ci sono
[38:59] quelli che ricorrono. La cometa di Halley ma la cometa
[39:01] di Halley è come. E si sa, ormai da analisi fatta
[39:04] è passata nel 12 11 a.C. Sulla Palestina, quindi non c'è
[39:08] niente da fare. Seconda cosa una congiunzione
[39:12] Giove Saturno che ha dato origine ad una luce particolare
[39:15] oppure terzo. Keplero già aveva lanciato
[39:18] l'idea della Nova o della Supernova questa stella nel cui
[39:21] interno debole, nel cui interno viene un'enorme esplosione per
[39:25] cui riappare una stella. In realtà al tramonto riappare
[39:28] luminosa per. Un certo periodo?
[39:32] Sono delle interpretazioni, sono degli studi che possono essere
[39:36] fatti ma che danno non approdano a nessun risultato dal punto di
[39:40] vista strettamente storico, diceva il Grande Padre Lagrange,
[39:44] uno dei maestri dell'esegesi scientifica del nostro tempo,
[39:48] diceva, su questa stella certamente ci insegna molto di
[39:53] più la Bibbia che non i planetari degli astronomi.
[39:58] Ed effettivamente noi sappiamo che possiamo raccogliere dei
[40:02] testi, io ve ne evoco alcuni. Numeri, 24, 17.
[40:09] Il celebre oracolo di Balam, questo mago chiamato per
[40:14] maledire Israele, che si mette invece a benedire pronunciando
[40:17] dei carmi stupendi celebrativi di Israele.
[40:20] E in uno di questi carmi, il quarto appunto del capitolo 24
[40:24] dei numeri, si dice, una stella spunta da Giacobbe, uno scettro
[40:29] sorge da Israele. La tradizione giudaica non aveva
[40:32] nessuna esitazione, traducendo in aramaico il testo ebraico, al
[40:35] posto di stella metteva il Messia.
[40:39] La stella e il messia tra parentesi, è interessante vedere
[40:42] che nel racconto di Matteo si dice, la sua stella è la stella
[40:46] di Gesù, è la stella del Messia e.
[40:50] Ancora noi vediamo al termine della rivelazione l'apocalisse,
[40:54] capitolo due, versetto 28, per esempio, capitolo 22, versetto
[40:58] 16, l'Apocalisse che disegna ormai il Cristo col simbolo
[41:03] fondamentale della stella, è la stella luminosa del mattino.
[41:08] Dobbiamo dire per ciò che questa stella ha un antecedente e un
[41:12] susseguente chiaramente teologico.
[41:15] È il segno della rivelazione cosmica, ma messianica.
[41:20] Ed allora noi vediamo che la tradizione cristiana ha
[41:23] aggregato attorno al Natale tutta la tematica della luce ed
[41:27] è arrivata a trovare quella famosa data del 25 dicembre che
[41:31] come sapete è puramente artificiosa proprio sulla base
[41:34] della simbolica della luce. Non è forse vero che appunto
[41:37] attorno a quella data si celebrava la festa del sole?
[41:40] Invito. E uno il primo mosaico cristiano
[41:43] che noi abbiamo, il mosaico dei giuli.
[41:46] A Roma rappresenta Cristo come Helios sul carro del sole
[41:52] trionfante. E sappiamo anche che Leone
[41:56] Magno, nel suo sermo ventisettesimo, nel suo discorso
[42:01] ventisettesimo per il Natale, protesta contro i romani perché,
[42:06] dice ancora quando vengono a celebrare il Natale, la messa di
[42:10] 00:00 e poi stavano per aspettare la messa dell'aurora,
[42:15] entrandosi nella chiesa di nella Basilica, si rivolgevano verso
[42:20] il sole che sorgeva da Oriente, si inchinavano verso.
[42:24] Il sole, prima di entrare a celebrare il Natale Luminoso del
[42:29] Signore, avevano unito nella tradizione popolare e culto del
[42:32] sole con il simbolo, con la realtà della nascita di Cristo.
[42:38] L'elemento luce percorre tutto questo racconto e lo percorre
[42:43] anche con elementi fondati, motivati, biblici.
