# Gianfranco Ravasi - Il Vangelo di Matteo (#5)

An episode of [Viaggio nella Bibbia](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1458128893), 21 Mar 2026, 1 h 02 min.

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5. La passione e la risurrezione secondo Matteo (cc. 26-28).

## Transcript

[0:01] Lettura della Bibbia, ciclo di conferenze su il Vangelo di
[0:06] Matteo tenute al centro culturale San Fedele di Milano
[0:10] nel mese di novembre dicembre 1988 da Don Gianfranco Ravasi,
[0:15] docente di Sacra Scrittura alla facoltà teologica dell'Italia
[0:19] settentrionale. Quinta conversazione.
[0:24] Sabato 17 dicembre. Cristo è morto e risorto ed è
[0:31] apparso. La passione e la resurrezione
[0:35] secondo Matteo, capitoli 26, 28. In apertura a questa nostra
[0:53] ultima lettura dal Vangelo di Matteo, metteremo il volto di
[0:58] Matteo, Matteo Levi, figlio di Alfeo.
[1:03] Lo mettiamo naturalmente questo volto innanzitutto, come abbiamo
[1:06] fatto sempre in queste sere, in queste nostre letture del
[1:10] Vangelo di Matteo, attraverso le sue parole.
[1:13] Quelle parole che sono nel testo greco.
[1:16] Gli studiosi le hanno contate, 18.278 parole greche.
[1:20] Non è il Vangelo più lungo. il Vangelo più lungo è quello di
[1:23] Luca con d più di 19.000 parole, 19.404 parole.
[1:29] Il volto su e lì, un volto che ha composto, poi che è diventato
[1:34] umano e ha composto questo testo.
[1:37] Certamente dopo il 70 d.C. Infatti già l'ultima volta nella
[1:42] lettura di Matteo 24 ci accorgevamo che c'era sullo
[1:46] sfondo già la distruzione di Gerusalemme.
[1:50] In Matteo 22 7, nella parabola degli invitati distratti e
[1:54] superficiali, si cita una frase che fa pensare all'assedio di
[1:59] Gerusalemme, è un ritocco fatto dagli Evangelisti
[2:02] dall'evangelista, allora il re si indignò e mandate le sue
[2:06] truppe, uccise con gli assassini e diede alle fiamme la loro
[2:09] città. Noi vedremo, ora il volto di
[2:14] Matteo lo vorrei presentare. Lo vorrei presentare in due
[2:17] forme diverse, con un intreccio dell'occhio e dell'orecchio.
[2:22] Innanzitutto con l'occhio. Io, proprio quando ho iniziato
[2:26] questo ciclo di conferenze, vi ho ricordato quella
[2:28] straordinaria vocazione di Matteo di Levi, secondo la
[2:33] lettura di Caravaggio nella Cappella Condorelli di San Luigi
[2:38] dei francesi. Ora.
[2:41] Bene, ora noi la riproponiamo davanti ai nostri occhi.
[2:45] Un grande pittore contemporaneo spagnolo, Juan Mirò, nella sua
[2:48] autobiografia intitolata Lavoro come un giardiniere diceva, per
[2:53] me un quadro deve fare scintille, deve abbagliare come
[2:57] la bellezza di una donna o di una poesia.
[3:01] Deve emettere raggi come le selci che i pastori dei Pirenei
[3:06] usano per accendere le loro pipe e.
[3:10] Secondo me Caravaggio in questo quadro c'è riuscito in pieno a
[3:13] far balenare questi raggi, a far emergere queste scintille.
[3:19] Voi vedrete in successione il quadro nel suo insieme.
[3:23] Poi lo vedete attraversato da quel fascio di luce celebre che
[3:27] arriva da una finestra nascosta. Ce n'è un'altra, ma una è
[3:31] nascosta. E questa finestra invisibile,
[3:34] con la sua luce avvolge la mano del Cristo, la quale, mano del
[3:39] Cristo si proietta verso la mano dell'apostolo futuro apostolo,
[3:45] allora esattore delle imposte, il quale si mette la mano sul
[3:49] petto quasi per indicare, sono proprio io il chiamato, ma
[3:53] quella mano, come vi accorgerete io, lo mostrerò, questa.
[3:57] Sera quelli che potranno vedere, ma penso che tutti potranno poi
[4:01] ritrovare quelli che mi ascolteranno in seguito con la
[4:03] registrazione, quelli che mi ascoltano per radio, potranno
[4:06] ritrovare questo grande, importante quadro di Caravaggio
[4:09] e confrontarlo, confrontare la mano del Cristo, la mano che
[4:13] chiama la mano che crea con la mano creatrice di Michelangelo.
[4:18] Quella che Michelangelo ha dipinto nel creatore per
[4:22] eccellenza nelle pagine della genesi della Sistina, il
[4:26] creatore di Adamo, colui che chiama la vita.
[4:29] Adamo diventa, nella citazione di Caravaggio, Colui che chiama
[4:33] alla vita dell'Evangelo Matteo. E mentre ascolteremo e mentre
[4:39] vedremo con gli occhi questo fluire di immagini dal.
[4:45] Dal totale al particolare, fino alla citazione, poi nel totale,
[4:49] nella sua pienezza. Noi ascolteremo alcune battute
[4:52] soltanto di un testo che è necessario assolutamente citare
[4:57] questa sera. Un testo supremo nella storia
[5:00] della cultura e della musica, la passione secondo Matteo di
[5:04] Johann Sebastian Bach del 1729. L'arte diceva un'altro pittore,
[5:11] in questo caso però si adatta a tutte le manifestazioni
[5:13] artistiche, Paul klee. L'arte non ripete le cose
[5:18] visibili, ma rende visibili visibile ciò che non lo è e la
[5:24] musica di Bach riesce a rendere in maniera assolutamente unica.
[5:31] Questo mistero io vi farò sentire lentamente.
[5:36] Alcune battute soltanto della corale celebre corale, finale,
[5:40] vi rasetzet Nuns Trainen Nider noi.
[5:45] Ci sediamo piangendo e diciamo a te che sei nella tua tomba, o
[5:50] Cristo riposa dolcemente, dolcemente riposa.
[5:56] Riposate membra svuotate dalla sofferenza, riposate dolcemente,
[6:01] riposate in pace. La tomba è la pietra funeraria,
[6:06] saranno per il cuore angosciato il soffice cuscino ove dormire,
[6:12] saranno il riposo delle anime là.
[6:15] Gli occhi si chiudono nella gioia Suprema del sonno sulla.
[6:21] Partitura in capo alla partitura, nell'Autografo Bach,
[6:25] per la passione secondo Matteo, aveva scritto Solideo gloria.
[6:31] Ed è forse la più grande professione di fede di
[6:34] un'artista. La gloria va soltanto a Dio
[6:39] all'unico Dio. E allora, con negli occhi le
[6:43] immagini di Caravaggio e con la musica di Bach facciamo anche
[6:48] noi questo istante di meditazione.
[9:17] Il nostro percorso questa sera si ferma sulle ultime pagine del
[9:22] del Vangelo di Matteo, la passione e la resurrezione.
[9:26] Il grande credo antiocheno cosiddetto, quel credo che Paolo
[9:30] cita nella prima lettera ai corinzi, al capitolo
[9:33] quindicesimo, nei versetti 3 5, è in pratica il grande nucleo da
[9:38] cui si sviluppano poi le pagine della narrazione di Matteo e
[9:42] degli altri Evangelisti. Abbiamo già detto in altre
[9:44] occasioni che il Proto Vangelo, il primo Vangelo, è stato quasi
[9:49] certamente un racconto della passione, morte e resurrezione
[9:52] del Cristo, quel credo che forse il credo più antico di tutta la
[9:56] Chiesa, Gesù Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le
[10:00] scritture, fu risorto e fu sepolto, ed è risorto il terzo
[10:04] giorno, secondo le scritture, ed apparve.
