# Gianfranco Ravasi - Giubileo, il Grande Sabato #4

An episode of [Viaggio nella Bibbia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1458128893), 30 Mar 2025, 1 h 04 min.

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IV Conferenza: L’anno giubilare della Chiesa

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[0:01] Lettura della Bibbia, ciclo di conferenze su il grande sabato,
[0:06] il Giubileo tenute al centro culturale San Fedele di Milano
[0:11] nel mese di novembre dicembre 1999 da Monsignor Gianfranco
[0:16] Ravasi, docente di Sacra Scrittura alla facoltà teologica
[0:21] dell'Italia settentrionale. Quarta conversazione sabato 18
[0:26] dicembre 1999. L'anno giubilare della Chiesa.
[0:44] Il titolo di questo nostro ultimo incontro dedicato al
[0:49] Giubileo potrebbe forse creare qualche equivoco, infatti.
[0:55] Abbiamo posto come titolatura l'anno giubilare della Chiesa e
[1:01] questo supporrebbe spontaneamente il rimandare alla
[1:06] lunga vicenda secolare che il Giubileo ha vissuto nell'interno
[1:10] della Comunità ecclesiale a partire da quell'anno che tra
[1:15] poco ricorderemo, il 1300, quando Bonifacio ottavo dette
[1:21] l'avvio alla prima celebrazione del Giubileo cristiano.
[1:26] In realtà le nostre letture, come ben sapete, sono dedicate
[1:32] sempre ai testi biblici. Noi facciamo delle letture
[1:37] casomai di teologia biblica, ma non di storia della Chiesa o di
[1:42] teologia in senso lato, o teologia sistematica o teologia
[1:46] positiva per questo motivo. Adesso io inizierò con una serie
[1:52] di considerazioni che in realtà non faccio, non sviluppo, non
[1:57] approfondisco, ma che sarebbero passibili di un percorso anche
[2:03] di ricerca, anche perché si tratta di capitoli di temi che
[2:08] sono particolarmente suggestivi, interessanti.
[2:12] Dopotutto percorrere sempre la storia è qualcosa di
[2:16] significativo. Nonostante lo scetticismo di
[2:20] molti che sono convinti, come diceva Montale in una sua
[2:24] poesia, che la storia non è magistra di niente che ci
[2:30] riguardi, alludendo a quella famosa dichiarazione, quel
[2:36] famoso proverbio latino della Historia magistra vitae,
[2:40] l'insegnamento della storia, in realtà, dobbiamo dire, non
[2:44] sempre è stato fecondo. Ebbene.
[2:49] Io vi indicherò alcuni di questi percorsi che non sviluppiamo.
[2:54] Comincerò innanzitutto col dire, prima di tutto, il grande
[2:57] percorso è certamente quello storico.
[3:01] Noi sappiamo che questo del 2000 sarà il ventiseiesimo Giubileo
[3:06] ordinario, ma sarà anche il centododicesimo di tutti i
[3:14] giubilei che si sono mai celebrati nell'interno della
[3:17] storia della Chiesa. Perché ce ne sono stati anche 86
[3:23] straordinari. E io penso che in questo momento
[3:27] tutti coloro che sono qui possono anche ricostruire il
[3:30] numero dei giubilei che hanno visto o che sono stati
[3:35] nell'interno dell'arco della loro esistenza.
[3:39] Alcuni di voi, probabilmente i più anziani, certamente sono.
[3:44] O nati o comunque sono stati sotto il manto del Giubileo del
[3:49] 1925, celebrato da Pio undicesimo, il quale introdusse
[3:58] un secondo Giubileo straordinario, quello del 1933,
[4:03] legato al 1900, Novecentesimo anniversario della redenzione,
[4:12] perché si poneva. Come data non certa, ma come
[4:17] data simbolica, il 33 per l'anno della morte di Cristo.
[4:23] Io ho avuto la possibilità, come tutti voi che siete qui presenti
[4:27] di a maggior parte almeno, di vedere il Giubileo del 50 con
[4:33] Pio Undicesimo. Poi c'è stato quello del 75 con.
[4:39] Paolo sesto poi c'è stato quello straordinario del 1983 voluto da
[4:45] Giovanni Paolo secondo per i 1950 anni dalla redenzione, cioè
[4:51] dalla morte di Cristo e così via.
[4:54] Come vedete la sequenza dei giubilei?
[4:57] Anche per noi che abbiamo un arco di tempo abbastanza
[5:01] limitato nella vita, però sono numerosi perché si sono
[5:05] incuneati anche questi giubilei straordinari.
[5:09] Ecco, la storia però ha come punto di riferimento quel 22
[5:13] Febbraio del 1300 quando Bonifacio Ottavo emise quella
[5:21] bolla che è scritta nell'atrio della Basilica di San Pietro, la
[5:28] bolla anti quorum habet è una storia tormentata e
[5:35] affascinante. Il.
[5:37] Rito per esempio, la sostanza del rito che tutte le
[5:44] televisioni, un numero sterminato di televisioni,
[5:47] presenteranno nella notte di Natale, a partire dalle 11 e
[5:52] dalle 23:00 am saranno sono ancora riti e una ritualità che
[5:58] affonda nei secoli, anzi, si può persino identificare per quanto
[6:03] riguarda la struttura fondamentale.
[6:06] Il rimando all'Anno Santo del 1500, il quale fu celebrato da
[6:12] un Papa che secondo la storia non brillava certo per Santità,
[6:17] cioè Alessandro sesto Borgia, il quale fu colui che appunto
[6:24] determinò la ritualità, cioè il tipo di celebrazione da compiere
[6:31] nell'interno della. Di quella notte, di quella di
[6:36] quella apertura dell'Anno Santo. Quest'anno, come avete sentito,
[6:41] già ci saranno delle variazioni nell'interno di questo rito,
[6:44] perché è il segno proprio del mutare continuamente della
[6:48] celebrazione. Secondo la sensibilità, secondo
[6:53] il mutare anche delle prospettive delle culture, la
[6:58] liturgia deve sempre esprimere, anche come dice il termine greco
[7:03] stesso, liturgia vuol dire opera del popolo.
[7:06] E quindi come tale deve essere un po' anche il respiro di una
[7:10] cultura contro la grettezza, per esempio di certi tradizionalisti
[7:15] che sono convinti che solo un determinato rito di un
[7:18] determinato periodo, tra l'altro neppure delle origini.
[7:21] Perché il messale di Pio quinto tutto sommato, sappiamo bene che
[7:25] non è il messale delle origini e celebrazioni delle origini
[7:28] cristiane erano ben diverse sia l'unica espressione autentica.
[7:33] Nella sostanza fondamentale, le manifestazioni possono mutare.
[7:37] Difatti avete sentito che suoneranno dei corni africani
[7:43] per l'apertura della porta? Ci saranno i suoni anche più
[7:47] molli, più morbidi del koto, cioè queste questa arpa
[7:52] orizzontale giapponese, ci saranno profumi d'Oriente,
[7:56] Ghirlande Floreali intrecciate per ricordare proprio questa
[8:00] universalità. Di questa celebrazione non ci
[8:04] sarà più il martello d'argento, anche perché la modalità ormai
[8:10] dell'ingresso nella Basilica è diversa rispetto a quella
[8:14] tradizionale. Ma ci sarà ancora quello, quel
[8:17] bellissimo canto, quel bellissimo Salmo che è il Salmo
[8:21] 118, il quale appunto indica in maniera particolare l'ingresso
[8:28] attraverso la porta, come tra poco potremmo dire.
