# MARI VS MURGIA ALLO STREGA: perchè le scuse di Michele Mari non reggono #1560

An episode of [Ciao, Internet! con Matteo Flora](https://invisiblenetwork.ai/podcast/1046298895), 24 Jun 2026, 50 min.

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Le “scuse” di Michele Mari, diffuse tramite una nota dell’ufficio stampa Einaudi dopo le frasi attribuitegli su Michela Murgia durante il tour del Premio Strega, sono un caso di scuola di crisi autoinflitta: non tanto per il fatto originario (che resta una questione di testimonianze), quanto per come il testo prova a governare la narrazione e finisce per peggiorarla. Quindi per esercizio facciamo al solito l'analisi: - il canale scelto (nota fredda, non prima persona) - l’ancoraggio iniziale su “voci incontrollate” - la negazione come scommessa quando ci sono testimoni - e soprattutto la contraddizione che annulla tutto: negare e insieme “scusarsi”. Il comunicato sposta il bersaglio delle scuse su Teresa Ciabatti invece che sul pubblico realmente ferito dall’offesa percepita verso Murgia

## Transcript

[0:00] Speaker 2: 30 giorni per provarlo e se non fa per te,
[0:01] Speaker 2: Michele Mari, lo scrittore, famosissimo scrittore contro Michela Murgia, abbiamo
[0:10] Speaker 2: un problema e abbiamo delle scuse e come sempre quando
[0:14] Speaker 2: abbiamo delle scuse oggi analizziamo insieme in questa masterclass le
[0:19] Speaker 2: scuse smontandole pezzo per pezzo, ma stavolta tra l'altro mentre
[0:23] Speaker 2: le smontiamo vi faccio vedere anche tutto il mestiere che
[0:26] Speaker 2: c'è sotto perché in genere in Racconto un po' di
[0:30] Speaker 2: cose ma non faccio vedere le lenti con cui osserviamo
[0:33] Speaker 2: le cose per lavoro. Quindi questa volta ci mettiamo tranquilli
[0:37] Speaker 2: e iniziamo a capire come fare bene le scuse, cosa
[0:40] Speaker 2: non ha funzionato in queste scuse e che cos'è un
[0:43] Speaker 2: po' il governo delle narrative. Io sono Matteo Flora, faccio
[0:47] Speaker 2: questa cosa per lavoro da tanti anni gestendo crisi e
[0:50] Speaker 2: questo beh, questo ciao internet. Ciao internet, allora partiamo da
[0:57] Speaker 2: una premessa. C'è una statistica che in genere, ripeto, fino
[1:01] Speaker 2: allo sfinimento a tutti i clienti, circa il 70% di
[1:05] Speaker 2: tutte le crisi reputazionali è autoinflitto. Cioè, il problema vero
[1:12] Speaker 2: alla fine non è l'errore originare, non è proprio quello.
[1:17] Speaker 2: L'errore che hai fatto all'inizio non è quello che fa
[1:19] Speaker 2: il danno grosso. Il danno è la risposta sbagliata che
[1:23] Speaker 2: dai dopo. Persone, aziende, personaggi pubblici, nella maggior parte dei
[1:28] Speaker 2: casi non vengono affondati da quello che hanno combinato, ma
[1:32] Speaker 2: da come hanno provato a scusarsene. È un autogode ed
[1:36] Speaker 2: è quasi sempre evitabile. Oggi ne guardiamo uno perfetto, fresco
[1:41] Speaker 2: fresco di settimana. Le scuse di Michele Mari, che ha
[1:45] Speaker 2: diffuso tramite anche in Audi dopo le frasi che gli
[1:49] Speaker 2: hanno attribuito su Michela Murgia durante il tour del premio strega.
[1:54] Speaker 2: non ce ne frega niente di capire se Mari sia
[1:57] Speaker 2: una brava persona o meno, o se avesse ragione o torto.
[2:02] Speaker 2: Ci interessa capire perché dal punto di vista tecnico le
[2:06] Speaker 2: scuse non potevano funzionare. E non hanno funzionato. Mi interessa
[2:12] Speaker 2: soprattutto in questo caso perché dietro c'è Michele Mari. Perché
[2:17] Speaker 2: mi interessa? Perché è uno degli scrittori più bravi probabilmente
[2:21] Speaker 2: del nostro tempo. Eppure Il saper scrivere bene e il
[2:28] Speaker 2: saper fare bene delle scuse e gestire una crisi sono
[2:31] Speaker 2: due mondi completamente separati. E partiamo proprio da quello, l'avviso
[2:38] Speaker 2: prima di partire. Questa è un'analisi tecnica, non è un
[2:42] Speaker 2: processo morale. Non sto dicendo che Mari ha detto o
[2:47] Speaker 2: non ha detto nessuna di quelle frasi, perché sul piano
[2:51] Speaker 2: dei fatti è la sua parola contro la testimonianza di
[2:54] Speaker 2: chi era sul pulmino, ok? Non è il mio mestiere
[2:58] Speaker 2: fare il giudice istruttorio, non me ne frega niente. Il
[3:01] Speaker 2: mio mestiere è un altro, è prendere i testi che
[3:04] Speaker 2: lui e chi per lui hanno scritto e deciso di
[3:06] Speaker 2: pubblicare e mostrarvi perché dietro fatti, verità sotto eccetera, perché
[3:13] Speaker 2: quel testo è costruito male. Oggi procediamo così. Prima i
[3:18] Speaker 2: fatti in ordine. Chi ha detto cosa, quando, con il
[3:21] Speaker 2: comunicato riportato più o meno per intero. Poi l'analisi, pezzo
[3:28] Speaker 2: per pezzo. Poi una valutazione di chi stava dall'altra parte,
[3:33] Speaker 2: la fondazione Bellonci e la stampa. poi il verdetto su
[3:37] Speaker 2: una scala tra autentico e performativo, e poi ci portiamo
[3:41] Speaker 2: a casa anche le lezioni operative da portare a casa
[3:44] Speaker 2: e cosa si potrebbe, cosa si sarebbe potuto fare di differente, ok?
[3:51] Speaker 2: E alla fine, una cosa che di solito mi tengo
[3:54] Speaker 2: per me, vi dico come si chiama sul serio quello
[3:56] Speaker 2: che avremmo fatto assieme. Quindi, partiamo dall'inizio. Chi, cosa, dove, quando, perché?
[4:06] Speaker 2: Mettiamo in ordine i fatti. 18 giugno 2026, sul pulmino che
[4:12] Speaker 2: porta i finalisti del premio strega verso Bisceglie, una tappe
[4:18] Speaker 2: del tour, quella pugliese, scoppia un diverbio tra Michele Mari,
[4:25] Speaker 2: in gara con il romanzo I convitati di pietra per Reinaudi,
[4:29] Speaker 2: e Teresa Ciabatti. Anche lei Finalista del premio e amica
[4:36] Speaker 2: di Michela Murgia. Michela Murgia, la scrittrice femminista conosciuta per
[4:42] Speaker 2: essere tale, morta nell'agosto del 2023. La prima voce è quella
[4:49] Speaker 2: di chi riferisce. Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera,
[4:53] Speaker 2: che cita una serie di persone presenti, Mari avrebbe detto
[4:57] Speaker 2: che Murgia era intransigente e violenta perché brutta, e allargando
[5:06] Speaker 2: il giudizio alla categoria intera che tutte le donne insoddisfatte
[5:12] Speaker 2: e che non piacciono diventano arrabbiate. Sono parole riferite dai
[5:19] Speaker 2: testimoni raccolti dai giornali, non confermate da Mari, ok? È
[5:23] Speaker 2: la versione dell'accusa, ok? Chiamiamola così, la versione dell'accusa. così
[5:28] Speaker 2: almeno gli diamo il suo nome. Nei giorni successivi, come
[5:31] Speaker 2: forse avete visto, la notizia rimbalza più o meno ovunque
[5:35] Speaker 2: ed entra in scena la seconda voce, quella di Mari.