[42:48] Il popolo che camminava e, notate bene, i Magi che
[42:52] camminano. Il popolo che camminava nelle
[42:56] tenebre, vide una grande luce su coloro che abitavano in terra
[43:00] tenebrosa, una luce rifulse. Ed è un testo che è stato usato
[43:07] tradizionalmente proprio nel Natale, è il testo di Isaia 9 1
[43:11] testo messianico, almeno nella rilettura tradizionale, giudaica
[43:15] e cristiana. E allora noi abbiamo davanti ai
[43:19] nostri occhi. Il testo di michea, annuncio del
[43:24] figlio di Davide, il testo il simbolo della stella, annuncio
[43:29] della rivelazione cosmica del Messia e l'ultimo elemento sono
[43:34] proprio i Magi che vengono da Oriente, sono i rappresentanti
[43:39] di quell'orizzonte universale. Verso cui Cristo si è
[43:44] indirizzato con la sua parola, nell'attesa che tutti venissero
[43:47] lui, verranno da Oriente e da Occidente e siederanno a mensa.
[43:52] E questa rappresentazione è veramente la rappresentazione
[43:55] della ricerca universale attraverso le due rivelazioni
[43:59] michea la Bibbia. Secondo la rivelazione cosmica,
[44:06] la stella due strade diverse, la.
[44:11] Rivelazione biblica, devo andare da Israele a prenderla.
[44:13] I sacerdoti sanno che c'è quella pagina, ma non la sanno
[44:17] riconoscere. Questi uomini che cercano con
[44:20] l'aiuto della stella riescono a riconoscere il Cristo, il
[44:24] mistero del Cristo. E allora ecco che si capisce
[44:27] anche il valore nell'interno di questa pagina dei doni e
[44:31] l'evocazione di Isaia 60 Versetto sei.
[44:36] Tamadian Daefa e da Sava vengono le carovane con oro e incenso,
[44:42] proclamando La gloria del Signore.
[44:45] E il punto terminale di questo racconto è proprio in una
[44:51] scenetta finale di una riga soltanto che vi leggo in greco.
[44:56] Eidon Topaideon Meta Maria SN. Tesmetro saut.
[45:03] Cai Pesantes, Prosecunesa Nautò. Videro il bambino con Maria
[45:09] Somaro. Io l'ho scelto questa frase come
[45:11] titolo del mio libro, il Libro che ho scritto sul commento ai
[45:13] Vangeli dell'infanzia, Testi di riflessione su Evangeli
[45:16] dell'infanzia, Perché mi sembra proprio quasi il vertice.
[45:18] Videro il bambino e la madre, abbiamo la teologia Cristologica
[45:22] e la teologia Mariologica in una frase sola, ma che cosa fanno i
[45:26] Magi? I Magi compiono il gesto
[45:28] liturgico dell'adorazione. Erano dei Pagani, erano degli
[45:34] uomini in ricerca, Magi e qualcosa dell'Oriente, il
[45:38] mistero della Sapienza dell'Oriente che ricerca, ma
[45:41] quando sono lì sono prosecunesan, sono in ginocchio
[45:46] per terra davanti al signore e. In questo senso potremmo forse
[45:52] rivedere questa pagina, tenendo come fondale un.
[45:57] Film. Me non un bel film, secondo me
[46:01] però un film significativo, molto amato mi pare.
[46:05] E padre Bruno qui che è amico di di Olmi, CE lo potrebbe forse
[46:09] precisare, molto amato da Olmi. Io ricordo quella sera quando
[46:13] l'ha presentato qui ad un gruppo di amici, padre Bruno aveva
[46:16] invitato anche me la passione con cui egli ha difeso questo
[46:20] film, secondo me non particolarmente entusiasmante,
[46:23] proprio come il. Il testo di un itinerario di
[46:26] ricerca cammina, cammina però nel nel film di Olmi è la storia
[46:32] di una ricerca non trovata che non ha un approdo, diversamente
[46:37] da questo prosecunes di questa adorazione.
[46:42] Quarto quarto elemento, versetti 13, 15 e.
[46:48] L'esodo di un profugo. La storia di Gesù.