[10:08] È una vera e propria sintesi essenziale di ciò che ora il
[10:12] Vangelo narra, era il cherigma, come si dice, cioè il grande
[10:16] annunzio, l'annuncio essenziale della fede cristiana.
[10:20] Il Kerim, concentrato in poche tesi, viene ora narrato, narrato
[10:25] nell'interno di un racconto sobrio.
[10:28] Ecco, io seguirò, punterò l'indice nella nostra lettura,
[10:31] soprattutto sulle pagine, sulle parole e sulle pagine che sono
[10:35] proprie di Matteo, su quella trama che egli aveva ricevuto
[10:39] dalla tradizione, quel Proto Vangelo che in qualche modo era
[10:43] già stato diffuso. Forse.
[10:45] Forse su schede già scritte, oltre che nella predicazione
[10:48] orale, su quel testo Matteo costruisce i suoi ricami.
[10:53] Costruisce la sua redazione, le sue interpretazioni personali
[10:57] specifiche, i suoi accenti propri.
[11:01] Ecco, io direi che questi accenti sono già in apertura, li
[11:04] possiamo già ricordare in apertura.
[11:06] Così, il Cristo di Matteo è sempre un Cristo solenne,
[11:11] iratico anche nell'interno della passione.
[11:15] Non decade mai da quella figura proprio di pantocrator di
[11:18] signore onnipotente. Le sue parole sono molte, egli
[11:24] parla e commenta molto di più che non negli altri Evangelisti,
[11:28] quasi a far capire al discepolo il segreto senso di questi
[11:32] eventi scandalosi. Questa è la prima grande
[11:35] caratteristica del racconto di Matteo.
[11:38] Tuttavia questi particolari, questa attenzione hanno anche
[11:43] una finalità specifica. Nelle parole di Gesù, in alcuni
[11:48] gesti, in alcuni elementi raccontati solo da Matteo, si fa
[11:52] emergere sempre di più, in maniera visibilissima, la
[11:56] tensione col mondo giudaico, la tensione che ormai si è
[12:00] stabilita tra la Chiesa e la sinagoga.
[12:04] Ormai non si riconoscono più, anzi la chiesa sente che questa
[12:08] tensione sfocia ormai verso una dissociazione e Matteo, più di
[12:14] tutti gli altri, sottolineerà che il vero Israele ormai non
[12:18] passa più nell'Israele razziale, passa nell'interno di un nuovo
[12:23] Israele chiamato da Dio, che appartiene appunto al mondo
[12:28] anche dei Pagani. Non tratta.
[12:30] Quindi di un antisemitismo. Si tratta ormai della coscienza
[12:33] della novità cristiana, se si vuole, e questo lo dobbiamo
[12:38] ribadire soprattutto contro certe tendenze anch'esse
[12:41] anch'esse diffuse in questi ultimi anni.
[12:46] Di appiattimento del fenomeno cristiano sulla sua matrice
[12:48] giudaica è fuor di dubbio che ha una matrice ebraica.
[12:52] Non solo per l'Antico Testamento, ma anche per la
[12:54] figura di Gesù, l'ebreo. Ma esiste anche uniato, un
[12:59] taglio netto, profondo, per cui non possiamo dire che il
[13:04] cristianesimo sia semplicemente la gemmazione più spirituale o
[13:08] più nobile di un certo giudaismo.
[13:11] Manca però una cosa, io su questo potrei fare veramente
[13:14] tutto un discorso multicolore. Ma lo accenno così solo per
[13:19] transenna, manca nel racconto della passione, come nel resto
[13:22] del Vangelo, manca tutto quello che hanno tessuto con la loro
[13:25] fantasia i Vangeli Apocrifi. La sobrietà del racconto è
[13:29] essenziale, teologia e storia sono fuse insieme con estremo
[13:33] rigore. Non ci sono sbavature.
[13:36] Pensiamo soltanto, per fare un esempio, è stato ricordato anche
[13:39] recentemente il famoso mito dell'ebreo errante.
[13:43] È un mito che esiste nell'interno della tradizione.
[13:47] Si tratta solo di leggenda, nulla di storico, è solo
[13:50] nell'interno di una tradizione apocrifa, la quale.
[13:54] Esplode all'improvviso nel 1602 con un pamphlet che viene
[13:59] pubblicato in tedesco intitolato Kurt Zeibung con Terzelum von
[14:03] Hayem Huden Mitnamenaz Verus, che vuol dire breve descrizione
[14:08] e narrazione di un giudeo di nome as vero assuero, questo
[14:13] calzolaio in Gerusalemme. Cheli sulla porta del suo
[14:17] negozio, quando vede passare Gesù sulla via del calvario.
[14:21] E Gesù, Stanco, si appoggia per un momento al muro della sua
[14:25] casa a suero, nel racconto del 1600.
[14:29] Ma ecceggiante questa antica tradizione, gli dice, vattene
[14:33] dove è giusto che tu vada. E Gesù Li replica, io avrò pace
[14:42] tu. Invece dovrai per sempre
[14:44] camminare. E da quel momento in avanti a
[14:47] suero parte per il mondo senza tregua, vive per secoli votato
[14:53] ad un pellegrinaggio senza fine, senza la meta della morte.
[14:57] Ed allora egli implora la sepoltura, implora che
[15:01] qualcheduno metta fine a questo pellegrinaggio errabondo e
[15:04] vagabondo per le strade del mondo ci sono anche delle
[15:08] simbologie che poi sono state usate in chiave antisemita, ma
[15:12] ci sono delle simbologie anche suggestive.
[15:14] Colui che non accoglie il Cristo diventa lui stesso ormai una
[15:20] persona sbandata, che non ha più meta, destinato ad errare senza
[15:24] lo scopo della vita. Ecco.
[15:26] Al di là della parabola, al di là della bellezza, noi sappiamo
[15:28] però che questo è il desiderio solo della pietà di costruire
[15:31] attorno alla via crucis tre cadute, di costruire tante
[15:35] scene, la Veronica per esempio, particolari che non appartengono
[15:39] alla storia. Che non appartengono soprattutto
[15:42] al racconto canonico così sobrio, questo racconto
[15:45] canonico, noi ora lo guarderemo quasi in quattro, in un
[15:49] polittico, in quattro scene. Come sempre fissando l'occhio,
[15:55] puntando l'indice sui segnali, se volete sui colpi di pennello
[15:59] propri, le pennellate proprie di Matteo, l'arresto al Getsemani,
[16:05] io non voglio leggervi tutto il testo, vi leggo solo un
[16:08] particolare esclusivo di Matteo. Siamo nel capitolo ventiseiesimo
[16:13] e versetti 51 54, ed ecco. Uno di quelli che erano con
[16:20] Gesù, Giovanni Evangelista, dirà che È Pietro.
[16:26] Messa mano alla spada, la Estrasse e colpì il servo del
[16:31] Sommo sacerdote staccandogli un orecchio.
[16:35] Allora Gesù Gli disse, E qui comincia l'elemento solo di
[16:38] Matteo, Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che
[16:44] mettono mano alla spada periranno di spada.
[16:47] Pensi forse che io non possa pregare il padre mio, che mi
[16:50] darebbe subito più di 12 legioni di angeli?