[5:40] Speaker 2: Per rispondere, Mari non rilascia un'intervista e non parla in
[5:44] Speaker 2: prima persona, diffonde una nota attraverso l'ufficio stampa di Einaudi.
[5:50] Speaker 2: Ed è questo il testo che analizziamo e che smontiamo.
[5:53] Speaker 2: Leggiamolo insieme, ok? In relazione alle voci incontrollate che stanno
[5:57] Speaker 2: circolando in merito a un mio diverbio con Teresa Ciabatti,
[6:03] Speaker 2: tengo a precisare di non aver mai parlato dell'aspetto fisico
[6:07] Speaker 2: di Michela Murgia, né mi sarei mai permesso. Con Teresa
[6:12] Speaker 2: Ciabatti ci siamo poi chiariti, tanto che lei stessa mi
[6:15] Speaker 2: ha detto di non voler dare seguito all'episodio. Mi sono
[6:18] Speaker 2: comunque scusato con lei se qualcosa nelle mie parole poteva
[6:21] Speaker 2: averla ferita, questa ve la ricordate. Così come non volevo
[6:25] Speaker 2: certo offendere Michela Murgia, ma soltanto rievocare, peraltro in un
[6:29] Speaker 2: contesto privato, un lontano episodio di reciproca incomprensione. Poi c'è
[6:37] Speaker 2: una terza voce, quella istituzionale. Il 21 giugno la fondazione Bellonci,
[6:43] Speaker 2: che governa il premio Strega, decide che Mari resta in
[6:45] Speaker 2: gara e accompagna la scelta con una propria dichiarazione, che
[6:48] Speaker 2: poi analizziamo anche quello, perché gioca un frame tutto suo.
[6:53] Speaker 2: Tenete a mente questa separazione, perché è la prima cosa
[6:57] Speaker 2: che si è persa nel racconto pubblico. Una cosa è
[7:00] Speaker 2: quello che i testimoni dicono che Mari abbia detto sul pulmino,
[7:04] Speaker 2: l'altra è ciò che Mari scrive nel comunicato. Un'altra ancora
[7:09] Speaker 2: è cosa decide la fondazione. Noi da qui in poi
[7:13] Speaker 2: analizziamo soprattutto la seconda, il comunicato, perché l'unico testo che
[7:17] Speaker 2: Mari ha scelto, mettiamola così, pesato e firmato di suo pugno.
[7:23] Speaker 2: Ed è quindi l'unico che si possa giudicare per valutare
[7:27] Speaker 2: un po' la sua strategia di risposta, non le intenzioni
[7:30] Speaker 2: sul pulmino, eccetera, eccetera. E la prima mossa di questa
[7:35] Speaker 2: strategia la fa il canale. Prima ancora delle parole. McLuhan.
[7:41] Speaker 2: Ve lo ricordate? Ok? Il manifesto, eccetera. Il canale come messaggio.
[7:47] Speaker 2: In gestione della crisi. C'è una regola che ripeto fino
[7:51] Speaker 2: alla nausea a tutti. Il mezzo è già la scusa.
[7:55] Speaker 2: Perché il sistema 1 di Kahneman, di chi legge, elabora il
[7:58] Speaker 2: contenitore prima del contenuto. Una nota d'agenzia, fredda, terza persona logistica,
[8:06] Speaker 2: dice al pubblico per me questa è una grana da archiviare.
[8:11] Speaker 2: Non è che ho ferito qualcuno e me ne sto
[8:14] Speaker 2: facendo carico. Per un danno che è Più morale e
[8:20] Speaker 2: personale nega... Allora, il danno in teoria è di posizionamento
[8:25] Speaker 2: perché c'è un premio in mezzo, lo capisco, però il
[8:29] Speaker 2: danno che è girato è morale e personale verso le
[8:32] Speaker 2: persone che erano vicine a Michela Murgia, ok? Il canale
[8:37] Speaker 2: giusto sarebbe stato quello più scomodo, quello che pochi vogliono fare,
[8:42] Speaker 2: anche tra i miei clienti, ok? Quello personale, in prima persona.
[8:49] Speaker 2: Il canale che invece è stato scelto è il più comodo,
[8:53] Speaker 2: quello che tiene magari a un braccio di distanza dal testo, ok?
[8:59] Speaker 2: E' un'offesa percepita come intima, gestita con lo stesso tono
[9:04] Speaker 2: con cui si smentisce un'indiscrezione di gossip, comunica alle persone,
[9:11] Speaker 2: che sia vero o meno non importa, disallineamento, prima ancora
[9:16] Speaker 2: di comunicare il contenuto. Analizziamolo bene. l'incipit, l'inizio, le prime
[9:23] Speaker 2: parole di un comunicato di crisi sono l'ancora. L'ancora è
[9:29] Speaker 2: la prima informazione che il pubblico riceve e che pesa
[9:33] Speaker 2: su tutto il resto. Le prime parole che scegli dicono
[9:37] Speaker 2: in realtà da che parte stai, ok? E le prime
[9:41] Speaker 2: parole che sono state scelte qui pesano come macigni. Le
[9:46] Speaker 2: rivediamo assieme. In relazione alle Voci incontrollate che stanno circolando
[9:54] Speaker 2: in merito a un mio diverbio con Teresa Ciabatti, tengo
[9:59] Speaker 2: a precisare, bla bla bla. Guardate dove cade l'accento. L'accento
[10:04] Speaker 2: della primissima frase, perché è qui che l'informazione funziona da ancoraggio,
[10:10] Speaker 2: l'ancoring proprio di Kahneman. Chi definisce l'ancora definisce il giudizio.
[10:15] Speaker 2: Marie non apre nominando il danno. apre qualificando il discorso
[10:21] Speaker 2: come voci incontrollate è una mossa doppia, va vista un
[10:25] Speaker 2: po' a rallentatore da un lato c'è la forma morbida
[10:29] Speaker 2: una forma leggera di una cosa che normalmente Benoit chiama
[10:36] Speaker 2: attack the accuser attacco l'accusatore senza puntare il dito su
[10:40] Speaker 2: nessuno in particolare sposta il problema da cosa ho detto
[10:44] Speaker 2: o avrei detto a un'altra cosa come queste cose stanno circolando.
[10:52] Speaker 2: È un'insinuazione che il vero fenomeno sgradevole non sia l'offesa
[10:57] Speaker 2: o eventuale offesa, sia la diffusione. È un classico dell'anatomia
[11:04] Speaker 2: delle scuse sbagliate. C'è anche un pattern che usiamo, si
[11:08] Speaker 2: chiama shame, shame, shame. Vergogna, vergogna, vergogna. Si ribalta la
[11:12] Speaker 2: vergogna non su cosa è successo, ma su chi fa
[11:15] Speaker 2: girare la cosa. Vergogna, ce l'avete con me che sono
[11:19] Speaker 2: una brava madre, un bravo... Con tutto quello che ho
[11:23] Speaker 2: fatto per il pubblico, quello è il giro. Cerchi di
[11:28] Speaker 2: ribaltare il concetto di vergogna su chi fa girare la cosa,
[11:31] Speaker 2: invece di tenerla su ciò che è stato fatto o
[11:34] Speaker 2: non fatto. Dall'altro, questa era una delle due parti, dall'altro
[11:39] Speaker 2: sempre questa frase prova a fare una riclassificazione del discorso,
[11:44] Speaker 2: chiamandole voci. Trascina l'intera vicenda nel registro, o prova a
[11:51] Speaker 2: farlo perlomeno, del pettegolezzo inattendibile. Perché? Perché è un territorio,
[11:58] Speaker 2: quello del pettegolezzo non suffragato, eccetera, eccetera, che ne studia.