[8:32] Seconda linea che potrebbe essere seguita, oltre a questa
[8:37] della storia, c'è la linea dei simboli.
[8:43] Il Giubileo è correlato già adesso.
[8:46] Noi, descrivendo un po' quella notte quell'inizio assoluto di
[8:51] Giubileo, facevamo riferimento certamente anche alla ritualità.
[8:58] Che è propria, che è costituita fondamentalmente da simboli, da
[9:03] segni. Pensiamo il simbolo della porta,
[9:07] che cosa significa? Solo dal punto di vista anche
[9:10] biblico, anche tradizionale. Dopotutto noi sappiamo che la
[9:16] porta nelle culture d'oriente è quella che si dice una
[9:19] sineddoche, cioè una parte per il tutto.
[9:22] Avrete sentito forse. Da qualcheduno spiegare il vero
[9:27] nome di Babilonia. Babilonia non vuol dire, come
[9:30] dice la Bibbia, in maniera polemica e per assonanza,
[9:33] soltanto la città della confusione.
[9:36] Babilonia letteralmente in babilonese significa babylu,
[9:42] cioè la porta del Dio, e la porta indicava il tempio, però
[9:47] era la parte per indicare il tutto.
[9:49] E quindi Gesù, quando dice davanti alla porta delle pecore,
[9:53] che era uno degli ingressi che conduceva nel tempio di
[9:56] Gerusalemme, dice nel capitolo decimo di Giovanni, io sono la
[10:01] porta delle pecore, io sono la vera porta vivente, non indica
[10:06] soltanto di essere la via per raggiungere Dio, ma indica anche
[10:10] di essere il tempio, il tempio nel quale si celebra il tempio
[10:15] vivente nel quale si celebra. La liturgia vivente.
[10:20] Non per nulla il prologo di Giovanni dice che il verbo pose
[10:24] la sua tenda in mezzo a noi. La tenda di carne.
[10:28] E la tenda è un riferimento alla tenda dell'Alleanza.
[10:32] Pensiamo al simbolo del pellegrinaggio a cui, aprendo il
[10:36] nostro percorso nella prima lezione, abbiamo fatto
[10:41] riferimento, il pellegrinaggio. Che cosa significa nell'interno,
[10:46] non solo della Bibbia, che è tutto un libro di pellegrinaggi,
[10:51] di pellegrinaggi Verso Sion, Sì, ma anche verso l'alto, verso
[10:55] l'infinito di Dio. Pensiamo anche, che cos'è il
[10:59] pellegrinaggio nell'interno delle culture secolari di tutti
[11:05] i popoli. Perché tutti i popoli hanno
[11:10] l'idea del movimento verso una meta sacra, come una parabola,
[11:16] per ritrovare le proprie sorgenti interiori.
[11:20] Per questo motivo il pellegrinaggio non ha nulla a
[11:22] che spartire col turismo, anche se ha degli elementi esteriori
[11:27] turistici. Ma ancora, se andiamo avanti
[11:30] pensiamo veramente a tutti i simboli, dicevo poco fa che la
[11:33] liturgia ha dentro di sé raggruma.
[11:36] Dentro di sé. Io facevo riferimento, per
[11:39] esempio, all'uso dei salmi che si canteranno nell'interno dei
[11:44] di quella della notte, della grande notte di apertura, del
[11:48] Giubileo, e uno di questi salmi è Salmo 118, ebraico nei
[11:53] versetti 1920, che dicono così. Apritemi le porte della
[11:59] giustizia, entrerò a rendere grazie al signore.
[12:03] E questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti.
[12:09] Io sono convinto nella in una delle analisi che ho fatto di
[12:13] questo Salmo, che si tratti di un Salmo processionale.
[12:18] Cioè dedicato a una grande processione che a mio avviso
[12:22] nell'interno del Salmo si vedono anche le tappe della
[12:25] processione, le soste. Come si usa fare nei paesi,
[12:27] quando si fa la processione del corpus domini o del Santo
[12:31] locale, si passa per le strade della città o del paese o del
[12:36] villaggio e si fanno delle soste che non sono soltanto luoghi di
[12:40] riposo. In realtà non c'è bisogno di
[12:43] riposare. No, sono dei luoghi nei quali si
[12:45] santifica la città. Quindi all'interno di questo
[12:49] Salmo pare che ci siano i riferimenti alle porte di Sion
[12:53] come città. E poi però ci sono le porte
[12:56] della giustizia. E le porte della giustizia non
[12:59] vogliono dire quello che a prima vista sembrerebbe essere, come
[13:05] nella nostra espressione palazzo di giustizia.
[13:09] Perché in ebraico, nella cultura biblica tsedacà, la giustizia
[13:14] vuol dire la salvezza. E allora son le porte del
[13:16] tempio, erano le ultime porte. Non per nulla sono i versetti
[13:20] terminali del Salmo. Quando arrivavo alla porta del
[13:23] tempio io giungevo ormai alla porta della salvezza.
[13:29] Entravo in un grembo, entravo in un'area Santa, in una specie di
[13:34] paradiso fertile e secondo che era quello della salvezza che mi
[13:39] veniva offerta. Ed è per questo che entrano i
[13:43] giusti. Entrano cioè i salvati, pensiamo
[13:48] ai simboli delle quattro basiliche e delle cattedrali,
[13:53] perché anche nelle cattedrali sparse in tutto il mondo, ma non
[13:57] soltanto nei vari santuari che sono stati indicate dalle
[14:00] singole diocesi, c'è il luogo nel quale ci sono i luoghi
[14:05] santi. Nei quali il simbolo giubilare
[14:08] emerge disponibile a tutti, anche coloro che non potranno
[14:12] incamminarsi come un tempo i pellegrini andavano verso Roma.
[14:19] Pensiamo al tema, anche al simbolo della pietra.
[14:24] Naturalmente Gerusalemme è una città che ha tre pietre sacre
[14:28] fondamentali. Per le tre religioni
[14:31] monoteistiche, curioso che tutte le tre le religioni
[14:35] monoteistiche in Gerusalemme si fondino idealmente su una
[14:38] pietra, la pietra ribaltata del sepolcro di Cristo.
[14:43] Per i cristiani la le pietre del muro del tempio di Erode, però a
[14:49] memoria del tempio di Salomone per quanto riguarda gli ebrei.
[14:53] La pietra della cupola della roccia, così detta la cosiddetta
[14:57] popolarmente moschea di Omar, quella della cupola dorata, alta
[15:02] 31 m, che ha sotto, come dicono gli arabi, gli arabi la chiamano
[15:07] cubetta Sasha, che vuol dire la cupola della roccia, appunto,
[15:12] sotto ha la roccia dell'ascensione al cielo di
[15:15] Mohammed, il profeta di Maometto.
[15:18] Quindi la grande speranza dell'ascesa verso l'alto.