[16:53] Ma come allora si adempierebbero le scritture secondo le quali
[16:58] così deve avvenire? Voi vedete che c'è una vera e
[17:02] propria lezione di Gesù contro la violenza, contro il mostro
[17:06] della violenza, questo mostro la cui madre, come si dice, sempre
[17:11] incinta. Significativo è il detto di Gesù
[17:17] in greco, tra l'altro è finissimamente costruito con un
[17:20] chiasmo con una x. Pante Soil Labontes, Maheran and
[17:25] Mahuntay, tutti coloro che prenderanno in mano la spada di
[17:30] spada periranno. Il rapporto di Gesù con la
[17:36] violenza è stato già esplicitato.
[17:38] Ricordate quando abbiamo letto il discorso della montagna?
[17:41] Un rapporto assolutamente di distacco totale e assoluto.
[17:48] Cristo non riesce a vedere violenza giusta o ingiusta nel
[17:50] suo, nella sua prospettiva almeno generale, nella sua
[17:54] lettura generale. Ancora troviamo un'altro
[17:57] elemento, il rapporto col padre, è un rapporto solenne che egli
[18:01] ha. 12 regioni mi potrebbe mandare?
[18:03] Eppure io in questo momento sono uomo.
[18:07] E devo passare attraverso la galleria oscura della morte e
[18:11] del dolore, retaggio dell'umanità, tipica qualità
[18:15] dell'umanità. E ancora, il terzo elemento,
[18:18] quel dei bisogna che le scritture si adempiano.
[18:21] C'è un disegno che Dio ha fatto. Questo disegno ha delle righe
[18:25] che sono sconcertanti anche per me, io le devo accogliere e Gesù
[18:29] si avvia solennemente. Eccoci allora al secondo quadro.
[18:34] Il processo giudaico il processo giudaico voi lo vedete descritto
[18:38] ampiamente dal versetto 57. Del capitolo ventiseiesimo fino
[18:44] al capitolo ventisettesimo, versetto 10, Voi sapete che ha
[18:48] come sfondo il sane drin, il Sinedrio Sanedrin è una
[18:52] trascrizione aramaica della parola sinedrio greca, che vuol
[18:55] dire Assemblea con sesso. Sapete anche dalle letture che
[18:59] abbiamo già fatto, per esempio nel Vangelo di Marco di di Luca,
[19:03] che era composto da 70 membri più.
[19:07] Uno il sommo sacerdote che lo presiedeva, il sommo sacerdote
[19:10] in causa, si riuniva in quest'Aula della pietra
[19:13] squadrata, cosiddetto che ora è stata messa alla luce
[19:16] recentemente dagli archeologi. E nell'interno di questa scena
[19:21] di questo processo abbiamo un processo notturno probabilmente
[19:24] non valido, una specie di istruttoria e la vera vera e
[19:27] propria seduta del mattino, perché era possibile solo fare
[19:32] un processo al mattino, durante il giorno, non di notte.
[19:36] Il potere era molto limitato di questo sinedrio supremo, per
[19:39] l'ebraismo, per il giudaismo era molto limitato perché
[19:42] controllato soprattutto ora, dal potere romano.
[19:47] Ecco, il Vertice è in quelle parole ancora di Gesù, le parole
[19:50] fondamentali, quelle dei versetti 63, 65, ti scongiuro.
[19:57] Per il Dio vivente, gli dice il sommo sacerdote, perché ci dica
[20:02] Se tu sei il Cristo, il figlio di Dio.
[20:05] È la replica di Gesù, Lapidaria e solenne come un profeta parla,
[20:10] tu l'hai detto, anzi, vi dico d'ora innanzi, già da ora.
[20:17] Vedrete il figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio e
[20:21] venire sulle nubi del cielo. Allora il sommo sacerdote si
[20:25] stracciò le vesti di fronte al gesto, il colgesto rituale di
[20:30] fronte alla bestemmia. Dove bestemmia Gesù?
[20:33] Se Gesù avesse detto semplicemente, io sono il
[20:36] discendente di Davide che può sedere alla destra di Dio, non
[20:40] avrebbe bestemmiato. Perché?
[20:43] Citando il Salmo 110, è un Salmo Messianico, il Messia era sempre
[20:47] considerato una creatura umana. Dalla tradizione giudaica, è
[20:51] l'ultima grande parola di vivo, l'ultimo Messaggero, colui che
[20:54] riassume, come in una specie di nodo perfetto, tutto il fascio
[20:59] dei profeti, colui che dà senso a tutta la predicazione
[21:02] profetica. E allora qual è l'elemento che
[21:06] fa scattare il grido di bestemmia?
[21:09] È che Gesù ha detto, non solo io sono messia, ma anche per me si
[21:14] realizza quella parola misteriosa che il giudaismo non
[21:18] aveva mai voluto applicare. Se non con una vera e propria
[21:22] Cortina fumogena. Al Messia.
[21:26] Cioè il testo famoso di Daniele, 7 d'ora innanzi vedete il figlio
[21:31] dell'uomo venire sulle nubi del cielo e ricevere grande potenza.
[21:36] Questo testo lo ascolteremo anche in finale del racconto di
[21:38] Matteo, il testo glorioso di questo Messanismo Apocalittico
[21:43] celeste trascendente in cui il Messia ha qualche contorno
[21:47] stranamente divino. Questo non lo si può applicare
[21:50] ad una creatura che sta davanti a noi.
[21:51] Ora si. Presenta non come un capopopolo
[21:56] messianico, ma si presenta come il figlio dell'uomo.
[22:00] E allora il sommo sacerdote punta l'indice ed ecco il
[22:03] giudizio. E quel giudizio è sigillato da
[22:06] un racconto che è solo di Matteo, a cui io accenno
[22:10] soltanto, ma che è di un grande valore nella prospettiva di
[22:14] Matteo. E il racconto conclusivo dei
[22:18] versetti 3 10 del capitolo ventisettesimo, il racconto
[22:22] conclusivo del processo giudaico.
[22:24] Il campo del sangue. Giuda, il traditore, vedendo che
[22:28] Gesù era stato condannato, si pentì, riportò le 30 monete
[22:31] d'argento e i sommi sacerdoti e quelli dissero, non può entrare
[22:35] nel tempio perché è frutto di sangue.
[22:37] Ebbene, lo useremo per comperare un cimitero, diremmo noi oggi
[22:41] per gli acattolici è un cimitero per gli stranieri.
[22:45] E a questo punto. C'è quella frase significativa
[22:50] per quel. Campo fu denominato campo di
[22:54] sangue fino al giorno d'oggi. E allora si adempì quanto era
[22:58] stato detto dal profeta Geremia. Ancora una volta la
[23:02] dichiarazione usata da matteiola Poggio, anche se in realtà il
[23:07] profeta ha citato qui è Zaccaria questa.
[23:11] Dichiarazione solenne, è una vera e propria scrittura da
[23:17] parte di Matteo sulla terra, è scritto fino al giorno d'oggi,
[23:21] fino mentre io sto scrivendo ora nel Vangelo.
[23:25] Che ormai. Israele ha rifiutato il suo
[23:29] messia e questo rifiuto è iscritto nel campo del sangue,
[23:35] in questo. In questo campo nel quale c'è
[23:38] l'espressione visiva, sperimentale, simbolica,
[23:42] globale, quindi di quel rifiuto, come vedete la tensione col
[23:47] giudaismo è chiara, è fuor di dubbio che ormai Matteo
[23:51] appartiene, se dicono gli studiosi, probabilmente ad una
[23:53] comunità che era anche perseguitata dal mondo giudaico,
[23:56] forse una comunità debole che cresceva tutta giudaica, tra
[23:59] l'altro di origine giudaica, che veniva contestata da quelli dal
[24:03] cui grembo era uscita. Creando proprio difficoltà, come
[24:07] abbiamo visto nel discorso missionario, tra padre e figlio,
[24:10] tra suocere e nuora, tra fratelli e sorelle.