[12:04] Speaker 2: fa in modo che nessuna affermazione sia verificabile, ok? Quindi
[12:07] Speaker 2: nessuna è davvero seria. Il problema in questo caso specifico
[12:14] Speaker 2: è che questa mossa lavora contro Mari, perché l'inversione narrativa
[12:19] Speaker 2: da vittima a carnefice, da carnecifice a vittima, ok? Non funziona,
[12:27] Speaker 2: perché aprendo con voci incontrollate, Mari prova a spostare il
[12:31] Speaker 2: peso della scena dal danno subito o teoricamente subito da Murgia,
[12:37] Speaker 2: al fastidio subito da lui. Prova a candidarsi come il
[12:43] Speaker 2: bersaglio di una macchina del fango. Davanti a una platea
[12:46] Speaker 2: però che ha eletto Murgia a un'icona, ogni tentativo di
[12:51] Speaker 2: vestirsi più o meno da vittima viene letto come la
[12:53] Speaker 2: conferma del problema. Tra l'altro la conferma del fatto che tu, uomo,
[12:58] Speaker 2: sei sempre la vittima perché sono le femministe cattive che
[13:01] Speaker 2: ce l'hanno con te, può anche essere... Può anche essere vero, eh?
[13:06] Speaker 2: Io non sto dicendo che sia vero o falso. Può
[13:09] Speaker 2: anche essere vero che le femministe incarognite ce l'hanno con
[13:15] Speaker 2: Mari che non ha fatto niente. Ma non funziona. Non
[13:19] Speaker 2: è il problema di vero o falso, l'abbiamo detto all'inizio,
[13:22] Speaker 2: è che non funziona. Perché ogni tentativo di vestirti da
[13:27] Speaker 2: vittima viene letto come la conferma del problema, non come
[13:30] Speaker 2: la sua smentita. Ok? Ok? È un meccanismo che conosciamo
[13:35] Speaker 2: a memoria, per cui chi è stato esposto reagisce lamentando
[13:42] Speaker 2: il linciaggio, ma finisce per rinforzare l'idea che di base
[13:46] Speaker 2: non ha capito cosa ha fatto. La cornice difensiva che
[13:50] Speaker 2: provi a metterti intorno qua in realtà è carburante per
[13:54] Speaker 2: il fuoco che volevi spegnere. Hai buttato della legna della
[13:58] Speaker 2: cornice sul fuoco, ok? Poi c'è il blocco... né mai
[14:04] Speaker 2: mi sarei permesso, ok? La frase vera è, tengo a
[14:08] Speaker 2: precisare che non avrei mai parlato, di non aver mai
[14:11] Speaker 2: parlato dell'aspetto fisico di Michela Murgia, né mi sarei permesso.
[14:16] Speaker 2: Questo è il blocco di negazione. La negazione è la
[14:20] Speaker 2: più debole delle strategie di riparazione. Funziona solo ed esclusivamente
[14:25] Speaker 2: se è vera e dimostrabile. Quindi, se trovi una registrazione
[14:30] Speaker 2: e dici, ho la registrazione, si sente, allora puoi negare.
[14:35] Speaker 2: Ma quando si scontra con dei testimoni diventa una scommessa
[14:39] Speaker 2: ad altissimo rischio. Perché ad altissimo rischio? Perché le persone
[14:42] Speaker 2: sceglieranno il testimone non sulla base di chi ha ragione,
[14:45] Speaker 2: non lo possono sapere, ma sulla base di chi è
[14:50] Speaker 2: più vicino alla loro sensibilità. E nel caso di specie,
[14:54] Speaker 2: i testimoni che sceglieranno saranno quelli contro di voi. È
[14:57] Speaker 2: una Negazione, Benoît lo chiama il primo livello della scala
[15:01] Speaker 2: di riparazione, ed è il gradino più basso e più
[15:04] Speaker 2: fragile con cui si misura l'efficacia di una risposta di crisi. Ok?
[15:13] Speaker 2: Provo a ripeterlo perché lo dico nello stesso modo in
[15:15] Speaker 2: cui lo avrei detto se Mari fosse stato cliente, nella
[15:18] Speaker 2: forma perdotante e più brutale. La negazione funziona solo se
[15:22] Speaker 2: è vera e se la puoi provare. perché se è
[15:26] Speaker 2: vera ti salva dal tutto ma se viene smentita il
[15:29] Speaker 2: danno si moltiplica per 10 qui Mari nega lo specifico più
[15:34] Speaker 2: tossico cioè la parte di commento sull'aspetto fisico e sul
[15:39] Speaker 2: piano puramente tattico forse è il punto più sensato del
[15:44] Speaker 2: comunicato perché sceglie di difendersi proprio dall'accusa più indifensibile indifendibile
[15:51] Speaker 2: perché ne dico indifensibile eh Teoricamente sarebbe la scelta lucida
[15:58] Speaker 2: di tutto il testo perché concentri la smentita sul dettaglio
[16:02] Speaker 2: più velenoso invece che disperderla in generale. Funziona. Il guaio
[16:06] Speaker 2: è che... Una negazione di questo tipo è una porta aperta,
[16:11] Speaker 2: che poi non chiudi più, regge solo se nessuno dei
[16:14] Speaker 2: presenti parlerà in modo mai circostanziato o se ritirano quello
[16:18] Speaker 2: che hanno detto. I regge solo finché qualcuno non produce
[16:22] Speaker 2: un riscontro, anche storico. Eh ma l'aveva già detta, eh
[16:25] Speaker 2: ma una frase del genere... Ed è difficile affidare la
[16:29] Speaker 2: propria reputazione generale a un... Non l'ho mai detto. Mentre
[16:33] Speaker 2: il Corriere scrive che più persone sul pulmino l'hanno sentito,
[16:38] Speaker 2: significa mettere tutte le fish su un'unica carta in mano all'avversario.
[16:44] Speaker 2: La negazione non è quasi mai una strategia, è una scommessa.
[16:47] Speaker 2: E qui è una scommessa allo scoperto, ok? Poi c'è
[16:52] Speaker 2: un errore strategico e tattico grande. Perché? Perché? E qui
[16:58] Speaker 2: ci sono delle scuse, ma sono consegnate alle persone sbagliate.
[17:02] Speaker 2: La regola d'oro delle scuse è che le scuse vanno
[17:05] Speaker 2: a chi hai ferito, ok? Sbagliare il destinatario delle scuse
[17:09] Speaker 2: non è un dettaglio di galateo, per dirla così. È
[17:13] Speaker 2: ciò che rende una scusa nulla anche quando formalmente lo fai.
[17:17] Speaker 2: In questo caso la scusa è il chiarimento con Ciabatti,
[17:22] Speaker 2: perché ti dice con Teresa Ciabatti ci siamo poi chiariti.