[46:54] Nell'esodo verso l'Egitto, voi capite che c'è l'evocazione
[46:58] dell'esodo di Israele? La tipologia esodica e quella
[47:01] tipologia che abbiamo presentato già l'ultima volta, quel
[47:03] modello, il modello di Mosè, il volto di Gesù, con dei
[47:08] lineamenti che sono i lineamenti mosaici.
[47:10] E anche qui noi abbiamo un racconto che.
[47:15] Anch'esso assolutamente sobrio. Con pochissime battute, pensate
[47:20] che sono soltanto 78 parole, compresi gli articoli in greco,
[47:23] gli articoli e le particelle. L'essenziale.
[47:27] Pensate su questo 78 parole, che cosa hanno costruito gli
[47:30] apocrifi proprio per cercare di non farci accettare
[47:34] l'incarnazione del Cristo? Io penso di non renderla così
[47:38] umiliante. Cristo che diventa proprio un
[47:40] profugo qualsiasi Guttuso ha sotto il ah sì al sacro Monte di
[47:46] Varese. Ha rappresentato la fuga in
[47:48] Egitto con proprio con la sceneggiatura di una famiglia
[47:54] palestinese che sta fuggendo dalla sua terra con la modestia
[47:59] di questa povera gente che ha poca cosa, poco le ultime, poche
[48:02] cose da difendere mentre sta abbandonando tutto.
[48:04] E la scena è questa, effettivamente, non è certamente
[48:08] quella degli apocrifi che coinvolgono palme che
[48:11] coinvolgono alberi di Balsamo, palme che dalle radici fanno
[48:16] uscire l'acqua per. È la camiciola del Bambino Gesù.
[48:20] Non hanno hanno messo in scena questi apocrifi, adere il
[48:24] moharak dove c'è adesso un bellissimo convento coopto hanno
[48:28] messo in scena i due ladroni famose, i due ladroni i quali
[48:32] dei quali uno non vuole depredare a tutti i costi, non
[48:35] vuole depredare questa famigliola povera è pronto a
[48:38] dare al compagno i suoi risparmi, per dire, lasciali
[48:41] stare. E naturalmente questo ladrone,
[48:45] come potete ben immaginare, sarà quello che poi Gesù troverà
[48:48] sulla croce accanto a sé il buon ladrone Leopardi e mostri che si
[48:53] mettono in adorazione quando entrano ad armopoli nel grande
[48:57] santuario, grande Tempio Romano. Là i 355 idoli, appena entra
[49:04] questo bambino coi suoi genitori, piombano tutti a terra
[49:06] e si sfrecellano. Queste scenografie che hanno
[49:10] lasciato delle tracce bellissime.
[49:11] Nel culto copto al Cairo esiste una bella chiesa, la chiesa di
[49:16] Abusarhghis San Sergio, presso la antica sinagoga, nel
[49:19] quartiere di Fostat, Vecchia Cairo.
[49:21] E in quel quartiere c'è proprio una grotta, una cripta grotta
[49:27] che è allagata, era allagata dal dal Nilo durante le piene.
[49:31] Lì nell'interno c'è il ricordo del soggiorno, sarebbe stata la
[49:35] grotta usata dalla Sacra Famiglia mentre era in Egitto,
[49:38] al Cairo. Restava in esilio e
[49:42] nell'interno. La Chiesa è costruita
[49:44] all'interno due file di sei colonne, i 12 apostoli, ma una
[49:48] senza la croce. Tutte hanno la croce tranne una
[49:51] che è Giuda. La rappresentazione della Chiesa
[49:55] che si falli sulla grotta sul passaggio di Gesù bambino, tutto
[49:59] questo non appartiene. Tutto questo è ignorato dal
[50:03] racconto di Matteo, il quale ha una sola cosa, Dio debole.
[50:08] E profugo? A un solo elemento, dall'Egitto
[50:14] ho chiamato mio figlio. La citazione del Profeta Osea,
[50:18] un unico dato, evocare l'esodo dalla schiavitù alla libertà
[50:23] effettuata da Cristo. Solo questo e bonhoeffer, questo
[50:27] grande pastore e martire nei campi di concentramento nazisti.