[15:22] Vedete che tutte le grandi religioni partono dalla pietra
[15:24] per andare oltre, perché la pietra del sepolcro è
[15:27] rovesciata, quindi parte parla di una vita che è oltre la
[15:32] pietra del tempio ormai è caduto il tempio, però si attende la
[15:36] Gerusalemme celeste, la pietra della.
[15:40] Roccia dell'ascensione, al cielo di Maometto è indubbiamente il
[15:44] segno della speranza dell'immortalità.
[15:48] E potremmo anche parlare del tema del perdono, sul quale il
[15:53] Papa attuale Giovanni Paolo, secondo colui che sarà la il
[15:58] grande celebrante di questo Giubileo.
[16:01] Ha voluto porre come una delle insegne significative per far sì
[16:06] che il Giubileo non si riduca soltanto a celebrazione, oltre
[16:11] agli altri temi che noi abbiamo spiegato durante il nostro
[16:14] percorso. Temi che abbiamo ripetuto sono
[16:17] squisitamente sociali ed esistenziali, perché il Giubileo
[16:20] non è tanto rito, anche se avrà tanti riti.
[16:25] Il Giubileo è di sua natura, soprattutto conversione.
[16:31] Ricordate la finale dell'ultima mia lezione in cui dicevo, gli
[16:35] ebrei nella tradizione successiva si sono interessati
[16:37] tanto le scansioni cronologiche dei giubilei per computare
[16:42] l'armonia della storia, della loro storia, della storia della
[16:45] salvezza. Noi invece dobbiamo dire che più
[16:49] la misurazione, come abbiamo fatto un po' anche noi,
[16:53] scandendole cinquant'anni prima, poi. 25 anni, poi col gli altri
[16:59] giubilei straordinari abbiamo scandito degli anni.
[17:02] In realtà però, l'elemento fondamentale era la conversione,
[17:08] era la misurazione vera della validità del Giubileo e la
[17:12] riposo della terra, l'armonia con la terra, la liberazione
[17:17] degli schiavi, la remissione. Dei debiti e la il.
[17:20] Ritorno delle terre, ritornare ancora da.
[17:23] Capo tutti un po' più giusti. Annunciare l'anno.
[17:27] Da. Accogliere del Signore, come
[17:29] abbiamo spiegato in quella famosa omelia di Gesù nella
[17:33] sinagoga del suo villaggio. Ebbene, il Papa ha ricordato in
[17:38] maniera particolare anche questo tema del perdono che la Chiesa,
[17:41] che le chiese devono domandare per il male, anche le la
[17:45] cristianità ha compiuto, ha seminato, ha striato la storia
[17:50] anche di male, di infedeltà al messaggio dell'Evangelo.
[17:54] Ed è perciò necessario domandare perdono per la conversione.
[17:59] Seconda linea, quindi quella dei simboli.
[18:01] Terza linea dovrebbe essere anche quella culturale, perché i
[18:05] giubilei, contrariamente a quanto di solito si è detto
[18:09] visto, non ci non sono apparsi degli articoli e degli.
[18:12] Studi particolari, il Giubileo. È stato anche una realtà che è
[18:16] incisa nell'interno di alcuni che sono stati spettatori che
[18:20] sono un po' gli artefici poi della cultura.
[18:23] Pensiamo cioè al storici letterati, voi tutti sapete che
[18:29] Giovanni Villani, questo storico fiorentino nel 1300 assiste al
[18:36] Giubileo di Roma di Bonifacio Ottavo il primo Giubileo, e
[18:41] nella sua cronica questa questo tentativo un po' diremmo
[18:48] enfatico di descrivere tutta la storia dell'umanità a partire
[18:51] dalla Torre di Babele. Fino alla discesa di Carlo
[18:55] d'Angiò in Italia, naturalmente con l'occhio attento soprattutto
[19:00] alla sua Firenze. Ma all'interno di questo
[19:03] grandissimo affresco ha fatto un riferimento anche al Giubileo di
[19:07] cui lui era spettatore, e ci ha informato di una presenza
[19:12] mastodontica dei pellegrini. Pensate che secondo lui i
[19:16] pellegrini giunti a Roma furono in quell'anno 200.000.
[19:20] Un numero evidentemente sproporzionato per spropositato
[19:23] per quei tempi. E tra quei pellegrini c'era
[19:26] anche, per esempio, un pittore, un pittore famoso, fondamentale
[19:32] per la storia della pittura occidentale, uno dei grandi
[19:36] padri della pittura occidentale. Cioè.
[19:40] Giotto, il quale come sapete poi sulla loggia della Basilica
[19:45] Lateranens, rappresenterà Papa Bonifacio, ottavo che inaugura,
[19:50] proclama il Giubileo, ma forse ci fu anche tra quei pellegrini
[19:54] anche. Forse.
[19:56] Anche Dante Alighieri, se è vero, provate a vedere
[19:59] nell'inferno, al canto diciottesimo nel verso 10, dal
[20:05] versetto 25 al 33, C'è. Una indicazione, tra l'altro,
[20:11] pare abbastanza curiosa anche della viabilità che egli
[20:15] trasferisce naturalmente in questa memoria che fa del
[20:19] Giubileo nell'aldilà della viabilità sul ponte sul Tevere
[20:25] per andare alla Basilica di San Pietro.
[20:28] I pellegrini, cioè, andavano in un senso e tornavano nell'altro,
[20:31] e lui fa riferimento a questo, come anche fa riferimento
[20:35] all'esercito, molto, come egli dice.
[20:38] Di questi pellegrini un esercito immenso.
[20:42] E ancora nel purgatorio, nel canto secondo, quando egli
[20:46] incontra l'amico Musico. Ricordate casella?
[20:50] Ecco, nel canto secondo del purgatorio fa anche riferimento
[20:56] all'indulgenza. Provate a vedere in che maniera
[20:59] lo fa, abbastanza curiosa, ma dobbiamo pensare che nel
[21:03] successivo Giubileo, quello del 1350 di Clemente sesto.
[21:09] C'era tra i pellegrini anche il grande, un'altro grande poeta,
[21:13] quello c'era sicuramente Petrarca, il quale tra l'altro
[21:17] mette in scena, curiosamente quel vecchiarello che veniva a
[21:21] Roma seguendo il suo desiderio di mirare il volto di colui che
[21:27] sperava di veder poi lassù in cielo.
[21:29] E qui naturalmente faceva riferimento, prendendo un
[21:33] Pellegrino semplice, modesto, un anziano.
[21:37] Che con fatica andava a Roma per poter vedere.
[21:41] E avete capito, forse qual era quel volto che gli voleva il
[21:44] volto della il velo della Veronica che si conservava
[21:48] allora a Roma e si pensava che fosse l'impronta autentica,
[21:54] mentre in realtà si tratta di una tradizione popolare,
[21:57] l'impronta autentica di quel volto che egli sognava di poter
[22:02] poi vedere lassù in cielo, naturalmente nei secoli
[22:05] successivi. Dominò nei confronti del
[22:08] Giubileo, piuttosto lo scetticismo, piuttosto la
[22:12] freddezza o l'ironia. Voltaire, per esempio, ha delle
[22:16] pagine molto ironiche sul Giubileo, vedendolo soprattutto
[22:20] come un affare. Il belli sarà particolarmente
[22:25] scanzonato e anch'egli sarcastico.