[17:25] Speaker 2: tant'è che lei stessa mi ha detto di non voler
[17:27] Speaker 2: dare seguito all'episodio. Ma riprende la soluzione di Ciabatti, che
[17:36] Speaker 2: è la persona con cui ha litigato, ha discusso, vedetela
[17:39] Speaker 2: come volete, e la usa come prova del fatto che
[17:42] Speaker 2: il caso è chiuso. È una delega del perdono, ha un'autorità, Ciabatti,
[17:48] Speaker 2: che però è impropria. Si chiama scusa malcentrata, è quella
[17:53] Speaker 2: che parla al pubblico sbagliato. Il perdono è un dono
[17:57] Speaker 2: che può fare solo chi è stato offeso, ok? E
[18:01] Speaker 2: qui non hai offeso Ciabatti, ok? Hai offeso Michela Murgia.
[18:06] Speaker 2: E per estensione, amici, parenti, persone, tutte quelle donne che
[18:12] Speaker 2: in queste frasi si sono riconosciute come bersaglio. Ciabatti può
[18:16] Speaker 2: perdonare il diverbio personale, ok? Non può firmare una soluzione
[18:21] Speaker 2: a nome di una persona morta, E soprattutto a nome
[18:24] Speaker 2: del pubblico ferito. Usare il ci siamo chiariti come una
[18:29] Speaker 2: sorta di pietra tombale equivale a portare, non lo so,
[18:35] Speaker 2: lo scontrino del torto fatto a tizio per dimostrare di
[18:39] Speaker 2: aver saldato il debito con Caio. Il conto resta aperto.
[18:45] Speaker 2: E il pubblico qui lo vede benissimo. Poi... poi c'è
[18:52] Speaker 2: sempre il se ma eccetera bellissimi vezi meravigliosi dello scrittore
[18:57] Speaker 2: ma qui le scuse di evasione allora mi sono comunque
[19:03] Speaker 2: scusato con lei se qualcosa nelle mie parole poteva averla
[19:11] Speaker 2: ferita ok solito discorso non sono io che vi ho
[19:14] Speaker 2: ferito siete voi stronzi che che vi siete offesi ok
[19:20] Speaker 2: è il condizionale il se ok? Il se nelle scuse
[19:24] Speaker 2: firma le scuse di evasione. Il pattern è pur pur thing,
[19:28] Speaker 2: si chiama, cioè sposta la colpa non su quello che
[19:32] Speaker 2: ho fatto io, ma su tu che sei troppo sensibile
[19:34] Speaker 2: ed eventualmente sei stato ferito. Quando preparo le scuse la
[19:39] Speaker 2: prima cosa che cancello sono i se, ma, eccetera, perché
[19:42] Speaker 2: il se trasforma la scusa nel suo contrario. Mi scuso
[19:46] Speaker 2: a se ti ho ferito non significa ho sbagliato, significa
[19:52] Speaker 2: io ho fatto una cosa normale. Tu ti sei sentito
[19:54] Speaker 2: ferito perché sei tu a essere troppo sensibile. La responsabilità
[19:58] Speaker 2: prova a scivolare più o meno silenziosamente dalle spalle di
[20:01] Speaker 2: chi parla a quelle di chi ascolta. Ed è una
[20:06] Speaker 2: scusa che letta in tre secondi al sistema 1 di Kahneman
[20:11] Speaker 2: è uno schiaffo, viene percepito come tale. Qui il se
[20:16] Speaker 2: è aggravato da altre due parole che spesso vengono trascurate
[20:22] Speaker 2: la prima è comunque ok mi sono comunque scusato che
[20:27] Speaker 2: dopo una negazione dice più o meno in chiaro non
[20:30] Speaker 2: avrei dovuto ok l'ho fatto per il quieto vivere ed
[20:34] Speaker 2: è l'esatto opposto del rimorso che è il mi spiace
[20:40] Speaker 2: di aver offeso quella persona non lo volevo fare non
[20:43] Speaker 2: era quello l'obiettivo e questo lo posso capire Ma il
[20:46] Speaker 2: rimorso è preciso. Mi dispiace. Indipendentemente da tutto. Ti ho
[20:53] Speaker 2: fatto male? Sì. Mi dispiace. Non comunque mi dispiace. E
[21:01] Speaker 2: ancora una volta, l'altra è il bersaglio. Mi sono scusato
[21:04] Speaker 2: con lei. Cioè ancora con Ciabatti. Bersaglio sbagliato, delle scuse.
[21:10] Speaker 2: Scusa condizionale. Il danno pubblico, quello verso... Murgia o per
[21:16] Speaker 2: esteso tutti quelli che l'hanno amata, indipendentemente da tutti, non
[21:20] Speaker 2: ha nessuna scusa. Quello che arriva a quel pubblico, che
[21:24] Speaker 2: è quello che ti sta rompendo i maroni, che è
[21:26] Speaker 2: quello incattivito con te, che è quello che vuole la
[21:29] Speaker 2: tua testa, ok? Che è quello che ti fa male
[21:32] Speaker 2: in questo momento, perché è quello il pubblico che ti
[21:34] Speaker 2: fa male, non è Ciabatti con cui la risolvi. Quel
[21:39] Speaker 2: pubblico lì non ha ricevuto nessuna scusa. Anzi! Nella migliore
[21:44] Speaker 2: dell'ipotesi riceve una smentita, ok? È una scusa condizionata dei se,
[21:53] Speaker 2: non è una scusa, non esiste, vabbè, ma quello è
[21:55] Speaker 2: un altro discorso. Poi c'è un'altra cosa, vabbè, c'è una
[22:05] Speaker 2: parte dove si vede che è un bravo scrittore, ok?
[22:07] Speaker 2: Perché c'è un tentativo di framing per cambiare i fatti, ok?
[22:12] Speaker 2: Cerca di utilizzare delle parole per cambiare il racconto, ok?
[22:18] Speaker 2: La scelta delle parole qui riscrive, cerca di riscrivere chi
[22:22] Speaker 2: ha fatto cosa e dove. Provo a spiegarvelo meglio. Così
[22:27] Speaker 2: come non volevo certo offendere Michela Morgia, ma soltanto rievocare,
[22:31] Speaker 2: peraltro in un contesto privato, un lontano episodio di reciproca incomprensione.
[22:36] Speaker 2: Da un punto di vista stilistico, la frase è un
[22:39] Speaker 2: piccolo capolavoro di architettura eufemistica. La chiama così Bandura. È
[22:46] Speaker 2: uno degli otto meccanismi con cui la mente neutralizza il
[22:50] Speaker 2: senso di colpa, rinominando di base ciò che è stato fatto.
[22:56] Speaker 2: Le frasi attribuite a Mari, se le ha detto, sono
[23:00] Speaker 2: un giudizio sul corpo e sul carattere di una donna
[23:03] Speaker 2: e diventano... nel comunicato un lontano episodio di reciproca incomprensione
[23:11] Speaker 2: pesate ogni parola perché è uno scrittore è uno che
[23:15] Speaker 2: le parole le sa usare bene bene diamine quindi ciascuna
[23:20] Speaker 2: parola ha un peso e lavora in un certo modo
[23:25] Speaker 2: davvero episodio ok cerca di rimpicciolire un giudizio complessivo sulla
[23:32] Speaker 2: persona in un aneddoto Non è una giudizio morale, è
[23:37] Speaker 2: un aneddoto piccolo, lontano, un lontano episodio, ok? Lo spedisce
[23:44] Speaker 2: nel passato, quindi non riguarda più nessuno perché è nel passato,
[23:48] Speaker 2: nel passato è nato, è morto, è rimasto lì, ha
[23:50] Speaker 2: rievocato una cosa del passato che non è più a me,
[23:53] Speaker 2: cioè non è più riferita a me, è una roba
[23:55] Speaker 2: del passato, ok? e la parola che forse più di
[24:00] Speaker 2: tutti fa il lavoro sporco è reciproca incomprensione, quel reciproca,
[24:07] Speaker 2: perché insinua che ci fossero due parti che si stavano
[24:11] Speaker 2: fraintendendo a vicenda. Quindi, in questa scena, Murgia non è
[24:16] Speaker 2: più un bersaglio, è la coprotagonista, ok, di un malinteso,
[24:23] Speaker 2: ha la sua parte di colpa, perché se è reciproca incomprensione,
[24:27] Speaker 2: Non è incomprensione mia. Tutti e due hanno detto delle
[24:31] Speaker 2: cose e tutti e due si sono fraintesi a vicenda.