[50:31] Come ben sapete, il 16 luglio del 44 scriveva Queste.
[50:37] Possono essere il vero commento a questa pagina, Dio è impotente
[50:42] e debole nel mondo. E così è soltanto così, rimane
[50:47] con noi e ci aiuta. Cris.
[50:50] Cristo non ci aiuta in virtù della sua onnipotenza, ma in
[50:56] virtù della sua sofferenza. Il paradosso ha un significato
[51:02] certo, egli si aiuta perché è l'Onnipotente, ma non ci
[51:05] aiuterebbe mai autenticamente. Ci aiuterebbe come un re, come
[51:09] un principe stendendo la mano e dandoci l'elemosina, ma egli
[51:13] soffrendo come noi. Ecco, la passione già è già
[51:17] raccontata qui, diventando l'ultimo degli uomini.
[51:21] Solo così egli veramente ci salva, perché è nella stessa
[51:25] nostra traiettoria. È nella stessa nostra fraternità
[51:29] e siamo al quinto episodio. Gli innocenti, la strage degli
[51:34] innocenti 21618 come sempre. Incastonata nel racconto c'è la
[51:41] citazione biblica. Che vuol dire che Matteo vuole
[51:45] sempre proiettarci dall'evento storico in quanto tale, ho detto
[51:48] dai contorni fluidi, sempre verso qualcosa di più alto.
[51:53] Il mostro della violenza e del potere appare la liturgia
[51:58] bizantina, ha fatto diventare gli innocenti 14.000.
[52:04] Il calendario Siro della Liturgia siriaca 64.000 è la
[52:10] tradizione cristiana posteriore è arrivata ai 144.000
[52:15] dell'Apocalisse. Io sono convinto che queste
[52:18] cifre sono vere, non della verità storica della.
[52:23] Verità storica, perché evidentemente Betlemme sappiamo
[52:27] bene che cosa poteva essere allora, e sappiamo anche bene
[52:31] che è difficile. Anche qui si affollano i
[52:34] problemi storici, come erode ha saputo per quale ragione c'è
[52:39] stato qualche segnale, qualche indizio?
[52:41] Sappiamo. Certo, Giuseppe e Flavio CE lo
[52:43] insegna che erode era implacabile.
[52:48] Fino all'ultimo la sua mano era pronta, sempre a scatenarsi,
[52:53] anche contro i suoi stessi figli.
[52:55] Tre giorni prima di morire riesce a far condannare a morte
[52:57] un figlio il quale aveva creduto che teneva prigioniero a Gerico,
[53:01] a bonconte, nel suo palazzo di Gerico, tre giorni prima è
[53:04] riuscito a farlo uccidere. Perché questo figlio, vedendo
[53:08] che erode ormai quasi moribondo appunto, aveva avuto un
[53:11] mancamento e aveva pensato che fosse morto.
[53:14] E allora aveva chiesto alle guardie di essere riconosciuto
[53:16] come re, come successore. Solo che erode non.
[53:19] Poi ha fatto in tempo a farlo uccidere proprio con questo
[53:22] culto del regnare assoluto, proprio il mostro del potere.
[53:26] Tant'è vero che macrobio è famoso.
[53:29] Questo detto macrobio storico del quinto secolo, riferisce che
[53:34] nella tradizione romana che. Augusto soleva Ironizzare su
[53:39] questo personaggio che riusciva quasi sempre ad imbrogliarlo
[53:45] tutte le volte che andava a Roma, chiamato per qualche
[53:49] lamentela o anche per atti d'accusa reali, erode ritornava
[53:53] da Roma sempre con una carica in più, con un pezzo di terra in
[53:56] più, riuscendo sempre a piegare Augusto e.
[54:02] Dice Augusto con un gioco di parole in greco nei territori di
[54:06] Erode, molto meglio essere un porco che un figlio.