[22:29] È D'Azeglio che pure si trova a Roma.
[22:32] In quell'occasione vede dice, la città è trasformata per 12 mesi
[22:36] in un grande stabilimento di esercizi spirituali.
[22:41] E negli si lamenta anche perché sono bloccati i luoghi di
[22:44] divertimento dall'autorità papale.
[22:47] Per cui i giovani scrive ancora lui erano arrabbiati contro i
[22:52] preti e il loro sistema più di prima.
[22:56] Pascoli invece canterà il Giubileo, la porta Santa in una
[23:02] poesia intitolata A porta Santa, invece, con grande spiritualità,
[23:05] con grande intensità, egli, egli partecipa probabilmente, o
[23:10] comunque sente parlare del Giubileo del 1900, e il Giubileo
[23:15] del 1900 è quello di Leone decimo, terzo, che era anziano,
[23:19] che era un vecchietto esile. E difatti egli ricorda, allora
[23:24] non c'erano tutti i sistemi, microfoni, tutto questo sistema
[23:29] di impiantistica che permette ormai attraverso.
[23:33] Poi non parliamo adesso della comunicazione mediatica, di far
[23:35] sì che la voce, anche esile, di un Pontefice, come pure quella
[23:39] che del Pontefice attuale possa invece varcare le gli oceani.
[23:45] Ebbene, allora lui dice, parla proprio di quella fievole, quel
[23:49] fievole mormorio. Di questa vecchia, diafana
[23:53] figura del Papa, che per lui però lentamente diventa la
[23:58] figura bianca della morte, ed egli vede a loro l'apertura
[24:01] della porta come l'ingresso in un aldilà in.
[24:06] Cui finalmente le anime ritrovano pace e speranza.
[24:11] E poi c'è Papini, per esempio, che celebra.
[24:15] L'anno del 1925 con un articolo con un saggio intitolato Anno
[24:21] Santo. E le quattro?
[24:23] Pace, pace con Dio, pace coi singoli tra i singoli, pace tra
[24:31] i popoli, pace tra le chiese. E questo devo dire che Papini in
[24:36] questo caso coglie la vera anima di Giulio.
[24:38] Ma nel 1950. Anch'egli, probabilmente
[24:42] disgustato da qualche fenomeno particolare, scrive
[24:45] sull'illustrazione italiana, che era una rivista allora molto
[24:47] diffusa, scrive un articolo veemente contro i mercanti del
[24:53] tempio, contro tutta questa chincaglieria sacra che egli
[24:56] vede affiorare a Roma che impedisce la spiritualità.
[25:01] Vedete che questo tema è un tema lungo, passibile di.
[25:07] Molteplici indicazioni, anche molto curiose, molto vivaci e
[25:12] potrebbe essere ulteriormente sviluppato.
[25:14] Io l'ho fatto balenare davanti a voi per farvi capire che il
[25:17] Giubileo non è una realtà soltanto ancorata alle
[25:20] scritture, è una realtà che è cresciuta come tanti punti di
[25:24] partenza che sono nella Bibbia e che sono poi stati simili a
[25:28] alberi che si sono ramificati nel cielo della storia, dando
[25:32] origine a frutti. Acerbi e maturi, dando origine a
[25:38] foglie verdi lussureggianti, anche a foglie avvisite, come è
[25:45] nell'interno d'altronde della vicenda umana, perché il verbo
[25:49] si fece carne e pose la sua. Dimora in mezzo a noi e la sua
[25:54] parola. Continua a risuonare pur sempre
[25:57] in un tessuto. Che.
[25:58] È il tessuto della storia umana, fragile, segnato spesso da
[26:02] miserie. Veniamo invece al vero tema che
[26:09] io voglio sviluppare, il Giubileo della Chiesa secondo il
[26:14] nuovo testamento, e qui io farò riferimento soprattutto a due
[26:20] testi lucani, anzi desunti dalla seconda opera di Luca, cioè il
[26:28] libro degli atti degli apostoli. In questi testi noi vediamo che
[26:34] le istanze che noi abbiamo cercato di estrarre dall'analisi
[26:39] piuttosto accurata che abbiamo fatto negli ultimi due incontri,
[26:43] cioè l'analisi accurata del capitolo venticinquesimo del
[26:47] Levitico. E del capitolo.
[26:49] Quarto del Vangelo di Luca, ricordate?
[26:52] I due grandi testi giubilari dell'antico e del nuovo
[26:55] testamento, le istanze autentiche.
[26:59] Vengono riproposte, vengono riformulate per la vita della
[27:05] Chiesa. Cominciamo col primo testo e nel
[27:09] capitolo primo degli atti degli apostoli sono i versetti 6 11.
[27:14] È un dialogo, è un dialogo testamentario tra Gesù e i suoi
[27:22] discepoli, tra il risorto e i discepoli, è un dialogo
[27:27] testamentario. Dotate.
[27:29] Questo termine che ho voluto usare è un vero e proprio
[27:32] testamento da Dio, ultimo estremo, dopo il testamento
[27:36] terreno che egli aveva lungamente pronunciato quella
[27:41] sera, l'ultima sera della sua vita terrena.
[27:43] In quella sala, la sala del cenacolo, noi sappiamo che
[27:50] nella. il Vangelo di Luca si chiude con l'ascensione, gli
[27:54] atti degli apostoli si riaprono con l'ascensione.
[27:57] L'ascensione è la rappresentazione del grande
[28:00] pellegrinaggio verso l'infinito e l'eterno del Cristo, figlio di
[28:03] Dio, che lascia il nostro Orizzonte lasciando in mezzo a
[28:08] noi una presenza differente, diversa, che non è più quella
[28:11] fisica, la presenza reale, ma non più materiale.
[28:16] Ebbene egli, salutando i suoi discepoli, dice queste parole.
[28:24] Ecco, noi ora leggeremo appunto questi versetti, sui quali poi
[28:28] io cercherò a prima vista. Voi forse non troverete niente
[28:31] che riguarda il Giubileo. Io cercherò invece di estrarvi
[28:35] anche con ricorso al testo originale che è in greco,
[28:39] naturalmente. E farò balenare che come Luca
[28:42] abbia lasciato deporre nell'interno del suo testo
[28:45] questo testamento da Dio del risorto abbia depositato.
[28:52] Proprio delle allusioni, degli ammiccamenti, dei rimandi, dei
[28:56] frammenti luminosi molto esili ma significativi, venutisi a
[29:03] trovare insieme gli apostoli, gli domandarono, signore, è
[29:09] questo il tempo in cui ricostruirà ricostruirai il
[29:14] Regno di Israele. Ma egli rispose.
[29:18] Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il padre
[29:23] ha riservato la sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo
[29:29] che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme,
[29:35] in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini
[29:41] della terra. Detto questo, fu elevato in
[29:45] alto, sotto i loro occhi. E una nube lo sottrasse al loro
[29:50] sguardo. E poi che essi stavano fissando
[29:54] il cielo mentre egli se ne andava, ecco, due uomini in
[29:59] bianche vesti si presentarono a loro e dissero, uomini di
[30:04] Galilea, perché state a guardare il cielo, questo Gesù che è
[30:09] stato di tra voi, assunto fino al cielo?