[24:36] Speaker 2: Cerchi di spartire con una morta una colpa che il testo,
[24:40] Speaker 2: una riga prima, aveva negato, avevi negato di avere, ok?
[24:47] Speaker 2: Poi c'è quel peraltro in un contesto privato, ok? Che
[24:52] Speaker 2: in realtà... È la mossa più spudorata che però fa
[24:58] Speaker 2: squalificare un po' tutto perché è il tentativo di invertire
[25:01] Speaker 2: vittima con carnefice perché il contesto privato, dire che le
[25:06] Speaker 2: parole sono state pronunciate in privato cerca di spostare di
[25:10] Speaker 2: soppiatto il dito accusatore dal contenuto delle frasi a come
[25:14] Speaker 2: sono state diffuse. Il problema non sarebbe più a questo
[25:17] Speaker 2: punto cosa è stato detto. ma il fatto che qualcuno,
[25:21] Speaker 2: va che stronzo l'abbia riportato violando un patto privato che
[25:26] Speaker 2: andava sacralizzato e rispettato ok? è una dinamica che succede spesso,
[25:32] Speaker 2: la cosa buffa di fare questo lavoro è che gli
[25:34] Speaker 2: errori sono tutti più o meno uguali ci ho scritto
[25:37] Speaker 2: un libro prima o poi lo pubblicherò, sono tutti uguali
[25:40] Speaker 2: sono una ventina gli errori che fai sono tutti quelli,
[25:42] Speaker 2: oltre che impari gli errori è a posto dicevo è
[25:48] Speaker 2: una dinamica che vedo fare nelle crisi peggiori, quelle in
[25:52] Speaker 2: cui chi ha causato un dato riesce a far, un
[25:56] Speaker 2: dato sì, ciao, un danno, riesce a far sembrare che
[26:01] Speaker 2: l'aggressione vera non sia il danno, ma come è stato preso.
[26:08] Speaker 2: Lo traduco base base. Il vero maleducato, il vero cattivo
[26:12] Speaker 2: è chi ha spifferato, è chi ha parlato, non chi
[26:15] Speaker 2: ha detto eventualmente o non detto quelle frasi. Ok? Ed
[26:19] Speaker 2: è il tentativo di chiudere il cerchio della vittimizzazione, che
[26:23] Speaker 2: si apre con le voci incontrollate e che si chiude
[26:27] Speaker 2: e si salva con un contesto privato. C'è un dettaglio,
[26:37] Speaker 2: poi gli è andata di sfiga a Mari, in questo
[26:39] Speaker 2: caso gli è andata proprio di sfiga. indipendentemente da tutto
[26:43] Speaker 2: perché c'è un dettaglio di sfiga che è la copertina
[26:48] Speaker 2: del romanzo con cui Mari è in gara che porta
[26:53] Speaker 2: stampate non si può sfuggire al passato perché non è
[26:57] Speaker 2: dietro di noi ma dentro di noi e va di
[27:02] Speaker 2: sfiga però avresti dovuto pensarci ok? perché è un autore
[27:06] Speaker 2: che chiede al pubblico di archiviare un lontano episodio ok?
[27:13] Speaker 2: E che nel suo stesso libro ti dice che il
[27:18] Speaker 2: lontano episodio è inestirpabile, offre all'avversario una palla alzata, messa
[27:24] Speaker 2: lì dicendo schiaccia, schiaccia, fammi male, fammi male. E alzare
[27:28] Speaker 2: la palla davvero agli avversari. Ok. Ora, c'è un altro
[27:36] Speaker 2: pezzettino in questo caso. Perché il soggetto non è qua solo.
[27:40] Speaker 2: E quando lavori in un sistema con più attori le
[27:45] Speaker 2: mosse degli altri attori possono cambiare la partita e qui
[27:49] Speaker 2: c'è il comunicato che dobbiamo vedere dell'istituzione che assegna il
[27:53] Speaker 2: premio che prende un frame tutto suo la fondazione Bellonci 21
[27:59] Speaker 2: giugno decide di tenere Mari in gara perché l'idea era
[28:03] Speaker 2: lo squalifichiamo o non lo squalifichiamo eccetera eccetera si decide,
[28:07] Speaker 2: si tiene in gara e c'è una dichiarazione che è
[28:12] Speaker 2: costruita con mestiere e merita rispetto tecnico, ok? Perché tiene
[28:16] Speaker 2: insieme due esigenze opposte. Devo fare abbastanza bene, devo dire
[28:21] Speaker 2: la verità. Da un lato, prende le distanze in modo netto, ok?
[28:27] Speaker 2: E ti dice, la fondazione ritiene ogni espressione denigratoria e
[28:32] Speaker 2: ogni giudizio lesivo delle dignità delle persone incompatibile con lo
[28:36] Speaker 2: spirito del premio. Bello. Presa di posizione, valore esplicito, una
[28:41] Speaker 2: bandiera piantata. Zero ambiguità. Perché? Perché evita che la fondazione
[28:49] Speaker 2: si prenda l'accusa di indifferenza. Dall'altro, la fondazione si apre
[28:56] Speaker 2: da sola la via di uscita. Ed è quello il
[28:59] Speaker 2: frame interessante. Gli autori si esprimono essenzialmente attraverso i loro libri.
[29:11] Speaker 2: È un frame bellissimo, ha un nome, si chiama Dissociazione
[29:14] Speaker 2: delle nozioni. Separi opera da autore. Ecco, ti direbbe probabilmente
[29:20] Speaker 2: che è Intensio Lectoris Autoris Operis. Ed è una frame
[29:25] Speaker 2: operation molto pulita, perché spezza in due un concetto che
[29:28] Speaker 2: il pubblico normalmente tiene unito. La persona che scrive e
[29:36] Speaker 2: lo scritto. e ti dice che è rilevante solo una
[29:40] Speaker 2: delle due metà, il libro, e derubrica l'altra, l'uomo con
[29:45] Speaker 2: le sue parole, a faccenda che non compete il premio. Bella,
[29:50] Speaker 2: è fatta bene, devo dire la verità. Il limite è
[29:55] Speaker 2: che questa separazione regge benissimo nei convegni di teoria letteraria.
[30:02] Speaker 2: ma regge malissimo, ancora una volta, malissimo nella conversazione pubblica.