[24:15] Una divisione profonda. E passiamo al terzo quadro, il
[24:21] quadro del processo romano. Voi tutti ormai avete in mente
[24:25] questa grande figura che dobbiamo sempre presentare.
[24:28] Tutte le volte che si gira leggerà la passione, ma la
[24:31] dobbiamo presentare con particolare insistenza, questa
[24:33] volta con Matteo, perché Matteo ha una simpatia particolare per
[24:37] Ponzio Pilato, Ponzio. Ponzio Pilato è davanti ai
[24:42] nostri occhi, ancora in una maniera visiva, potremmo dire
[24:45] con l'iscrizione che gli archeologi italiani abbiamo già
[24:48] citato. Quando abbiamo letto Luca e
[24:51] archeologi italiani, il professor Frova dell'Università
[24:53] di Torino hanno scoperto a Cesarea marittima, in quella
[24:56] iscrizione Ponzio Spilatus Prefectus Iudeo Iudaice Regionis
[25:02] questa iscrizione Lesionata che forse costituiva il basamento di
[25:07] una di una statua imperiale. Ponzio Pilato è scritto il nome
[25:12] suo nella terra di Palestina ed è stato ritrovato appunto
[25:15] attorno agli anni 60 da questi archeologi italiani in una
[25:19] missione a CES. Ultima la residenza del
[25:21] procuratore, splendida, stupenda sul Mediterraneo ora.
[25:26] Pilato, questa figura appare nell'interno del racconto,
[25:31] vediamo un po chi è, anche con le informazioni che abbiamo
[25:34] cerchiamo di trarne anche noi. Di gettare quasi una specie di
[25:39] piccolo ritratto di questa figura che ha governato la
[25:43] Palestina dal 27 al 35. Ecco una testimonianza faziosa.
[25:49] Però con qualche fondamento di verità, chi la dice è filone.
[25:55] Questo noto filosofo giudeo di formazione greca alessandrino di
[26:00] Alessandria d'Egitto, la sua. Descrizione, è veramente
[26:04] sferzante uomo. Per natura inflessibile.
[26:10] E in aggiunta alla sua arroganza duro.
[26:14] Capace solo di concussioni, violenze, rapine, brutalità,
[26:18] torture, esecuzioni senza processo e crudeltà spaventose
[26:22] ed illimitate. È una cascata di accuse.
[26:26] Voi sapete che i romani certamente non erano stinchi di
[26:29] santi, anzi, erano normalmente dei veri e propri barbari in
[26:34] certe culture penetravano, imponendo sempre l'incubo del
[26:40] loro fisco da un lato e dall'altra parte l'incubo della
[26:43] loro oppressione, oppressione militare.
[26:46] E qui nel Medio Oriente, dove c'erano culture straordinarie,
[26:49] hanno fatto Piazza Pulita. Veramente tabula rasa in certi
[26:53] casi, quindi si può anche capire dal resto, da quanto ci dice lo
[26:58] storico Giuseppe Flavio, invece l'altro che parla di lui, il
[27:01] famoso storico giudeo filo romano, d'altra parte.
[27:05] Emerge la figura di un uomo che aveva in realtà una certa
[27:10] abilità, ma aveva un debole. Non sopportava gli ebrei e
[27:14] cercava in tutti i modi di provocarli, ma avendone sempre
[27:17] un po paura. Alcuni episodi sono chiari, la
[27:20] provocazione, per esempio, dei labari imperiali nel tempio.
[27:24] Nessun altro procuratore prima di lui aveva messo i labari con
[27:26] l'imperatore con L'Aquila, violando la norma delle immagini
[27:31] proprio nella Spianata del Tempio.
[27:32] Lui vuole. E il risultato è stata una
[27:36] sollevazione popolare per cui lui dopo, pur avendola piegata
[27:38] nel sangue, deve fare mercia indietro, anche perché andavano
[27:41] a denunciarlo a Roma e lui a Roma forse non godeva di buona
[27:44] letteratura nel capitolo tredicesimo di Luca.
[27:49] Gesù stesso annota un fu un episodio di cronaca, ricordando
[27:53] una strage di Pilato che aveva mescolato il sangue con quello
[27:56] di alcuni Galilei col sangue dei sacrifici nel.
[28:01] Stesso racconto. Qui abbiamo qualcosa che
[28:05] probabilmente suona provocazione, il famoso
[28:07] privilegio Pasquale sul quale si discute moltissimo per riuscire
[28:11] a trovare una vera documentazione.
[28:13] Privilegio Pasquale, era questo la possibilità di dare
[28:15] l'amnistia a un condannato politico in occasione delle
[28:18] feste, soprattutto della festa ebraica di Pasqua.
[28:21] E vedete che sceglie? Offre la possibilità al popolo,
[28:26] scegliendo quello meno gradito perché sceglie Gesù di Nazareth
[28:30] e l'altro è barabba, che non dovete pensare sia un ladrone,
[28:36] come di solito si dice casomai. Casomai un malfattore, ma il
[28:40] termine usato in greco è le stesse che è il termine tipico
[28:45] usato per indicare i terroristi. Era quindi un capo probabilmente
[28:50] degli zeloti, per cui la traduzione casomai malfattore
[28:53] più generica e alcuni codici. Curiosamente, tra l'altro ci
[28:57] danno anche un nome, non si sa. Io non credo che sia vero, è
[29:01] solo frutto di parallelo. Lo chiamano Gesù.
[29:04] Gesù Barabba però il confronto sarebbe evidentemente troppo
[29:08] simbolico, troppo sferzante anche come immagine, volete Gesù
[29:13] di Nazareth che si è detto Rede giudeo Gesù Barabba?
[29:18] In realtà abbiamo una provocazione, perché egli sapeva
[29:22] che non potevano scegliere che queste.
[29:24] Eppure egli ancora vuole cercare di creare difficoltà a questo
[29:28] popolo. Lo sceglievano perché era il
[29:30] rappresentante della opposizione della guerriglia partigiana
[29:34] all'oppressione romana. Ma.
[29:38] È qui, è il punto che ci interessa.
[29:41] Matteo da solo ci dà due indicazioni che non salvano
[29:45] Pilato dal suo peccato di pilatismo, ma lo presentano in
[29:49] una luce certamente più ottimistica.
[29:52] Per Matteo Pilato è una figura guardata con simpatia per due
[29:56] ragioni. La prima, il racconto che non
[29:59] cito ma che lascio a voi per la lettura, il racconto celeberrimo
[30:04] della moglie di Pilato. Nel capitolo ventisettesimo
[30:08] versetto 19, non toccare quel giusto perché oggi fui molto
[30:14] turbata in sogno per causa sua. C'è tutto il racconto, anche con
[30:19] quell'aspetto, un po di magia, tipico anche del mondo romano,
[30:23] di superstizione, caratteristica poi anche delle alte classi di
[30:28] questa donna. Non sappiamo nient'altro se non
[30:30] questa indicazione. Gli apocrifi furono reggeranno
[30:34] poi forse qualcheduno di voi sa persino il nome che è stato
[30:37] inventato del Procula o procla e la Chiesa etiopica non avrà
[30:42] nessuna esitazione. Anche la Chiesa orientale,
[30:43] alcune chiese orientali a farla Santa se.
[30:46] Tte, secondo tema, secondo racconto solo di Matteo, un
[30:52] episodio celeberrimo, questo, diventato proprio emblematico.
[30:57] Lavarsene le mani? La lavanda delle mani in nel
[31:01] capitolo ventisettesimo, i versetti 24 e 25.