[30:12] Tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare
[30:17] in cielo. Vediamo un po' dove possiamo
[30:21] ancora ritrovare la presenza del Giubileo.
[30:24] Abbiamo già detto, lo sapete già questo l'abbiamo ribadito, che
[30:27] la parola Giubileo non risuona mai nel nuovo testamento, di per
[30:31] sé neppure Anno Santo, perché quello che Gesù aveva usato era
[30:35] l'anno da accogliere. L'anno di grazia, avevamo detto.
[30:38] L'anno in cui noi accogliamo una persona che è lui, il mandato
[30:43] ultimo, perfetto di Dio. Primo elemento, per un momento
[30:50] ritornate nell'interno di quella sinagoga, la sinagoga di quel
[30:56] villaggio, il villaggio di Nazareth.
[31:00] Qual era la reazione della. Folla.
[31:03] Nei confronti di Gesù. La reazione della folla, sapete,
[31:08] alla fine sarà di protesta, anzi sarà un tentativo quasi di
[31:12] linciaggio di questo personaggio del loro villaggio.
[31:18] Detestato, però alla fine detestato.
[31:21] Ma all'inizio l'atteggiamento è diverso, si potrebbe quasi dire,
[31:27] e lo ricordavo, che nell'interno della sinagoga di Nazareth c'era
[31:31] un silenzio assoluto. Senza un colpo di tosse quasi.
[31:36] E si diceva, gli occhi di tutti erano fissi su di lui e in
[31:42] quell'occasione. Luca USA un.
[31:45] Verbo raro greco Atenizontes per indicare gli occhi fissi su
[31:52] Gesù. Pensate, questo verbo raro lo
[31:56] riprende e lo riusa ora nel brano che abbiamo sentito poco
[32:02] fa. Quando nel versetto 10 si
[32:05] diceva, Stavano fissando il cielo, poi si ripetono, perché
[32:10] state a guardare ciò? Lo stavano fissando Gesù.
[32:14] Vedete, gli apostoli sono lì fissi sulla figura di Gesù.
[32:18] Secondo elemento, questo è più significativo.
[32:23] Che cosa annuncia Gesù a questi discepoli?
[32:30] Salutandoli? Annuncia, guardiamo il capitolo
[32:36] primo degli altri. Al versetto Ottavo annuncia lo
[32:41] spirito, avete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di
[32:46] voi e mi sarete testimoni. lo Spirito Santo scende e noi
[32:53] sappiamo nel capitolo due che si celebrerà la Pentecoste col dono
[32:57] dello spirito. Ora.
[33:00] Vi ricordate cosa aveva detto Gesù in quel giorno nella
[33:04] sinagoga di Nazareth? lo Spirito Santo è sopra di me,
[33:10] per questo mi ha consacrato. Come vedete, lo Spirito Santo
[33:14] era effuso sul Messia per annunciare, per essere
[33:17] testimoni. Lì si dice, egli era testimone
[33:20] della salvezza. Ora lo Spirito Santo viene
[33:23] ancora effuso sui cristiani, sulla chiesa.
[33:28] Che è rappresentata dai discepoli ed è un effusione per
[33:33] essere testimoni. Ed ecco allora il terzo
[33:36] elemento. Il terzo elemento significativo
[33:39] è questo, Cristo aveva ricevuto lo spirito nella sinagoga di
[33:44] Nazareth per andare ad annunziare la notizia gioiosa
[33:51] della liberazione della. Dei poveri che finalmente
[33:57] ricevono la speranza, dei ciechi che ricevono la vista degli
[34:02] oppressi e dei carcerati che ricevono la liberazione.
[34:06] Egli andava per essere il testimone di una liberazione.
[34:11] Ecco, anche i discepoli sono inviati, si dice a Gerusalemme,
[34:18] in Giudea, a samaria. E fino agli estremi confini
[34:23] della Terra per annunziare la salvezza.
[34:25] Notate che in questo elenco si inserisce anche una regione, una
[34:31] regione particolare, Samaria e Samaria era la regione degli
[34:36] eretici, era la regione dei rifiutati dagli.
[34:39] Ebrei. Ci sono gli estremi?
[34:41] Confini della terra, erano le regioni pagane, erano gli ultimi
[34:47] per gli ebrei, erano coloro che. Che erano per eccellenza.
[34:51] Impuri ed infedeli. Tutta la Chiesa è mandata perciò
[34:55] da questi nuovi poveri, diremmo noi le nuove povertà che sono
[35:00] rappresentate dai diversi, da coloro che non erano accolti nel
[35:04] grembo della salvezza e che ora invece questo grembo viene
[35:08] espanso e accoglie ormai tutti, tutta l'umanità.
[35:13] L'universalità della salvezza, poveri e stranieri.
[35:18] Ed è per questo motivo che Luca è all'interno del suo Vangelo.
[35:22] Luca è il più sensibile di tutti a questo tema.
[35:24] Dell'universalità della salvezza dà un rilievo abbastanza
[35:29] provocatorio ai samaritani, se è vero che nel Vangelo di Giovanni
[35:33] a un certo momento a Gesù dicono, Tu 6 1 samaritano per
[35:37] indicare, tu 6 1 Indemoniato, tanto era l'attenzione.
[35:42] Se nel Vangelo di Giovanni I discepoli si stupiscono perché
[35:45] vede, vedono Gesù che sta parlando con una samaritana,
[35:49] tanto era indegno per un rabbì soprattutto parlare con una
[35:54] donna e per di più con una donna samaritana.
[35:57] E nota Giovanni, perché i samaritani non hanno buone
[36:00] relazioni con gli ebrei. Ebbene, tutto questo nel Vangelo
[36:06] di Luca appare invece all'antipodo.
[36:10] Questa tensione non solo è sciolta, ma i samaritani
[36:13] diventano persino un esempio. E faccio solo due passi, vi cito
[36:17] solo due passi, dove si vede chiaramente l'esemplarità del
[36:21] samaritano chi non conosce quella stupenda, quel capolavoro
[36:26] in assoluto spirituale e letterario che è la parabola del
[36:29] buon samaritano, dove il samaritano è il vero modello.
[36:36] Chi non ricorda nel capitolo decimo di Luca, questa nel
[36:39] capitolo decimo settimo? Chi non ricorda la storia dei 10
[36:42] lebbrosi, i quali vengono tutti guariti dalla lebbra da Gesù, ma
[36:47] uno solo torna a ringraziare ed è colui che si dice anche
[36:53] salvato, non soltanto guarito. E costui, nota Luca, era un
[36:58] samaritano. Come vedete, l'invio di Gesù è
[37:04] un invio ai nuovi poveri. La Chiesa dovrà continuare il
[37:08] suo annuncio ed è per questo motivo che se noi guardiamo la
[37:13] prima missione dei discepoli, la prima missione avviene già
[37:17] durante la vita di Gesù. Marco nel capitolo sesto ai
[37:23] versetti 12 3 durante la prima missione dice, dimostrando che
[37:29] cosa vuol dire sarete miei testimoni in queste regioni.