[30:09] Speaker 2: Dove le persone non separano affatto l'opera dall'autore. E dove
[30:18] Speaker 2: si giudica il libro non l'autore suona alla maggior parte
[30:23] Speaker 2: delle persone come un modo elegantissimo per non decidere. Ok? Ok. Quindi,
[30:34] Speaker 2: tecnicamente molto bella, chapeau, fatta bene, un esercizio di frame
[30:38] Speaker 2: analysis bellissima, sono contro ma separiamo uno con l'altro, bella,
[30:43] Speaker 2: fatta bene, mi è piaciuta tantissimo, dubito che funzionerà con
[30:46] Speaker 2: l'opinione pubblica. C'è da dire, perché per onestà intellettuale lo dico,
[30:51] Speaker 2: che probabilmente alla fondazione non gliene frega niente del pubblico
[30:55] Speaker 2: a casa. Gliene frega di quel piccolo blocco di intelligenza
[31:01] Speaker 2: che segue... la strutturazione di un premio prestigiosissimo prestigiosissimo e
[31:07] Speaker 2: di cosa gli opinion leader possono non pensare di loro
[31:11] Speaker 2: da qui in avanti e da quel punto di vista
[31:14] Speaker 2: niente da dire veramente bella e fatto bene quindi davvero
[31:21] Speaker 2: ovvio che rimane versante stampa ok soprattutto Teresa Ciabatti che
[31:27] Speaker 2: ha avuto una sorta di ruolo di boh contrattare involontario
[31:33] Speaker 2: la forza della posizione di chi ha contestato sul momento
[31:39] Speaker 2: sta più o meno nella concretezza non è un'opinione astratta
[31:43] Speaker 2: su sessismo non sessismo eccetera testimonianza diretta da chi di
[31:46] Speaker 2: chi era a distanza a un metro ok da toc
[31:50] Speaker 2: toc sulla spalla che è il tipo di prova che
[31:55] Speaker 2: il pubblico ricorda ok eh L'occasione che forse resta un
[32:04] Speaker 2: po' sullo sconto, il suo sfondo, sì, ciao sullo sconto, ciao, ciao,
[32:08] Speaker 2: non è Matteo, è che la vicenda, tutta questa vicenda
[32:15] Speaker 2: è stata vista attraverso un filtro. Il filtro è il
[32:18] Speaker 2: caso strega, ok? Cioè letta dietro a una lente che
[32:24] Speaker 2: è quella del regolamento, dell'esclusione sino lasciando in secondo piano
[32:31] Speaker 2: quella forse del merito. Cosa significa parlare così di una
[32:35] Speaker 2: donna morta? Ok? Quindi, verdetto, analisi. Per le scuse della fondazione, chapeau. Bello.
[32:45] Speaker 2: Capisco cosa, non ho voluto fare un esercizio fatto molto bene,
[32:50] Speaker 2: hanno diviso veramente molto bene le due cose. Secondo me
[32:54] Speaker 2: sono riusciti nel difficilissimo tentativo di scorporare le due cose
[32:58] Speaker 2: e uscirne inermi. Che in, quasi, più che inermi, uscirne... vivi, ok?
[33:09] Speaker 2: che nella gestione della crisi è meraviglioso, cioè è una
[33:13] Speaker 2: bella cosa sono usciti senza danni a medio- lungo periodo ci
[33:18] Speaker 2: sarà sì sempre questa roba dietro chapeau, bella, fatta bene
[33:22] Speaker 2: non posso dire niente scuse pubbliche di Mari eeeh mica
[33:29] Speaker 2: tanto facciamo così, una scala da 1 anzi, prima posizione, scusa
[33:38] Speaker 2: pienamente autentica, decima posizione, solo performativa, questo è un 9, ok? Perché? Allora,
[33:49] Speaker 2: non è la più catastrofica possibile delle scuse, perché non
[33:53] Speaker 2: siamo davanti a un silenzio né a una bugia, ok?
[33:58] Speaker 2: Mari ha reagito in tempi rapidi, non ha lasciato che
[34:03] Speaker 2: il vuoto si riempisse per settimane, ha avuto più o
[34:06] Speaker 2: meno il sangue freddo tattico di concentrare la negazione sull'accusa
[34:10] Speaker 2: più grave, invece che sbracciarsi più o meno su di tutti,
[34:13] Speaker 2: è stato composto, in una stanza della crisi velocità e
[34:16] Speaker 2: messa a fuoco sono due virtù. Ok? E qui queste
[34:20] Speaker 2: ci sono. Il problema è che tutto il resto del
[34:26] Speaker 2: testo ti spinge verso delle scuse solo performative. E lo
[34:30] Speaker 2: fa Per una ragione strutturale che vale forse più della
[34:35] Speaker 2: somma dei singoli difetti che vi ho fatto vedere. Le
[34:39] Speaker 2: scuse negano e si scusano. Nello stessa scusa. E' la
[34:46] Speaker 2: cosa forse peggiore che puoi fare. Perché negare e scusarsi
[34:51] Speaker 2: si annullano a vicenda. Se hai sbagliato ti scusi davvero.
[34:55] Speaker 2: Fino in fondo. Senza se, senza comunque, eccetera eccetera. Ok?
[35:01] Speaker 2: se non hai sbagliato non ti scusi, smentisci e basta
[35:08] Speaker 2: il testo di Mari fa metà dell'uno e metà dell'altro
[35:12] Speaker 2: però non riesce a chiudere nessuno dei due perché non
[35:15] Speaker 2: rassicura chi lo crede innocente perché comunque mi sono scusato
[35:23] Speaker 2: insinua comunque un'ammissione e non placa quelli che lo ritengono
[35:28] Speaker 2: completo perché è una scusa condizionata Ok? E non funziona.
[35:37] Speaker 2: Il meccanismo che qui scatta, che è crudele, è l'effetto rimbalzo.
[35:44] Speaker 2: Perché una scusa fatta male non è semplicemente un colpo
[35:47] Speaker 2: a vuoto, è un colpo che ti spari nei piedi.
[35:50] Speaker 2: E lascia chi la pronuncia messo peggio di prima. Tanto
[35:55] Speaker 2: che tante volte un silenzio sarebbe stato preferibile. Non è
[35:59] Speaker 2: un caso che ho iniziato dicendo che il 70% delle
[36:02] Speaker 2: crisi reputazionali è autoinflitto ed è generato non dall'offesa originale
[36:06] Speaker 2: ma dalla risposta sbagliata che segue il casino che hai fatto.
[36:12] Speaker 2: La frase sul pulmino che ci sia stata o meno
[36:14] Speaker 2: era un problema. Il comunicato l'ha trasformata nel problema. Ok?
[36:22] Speaker 2: Non è una scusa mal riuscita, è una scusa che
[36:25] Speaker 2: per come è montata non poteva riuscire. Ok? Bene. Ora,
[36:35] Speaker 2: cosa si poteva fare? Scegliere una delle due. O neghi,
[36:40] Speaker 2: o ti scusi. Ok? Perché smontare il testo è facile,
[36:43] Speaker 2: il vero mestiere è ricostruirlo. Qui la strada giusta non
[36:47] Speaker 2: era né una né l'altra, erano due diverse. Tutto il
[36:51] Speaker 2: pasticcio nasce più o meno da un errore a monte,
[36:53] Speaker 2: l'abbiamo detto. Non ha scelto, Mari, su che binario starà.