[31:07] Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il Tumulto
[31:12] Cresceva sempre di più, presa dell'acqua, si lavò le mani
[31:16] davanti alla folla. Non sono responsabile disse di
[31:21] questo sangue credetevela voi, al di là del fatto che la
[31:25] responsabilità è resta. Però vedete che Matteo
[31:29] sottolinea. Che Pilato vuole quasi
[31:32] distaccarsi, non vuole essere coinvolto in questa condanna e
[31:37] tutto il popolo in greco. In greco passo Laos tutta la
[31:42] Comunità. Idealmente egli immagina che
[31:45] quel grido sia il sigillo di tutto Israele che rifiuta il suo
[31:51] Messia. È sempre quella tensione col
[31:53] mondo giudaico evidente, tutto il popolo risponda, e questo è
[31:57] il linguaggio tipico dell'assunzione di
[31:59] responsabilità. Secondo la terminologia
[32:02] dell'Antico Testamento, il suo sangue ricada sopra di noi e
[32:06] sopra. I nostri figli?
[32:09] Ecco il gesto del lavare le mani.
[32:12] Un gesto tra l'altro ebraico biblico per dichiararsi
[32:15] innocenti. E questo, pensate, diventerà uno
[32:19] degli elementi della storia dell'arte tra i più
[32:21] significativi nella passione. Pensate che una delle prime
[32:25] rappresentazioni dei dettagli della passione è in un
[32:28] sarcofago. Un celeberrimo sarcofago, quello
[32:31] dei Musei Vaticani, il sarcofago di giugno basso prima del museo
[32:35] lateranense del 359, in cui c'è Gesù.
[32:39] Un giovane rappresentato come un giovane in verbe in mezzo a due
[32:43] guardie, Pilato che si lava le mani.
[32:46] Un servo gli sta versando l'acqua e volge via il capo.
[32:52] Quasi disgustato, amareggiato per questa cosa che deve fare,
[32:56] per questa condanna che verrà eseguita, e forse possiamo
[33:01] ricordarlo qualche settimana fa, lo mettiamo con un Grande Punto
[33:04] di domanda qualche settimana fa sui giornali.
[33:09] È apparsa quella notizia che all'oratorio di San Bernardo qui
[33:14] a Chiaravalle, questa stupenda abbazia di Chiaravalle.
[33:18] Forse da qui proprio il forse deve essere sottolineato le 1001
[33:23] volta, anche se questo è un parere, un'ipotesi avanzata dal
[33:26] professor Mulazzani. Forse hionymus Bosch, questo
[33:29] grande, straordinario visionario pittore fiammingo, nel 1499,
[33:35] passando da qui avrebbe raffigurato, avrebbe usato
[33:38] l'affresco, tra l'altro da tecnica quasi ignota, quel mondo
[33:42] mondo fiammingo. L'avrebbe usata?
[33:44] E ciò che si è scoperto, tra le varie varie componenti, c'è un
[33:49] Pilato di cui non si vede più il volto, si vedono soltanto le
[33:53] mani con l'acqua. Il servo che ha la faccia di un
[33:59] boia. Impassibile, implacabile,
[34:03] mentre. Attorno al Cristo sembrano
[34:06] emergere i famosi volti ghignanti alla Bosch.
[34:11] Immagine continua a riaffiorare questa grande immagine di Pilato
[34:16] e del suo gesto, quel gesto che lo farà diventare celebre nella
[34:22] storia degli apocrifi a noi sono giunti molti apocrifi, il
[34:25] Vangelo di Nicodemo, per esempio, intitolato anche atti
[34:29] di Pilato e. In questi apocrifi la fantasia
[34:34] si scatena per una cosa sola, prevalentemente c'è qualche
[34:38] eccezione, ma prevalentemente per salvare Pilato, per farlo
[34:42] diventare come si arriva nella Chiesa, etiopica ancora a farlo
[34:47] diventare Santo. I vessilli, per esempio
[34:52] imperiali, quando Cristo entra nel pretorio per essere
[34:55] giudicato, si curvano automaticamente.
[34:58] Non riescono a tenerli più fissi i soldati romani e Pilato si
[35:02] stupisce e comincia il suo dubbio.
[35:05] Verrà decapitato da Tiberio e secondo uno di questi apocrifi,
[35:09] Cristo lo accoglie in cielo abbracciandolo, abbracciando
[35:13] colui che l'aveva condannato e perdonandolo perché si era
[35:16] convertito. Una tradizione invece positiva
[35:21] se volete, ma negativa per il contenuto, lo rappresenta
[35:25] invece, tormentato dal rimorso, tormentato dal rimorso, egli si
[35:30] uccide, muore suicida, suo corpo è gettato nel Tevere, ma gli
[35:36] spiriti continuano a tormentare Roma, per cui il cadavere viene
[35:39] riesumato. Viene sepolto nel Rodano, presso
[35:43] Vienna e. Da lì anche dal Rodano deve
[35:47] essere estratto, perché la città francese di Vienna non riesce
[35:50] più a sopportare gli influssi negativi di questo corpo e verrà
[35:55] sepolto, dice l'ultima tradizione.
[35:58] In un pozzo profondissimo, in una specie di grande caverna
[36:02] scavata nella terra tra i Monti attorno, nei pressi in alta
[36:07] montagna nei pressi di Losanna, comunque.
[36:11] Comunque sì, al di là di tutto questo, pensate, sono passati
[36:15] sulla terra di Palestina dei procuratori probabilmente più
[36:19] importanti, certamente più abili di Ponzio Pilato.
[36:24] I nomi? Loro sono conosciuti soltanto da
[36:27] noi, andiamo solo a cercarli noi, un coponio, ambivio, rufo,
[36:30] grato, Marcello, marullo, felice, sono nomi che restano
[36:35] solo nei libri di storia. E invece noi tutti, tra poco,
[36:40] nella liturgia, tutte le domeniche, noi tutti ripetiamo
[36:44] il suo nome. Non ripetiamo il nome
[36:46] dell'imperatore Augusto, se non per il Vangelo una volta ogni
[36:50] tanto, quando si legge il Vangelo di Luca, ma il nome di
[36:52] Ponzio Pilato, questo modesto funzionario, forse anche
[36:56] discutibile. Ma visto con simpatia da Matteo,
[37:00] viene ripetuto nel credo in tutte le liturgie, patì sotto
[37:05] Ponzio Pilato e fu crocifisso. E per Matteo la figura di Ponzio
[37:12] Pilato è, in un certo senso, un'apertura di Orizzonte.
[37:17] Da un lato c'è quel grido, passo la ho S tutto il popolo che non
[37:21] riconosce il Cristo. Dall'altra parte, invece, c'è
[37:26] ormai un pagano che perlomeno è in sospetto, che perlomeno è
[37:32] indubbio. Ed eccoci alla quarta scena.
[37:35] La quarta scena è quella della crocifissione.
[37:39] Una scena solenne, una scena troppo celebre per aver bisogno
[37:45] di essere commentata, anche se tutti i dettagli.
[37:49] Pongono degli interrogativi, per esempio ne evoco uno solo, poi
[37:52] mi fisserò solo sulla componente matteana.
[37:55] Il velo del tempio squarciato. La tenebra che si stende sulla
[38:00] faccia della terra, i sepolcri che si aprono, è un fatto
[38:04] storico. Agli studiosi sono convinti di
[38:07] no, che non è un fatto storico in senso diretto ed immediato,
[38:11] avvenuto in quel pomeriggio di quella data che forse oscilla
[38:14] tra il 30 e il 33 e invece. È invece una vera e propria
[38:19] lettura comprensibilissima agli occhi del lettore della Bibbia.
[38:23] Comprensibilissima alsemita, che ha bisogno della sceneggiatura,
[38:28] è una vera e propria lettura del mistero della salvezza nella
[38:32] croce di Cristo. Guardate il velo del tempio che
[38:36] si squarcia, il velo che nascondeva il Santissimo.