[37:33] Partiti. I discepoli predicavano che la
[37:38] gente si convertisse. Ecco, ancora una volta.
[37:42] L'anima del Giubileo scacciavano molti demoni, la vittoria sul
[37:48] male, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
[37:53] E. Tutte le sofferenze, vedete le
[37:56] sofferenze dello spirito e le sofferenze fisiche che diventano
[38:00] oggetto dell'amore. Della Chiesa stessa, come erano
[38:06] oggetto dell'amore, dell'annuncio di salvezza,
[38:09] giubilare di Cristo. Ma non so se vi siete accorti
[38:14] che nell'interno di questo brano c'è anche in agguato il
[38:20] fraintendimento, l'equivoco. C'è il rischio che il Giubileo
[38:26] della Chiesa, che dovrebbe essere un Giubileo fatto in
[38:29] questa maniera, con gli occhi fissi sul Cristo.
[38:32] Col. Dono dello spirito.
[38:34] Che ci lancia nel mondo degli ultimi e dei poveri, dei
[38:37] diversi, si riduca invece soltanto a una questione socio
[38:44] economica, socio politica, cioè puramente estrinseca, puramente
[38:50] rituale o peggio. Non so se avete notato come
[38:56] comincia il racconto nel versetto Sesto, cominciamo così.
[39:02] Ma i primi a parlare sono i discepoli che domandano a Gesù
[39:06] una domanda che Gesù, tra l'altro, ribalta completamente,
[39:11] signore. È.
[39:12] Questo il tempo in cui ricostruirà il Regno di Israele.
[39:18] Come vedete la domanda era ancora una domanda politica, un
[39:21] messianismo ancora nazionalistico, un messianismo
[39:26] trionfale, un messianismo che si alimentava alle speranze
[39:30] popolari. E che creava questi miti, miti
[39:35] storici. Cristo invece introduce,
[39:39] abolisce il mito e introduce invece l'esistenza, la vita, la
[39:44] dimensione più interiore e autentica dell'uomo.
[39:49] Secondo testo secondo testo è molto bello questo secondo
[39:54] testo. Ed è uno dei cosiddetti sommari.
[39:59] Degli atti degli apostoli, noi, molti anni fa, non so
[40:02] esattamente quando, dopotutto noi ci stiamo avviando, ormai
[40:07] celebreremo, se arriveremo mai, l'anno prossimo, nel 2000
[40:11] celebreremo il ventesimo anniversario.
[40:14] Vent'anni ci ritroviamo qui, almeno molti sono qui proprio da
[40:18] vent'anni. Vent'anni qui perché abbiamo
[40:22] iniziato il 7 dicembre del 1980. Ecco, abbiamo avuto questo lungo
[40:29] percorso. Abbiamo fatto questo lungo
[40:30] percorso insieme. Non so quando a un certo momento
[40:33] di questo percorso ho deposto davanti a voi, ho aperto davanti
[40:38] a voi anche il libro degli atti degli apostoli, ma l'abbiamo già
[40:41] commentato. E allora io vi spiegavo che
[40:43] degli atti degli apostoli, soprattutto della prima parte,
[40:46] ci sono i cosiddetti sommari, che sono particolarmente
[40:49] importanti perché sono delle piccole sintesi che Luca
[40:52] Incastona nella sua seconda opera.
[40:57] Ma queste piccole sintesi sono sintesi teologiche, cioè
[41:01] indicano il senso della vicenda della Chiesa e del racconto che
[41:06] egli sta formalizzando, che egli sta presentando.
[41:11] Quindi non è un racconto il suo, semplicemente di cronaca della
[41:17] Chiesa delle origini, proprio perché questi sommari.
[41:20] Ci mostrano il valore permanente di alcuni eventi della Chiesa
[41:25] delle origini, su quale dobbiamo esemplarci noi tutte le Chiese
[41:28] della storia, quelle che ancora oggi sono sulla faccia della
[41:33] terra e son così diverse dalla chiesa di Gerusalemme.
[41:37] Ebbene, il secondo sommario si trova nel capitolo quarto, nei
[41:42] versetti 32 35, ed è un bellissimo sommario che.
[41:50] Centra tutto sulla dimensione sociale del Giubileo.
[41:56] Ricordate che il Giubileo è ebraico, soprattutto, ma anche
[41:59] quello di Gesù era ritornare più giusti, ritornare più Uniti,
[42:06] ritornare tutti più uguali. Sentite queste parole del
[42:12] capitolo quarto, e gli atti degli apostoli nei versetti 32
[42:16] 35. È un quadro idealizzato,
[42:22] probabilmente, ma abbiamo detto e lo ripeterò che la forza, la
[42:29] forza autentica del Giubileo come delle grandi realtà verità
[42:35] e grandi temi delle grandi religioni, ma del cristianesimo
[42:38] in particolare, sono temi, sono realtà, contenzione, utopica,
[42:45] contenzione verso la perfezione, dopo tutto, Gesù.
[42:50] Sul nel discorso della montagna lo ricordo spesso, non ci ha
[42:54] detto di essere perfetti come un Santo, ma ha detto molto di più
[42:59] per il suo discepolo, siate perfetti come perfetto è il
[43:03] padre vostro che è nei cieli. Che vuol dire che non finisce
[43:06] mai il cammino del credente, perché è tendenzialmente verso
[43:12] l'infinito e la pienezza. Guai ad annunciare la bassa.
[43:18] Politica della salvezza i piccoli termini soltanto la
[43:25] moltitudine di coloro che erano venuti alla fede avevano un cuor
[43:30] solo e un'anima sola, e nessuno diceva sua proprietà quello che
[43:36] gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune.
[43:42] Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della
[43:46] risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande
[43:51] stima, nessuno infatti, tra loro era bisognoso, perché quanti
[43:58] possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo
[44:04] di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli
[44:09] apostoli, e poi? Veniva distribuito a ciascuno
[44:15] secondo il bisogno, uno dei testi immediatamente successivi
[44:22] al nuovo testamento, un testo cristiano della cosiddetta età
[44:27] subapostolica che si chiama la lettera di.
[44:32] Barnaba scrive. Conserva la comunione in tutto
[44:42] col tuo prossimo e non chiamare alcunché tuo proprio.
[44:49] Infatti, se siete partecipi di ciò che è imperituro, tanto più
[44:56] lo dovete essere di ciò che è effimero, se voi partecipate
[45:01] tutti della stessa salvezza, il dono della salvezza,
[45:05] l'eucaristia, il battesimo e tutti i doni.
[45:08] Che vi salvano completamente, perché non dovete condividere le
[45:13] realtà che sono effimere, come i beni materiali.
[45:17] Ecco, questo elemento è presente e vi dirò anche con un rimando
[45:22] al Giubileo, perché nei testi giubilari non c'è soltanto il
[45:25] capitolo venticinquesimo del Levitico, ma io vi ho citato a
[45:28] un certo momento anche il testo del deuteronomio, il capitolo
[45:31] quindicesimo, nel versetto quattro e 7, dove si diceva.
[45:36] Non ci sia tra di voi alcun bisognoso.
[45:41] E se magari ci fosse un bisognoso?