[36:58] Speaker 2: Due alternative incompatibili. Bisogna avere il coraggio di imboccarne uno. Ora,
[37:03] Speaker 2: prima strada. Non hai mai detto quelle frasi. Non esiste,
[37:08] Speaker 2: in questo caso, nessuna scusa da fare. Esiste solo una smentita, isolata, asciutta,
[37:15] Speaker 2: senza nulla che la segua per contraddirlo. Cosa scrivi? Non
[37:23] Speaker 2: ho detto, non ho mai detto quelle frasi su Michela
[37:26] Speaker 2: Murgia né le penso. Capisco la durezza. di quanto mi
[37:32] Speaker 2: viene attribuito, e proprio per questo voglio essere chiaro. Non
[37:34] Speaker 2: mi appartiene, ok? Su quanto realmente è caduto sul pulmino
[37:39] Speaker 2: con Teresa Ciabatti ci siamo già parlati direttamente. Nessun comunque,
[37:44] Speaker 2: nessun se, nessuna scusa appiccicata in coda. Chi è innocente
[37:48] Speaker 2: non si scusa. Perché ogni mezza scusa accanto a una
[37:51] Speaker 2: smentita viene letta come una mezza confessione, ok? Seconda strada.
[37:58] Speaker 2: vale se quelle parole, magari non quelle, se qualcosa di simile,
[38:02] Speaker 2: un concetto del genere che poi, insomma, ragazzi, stiamo parlando,
[38:06] Speaker 2: già ogni tanto esce male, io sono il primo a
[38:07] Speaker 2: cui escono male metà delle cose, quindi, se non così,
[38:13] Speaker 2: in quella forma, eccetera, comunque sono uscite. Qui non serve
[38:19] Speaker 2: essere un avvocato, servono le tre mosse normali delle scuse,
[38:22] Speaker 2: mi spiace, colpa mia, ecco come ho intenzione di rimediare, ok?
[38:25] Speaker 2: Però rivolte a chi hai ferito, e non alla persona
[38:29] Speaker 2: a cui le hai dette, ok? Serve nominare l'atto, non ammorbidirlo. Quindi,
[38:34] Speaker 2: nel caso in cui quelle parole ti sono uscite comunque,
[38:38] Speaker 2: la frase è qualcosa del tipo. Ho parlato di Michela
[38:42] Speaker 2: Murgia con parole sul suo aspetto e sul karate che
[38:44] Speaker 2: erano sbagliate, che non avrei dovuto pronunciare, men che mai
[38:48] Speaker 2: di una persona che non può rispondere. Non c'è un
[38:52] Speaker 2: contesto privato che le renda accettabili e mi dispiace, chiedo
[38:55] Speaker 2: scusa a chi le ha sentite. a chi l'ha amato,
[38:59] Speaker 2: a tutte le donne che in quelle parole si sono
[39:00] Speaker 2: riconosciute come bersaglio. Era una mia responsabilità, mi dispiace, senza
[39:07] Speaker 2: se e senza ma. La differenza non è di galateo,
[39:12] Speaker 2: è di sostanza. La versione giusta nomina il danno, cioè
[39:18] Speaker 2: fa una cosa che viene chiamata riconoscimento. Lo prende in carico, ownership,
[39:24] Speaker 2: e fa le scuse verso il bersaglio reale. Tre cose
[39:27] Speaker 2: che rendono le scuse un atto riparatorio e non una
[39:31] Speaker 2: formula di archiviazione. Ok? E non era una nota d'agenzia
[39:38] Speaker 2: alla faccia di prima persona, perché è un'offesa intima gestita
[39:42] Speaker 2: a distanza, comunica a distanza. Ok? Tutto qui. Detto quello,
[39:49] Speaker 2: si poteva fare? Non si poteva fare? Non lo so. Ok,
[39:54] Speaker 2: non so cos'è successo, non so se sono frasi reali
[39:57] Speaker 2: o meno, non ne ho la più pallida idea. Ok.
[40:01] Speaker 2: Questo però è dall'esterno. L'analisi precisa del dire perché quella
[40:09] Speaker 2: terza via che è stata scelta, quella ibrida, quella né
[40:11] Speaker 2: carne né pesce, era l'unica che da un punto di
[40:14] Speaker 2: vista di impatto non poteva funzionare. Ok. Ok. Ci sono
[40:22] Speaker 2: un po' di cose che dobbiamo portare a casa, ma
[40:26] Speaker 2: prima mi date un secondo per dirvi come si chiama
[40:28] Speaker 2: questa cosa, ok? Tutto quello che abbiamo fatto in questi 40
[40:32] Speaker 2: minuti è il mio mestiere, ok? Ha un nome preciso.
[40:38] Speaker 2: Ci avete fatto caso a come abbiamo letto il comunicato?
[40:42] Speaker 2: Non ci siamo mai chiesti è vero o non è vero,
[40:44] Speaker 2: ci siamo chiesti un'altra cosa. Cosa sta cercando di farmi pensare?
[40:50] Speaker 2: Con quale strumento? Sta funzionando o meno, può funzionare o meno.
[40:55] Speaker 2: Abbiamo guardato dove cadeva l'accento della prima parola, chi veniva
[41:00] Speaker 2: spostato dal ruolo di vittima a quello di colpevole, quale
[41:04] Speaker 2: parola veniva resa più importante e quale si cercava di
[41:09] Speaker 2: fare sparire, quali giudizi e pregiudizi si accendevano nella testa
[41:13] Speaker 2: delle persone, ok? Erano processi. Questa cosa si chiama governo
[41:20] Speaker 2: delle narrative, governo delle narrazioni. Noi chiamiamo narrative governance. Studia
[41:24] Speaker 2: come si costruiscono le storie con cui noi ci spieghiamo
[41:28] Speaker 2: il mondo. Come si attivano i frame, cioè le cornici
[41:32] Speaker 2: dentro cui interpretiamo i fatti, e come quei frame si
[41:35] Speaker 2: possono riparare o mandare in frantumi. Le scuse sono la
[41:41] Speaker 2: punta più visibile di tutto questo, ok? Sono la cosa...
[41:47] Speaker 2: finale che vedono più o meno tutti è il momento
[41:50] Speaker 2: in cui una persona prova di solito male a riscrivere
[41:53] Speaker 2: al volo una narrazione su di sé ma le stesse
[41:56] Speaker 2: lenti che ho puntato su le cinque righe di comunicato
[42:00] Speaker 2: eccetera normalmente lo si fa su tutto ok smontare le
[42:04] Speaker 2: scuse è l'esercizietto da palestra che facciamo qua nei video
[42:08] Speaker 2: la partita vera è governare le narrazioni prima ok cosa
[42:12] Speaker 2: può starsi a casa Una serie di punti operativi. Ne
[42:16] Speaker 2: avevo pensato di farne cinque, poi ne sono venuti fuori sei, sette. Allora,
[42:21] Speaker 2: partiamo dal punto principale da portarsi a casa. Negare e
[42:24] Speaker 2: scusarsi insieme è la mossa sbagliata in assoluto. Ok? Nel
[42:29] Speaker 2: comunicato Mari prima dice non l'ho mai detto, poi mi
[42:32] Speaker 2: sono scusato. Uno è lì dell'altro. Non conviene agli innocentisti,
[42:40] Speaker 2: non placa i colpevolisti, Decidi un binario, smentita o riparazione,
[42:46] Speaker 2: non mettere il piede su entrambi perché non funzionano nessuno
[42:48] Speaker 2: dei due. Punto numero due. A chi si fanno le scuse?
[42:53] Speaker 2: A chi hai ferito? A chi non era presente? Ok,
[42:57] Speaker 2: Mari si scusa con Ciabatti, ok? Che è l'interlocutrice del videoverbio.
[43:03] Speaker 2: Non con Murge e col suo pubblico. Quindi le scuse,
[43:07] Speaker 2: anche se ci sono come parola, è un nulla in atto.
[43:12] Speaker 2: quando preparate le scuse, la prima domanda non è cosa dico,
[43:17] Speaker 2: ma a chi devo farle, con chi sto parlando, ok?