[38:39] Quel Dio, quando si squarcia qualcosa, si vede ciò che sta al
[38:43] di là. Quel Dio che era segreto,
[38:46] inavvicinabile, inaccostabile, misterioso, ora apre le tende
[38:53] del suole, cortine del suo mistero, in un uomo in croce.
[38:57] Ed è questo il grande scandalo. Dall'altra parte, l'oscurità è
[39:04] il simbolo caratteristico del giudizio di Dio.
[39:07] Tra l'altro, in un testo di amo si dice proprio che l'oscurità
[39:10] parte da 12:00, quando il sole è al suo Zenit.
[39:14] In quel momento la tenebra avvolge tutto l'universo e
[39:19] allora scatta il giorno del Signore, il giudizio di Dio.
[39:22] E da ultimo, la resurrezione dei morti.
[39:25] Le tombe che si aprono sono l'inizio della nostra
[39:28] resurrezione. Perché la croce di Cristo c'è
[39:30] quella bellissima, stupenda intuizione, anche fantasiosa
[39:35] delle rappresentazioni che avete sempre visto del crocifisso
[39:38] nella tradizione popolare, con quel famoso teschio ai piedi
[39:41] della Croce. Quella rappresentazione che fa
[39:43] sì che ancora adesso, nella Basilica del Santo Sepolcro che
[39:46] ingloba anche l'altura di pochi metri del calvario ai.
[39:50] Piedi della. Della Cappella del Golgota,
[39:55] dell'altura del calvario, ai piedi c'è la Cappella di
[40:00] Sant'Adamo. Quel cranio è Adamo, il primo
[40:04] uomo idealmente bagnato dal sangue di Cristo, così che tutta
[40:09] la genealogia degli uomini sia salvata, sia redenta idealmente
[40:15] sotto la croce di Cristo e sepolto il cadavere.
[40:19] Lo scheletro di Adamo, perché diventi il nuovo Adamo, il nuovo
[40:24] uomo. Ma l'elemento fondamentale?
[40:26] Ma teano è nell'interno. Della delle citazioni Bibliche,
[40:32] Matteo descrive guarda gli eventi della crocifissione
[40:36] continuamente intessendo. Il racconto contesti dell'Antico
[40:40] Testamento, per esempio bere vino e fiele, ripetuto due
[40:44] volte, è il Salmo 69. Abbiamo spartirsi le vesti.
[40:50] Gesto anche possibile storicamente, come facevano
[40:53] spesso i soldati col loro piccolo bottino.
[40:56] Ebbene, è una citazione anche però eletta da Matteo la luce
[40:59] del Salmo 22. Ha confidato in Dio, lo liberi
[41:05] lui se gli vuol bene, ha detto, sono figlio di Dio, dicono
[41:10] quando la folla, quando egli è in croce.
[41:13] Ma queste sono parole citate pari pari dal Salmo 22, dal
[41:17] capitolo due della Sapienza. E ancora, le ultime parole di
[41:21] Gesù, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
[41:26] Sono la citazione, come tutti sanno, per l'inizio del Salmo
[41:29] 22, l'ultima preghiera di Gesù secondo.
[41:32] Il Vangelo di Matteo Luca avrà un'altra preghiera di maggior
[41:37] fiducia, anche se dobbiamo dire che Gesù, pronunciando questo
[41:41] Salmo non pronuncia un grido di disperazione.
[41:46] Prova la desolazione estrema Suprema, la più profonda.
[41:51] Però al tempo stesso lascia aperto uno spiraglio, perché,
[41:55] citando le prime battute del Salmo, si vuole nella tradizione
[42:00] giudaica citare tutto il test, e se voi proverete a riprenderlo
[42:03] in mano questo Salmo, sentirete che comincio come il più amaro
[42:07] dei de profondi, se finisce con un canto marziale come il
[42:10] magnificat, più solenne, più gioioso.
[42:15] Però c'è, nell'interno della crocifissione, un elemento, un
[42:18] elemento che dobbiamo continuamente ricordare e
[42:21] segnalare, nella morte di Cristo c'è la vera incarnazione.
[42:27] Nodale dell'incarnazione, perché Cristo non è ancora del tutto
[42:32] nostro fratello, fino a quando non prova ciò che Dio non prova,
[42:36] ma proviamo solo noi uomini. E lo sta provando in queste ore,
[42:40] le ore della passione e le ore della morte.
[42:42] Ed è solo così che è nostro fratello.
[42:46] E allora in questo senso mi piace ricordare quella
[42:48] meditazione laica. Facciamo una sosta, un momento
[42:52] con una meditazione laica. Che forse mi pare di avervi già
[42:55] citato, ma che possiamo ricordare di un grande regista
[42:58] del nostro tempo, Ingmar Bergman.
[43:02] E in luci d'inverno è una battuta del testo della della
[43:08] sceneggiatura di luci d'inverno, film che voi tutti sicuramente
[43:11] di cui avrete sentito parlare, che forse avrete visto del 1962,
[43:16] che si riassume in una trilogia, è una trilogia della ricerca
[43:20] della fede e della crisi della fede.
[43:23] Per Bergman l'approdo è probabilmente.
[43:27] Il silenzio. Difatti i titoli sono luci
[43:30] d'inverno, come in uno specchio e in silenzio, e quel silenzio è
[43:35] il silenzio di Dio. Ora il testo l'ho ritrovato in
[43:38] una questo testo l'ho ritrovato in un'opera francese dedicata
[43:41] proprio alle sinemas non Bergman, pubblicato a Parigi nel
[43:46] 1973, con tutta una vera e propria documentazione sulla
[43:50] teologia di Bernard. Il Sagrestano parla al pastore
[43:57] in crisi, perché il vero uomo in crisi è il pastore, l'uomo di
[44:02] chiesa costretto a fare questi riti di cui egli non vede più né
[44:06] il segno né l'efficacia. Pensi al Getsemani, signor
[44:12] pastore, pensi alla Crocifissione.
[44:16] Là tutti i discepoli si erano addormentati, non avevano capito
[44:20] nulla, ed egli rimase solo anche sulla croce.
[44:26] La. Sofferenza dovette essere
[44:28] grandissima capire che nessuno aveva capito nulla, ma non era
[44:34] ancora il peggio, signor pastore.
[44:38] Quando il Cristo fu inchiodato sulla croce e vi rimase
[44:42] tormentato dalla sofferenza, esclamò, Dio mio, Dio mio,
[44:48] perché mi hai abbandonato? Il Cristo fu preso da un grande
[44:53] dubbio. Nel momento che precedette la
[44:57] sua morte. Dovette essere quella la più
[45:01] crudele di tutte le sofferenze, voglio dire, il silenzio di Dio.
[45:08] E certamente la fraternità di Cristo con noi è forse nella
[45:12] morte e in questa prova, la prova che il figlio per
[45:16] eccellenza o la F maiuscola rispetto a noi che siamo i figli
[45:19] adottivi, ha dovuto sperimentare con una lacerazione.
[45:25] Assolutamente unica, assolutamente straordinaria, il
[45:28] silenzio di Dio. Ed eccoci all'ultima scena.
[45:32] È una scena collegata alla precedente, perché non si
[45:35] dovrebbe mai scindere? Anche se noi possiamo mettere
[45:37] una quinta scena, in realtà è la continuazione della quarta.
[45:40] La resurrezione non esiste. Se non connessa alla
[45:45] crocifissione, perché il Cristo è crocifisso per risorgere egli
[45:48] muore come uomo, però è sempre il figlio di Dio e quindi come
[45:52] tale deve far esplodere la potenza della morte, perché Dio
[45:56] è per eccellenza l'eterno e la vita.