[45:44] Tu non devi stringere, restringere la tua mano, devi
[45:47] stendere la tua mano e non devi indurire il tuo cuore,
[45:52] ostinandoti nel tuo egoismo qui. Ebbene.
[45:56] Non so se voi. Avete sentito quando io ho letto
[45:58] il versetto 34 c'era proprio una citazione al testo del
[46:05] Deuteronomio? Nessuno tra loro era bisognoso.
[46:12] C'era questa unità e questa fraternità assoluta e questa
[46:20] rappresentazione indubbiamente è una rappresentazione ideale.
[46:24] Perché dico che è una rappresentazione ideale?
[46:29] Ma perché se voi provate a prendere in mano il libro e i
[46:32] lati degli apostoli e andate avanti?
[46:36] Poche righe le righe successive, voi vedete proprio. 2.
[46:40] Quadri in netto contrasto. Da un lato c'è Giuseppe,
[46:45] soprannominato Dagli Apostoli Barnaba, a cui abbiamo fatto
[46:50] riferimento prima con quella lettera apocrifa detta messa a
[46:54] suo nome, che significa figlio dell'esortazione, un levita
[46:58] originale di Cipro che era padrone di un campo, lo
[47:01] vendette, aveva solo questo campo.
[47:04] Lo vendette e ne consegnò l'importo, deponendolo ai piani
[47:08] dei ai piedi degli apostoli il segno della generosità pura e
[47:13] totale, uno che non cerca più di avere nessun sostegno economico,
[47:19] nessuna sicurezza, si affida alla sicurezza della Comunità
[47:23] dando tutto. Quello che ha e dall'altra.
[47:26] Parte. Nel capitolo quinto, subito
[47:30] dopo, comincia il racconto, non ve lo leggo.
[47:32] Questo perché tutti l'avete in mente.
[47:34] Un uomo di nome anania, con la moglie Safira, vendette un suo
[47:39] podere e, tenuta per sé una parte dell'importo, d'accordo
[47:44] con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli
[47:48] apostoli. Vedete che questa persona, tutto
[47:50] sommato, non era poi del tutto egoista?
[47:54] E voi sapete come va a finire, con quale durezza?
[47:58] Pietro reagisce di fronte a questo atto di.
[48:02] Egoismo anche giustificabile a nostro, ai nostri occhi
[48:06] naturalmente, il gesto Di Pietro, che voleva probabilmente
[48:10] indicare la scomunica dalla Comunità di questi due perché
[48:15] non avevano praticato questa solidarietà totale.
[48:19] Un appello all'utopia, un appello alla pienezza, un
[48:23] appello ad essere pronti. A.
[48:24] Rinunciare a tutto e anche a sfidare la sicurezza, la
[48:29] sicurezza economica, pur. Di poter essere fedeli a quel
[48:34] grande mandato che è il mandato dell'amore fraterno puro e
[48:38] totale. Una delle colonne sulla quale si
[48:42] reggeva la chiesa di Gerusalemme, si dice nel primo
[48:45] sommario, atti 2 42 era la coinonia.
[48:49] Cioè la comunione fraterna. Anzi, se nel capitolo due ancora
[48:56] il versetto 44 si diceva, Tutti coloro che erano divenuti
[49:01] credenti stavano insieme e tenevano tutte le cose in
[49:05] comune, koinà in greco tutte le cose comuni.
[49:11] Ecco, questa visione è il Giubileo nella sua forma più
[49:15] alta possibile. E indubbiamente.
[49:19] Rappresentava la. Forza anche di questa.
[49:22] Piccola comunità così unita, tanto è vero che godeva di
[49:26] grande ammirazione. Tutti godevano di grande stima
[49:29] perché erano come un vessillo, un vessillo di.
[49:32] Amore di. Unità di fraternità, di
[49:35] solidarietà erano un segno, cosa che non sono più le nostre
[49:40] comunità. Ecco a questo.
[49:43] Punto. Dobbiamo dire certamente.
[49:48] La comunità di. Gerusalemme era una comunità
[49:50] piccola, era una. Comunità.
[49:53] Tutto sommato. Costituita da persone della
[49:55] stessa classe sociale molto modesta, essi.
[50:00] D'altra. Parte respiravano, forse?
[50:03] Un clima che era presente anche nel giudaismo, perché non
[50:08] dimentichiamo che alcune comunità.
[50:10] Come quella di kumran, là sulle sponde del Mar Morto, la sponda
[50:14] occidentale del Mar Morto. Ricordate il famoso monastero,
[50:17] diremmo noi, quasi degli esseni. Ecco, costoro quando entravano
[50:22] in questo, tra virgolette, monastero, consegnavano tutti i
[50:26] loro beni, come accade ancora oggi che entra nella vita
[50:29] religiosa. Quindi erano.
[50:32] E celoricordanoglistessolostessostoricogiudaico.ro
[50:36] Giudeo Romano, Giuseppe Flavio, il filosofo alessandrino, ebreo
[50:41] filone ci ricordano che essi veramente mettevano tutto in
[50:45] comune e vivevano in una parità assoluta, nell'interno dei loro
[50:50] vivevano una specie di Giubileo permanente, mettevano in pratica
[50:56] quell'appello, non vi sia tra di voi nessun bisognoso, in una
[50:59] maniera totale ed assoluta. C'era quindi probabilmente dal
[51:03] deserto di Giuda veniva questa specie di respiro, dicevo, anche
[51:07] nella chiesa di Gerusalemme. C'era anche qualche istanza
[51:12] mistica persino nel mondo greco. Non dimentichiamo mai che, per
[51:16] esempio, Aristotele nella sua etica nicomachea, questo grande
[51:21] filosofo greco in questo testo che è una specie di guida
[51:26] morale, ricordava che. Pantacoina tafilon che detto in
[51:35] modo molto semplice queste tre parole greche Pantacoina Tafilon
[51:41] vuol dire tra gli amici, tutte le cose sono in comune tra
[51:47] coloro. Che hanno un'ideale.
[51:49] Comune tutto dovrebbe essere in comune se sono cementati
[51:53] dall'amore. Ecco, la chiesa di Gerusalemme
[51:56] vive questa esperienza giubilare perfetta.
[51:59] Certamente ai nostri giorni questo elemento non può essere
[52:04] trascritto in maniera così automatica.
[52:07] Pensiamo che cos'è la complessità della questione
[52:10] economica attuale? La.
[52:13] Complessità delle relazioni. Pensiamo che cosa vuol dire
[52:18] anche la tutto il modo? Con cui.
[52:23] È cresciuta la società? Noi non siamo più.
[52:27] Come. Allora una comunità ristretta
[52:30] che vive nell'interno, ci sono alcuni movimenti ai nostri
[52:34] giorni che noi qualche volta, un po' in maniera cattiva, un po'
[52:38] brutta, le chiamiamo. 7. Ma che qualche volta si
[52:42] presentano un po' con questo volto, sono gruppi religiosi
[52:45] chiusi in se stessi. Quasi autonomi.
[52:48] Autosufficienti? Beh, allora in questi è
[52:50] possibile anche raggiungere probabilmente, ma noi
[52:53] normalmente invece siamo in un contesto che è del tutto post
[52:57] cristiano, dove ci sono delle leggi a cui dobbiamo adattarci,
[53:00] altrimenti non potremmo del tutto vivere.