[43:23] Speaker 2: Altra cosa, il se nelle scuse non c'è, ok? Mi
[43:29] Speaker 2: scuso se ti ho ferito, sposta la colpa dalle spalle
[43:33] Speaker 2: di chi parla a chi ascolta, ok? Ed è letto
[43:36] Speaker 2: automaticamente dal nostro cervello come schiaffo, ok? Se Ma, eccetera,
[43:44] Speaker 2: non ci sono in delle scuse. Ok? Poi, le parole
[43:51] Speaker 2: ovattate riattivano il sospetto, non lo spengono. Belli, eh? Circonlocuzioni.
[43:57] Speaker 2: Reciproca incomprensione invece che giudizio sul corpo di una donna.
[44:03] Speaker 2: È bellissima. Da un punto di vista stilistico, chapeau, è stupenda.
[44:10] Speaker 2: Ma è un'etichettatura totalmente eufemistica e il pubblico incattivito con
[44:15] Speaker 2: te la sente. Più ammorbidisci, più segnali che hai qualcosa
[44:20] Speaker 2: da dover ammorbidire, ok? E quindi da nascondere. Se vuoi
[44:27] Speaker 2: chiudere un atto, lo nomini. Poi, è successo in privato.
[44:34] Speaker 2: Tecnicamente hai ragione, ma è una trappola, non è una difesa.
[44:38] Speaker 2: Sportare l'attenzione sulla diffusione e metodologia di diffusione e di
[44:42] Speaker 2: acquisizione di una frase invece che sul contenuto è la dinamica,
[44:49] Speaker 2: come dirlo in maniera... è la dinamica con cui provi
[44:54] Speaker 2: a diventare vittima invece che carnefice. Funziona solo se il
[45:00] Speaker 2: pubblico è stupido e non se ne accorge. E oggi
[45:04] Speaker 2: qualcuno se ne accorge in tempo reale. Non io, chiunque.
[45:10] Speaker 2: Poi ci sarebbe da dire che il primo colpo è
[45:12] Speaker 2: quello che conta, cioè in crisi hai sostanzialmente due tentativi
[45:17] Speaker 2: per poter mettere a posto Austin e Hugh, vabbè. Stai
[45:21] Speaker 2: attento alla prima risposta, ok? Meglio una risposta rapida e imperfetta, certo,
[45:28] Speaker 2: che una tardiva, ma a una condizione che non è negoziabile,
[45:33] Speaker 2: che quel primo tentativo non peggiori il frame. perché un
[45:39] Speaker 2: primo colpo sbagliato danneggia e chiude la finestra di ascolto
[45:42] Speaker 2: che gli altri ti danno ultima la sincerità non si
[45:50] Speaker 2: costruisce e il canale la tradice i neuroni specchio di
[45:55] Speaker 2: chi legge non come me che non li ho i
[45:58] Speaker 2: neuroni specchio di chi legge rispecchiano il tuo stato reale
[46:06] Speaker 2: non la recita un'offesa intima gestita con la freddezza di
[46:10] Speaker 2: un comunicato d'agenzia, comunica alle persone distanza, ok? Prima ancora
[46:16] Speaker 2: della prima parola che tu scrivi. Se non senti il
[46:19] Speaker 2: peso di quello che è successo, non c'è un ufficio
[46:23] Speaker 2: stampa che è in grado di poterlo fingere per te.
[46:27] Speaker 2: E scusa se le fa la persona, non le fa l'azienda,
[46:29] Speaker 2: non le fa un comunicato stampa. Ok? Fine. Spero vi
[46:36] Speaker 2: sia piaciuta. E... Posso aggiungere una nota finale? Poi vi
[46:40] Speaker 2: lascio andare. Una nota da chi le scuse le scrive
[46:45] Speaker 2: proprio per mestiere. Questa settimana tre volte. Tra settimana scorsa
[46:50] Speaker 2: e questa settimana. Il metodo più veloce per capire se
[46:55] Speaker 2: una scusa che hai scritto funziona o no è togliere
[46:59] Speaker 2: tutti i se, tutti i ma e tutti i comunque
[47:04] Speaker 2: e vedere cosa resta. In questo comunicato, una volta... Le
[47:11] Speaker 2: costole ancora. In questo comunicato, se tu togli tutti i se,
[47:17] Speaker 2: i mai, i comunque, resta una smentita rivolta alla persona sbagliata.
[47:23] Speaker 2: E una smentita, per quanto rapida e ben mirata, non
[47:26] Speaker 2: ha mai, mai riparato un danno. Al massimo, quello che
[47:30] Speaker 2: fa è lo sposta in avanti. Lo rimanda. Tutto qui.
[47:35] Speaker 2: Raccontatemi qui sotto se vi piace o non vi piace,
[47:37] Speaker 2: se siete d'accordo o meno, questo è quello che faccio
[47:39] Speaker 2: per lavoro, potreste non essere assolutamente d'accordo, va bene e uguale,
[47:45] Speaker 2: e basta, ci vediamo con altre cose di questo tipo,
[47:48] Speaker 2: se le cose così vi interessano, c'è la newsletter, vabbè,
[47:50] Speaker 2: chi se ne frega, grazie mille per avermi ascoltato, ed
[47:54] Speaker 2: estote parate. senti anche tu l'impressione di perderti la rivoluzione
[48:00] Speaker 2: dell'intelligenza artificiale, vero? di volerla utilizzare per migliorare il tuo
[48:04] Speaker 2: lavoro sei bombardato di notizie ma non sai dove iniziare
[48:08] Speaker 2: davvero se la risposta è sì ho creato qualcosa per
[48:11] Speaker 2: te Ho distillato due anni di formazione che ho fatto
[48:14] Speaker 2: a grandi aziende internazionali, dalla difesa alla finanza, dal food all'automotive,
[48:21] Speaker 2: per creare un corso che ho chiamato Zero to AI,
[48:24] Speaker 2: una introduzione gentile per capire l'intelligenza artificiale partendo da zero.
[48:30] Speaker 2: E non è solo un'introduzione leggera, è un vero e
[48:32] Speaker 2: proprio percorso strategico di 5 ore e mezza di contenuto e
[48:36] Speaker 2: video per darti la consapevolezza e gli strumenti per non
[48:40] Speaker 2: subire questa rivoluzione ma per guidarla, per partire da zero,
[48:45] Speaker 2: senza prerequisiti, ma per diventare quelli che io chiamo i
[48:49] Speaker 2: pastori dell'intelligenza artificiale. Video, slide, un sacco di pratica davvero
[48:56] Speaker 2: da zero per affrontare tutti gli argomenti, dalla teoria ai
[49:00] Speaker 2: design pattern, alle tecniche avanzate di prompting fino a progetti
[49:04] Speaker 2: seguiti step by step, passetto a passetto per imparare la
[49:09] Speaker 2: maestria nei modelli linguistici. Se stai vedendo questo video, probabilmente
[49:14] Speaker 2: fai ancora in tempo a iscriverti con un prezzo scontato
[49:16] Speaker 2: di 100 euro e con la trasparenza che ho sempre avuto.
[49:22] Speaker 2: rimborso completo senza farti domande. Trovi tutto a zero. matteofloa. com e
[49:29] Speaker 2: qui sotto in descrizione. Perché non è tardi per sfruttare
[49:34] Speaker 2: l'intelligenza artificiale. E se il momento migliore era comunque ieri, beh...
[49:39] Speaker 2: Il secondo momento migliore è esattamente ora. Quindi 0.matteoflora.com e
[49:45] Speaker 2: state parati.

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