[45:59] Egli è il seme nell'interno della morte, come fa intuire
[46:03] Paolo nella sua meditazione. E abbiamo anche qui un racconto.
[46:09] Racconto in cui Matteo mette ancora una volta le sue
[46:12] indicazioni. Voi sapete che la resurrezione
[46:16] non è narrata dagli Evangelisti, sono.
[46:20] Solo gli apocrifi, la resurrezione è sperimentata nel
[46:24] poi, perché la resurrezione è un mistero la cui verificabilità
[46:28] storica ci sfugge, ed è per questo motivo che è
[46:31] assolutamente irrilevante. La Sindone ai fini.
[46:35] Della resurrezione ai fini della fede ai fini della al massimo
[46:38] poteva essere un documento storico, ma non incideva
[46:42] minimamente nel discorso di fede questo.
[46:44] Bisogna essere assolutamente radicali su questo, altrimenti
[46:49] si dimentica la resurrezione nel suo significato ultimo, che non
[46:52] è quello. Della rianimazione di un
[46:55] cadavere. Noi non sappiamo che cosa sia
[46:57] avvenuto al Cristo, quel corpo che ora non è più presente nel
[47:01] nostro Orizzonte. Sappiamo però che quell'evento è
[47:04] il principio di riorganizzazione, di ricreazione
[47:09] di tutto il cosmo, di tutto l'universo, è un principio di
[47:13] fecondazione di tutto l'essere. E tutto questo non è
[47:16] sperimentabile in un dato solo. E allora ecco davanti a noi il
[47:20] sepolcro aperto, simbolo di una morte vinta.
[47:24] E le parole? Dell'angelo, Il Messaggero di
[47:27] Dio per eccellenza, che proclama, non è qui, è gherfe, è
[47:32] risorto la grande professione di fede, ma, e lo vedremo proprio
[47:38] in conclusione, Matteo si accorge che non basta dire
[47:41] resurrezione, e questo voi lo potreste vedere chiaramente se
[47:46] studiate attentamente. Il nuovo testamento il nuovo
[47:48] Testamento non conosce solo la descrizione della Pasqua come
[47:51] resurrezione, cioè. Quello schema che suppone un
[47:55] coinvolgimento del corpo. Certamente la storia ne è
[47:58] colpita. La persona del Cristo, la
[48:01] persona nella sua realtà coinvolge anche la natura umana
[48:04] e ne è colpita, ma è qualcosa di molto di più.
[48:07] E allora ecco che si ricorre ad altri schemi, ad altri modi di
[48:09] parlare. Non si parla solo di
[48:11] resurrezione, si parla di glorificazione.
[48:13] Ricordate quando abbiamo letto Giovanni?
[48:16] Di esaltazione e Matteo conosce anche questo schema, ora.
[48:22] Gli episodi tipicamente matteani sono due.
[48:24] Il primo è quasi un dettaglio, è un dettaglio che ancora una
[48:29] volta, per l'ultima volta, si ricorda la polemica, la
[48:33] tensione. I famosi soldati messi di
[48:38] guardia al sepolcro. E questi che cercano in tutti i
[48:44] modi poi di essere salvati da parte dei sacerdoti con una
[48:48] menzogna. Mentre esse erano per via alcuni
[48:51] esse le donne, alcuni della guardia giunsero in città e
[48:53] annunziavano i sommi sacerdoti. Quanto era accaduto.
[48:56] Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di
[48:59] dare una buona somma di denaro ai soldati, dicendo, dichiarate,
[49:03] i suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato mentre
[49:06] noi dormivamo. E semmai la cosa avverrà
[49:10] all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi
[49:12] libereremo da ogni noia. Quelli presero il denaro, fecero
[49:17] secondo le istruzioni ricevute. Così attenzione, anche qui la
[49:22] finale di Matteo tipica. Questa diceria si è divulgata
[49:25] fra i giudei fino ad oggi, come nel caso del campo del sangue, e
[49:30] il capitolo ventottesimo di Matteo e versetti 11 15.
[49:36] Ancora una volta voi vedete che c'è questa incomprensione, c'è
[49:38] persino questo rifiuto anche dei segni, eventuali storici minimi,
[49:45] ma soprattutto il rifiuto della fede nella Pasqua.
[49:49] Il rifiuto di qualsiasi possibilità di aggancio col
[49:54] mistero di Cristo. E l'altro elemento, il secondo
[49:58] elemento è rappresentato invece dall'ultima grande scena del
[50:03] Vangelo di Matteo, scena. Questa scena solenne è quella
[50:08] terminale, versetti 16 20 del capitolo 28, è veramente una
[50:14] scena che si potrebbe presentare, come direi il grande
[50:20] addio di Matteo? Se Matteo idealmente avesse
[50:25] potuto anche dipingere? Avrebbe rappresentato il Cristo
[50:30] in questa maniera, come ce lo rappresenta, con queste ultime
[50:35] righe solo sue. È un'apparizione.
[50:39] Voi sapete che il termine apparizione è brutto perché a
[50:42] noi evoca subito qualcosa di spettrale.
[50:44] Tema più esatto è l'incontro col Cristo risorto, un incontro,
[50:49] vedete, che è sperimentale perché cambia la vita di alcuni.
[50:53] Paolo ne è cambiato, per esempio.
[50:56] Gli stessi apostoli diventano diversi, Cristo si fa
[50:59] riconoscere quasi visivamente, però al tempo stesso voi vedete
[51:03] che non è più sufficiente essere stati compagni di lui.
[51:08] Aver mangiato con lui e camminato con le strade, averlo
[51:10] ascoltato, parlare una lingua perché essi non lo riconoscono.
[51:14] Lo stupore di Maria di Magdala nel Vangelo di Giovanni, che lo
[51:18] scambia con un guardiano, un guardiano della necropoli, è
[51:22] proprio significativo che non basta la Sindone, Eh?
[51:26] Non bastano questi piccoli segni, questi elementi storici.
[51:30] Con la Pasqua di Cristo, come continuerà a ribadire Paolo,
[51:33] avviene il salto di qualità. Il rischio?
[51:37] Il rischio della fede. Il rischio del ricordare che
[51:39] ormai la nostra storia è stata attraversata dall'infinito
[51:42] dall'eterno da Dio. E allora Matteo presenta questa.
[51:48] Questo attraversamento lo presenta attraverso una grande
[51:52] apparizione, un'apparizione Gali laica.
[51:56] Si distinguono due apparizioni, quelle di Gerusalemme, che sono
[52:00] con un determinato schema fisso, e quelle di Galilea, che
[52:02] un'altro schema. Qual è lo schema, qual è la
[52:06] struttura sulla quale si intesse questo racconto, che è la
[52:10] struttura della resurrezione come glorificazione, cioè Cristo
[52:16] entra nel sepolcro e poi appare nella Gloria celeste circonfuso
[52:22] di splendore. Vedi l'Ascensione, per esempio
[52:24] per Luca. Ecco invece per Matteo la scena.
[52:29] Gli 11 discepoli andarono in Galilea, sul Monte che Gesù
[52:32] aveva loro fissato. Ricordate quando abbiamo
[52:34] cominciato il nostro viaggio? E vi ho detto, iniziamo con un
[52:37] Monte, il Monte delle beatitudini, finiremo con un
[52:41] Monte. Eccolo, il Monte della Pasqua.
[52:44] Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi, alcuni però
[52:48] dubitavano ed egli avvicinatosi, Gesù disse loro, mi è stato dato
[52:54] ogni potere in cielo e in terra. E la frase di Daniele 7.
[52:59] Il figlio dell'uomo che è ormai il grande signore.