[54:11] In greco porco si dice usc che nella pronuncia itacistica is e
[54:15] iOS nella pronuncia itacistica figlio è molto meglio essere un
[54:19] porco, perché i porci non erano neppure considerati molto e non
[54:23] ma ammazzati, non mangiati. I figli erano invece sbranati da
[54:27] quest'uomo. Ebbene, la realtà quindi della
[54:30] violenza c'è. Però io dico, il numero è
[54:34] esatto, questo numero enfatico, perché nell'interno di questo
[54:38] racconto si vuole proprio rappresentare questa violenza
[54:42] che dilagherà nell'interno della storia e che subito è messa
[54:46] attorno al Cristo e che Matteo sente come un'esperienza della
[54:50] sua chiesa, la Chiesa che è, che sarà subito perseguitata.
[54:54] E su questa scena si erge la madre Rachele.
[54:58] La madre di Israele, la madre in realtà di Beniamino, la donna
[55:02] amata di Israele, ma simbolicamente la madre, secondo
[55:06] il testo citato di Geremia, La madre di tutto il popolo ebraico
[55:11] che piange Israele mentre sta andando in esilio.
[55:14] Così, nella stessa maniera, Matteo rievoca ancora questa
[55:17] donna che piange là dov'è morta Rama, dando alla luce beniamino,
[55:21] piange ancora perché vedete il popolo di Dio?
[55:25] Rappresentato da questi bambini. È ormai sottoposto alla
[55:30] persecuzione, al sangue e alla sofferenza.
[55:35] E giungiamo all'ultima pagina, la sesta, quella del ritorno non
[55:41] in Giudea, ma in Galilea. E tutto questo racconto ruota
[55:47] attorno all'ultima parola. Una parola faziosa, diremmo noi,
[55:53] perché Matteo scrive è appena giunto, andò ad abitare in una
[55:57] città chiamata Nazareth perché si adempisse ciò che era stato
[56:00] detto dai profeti. Sarà chiamato Nazareno.
[56:03] Ora non c'è nessun profeta e nessun passo dall'Antico
[56:06] Testamento che citi questa frase, né tantomeno che parli di
[56:10] Nazareth. Nazareth, è ignota l'Antico
[56:12] Testamento. E allora evidentemente Matteo
[56:16] vuole fare un'allusione allegorica e.
[56:19] Questa allusione allegorica è legata proprio a questo nome,
[56:22] gli studiosi non sono ancora riusciti a capire a capire bene
[56:25] a che cosa alluda. Qualcuno ha pensato che si
[56:28] voglia riferire al Nazir, il consacrato?
[56:34] Nel capitolo sesto dei numeri si parla del consacrato per
[56:37] eccellenza, questo uomo che faceva un voto e si consacrava
[56:42] completamente a Dio. 1 1, laico. Non un sacerdote,
[56:46] necessariamente. Anche Paolo farà il voto dei
[56:50] nazi? Alcuni pensano invece che voglia
[56:51] alludere alla radice netzer germoglio, tema classico
[56:56] messianico. Sta di fatto, comunque, che per
[57:01] Matteo la residenza nazaretana storica, perché non c'era
[57:05] nessuna ragione di inventare Nazareth, era più probabile
[57:08] inventare Betlemme, eventualmente, ma non Nazareth,
[57:10] città non citata, paese mai citato, antico testamento, la
[57:14] residenza storica di Gesù, La sua vita semplice è nell'interno
[57:19] del grande progetto di Dio e i cristiani si chiameranno
[57:22] inizialmente proprio. No srim i nazarei o i nazareni?
[57:30] L'abbiamo questa dichiarazione anche in atti 24, 5 quando
[57:33] l'avvocato tertullo l'avvocato dei Giudei contro Paolo.
[57:37] Si presenta dalla parte giudaica contro Bossi, si presenta
[57:40] davanti al procuratore felice e dice, parla di tutti i nazarei
[57:45] di Paolo, che è un capo dei nazarei.
[57:49] Il nome ormai era diventato il nome specifico e la tradizione
[57:53] giudaica chiamava i primi cristiani gli empi nos.
[57:59] Riferendosi a questa residenza modesta, segno dell'incarnazione
[58:05] concreta, ultima di Gesù nelle coordinate del nostro spazio,
[58:09] del nostro tempo. Abbiamo fatto un viaggio veloce,
[58:13] siamo riusciti a vedere tutte e sei le pagine, la pagina della
[58:16] genealogia la pagina dell'Annunciazione a Giuseppe
[58:18] dei Magi, della fuga in Egitto degli innocenti e del ritorno a
[58:23] Nazareth. Ora vorrei concludere con due
[58:25] considerazioni brevissime. La prima.