[53:02] Ed è per questo motivo che allora quell'appello dovrà
[53:07] essere riscritto. Però guai se i condizionamenti
[53:13] economici fanno morire quell'anima.
[53:18] Noi non dobbiamo. Certamente ritornare a forme
[53:22] pauperistiche, come avvenuto nella storia della Chiesa, anche
[53:27] non dobbiamo. Pensare.
[53:29] Neppure e abbiamo visto anania e safira che anche per quelli che
[53:33] pure erano allo stesso livello ed erano pochi, tutte le cose
[53:36] fossero come un'età dell'oro, fosse un momento idealizzato.
[53:42] Qualche volta c'è la tentazione di vedere la chiesa delle
[53:44] origini in questa maniera, no, era una chiesa anch'essa
[53:47] tormentata, con infinite difficoltà e problemi, quindi
[53:51] anche noi faticosamente dobbiamo proporci una meta, però guai se
[53:57] non teniamo alta. La forza dell'utopia.
[54:02] Guai se non appelliamo ancora in maniera forte alla solidarietà e
[54:07] devo dire che per fortuna la chiesa dei nostri tempi.
[54:12] Il tema della solidarietà, il tema giubilare fondamentale,
[54:16] l'ha proposto e lo ripropone. Ed è per questa ragione che noi
[54:23] dobbiamo far sì che l'utopia, che indubbiamente dice il
[54:28] termine stesso, voi sapete che l'ha inventato Tommaso Moro
[54:31] quando ha scritto questo libro nel 1516, è un'isola.
[54:37] Che in pratica. Non c'è non ha luogo in greco
[54:42] Utopos, non c'è luogo non. È in.
[54:45] Nessun luogo, questo grande ideale deve essere come una.
[54:51] Stella. Polare verso la quale si va, ma
[54:54] guai questo ideale spegnerlo guai questa stella polare e
[54:59] farla cadere. Ed è per questo motivo che
[55:02] allora vorrei avviarmi alla conclusione ribadendo.
[55:08] Questo impegno esistenziale giubilare, come è stato vissuto
[55:12] dalla chiesa di Gerusalemme, ribadendolo con due grandi
[55:16] dichiarazioni che sono il suggello di questo lungo viaggio
[55:21] nel Giubileo, Giubileo che è carica dello spirito, che
[55:26] viaggio oltre le convenienze immediate, che è anche tensione
[55:32] oltre la celebrazione, il puro rito.
[55:35] Che appello ai. Grandi valori terminali e
[55:38] fondamentali. Ebbene, vorrei che questa
[55:41] conclusione venisse affermata attraverso queste due
[55:45] testimonianze, diverse tra di loro.
[55:47] La prima è quella di Sant'Ambrogio.
[55:51] Sant'Ambrogio in un certo senso commenta il Giubileo lo
[55:55] sentirete tra poco nell'interno. Di un suo libro?
[55:59] Intitolato De Nabute. È la storia di nabot.
[56:03] Ricordate questo povero contadino al quale l'arroganza
[56:09] del potere, la boria del potere, toglie il suo appezzamento di
[56:15] terreno per arricchire il parco reale?
[56:18] È quello che accade col re Achab e sua moglie Zezabele,
[56:23] soprattutto con la regina Zezabele.
[56:25] Quel terreno, questa donna lo vuole assolutamente per
[56:30] allargare. Il parco reale della residenza
[56:35] di campagna di Hitler ed è. Pronta a violare.
[56:39] Una delle leggi fondamentali della tradizione biblica, il
[56:42] legame con la terra e il Giubileo, faceva sì che si
[56:46] ritornasse a possedere ancora il raccolto della propria terra
[56:51] perduta. Ebbene.
[56:55] Ambrogio scrive un libro. Attorno a questo personaggio e
[56:59] soprattutto all'indice puntato del profeta Elia che nel
[57:04] silenzio complice dei sudditi timorosi del potere, avrà
[57:09] invece. Il.
[57:10] Coraggio di alzare possente la sua voce di denuncia e scrive,
[57:16] Ambrogio, la terra è stata. Creata.
[57:21] Come un bene comune per tutti. Per i ricchi e per i poveri,
[57:27] perché o ricchi vi arrogate un diritto esclusivo sul suolo
[57:35] quando? Aiuti.
[57:37] Il povero tu non gli dai. Del tuo.
[57:41] Ma gli Rendi il suo, infatti la proprietà comune che è stata
[57:48] data in uso a tutti tu solo la usi.
[57:53] La terra è. Di tutti.
[57:55] Non dei ricchi. Dunque, quando aiuti il povero,
[58:00] tu restituisci il dovuto, non elargisci il non dovuto.
[58:06] Sentite d'altra parte, la forza anche di questo vescovo che
[58:12] aveva alle spalle, anche, tra l'altro, la tempra di un uomo
[58:17] gestore del potere. D'altra parte, però, capite
[58:20] anche come egli. Lo voleva ora gestire da vescovo
[58:25] in una maniera autenticamente giubilare secondo giustizia.
[58:31] Ma e concludo con una voce profondamente diversa, sono
[58:35] partito quest'oggi ricordandovi che quando si aprirà la porta
[58:40] Santa Risuoneranno le arpe dell'Oriente, il coto giapponese
[58:47] ci sarà. Questo Corno africano.
[58:50] C'è in pratica. Il tentativo di.
[58:52] Vedere come c'è il vento. Dello spirito che soffia?
[58:58] Oltre i confini dell'Occidente di questo Occidente così stanco
[59:03] di questo Occidente, anche qualche volta un po' impietrito,
[59:08] cristallizzato nei suoi egoismi e tante volte anche nella sua
[59:13] superficialità, nella sua banalità.
[59:16] Ecco il Giubileo. È un suono.
[59:19] Che deve far fremere un po' di più la nostra stanchezza, la
[59:23] stanchezza delle nostre comunità, gli impegni che sono
[59:28] qualche volta un po' stereotipi, mutare quel clima che tante
[59:34] volte è un clima più di abitudine che non di fervore, è
[59:42] un clima di distrazione più che non di tensione.
[59:47] È un clima di praticità, concretezza e non invece un
[59:55] clima di idealità di tensione verso l'alto.
[59:59] E allora vorrei che una. Voce.
[1:00:03] Dell'India, una voce non cristiana come quella di Gandhi
[1:00:08] si ricordasse in ultima analisi i temi del Giubileo come temi
[1:00:14] universali. Egli lo fa.
[1:00:16] Nell'interno di un suo. Scritto con questo settenario,
[1:00:20] c'è un settenario che dovrebbe essere imparato a memoria come
[1:00:25] esame di coscienza anche per noi cristiani.
[1:00:28] E sarebbe adatto per vivere bene anche il Giubileo nello spirito
[1:00:34] biblico, nello spirito autentico, diceva Gandhi, l'uomo
[1:00:41] si. Distrugge.
[1:00:44] Primo. Con la politica senza principi,
[1:00:49] con la ricchezza, senza lavoro, con La Sapienza, senza
[1:00:56] carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza
[1:01:07] umanità, con la religione senza fede.
[1:01:14] Con l'amore senza e sacrificio grazie.

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