[53:02] E ci sono tre parole adesso di Gesù che sono significative
[53:06] soprattutto nell'originale greco, parole.
[53:10] Tre parole che sono. L'eredità che Gesù ci lascia il
[53:14] testamento, non hanno bisogno di essere commentate quasi primo,
[53:19] ma. Pete, usate PAN tatahefne non
[53:23] come si traduce qui, ammaestrate fate discepoli, ma siete usate,
[53:30] fate discepoli tutti i popoli. Ecco la Chiesa con questo
[53:35] Orizzonte infinito che supera la piccola provincia di Palestina,
[53:39] secondo vaptizonte Sautu sei sonoma tu patronska it tu
[53:44] yu-kaituneumatos battezzandoli nel nome del padre, del figlio e
[53:49] dello Spirito Santo, secondo la via della salvezza attraverso il
[53:54] battesimo che, come dirà Paolo, è la partecipazione
[53:58] all'esperienza della Pasqua di Cristo, tu.
[54:01] Non entri nella tomba di pietra, entri nel sepolcro d'acqua,
[54:06] entri creatura vecchia, ne esci creatura nuova, rinnovata.
[54:11] Terzo, non è solo l'esperienza, l'ascolto, dell'evangelo.
[54:16] Essere discepoli non è solo il sacramento e anche tutta la
[54:21] vita. Che è coinvolta disco.
[54:24] S contest autusterein pantaosa EN Teleir e lamen ymin.
[54:32] Insegnando, ecco che appare per l'ultima volta la famosa il
[54:38] famoso verbo di Matteo, Cristo Maestro, voi ora siete maestri
[54:44] di Dascon Didascalos, colui che insegna, che fa didattica
[54:50] insegnando tutto quanto io vi ho comandato.
[54:55] Tutto. Tutta la mia parola è affidata a
[54:59] voi. E Gesù a questo punto ci saluta
[55:03] e ci saluta con una espressione che Matteo idealmente ricama con
[55:09] una delle prime righe del suo Vangelo, è quello che
[55:11] tecnicamente si usa definire l'inclusione.
[55:15] Raccogliere tra due estremi, tra due poli, tutto il messaggio è
[55:19] il messaggio di Matteo è questo, Dio è con noi.
[55:22] Vi ricordate nel capitolo Primo, il versetto 23, quando noi
[55:27] Annunciavamo attraverso il racconto dell'Annunciazione a
[55:31] Giuseppe, La nascita del Cristo? Si diceva che si sarebbe
[55:35] chiamato Emanuel Emanuele, cioè? Metemono theos, il Dio con noi.
[55:42] Ed ecco le ultime parole, ego dice Gesù, Méfimon Némi per
[55:49] tutti i giorni della mia vita. Ego methumont, io sono con voi
[55:55] per tutti i giorni. E questa presenza segreta è la
[56:00] forza e la speranza della Chiesa.
[56:03] Concludiamo allora anche noi questo viaggio abbiamo fatto,
[56:08] come avete visto, soltanto selezionando alcune pagine,
[56:13] cercando soprattutto di fissare le pagine che erano in tinte con
[56:16] l'inchiostro di Matteo. Ora io vorrei affidarvi questo
[56:21] libro ancora una volta queste. Queste parole che dopotutto
[56:27] abbiamo detto in greco non sono neppure moltissime 18.000
[56:30] parole. Un testo tutto sommato sempre
[56:33] concentrato, i Vangeli, è stato detto giustamente sono quattro
[56:36] libretti che hanno rivoluzionato il mondo.
[56:39] Quattro libretti, si usava dire persino di bassa letteratura, di
[56:44] letteratura modesta. Eppure che cosa hanno segnato?
[56:48] Pensiamo solo per la storia dell'arte, che cosa hanno
[56:51] segnato soltanto per il pensiero, anche se volete, nel
[56:55] male. Pensate quanti, quante bestemmie
[56:58] sono state pronunciate nei nomi dei Vangeli, quanti fanatismi
[57:01] sono nati, ma anche quanti splendori, quante meraviglie qu.
[57:06] Ante grandezze, quante energie possono essere esplose ancora,
[57:09] possono esplodere ancora da queste pagine e finiamo allora.
[57:13] Io finisco salutandovi al termine di questo viaggio, in
[57:17] attesa di riprenderne un'altro, sempre nell'interno delle pagine
[57:20] della Bibbia. E questa volta.
[57:24] Con una speranza, con un augurio che io spero anche con una
[57:29] certezza, abbiamo passato insieme 5 ore.
[57:33] Delle tante, ormai, che molti di voi hanno trascorso con me da
[57:36] quando, dal 1980 abbiamo cominciato questo pellegrinaggio
[57:40] nella Bibbia. Queste ore io vorrei che fossero
[57:44] soprattutto, certo, ore di studio anche, ma fossero anche
[57:48] un po ore di meditazione, di contemplazione per credenti e
[57:52] non credenti, di silenzio, di pace.
[57:54] Mentre attorno, per esempio, impazza il consumo più sfrenato,
[57:59] impazza la distrazione. Più frenetica fossero anche
[58:03] momenti di poesia, di arte. Io ho insistito sul fatto,
[58:08] vedete spesso del rapporto tra la letteratura, l'arte, la
[58:12] musica. Le pagine generatrici di arte,
[58:15] di poesie e di musica. E allora vorrei proprio che
[58:18] l'augurio mio si esprimesse con le parole che ha saputo dire
[58:23] molto meglio di me, con grande mistico islamico.
[58:27] Io le applico proprio alla lettura della Bibbia, la lettura
[58:30] dell'Evangelo. Finora abbiamo avuto delle ore
[58:34] che sono ore di meditazione, di poesia, di arte e anche di
[58:37] studio. Io auguro a quelli che sono
[58:39] credenti in maniera particolare, che diventino qualcosa di più
[58:42] queste ore e anche a coloro che non sono credenti.
[58:46] Le parole di hseyn al Allah, il grande mistico morto nel 921 1
[58:53] grande mistico, vicinissimo anche all'esperienza cristiana
[58:57] più. Di una volta parlato anche di
[59:00] elementi cristiani, fossero un po la verità, non soltanto per
[59:06] le nostre 5 ore della lettura di Matteo.
[59:08] Ma fossero la verità per tante altre ore nate da questa
[59:12] provocazione, io spero da questo stimolo ricevuto dal testo,
[59:17] letto insieme, ascoltato insieme.
[59:20] Le ore. Della meditazione divina e della
[59:25] poesia, quindi dell'arte. Sono scriveva alla Lai sono
[59:32] conchiglie che giacciono nel mare del nostro cuore.
[59:39] Vedete meditazione e poesia? Rispetto umano profondo di
[59:44] ascolto e anche poesia, arte. Ma arriverà il giorno della
[59:49] resurrezione, allora? E allora il giorno della
[59:53] resurrezione le porterà alla riva queste conchiglie?
[59:58] E le conchiglie si schiuderanno. Ed allora saranno tutta luce,
[1:00:06] luce. Luce senza striatura di tenebre
[1:00:09] come lo sono ora. Saranno gioia intatta?
[1:00:15] Senza fremiti di paura come lo sono ora.
[1:00:19] Grazie. Manca Matera, signore.
[1:01:07] Coi tuoi ti abbarti della guerra.
[1:01:12] Sentite, il Signore nella gioia esulta e andarmene a.
[1:01:21] Lui. Conoscete che Dio?
[1:01:26] Tutti i Ciao fatti siamo suoi. Il suo popolo Benedetto e Santo
[1:01:33] Gre. Gge ai suoi, passo lì.
[1:01:41] E tutti insieme noi alziamo con gioia, all'agnello il morto per
[1:01:50] voi e tutti insieme TI abbiamo.

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