[58:29] Abbiamo visto che io vorrei sottolinearlo di più e spero che
[58:33] sia possibile farlo qualche volta di più anche nella nostra
[58:36] predicazione. Il racconto del Natale, come
[58:39] vedete, non è quel racconto che di solito noi ormai abbiamo
[58:43] ricomposto nella nostra mente, nei nostri presepi, nelle nostre
[58:47] case, nelle nostre città. Il racconto di una festa, il
[58:53] profilo di un elemento molto dolce e delicato destinato ai
[58:56] bambini, sereno. il Natale è un Natale dei Dolori, il Natale di
[59:01] Cristo è il Natale della paura. Direi che questo elemento della
[59:09] paura, anche Cristo che ha paura, la famiglia che ha paura,
[59:13] il dolore che sta attorno il sangue, sia un elemento da
[59:16] riscoprire anche per noi, soprattutto adesso in cui c'è
[59:20] forse molto di più. Il culto dell'uomo arrogante.
[59:24] Il quale riesce sempre a sfidare con una sicurezza estrema in
[59:28] Moby Dick questo splendido romanzo metafisico di Melville.
[59:32] C'è una frase che proprio ho ritrovato rileggendo questo
[59:36] libro nella traduzione di Cesare Pavese, che è stata recentemente
[59:39] riproposta in edizione italiana da Adelphi.
[59:42] Un uomo totalmente privo di paura e un compagno molto più
[59:46] pericoloso di un vigliacco. La paura è una realtà che ci dà
[59:52] il senso della tragedia, il senso del limite nostro.
[59:56] E la seconda considerazione invece direi, è proprio
[59:59] l'elemento nascita, l'elemento Natale.
[1:00:03] Tutto ruota attorno al bambino e alla nascita, alla celebrazione
[1:00:07] di questa nascita straordinaria in cui si rispecchiano tutte le
[1:00:11] nascite. Abbiamo detto Matteo.
[1:00:15] Ha privilegiato Giuseppe, però non ha dimenticato Maria, avete
[1:00:19] visto che quella punta famosa, terminale dell'itinerario dei
[1:00:22] Magi è proprio Maria col bambino?
[1:00:24] E Maria è nell'interno anche del resto del racconto.
[1:00:28] E allora anche noi raccogliamo se vogliamo fare, anche perché
[1:00:31] siamo in un periodo che ci porta verso il Natale, raccogliamo
[1:00:35] anche noi questo grande segno, il segno della nascita.
[1:00:39] E io ve lo voglio così poeticamente evocare.
[1:00:43] Con le parole di un detto che ho scoperto anch'io nei giorni
[1:00:46] scorsi, leggendo un libro di antologia poetica Berbera, un
[1:00:50] detto della poesia Berbera, Questa antica letteratura vicina
[1:00:53] al mondo dei Faraoni. Se una donna ha nel ventre un
[1:00:59] figlio, il suo corpo è come una tenda.
[1:01:04] Quando nel deserto soffia il Ghibli che il vento caldo è
[1:01:09] terribile, con. L'oasi per l'assetato, ma
[1:01:12] soprattutto. La donna che ha nel ventre un
[1:01:16] figlio è come un tempio per chi vuol pregare il creatore.
[1:01:21] Grazie. Metti via la tua vita che ti
[1:01:41] scorre addosso come acqua, non afferri altro che certezze che
[1:01:47] scompaiono, come luce che va. Cerchi tanta tenerezza, ma
[1:01:52] gestisci. Di cosa lei ti possessi dei tuoi
[1:01:56] attimi, tanto che niente al mondo ti soddisfa più.
[1:02:00] E allora lascia che il fiore di si potessi nel cuore.
[1:02:08] Vivi ogni cosa come fosse la tua casa.
[1:02:14] Condividi questa libertà che nessuno ha protitutivo.
[1:02:20] E sentirai l'amore nascerà.

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